DOLCI DIVERSI E LATTICINI.

=606. Torta di pasta frolla con marmellata.= Fate la pasta come

è descritta al num. 572, e dividetela in due porzioni eguali: con

una di queste porzioni formate il piano della torta, stendendola ed

allargandola col matterello finchè l'abbiate ridotta allo spessore d'un

mezzo dito, e ponendola poi sur una lamiera o dentro una teglia unta

preventivamente con burro; stendete su questo piano di pasta uno strato

di marmellata di vostro gusto (n. 588 al 592), lasciando all'intorno

un margine di circa 3 centimetri: formate quindi coll'altra porzione di

pasta alquante striscie o liste che porrete per diritto e per traverso

a guisa d'inferriata sulla marmellata stessa, e formatene altresì una

specie di cordone col quale farete l'orliccio alla torta attaccandola

in giro sul margine suddetto e pizzicandovelo indi con due dita.

Compiuta così la torta fatela cuocere in forno, e servitela calda o

fredda a piacere, spolverizzandola prima con zucchero finissimo.

Nel fare il piano della torta si può tenere a guida la dimensione e

forma del piatto o vassoio sul quale la si vuol servire, cioè quadrata,

tonda, ovale, ecc.; e si può prima di cuocerla, dorarne la superficie

dell'orliccio e delle liste con rosso d'uovo sbattuto, il che darà più

bella apparenza alla torta dopo che sarà cotta.

=607. Torta di pasta sfogliata con marmellata.= Fate dapprima la pasta

come è descritta al n. 613, regolando la dose degl'ingredienti secondo

la quantità di pasta che vi occorre, e formate poscia la torta in tutto

come abbiamo detto per quella di pasta frolla (n. 606).

=608. Torta di pasta frolla con crema.= Fatela in tutto come quella di

marmellata (n. 606), eccettuato che invece di questa vi metterete della

crema preparata nel seguente modo:

Sbattete tre rossi d'uova, aggiungetevi mezzo litro di buon latte, 60

grammi di zucchero ed un pugillo di farina, stemperando bene il tutto,

e ponete al fuoco in una casseruola, seguitando ad agitare sempre

pel medesimo verso con un mestolo finchè il liquido siasi alquanto

condensato senza però fargli alzare il bollore: lasciate poscia

raffreddare questa crema e servitevene per la torta o per pasticcini in

luogo di marmellata.

=609. Torta di pasta sfogliata con crema.= Ammanite la torta come

quella indicata al n. 606, facendola però con pasta sfoglia (V. n. 613)

e sostituendo alla marmellata una crema preparata come abbiamo detto

sopra (numero 608).

=610. Pasticcini (_corbelletti_) con marmellata.= Prendete tante

piccole forme di latta da pasticcini quanto ve ne abbisogna:

fasciatele internamente con pasta frolla (n. 572), lasciandole vuote

in mezzo, riempitele di una marmellata a piacere (V. n. 587 al 591),

e coprite questa con una sfoglia della stessa pasta, formando in

giro sull'orlo una specie di ricamo a smerlo. Così preparati i vostri

pasticcini fateli cuocere al forno; toglieteli indi dalle loro forme,

spolverizzateli sopra con zucchero fino e serviteli.

=611. Pasticcini (_corbelletti_) con crema.= Formateli con pasta frolla

come i suddetti, ma invece di riempirli con marmellata li riempirete

con una crema preparata nel modo già indicato al num. 608.

Si possono riempire anche con altra crema, che preparerete nel seguente

modo:

Stemperate in mezzo litro di buon latte 30 gr. di farina e 50 gr. di

zucchero in polvere; mettetelo in una casseruola al fuoco, rimestandolo

continuamente; e quando avrà dato 4 o 5 bollori e si sarà condensato

come una polentina, ritiratelo dal fuoco e seguitando a rimestarlo,

aggiungetevi tre rossi d'uova già sbattuti, alcuni pistacchi e pinocchi

mondati, un poco di cedro e zucca canditi tagliuzzati minutamente, e

una presa di cannella. Quando il tutto sarà ben mescolato, rimettete

la casseruola sul fuoco continuando ad agitare col mestolo, ed appena

avrà rialzato il bollore ritirate dal fuoco e lasciate raffreddare.

Allora con questa crema, che dovrà riescire alquanto densa, riempirete

i vostri pasticcini nel modo già indicato.

