[2] ALEXANDER PAPA VI, _De expeditione contra Turcas_, anno MD. Mss.
Casanat., D, IV, 22, p. 227.
RAYNALDUS, _Ann. Eccl._, 1501, n. 2: «_Magna classis parabatur a
Pontifice, Francorum Hispanorumque regibus, Venetis et Rhodiis, summo
imperatore Petro Aubussonio, Apostolicæ sedis Legato._»
[3] PARIS DE GRASSIS, _Diaria cæremonialia_. Mss. Casanat., XX, III, 5.
RAYNALDUS, _Ann. Eccl._, 1500, n. 10.
[4] SCIPIONE AMMIRATO, _Storie fiorentine_, in-fol. 1641, vol. II, p.
266: «_Il Papa.... con tre galèe, tre fuste, tre brigantini, due galeoni
e una baloniera._»
[5] TEODORO AMAYDEN, O AMIDENO, _Le famiglie romane nobili_. Mss.
autografo alla Bibl. Casanatense, segnato E, III, 11, n. 175.
PIER LUIGI GALLETTI, _Inscriptiones romanæ infimi ævi Romæ extantes_,
in-4, 1760, II, class. x, n. 10.
[6] UBERTUS FOLIETTA, _Clarorum Ligurum elogia_, in-fol. Roma, 1577, et
ap. BURMAN _in Thesaur._, I, parte I, p. 815: Leonis ep.
«_Amborum virtute olim tua littora, Tybris,_
_Intacta a Mauris tuta fuere diu._
_Quin Mauros Turcasque trahis per flumina Victor,_
_Dum properant fortes in fera bella duces._
_Nunc Mutinorum servas tu grata nepotes,_
_Roma memor: decorant hi nova sæcla viri._»
[7] ALEXANDRI PP. VI, _Instrumentorum Cameræ_, lib. XV, p. 5. — BIBL.
VATICANA, cod. 8046. — SCHEDE BORGIANE nel Museo di Propaganda in Roma:
«_Die XI januarii, MDI. Cum sit quod SSmus. D. N. mandaverit solvi
Domino Ludovico Mosca, et Mutino de Monilla præfectis custodiæ splagiæ
romanæ, seu maris romani, ducatos mille auri in auro de Camera pro
incipienda fabricatione certarum triremium pro classe S. R. E. contra
Turcas, prout per mandatum S. D. N. registratum in Camera Apostolica,
libri Diversorum, fol. 196; iccirco præfati Ludovicus et Mutinus
personaliter constituti etc. in C. A. præsentes, sponte etc. promiserunt
præfato S. D. N. et dictæ Cameræ, ac mihi Notario etc. dictos ducatos
mille exponere in dictam operam bene et diligenter, ac de illis totiens
quotiens opus fuerit et requirentur, bonum et fidele computum reddere,
et alia facere quæ in dicto mandato continentur, sub pœnis et in forma
Cameræ juraverunt etc. rogantes etc. Præsentibus in dicta Camera Petro
Coma et Bernardo.... S. D. N. Forerio et Cursoribus testibus. — Gen.
Fulginas._»
III. — E per non tornare a salti sopra questa materia delle costruzioni
e degli armamenti, qui adesso dirò che per la diligenza del capitan
Lodovico si ebbero prestamente le sei galèe fornite di tutto punto nel
porto di Civitavecchia[8]; e appresso furono comperate a vilissimo
prezzo per tredici mila ducati tutte le artiglierie che il re Federigo,
fuggendo dal Regno, aveva raccolte in Ischia; a dire che valevano più di
cinquanta mila. I due Capitani se le tirarono a bordo presso la riva
dell'isola, e le condussero su pel Tevere alla ripa di Roma, donde
poscia le avviarono per Campodifiore a Castel Santangelo. Gli spettatori
lungo il passaggio noverarono trentasei bombarde maggiori col seguito di
ottanta carri; alcuni tratti da cavalli, altri da bufali: tiri a
scempio, a coppia, a quattro, e a sei[9]. Due carri pieni di schioppetti
per le barche; nove carri con circa quaranta bombardelle, messe a tre,
quattro e sei per carro: dodici con ventiquattro bombarde ordinarie,
altrettanti carri per le dodici bombarde grosse; trentasette carri con
palle di ferro, tre con polvere; e cinque finalmente con nitro,
verrettoni, e pallette mescolatamente. Artiglieria bellissima, di lavoro
eccellente, e di gran forza, scortata da duemila uomini d'ordinanza,
oltre ai manipoli che andavano avanti, e tra carro e carro, e alla coda.
