NOTE:

[1] LEO Pp. X, _Duci et decurionibus Genuen._ ext. ap. BEMBO, _Oper.

omn._, IV, 104: _«Appulisse ad Italiæ insulas et littora vobis vicina

punicam piratarum classem nunciatum est.... diripere, depopulari, etc.»_

ITEM, ibid. 110: _«Morte mulctandos piratas si capiantur.»_ et p. 142:

_«Piratæ pœni captivum fecerunt Paulum Victorium.»_

ISTHUANFIUS, _De rebus hungaricis_, lib. XI: _«Hariadenus princeps

piratarum, ac mauri turcique prædones littora Hispaniæ atque Italiæ

excursionibus atque rapinis reddunt infesta.»_

PRUDENCIO SANDOVAL, _Vida y hechos del emperador Carlos V_, in-fol.

Pamplona, 1634, t. II, p. 143, A, in fin.: _«Dragut no estava en las

treguas; y era un pubblico ladron que andava a toda ropa.»_

MALIPIERO DOMENICO, _Annali Veneti_, nell'_Arch. Stor. Ital._, VII, II,

648: _«È sta fatto più volte querela a Costantinopoli dei danni che fa'

i corsari alle cose nostre.... de può tutti quelli che sono andati a

portar presenti al signor Turco, tutti ha habù provision, et è stà fatti

so' capitani.»_

[1500.]

II. — Eccoci all'anno secolare del giubileo, quando gli spirituali

propositi, e i religiosi pensamenti, e le visite ai santuarî di Roma,

rinfocolavano in ogni parte del mondo cristiano gli antichi disegni

delle crociate, a propria difesa contro le perpetue infestazioni dei

Musulmani. I naviganti, i pellegrini, e chiunque andava e veniva da

lontane parti per le vie del mare, più frequentate allora delle vie di

terra, diceva lo sgomento e le molestie patite dai pirati; e tutti

speravano nell'alleanza proposta ai principi cristiani da papa

Alessandro.

Le speranze parevano toccare alla certezza, niuno potendosi persuadere

che non si dovesse venire ai ferri per una impresa tanto necessaria, e

da tutti desiderata, alla quale dicevano volersi mettere col massimo

delle forze i sovrani di Francia e di Spagna; oltre agli Ungheri ed ai

Polacchi, che già con grand'animo combattevano contro le orde di

Bajazet, ed oltre ai Veneziani che nei mari di Levante più che mai

valorosamente difendevano dal medesimo tiranno i loro possedimenti. Le

cose erano tanto innanzi nei congressi di Roma, che papa Alessandro

spediva il diploma di capitano generale dell'armata cristiana al

grammaestro di Rodi e cardinale di sant'Adriano, Pietro d'Aubusson, uomo

di gran valore e di sommo accorgimento[2]: ed il futuro maestro delle

cerimonie papali componeva la formola delle orazioni da recitare nella

distribuzione delle Croci, e nella benedizione del comune stendardo

della lega[3].

I trattati della spedizione generale contro i Turchi correvano per le

corti lontane e pei tempi futuri sopra quei fondamenti che in breve

vedremo; e insieme insieme crescevano le provvisioni vicine per

assicurare le spiagge e per reprimere le minute infestazioni dei pirati.

La squadra della guardia, ordinata fin dall'anno precedente con quei

capitoli che altrove ho pubblicati, pel concorso grandissimo dei

pellegrini in quest'anno, aveva ricevuto rilevante incremento: quanto al

numero era salita dai tre ai dodici legni; ciò è dire tre galèe, tre

brigantini, tre fuste, due galeoni, e una baleniera[4], la cui comparsa

vedremo tra poco nelle acque dell'Elba; e quanto alle persone, era

venuto al supremo comando, come uomo di maggior fiducia, il capitano

Lodovico del Mosca, cavaliere romano, di antica e nobile famiglia, ora

estinta: giovane di alti spiriti e di molta perizia nelle cose del mare,

cui nulla sarebbe mancato per farci rivedere in tutta la chiarezza il

pristino vigore del sangue romano, se avesse potuto vivere più

lungamente in tempi migliori[5]. Il Mosca col suo collega Lorenzo Mutino

si tenne tutto l'anno in crociera dall'Argentaro al Circèo, e per le

isole vicine di Toscana e di Napoli, ad assicurare i passi dei naviganti

verso Roma, quanto durò sulla spiaggia romana il movimento dei

pellegrini. Niun disastro nell'annata: anzi tutela dei viaggiatori, e

abbondanza delle cose necessarie alla vita nei porti dello Stato e negli

alberghi di Roma. Il nome del Mosca era temuto dai barbari; e la virtù

del Mutino onorata dai Romani, che vollero ascriverlo alla nobiltà, e

pareggiarlo al collega[6].

Oltracciò il capitano del Mosca davasi gran faccenda negli apprestamenti

della spedizione generale; e metteva in costruzione sul cantiere di

Civitavecchia sei galèe, come principio di quelle venti che papa

Alessandro aveva promesso mandare di sua parte nella guerra di Oriente.

Ecco in prova un documento inedito e breve[7]:

«Addì undici di gennajo mille cinquecento e uno. Avendo il Santissimo

padre e signor nostro comandato che si paghino mille ducati d'oro in oro

di Camera al signor Lodovico del Mosca ed a Mutino di Moneglia, prefetti

della guardia sulla spiaggia o marina romana, per metter mano alla

costruzione di alcune galèe da essere unite insieme coll'armata della

santa romana Chiesa contro i Turchi, come si ritrae dalla cedola di

nostro Signore, registrata nella cancelleria della Camera apostolica al

libro intitolato _Diversorum_, foglio cennovantasei; così i predetti

Lodovico e Mutino personalmente costituiti innanzi alla Camera

apostolica, spontaneamente ec., hanno promesso a nostro Signore, e alla

detta Camera, ed a me Notajo ec., di spendere i medesimi ducati mille

bene e diligentemente nell'opera delle galèe, e di darne buona ragione

al bisogno ogni volta che ne siano richiesti; ed hanno giurato secondo

la formola camerale, sotto le pene consuete, di eseguire ciò che nella

predetta cedola si contiene ec. Presenti nella detta Camera Pietro

Chioma, e Bernardo foriere di palazzo, insieme ai Cursori per testimonî.

Genesio di Fuligno.»

La guerra dei pirati e la marina pontificia dal 1500 al 1560, vol. 1 · 第 11 / 177 题