=612. Pasticcini con frutta sciroppate.= Questi pasticcini, dai

Genovesi chiamati _tartallette_, si fanno con pasta frolla nelle

forme di latta come i _corbelletti_ (n. 610), eccettuato che, invece

di marmellata, si riempiono di visciole od altre frutta siroppate, le

quali frutta non si coprono con una sfoglia della stessa pasta, ma

sibbene si lasciano scoperte, ponendo attenzione, nel far cuocere i

pasticcini, di posarli in piano, onde non versare il siroppo che va

unito alle frutta medesime.

Ecco ora come si preparano le dette frutta:

Alle visciole togliete il gambo e fatta loro una piccola incisione

dalla parte opposta al picciuolo spingetene fuori il nocciolo con uno

stecco, che infilzerete pel buco lasciato dal gambo medesimo; terminata

quest'operazione mettete le visciole a cuocere nel siroppo di marasche

(n. 580) e dopo 5 o 6 bollori distribuitele a cucchiaiate nei vostri

pasticcini o tartallette insieme al lor siroppo.

Le pesche, le pere, le mele si fanno siroppare come è indicato ai n.

597, 598 e 599, ma invece di lasciarle intere si tagliano a pezzetti di

giusta grossezza, gettandone via il nocciuolo ed il torso.

=613. Sfogliatine con zucca candita.= Ammucchiate sopra la madia 3

ettogrammi di fior di farina; formatevi in mezzo un buco col vostro

pugno, e mettetevi un rosso di uovo, un pezzetto di burro grosso quanto

una nocciuola, un pugillo di sale, una cucchiaiata di vino bianco

e tanta acqua da poter formare una pasta non troppo molle nè troppo

dura: sbattete con un cucchiaio finchè al liquido siasi incorporata

buona parte della farina circostante: indi proseguite a comporre la

pasta manipolandola assai bene con ambe le mani, e mettetela poscia

a riposare per mezz'ora tra due piatti onde non prenda aria e si

dissecchi.

Prendete intanto la scorza di due belle arancie e 150 gr. di zucca

candita, tritate il tutto minutamente, e avrete fatto il ripieno per le

sfogliatine.

Riprendete allora la pasta, slargatela e distendetela col matterello

fino a ridurla in una sfoglia dello spessore di un centimetro circa;

sopra metà di essa distendete 3 ettogrammi di burro, ripiegatevi

addosso l'altra metà della sfoglia, passatevi sopra il matterello, in

modo però da non far scappare fuori il burro, ripiegate nuovamente la

pasta in terzo, passatevi sopra ancora il matterello, e ripetete la

stessa operazione per altre 4 volte. Ridotta in ultimo la sfoglia allo

spessore di un centimetro, prendete il ripieno suddetto, distribuitelo

con un cucchiaino in tante piccole porzioni sulla metà della sfoglia,

disponendo le une accanto alle altre ad uguali distanze ed in linee

orizzontali; ripiegatevi sopra l'altra metà della sfoglia, e con una

forma apposita che farete prima scaldare, tagliate ad una ad una le

sfogliatine, e fatele cuocere al forno distese sopra una lamiera.

Quaranta minuti circa di moderato calore bastano ad esse per giungere

a perfetta cottura. Si servono spolverizzate di zucchero.

=614. Sfogliatine con marmellata.= Fate in tutto come le suddette,

eccettuato il ripieno che, invece che con zucca candita e scorza

d'arancia, formerete con una marmellata di vostro gusto (V. n. 587 al

591).

=615. Ravioli dolci.= Prendete la scorza di un'arancia fresca,

un ettogramma di zucca candita e 25 grammi di cedro pure candito:

tritateli minutamente, indi pestateli nel mortaio, unendovi 125 grammi

di midolla d'ossa di manzo, aggiungetevi in ultimo quattro rossi d'uova

sbattuti, e mescolate assai bene il tutto. Avete così il ripieno pei

vostri ravioli dolci.

Fate poscia la pasta nel seguente modo:

Prendete 3 ettogrammi di fiore di farina, ed ammucchiatela sulla

madia, fatevi in mezzo un buco, mettete in questo buco un rosso

d'uovo, un poco di sale e tant'acqua tiepida quanta ne abbisogna, e

formate la pasta secondo l'uso, manipolandola a dovere ed avvertendo

di farla riescire di giusta consistenza, indi col matterello formatene

una sfoglia; stendete sulla metà di essa 2 ettogrammi di burro che

coprirete coll'altra metà della sfoglia stessa, ripiegandovela sopra;

spianate ancora la sfoglia col matterello, e per ultimo egualmente per

altre 4 o 5 volte spianandola ad ogni ripiegatura col matterello, e

finalmente riducetela in una sfoglia dello spessore d'uno scudo.