Dunque al principio del cinquecento si avevano pur care, e si stimavano
ancora ad alto prezzo le antiche bombarde e bombardelle; e questo sia
ricordo dell'ultimo periodo: da qui innanzi avremo cannoni calibrati al
peso della palla di ferro. Dunque i carri da trasporto sorpassavano del
triplo il numero delle bocche da fuoco di grosso e di mediocre calibro:
e quindi nel traino di guerra, anche al tempo di Carlo VIII, il numero
dei carri doveva superare due o tre volte quello delle artiglierie da
fazione: tanto che leggendo per quei tempi cencinquanta carri, si ha a
intendere una quarantina di pezzi, col seguito di tre carri di munizioni
per ciascuno, con qualche altro di rispetto. Valga il documento del
Burcardo a confermare le avvertenze del maggiore Angelucci.
Passando alle cose navali, abbiamo qui gli schioppetti per le barche,
che avevano a essere archibusi sulle forcelle, corti di canna e larghi
di bocca; come tuttavia si mettono alle bande dei piròscafi o delle
barche armate quelle minute armi da fuoco, che diciamo petrieri a coda,
o vero tromboncini di marina. Finalmente le pallette alla rinfusa, poste
mescolatamente negli ultimi carri delle munizioni, fannomi pensare alla
metraglia, di che ho dato il primo esempio nell'anno 1453[10]. Ripeto
Metraglia, termine tecnico, di comune uso e legittimo tra i nostri
soldati, i quali lasciano come stanno in altro senso le voci Scaglia,
Cartoccio, e simili. Le quali voci, tuttochè nitide ed eleganti, non
esprimono il concetto della voce Metraglia, cioè quella quantità
collettiva di pallette, di ferro battuto, di numero e peso determinato,
che si mettono insieme nel pezzo per battere il nemico con molti
projetti ad ogni tiro. La voce è registrata dal Grassi, e dal Fanfani;
ed ha esempî del Colletta, del Giordani, e di più altri. Il
Guerrazzi[11] ha voluto scrivere coll'_i_, _Mitraglia_; ed a punto per
questa mitra, calcata infino agli occhi, non ha potuto vederne
l'etimologia; ed ha lasciato che altri la supponesse di origine
francese; laddove il Gassendi e lo Jal (francesi ambedue), ce la
rimandano qua, facendola derivare dal latino _Mittere_[12]. Anzi meglio
(per la desinenza non latina, ma tutta propria della lingua italiana, in
_aglia_) possiamo noi ridurla al verbo Mettere, come a dire
_Metteraglia_; la qual voce, al pari delle nostrane Pedonaglia,
Nuvolaglia, ed altrettali, esprimono l'accozzaglia di più oggetti
simili, messi insieme a formare un tutto collettivo: e così Metraglia
per una certa quantità di projetti simili messi insieme, come se fossero
un projetto solo. L'Angelucci ha pubblicato un documento, dove è scritto
precisamente _Mettraglia_[13]. Dunque questa sarà etimologia
ragionevole, e voce necessaria per esprimere cosa diversa dalla Scaglia
in tritumi, dalle Ghiande allungate, dalle Pallette elementari, e dai
Grappoli tropologici; e così per distinguere il contenente dal
contenuto; cioè i projetti dalle Ceste, Lanterne, Cuffie, Cartocci,
Sacchetti, e Tonnelli che li contenevano, secondo le espressioni spesso
ricordate con lodevole proprietà anche dagli antichi bombardieri.