Preparata così la pasta ed il ripieno, prendete quest'ultimo a piccole

porzioni con un cucchiaio da caffè e disponetele sulla metà della

sfoglia suddetta ad eguali distanze fra loro, ricoprendole poscia

coll'altra metà della sfoglia: quindi tagliate e separate i ravioli

servendovi di una apposita forma o dell'orlo di un bicchierino, in

modo che resti all'intorno del ripieno un poco di margine, i cui lembi

poscia comprimerete tutto in giro colle dita affine di riunire ed

attaccare bene la pasta senza schiacciare il ripieno. Così ammaniti

i ravioli, fateli friggere in padella con buon olio abbondante, e

serviteli caldi spolverizzati di zucchero.

Alcuni, per rendere più soffice il ripieno, non vi mettono i rossi

d'uova.

=616. Altra ricetta per fare i ravioli dolci.= Ammaniteli procedendo

come abbiamo detto sopra, solo che per fare il ripieno adoprerete

la scorza di un limone fresco, un ettogramma di zucca candita, 50

grammi di cedro pure candito, 75 grammi di biscotti della regina, 25

grammi di zucchero in polvere, 125 grammi di midollo d'ossa di manzo,

ed un solo rosso d'uovo. I biscotti, prima di pestarli insieme agli

altri ingredienti inzuppateli in qualche liquore, e di preferenza

nell'anisetta di Bordò.

La pasta poi la farete con 3 ett. di farina, 150 gr. di burro, 25 gr.

di zucchero in polvere, la raschiatura della scorza d'un limone, ed

acqua tiepida quanta ne abbisogna.

Nel formare poi i ravioli, fate del ripieno suddetto tante pallottole

grosse quanto una nocciuola, passatele in chiara d'uova e disponetele

poscia sulla sfoglia della pasta compiendo l'operazione nel modo

indicato al numero precedente.

=617. Risiny.= Fate liquefare al fuoco mezzo chilogr. di burro, senza

lasciarlo però soffriggere, indi ritiratelo dal fuoco e tramenatelo ben

bene finchè sia divenuto freddo e spumante; allora unitevi ad una ad

una 12 uova continuando a tramenare e sbattere con un mestolo, poscia

mezzo chilogramma di zucchero polverizzato, e in ultimo aggiungetevi

a poco per volta, e rimestando sempre, mezzo chilogramma di farina di

riso e un po' di scorza di limone grattata. Quando il tutto si sarà

bene assimilato, versatelo in una casseruola o in una forma di budino,

che avrete prima unta internamente con burro, e fate cuocere lentamente

al forno, o in casa con fuoco sotto e sopra. Quando questo dolce è

cotto, si rovescia sur un piatto e si serve spolverizzato di zucchero.

=618. Pan dolce.= Il pan dolce, che si vende in Genova da tutti i

pasticcieri, differisce assai da quello che stiamo per descrivere. Il

primo è bensì più economico, ma non ha la squisitezza del nostro; si

usa fare pressochè in tutte le case particolari nella solennità del s.

Natale, Capo d'anno ed Epifania. Eccone la ricetta:

Prendete due chilogramma di buona farina di frumento, ponetela sulla

madia in un mucchio, formatevi un buco in mezzo e versatevi un bicchier

d'acqua, in cui avrete fatto prima sciogliere 150 gr. di lievito,

impastate la parte liquida con porzione della farina, fino a che

avrete formata una pasta assai dura, coprite questa col rimanente

della farina, ponetevi sopra un foglio di carta e addosso a questo una

coperta di lana, e lasciate così in riposo la pasta per circa 8 ore.

Dopo ciò scopritela, impastatela col rimanente della farina mercè un

altro poco d'acqua tiepida che vi aggiungerete, ed unitevi in pari

tempo 150 gr. di zucchero in polvere, 3 ett. di burro liquefatto,

un bicchierino di vino di Marsala e una cucchiaiata d'acqua di fior

d'arancio, mescolando e manipolando assai bene il tutto: finalmente

aggiungetevi 50 gr. di uva passola bianca di Smirne, 30 grammi di

pistacchi mondati, 40 gr. di pinocchi e 10 gr. di anici, e seguitate

ad impastare finchè abbiate ottenuta una pasta soffice ed uniforme.

Allora formatene un pane, che fascerete all'intorno con una salvietta

a guisa di turbante affinchè la pasta non si schiacci di troppo, e

lasciate lievitare per altre 12 ore, avvertendo che se facesse molto

freddo sarebbe necessario metter la pasta in una stanza alquanto calda.

Finalmente liberate il pane dalla suddetta salvietta e fatelo cuocere

al forno.

=619. Ciambelle di pasta di mandorle.= Scottate con acqua calda 3

ettogr. di mandorle dolci affine di poterle sbucciare, indi mettetele

in un mortaio e pestatele a guisa di ridurle come una pasta, allora

aggiungetevi 2 ettogr. di zucchero in polvere, una cucchiaiata di acqua

di fior d'arancio e 25 gr. di farina, ed amalgamate assai bene insieme

il tutto onde farne una pasta uniforme. Formate con questa le ciambelle

(_canestrelletti_) che disposti sur una lamiera farete cuocere al

forno finchè avranno preso un bel colore dorato. Alcuni, dopo che sono

cotte, le bagnano leggermente alla superficie con un sciroppo, e vi

spargono sopra della semenzina confettata a vari colori che si compra

dai pasticcieri e confettieri.

=620. Croccante di mandorle.= Prendete 4 ettogrammi di mandorle dolci,

sbucciatele dopo averle scottate in acqua calda, asciugatele con una

salvietta e trinciatele a pezzetti con un coltello: mettetele poscia

in una casseruola con 3 ett. di zucchero e tanto burro quanto è grossa

una nocciuola, e fate cuocere il tutto a fuoco gagliardo tramenandolo

con un mestolo finchè il composto abbia preso un colore bruno dorato.

Allora ritirate dal fuoco la casseruola, versatene il contenuto dentro

una forma di budino (che avrete unta prima leggermente all'intorno con

burro) e distendetevelo uniformemente servendovi all'uopo d'una scorza

di limone o d'arancia colla quale comprimerete il composto contro le

pareti della forma stessa intanto che è caldo. Raffreddato che sia e

perciò indurito, togliete il croccante dalla forma e servitelo in un

piatto adattato. Nel caso che non si stacchi, fate scaldare un poco

la forma. Avvertite sempre che il croccante non sia troppo massiccio,

che sarebbe duro a mangiarsi: ma dategli la spessezza tutt'al più di

10 o 12 millimetri (mezzo dito circa) e però sappiatene regolare la

quantità del composto alle dimensioni della forma in cui volete fare il

croccante.

=621. Croccante di pinocchi.= Fatelo come il suddetto, sostituendo alle

mandorle un'eguale quantità di pinocchi: i quali però non si scottano

nell'acqua calda, nè si tagliano a pezzetti, ma bensì si mondano della

loro pellicola fregandoli fra le mani, e si lasciano interi.

=622. Pinocchiate.= Sbattete 6 chiare d'uova ed unitevi un ettogramma

di zucchero in polvere, 50 gr. di pinocchi mondati, alcune goccie

d'acqua di fior d'arancio e un poco di farina, mescolando bene il

tutto, formandone una pasta alquanto tenera. Ponete questa sopra ostie

bianche a giuste proporzioni, che spolverizzerete con zucchero, e

fatele cuocere al forno non troppo caldo finchè non abbiano preso un

leggiero biondo.

=623. Spumanti di cioccolato.= Prendete sei uova, 80 gr. di farina,

40 gr. di cioccolato grattato e 250 gr. di zucchero, sbattete i rossi

d'uova con il cioccolato e lo zucchero, finchè non sia bene assimilato

il composto; aggiungete poscia le chiare, che avrete prima sbattute

a parte fino a renderle spumanti e come neve; mescolate bene il

tutto, e fatevi incorporare da ultimo la farina. Fatta così la pasta,

distribuitela in cassettine di carta e lasciate cuocere al forno a

moderato calore.

=624. Panna montata.= Mettete mezzo litro di panna (fior di latte)

in un catino di rame, e sbattetela lungamente e sempre nel medesimo

verso con un mazzetto di fuscelli: quando l'avrete fatta montare

e ridotta come neve, unitevi due grosse cucchiaiate di zucchero in

polvere finissimo ed un poco di cannella o vaniglia, secondo il gusto,

e seguitate a sbattere finchè il tutto siasi ben assimilato ed abbia

preso una certa consistenza. Allora prendete una forma di budino della

capacità occorrente, copritene il fondo e le pareti internamente con

biscotti della regina, versatevi entro la panna montata che coprirete

egualmente degli stessi biscotti, e rovesciate indi il tutto sur un

piatto, servitelo tosto in tavola.

=625. Latte alla crema in chicchere.= Sbattete dieci rossi d'uova

unitamente a 150 grammi di zucchero in polvere e ad una presa di

cannella o di vaniglia, come meglio vi piace, e aggiungetevi inoltre

un litro di eccellente latte: mescolate bene il tutto e versatelo

in una casseruola, passatelo al fuoco e seguitate a rimestare senza

interruzione con un mestolo di legno, finchè non vedrete che il

liquido cominci a condensarsi: il che scorgerete facilmente, perocchè

la crema si attaccherà allora al mestolo, formandovi come un leggiero

velo giallognolo. In ogni caso avvertite di non lasciargli alzare il

bollore, che ciò accadendo le uova rappigliandosi si separerebbero

dal latte e la vostra crema sarebbe sciupata. Appena dunque vedrete

la crema cominciare a condensarsi, ritiratela dal fuoco, rimestatela

ancora per alcuni minuti, lasciatela poscia raffreddare compiutamente,

versatela in chicchere da caffè e servitela in tavola.

=626. Crema al cioccolato.= Fatela come la crema suddetta (n. 625),

aggiungendo al miscuglio 75 gr. di cioccolato grattato, già stemperato

a parte al fuoco in un bicchiere di latte prelevato da quello che

avrete destinato per fare la crema. Anche questa si serve fredda ma non

in chicchere, sibbene in una compostiera o piatto profondo.

=627. Crema ai pistacchi.= Pigliate 60 gr. di pistacchi, scottateli in

acqua calda, spellateli, pestatene una buona porzione nel mortaio, e

passateli allo staccio. Preparate poscia la crema come è indicato al

n. 625, e prima di metterla al fuoco unitevi e fatevi disciogliere la

pasta di pistacchi suddetta. Poscia fate condensar il tutto al fuoco

nel modo descritto, versate finalmente la crema così fatta in una

compostiera, spargetevi sopra gli altri pistacchi che avrete prima

tagliuzzati minutamente, e freddata che sia servitela in tavola.

=628. Crema alla fragola.= Passate per istaccio 150 gr. di fragole ben

mature, mettete la polpa ottenutane in una casseruola con 150 gr. di

zucchero in polvere, 20 gr. di gomma arabica pure in polvere, e mezzo

litro di panna o fior di latte. Mescolate e stemperate bene insieme il

tutto, passatelo al fuoco, continuando a rimestare con un mestolo, e

quando avrà bollito circa 3 o 4 minuti la crema sarà fatta. In questa

non essendovi uova, si può lasciarla bollire, ma essa pure si serve

fredda.

=629. Crema al rosolio.= Fate la crema come quella descritta al

num. 625, ma invece di porla in chicchere quando siasi raffreddata,

versatela in una compostiera, sul fondo della quale abbiate

preventivamente disposte alcune fette di pan di Spagna o biscotti

della regina inzuppati in un rosolio di vostro gusto (l'alkermes è da

preferirsi), indi versate sulla crema stessa due o tre cucchiaiate di

rhum, e servite in tavola.

=630. Crema composta.= Fate separatamente le creme di latte (num.

625), di cioccolato (num. 626), di pistacchi (num. 627), di fragole

(n. 628), raffreddate che siano, versatele in disegno o capriccio

in una compostiera, in modo però che i diversi colori giallo, bruno,

verdognolo e rosso delle creme si mantengano ben distinti fra loro,

cioè senza amalgamarsi. A tale effetto procurerete di fare le creme il

più possibile dense, aggiungendo ai loro posti un pugillo di farina

che farete stemperar bene prima di passarle al fuoco. Per la crema

ai pistacchi non serberete porzione di questi per spargerveli sopra

tritati come fu detto, ma sibbene essendo la crema destinata all'uso

che ora accenniamo, pesterete tutti i pistacchi e li incorporerete alla

crema che così addiverrà maggiormente colorita in verde.

=631. Zabaione.= Sbattete tanti rossi d'uova quanti ve ne abbisogna,

calcolandone tre per ogni due convitati; unitevi del buon vino di

Cipro o di Malaga o di Marsala, secondo più vi piace, regolandone la

dose colle uova adoperate cioè tanto quanto ne potrebbero capire tutti

i loro gusci insieme, aggiungete inoltre una grossa cucchiaiata di

zucchero in polvere per ogni due uova impiegate, e seguitate a sbattere

il tutto finchè sia bene assimilato. Allora passatelo al fuoco,

frullandolo continuamente, e quando si sarà condensato, senza però

lasciarlo bollire, versatelo in chicchere e servite caldo.

La vera cuciniera genovese facile ed economica, ossia maniera di preparare e cuocere ogni sorta di vivande all'usanza di Genova · 第 40 / 45 题