UMIDI DI GRASSO.

=339. Lingua all'olive.= Lessate sino a mezza cottura una lingua di

vitello, spellatela e mettetela in una casseruola nella quale avrete

pronto un soffritto di cipolla, sedano, prezzemolo e una carota (il

tutto ben tritato) con burro e sale necessario; fate rosolare un poco

la lingua in questo soffritto, rivoltandola di quando in quando, indi

versatevi qualche mestolata di brodo bollente, aggiungetevi quattro

olive grosse trinciate, la polpa d'altre quattro pestate nel mortaio

e sei intiere, e coprite la casseruola lasciando finir di cuocere con

fuoco sotto e sopra.

=340. Lingua fra due fuochi.= Prendete una lingua di manzo o di

vitella, fatela lessare e spellatela come è detto sopra; indi

praticatevi diversi buchi colla punta di un coltello, ed in ognuno di

essi infilzate un pezzetto di prosciutto grasso e magro. Distendete

sul fondo di una casseruola alquante fette di prosciutto, assai magro,

sopra a queste una fetta di carne magra di manzo tagliata sottilmente,

spargetevi sopra della cipolla, prezzemolo e basilico tritati, alcuni

funghetti (num. 5) o tartufi, una foglia d'alloro, pepe, sale e un

pezzo di burro. Adagiate su tutto questo la lingua già lessata e

lardellata come abbiam detto, copritela con altra fetta sottilissima di

carne di manzo e altre fette di prosciutto; versatevi sopra finalmente

qualche mestolata di brodo, e mettete la casseruola ad un fuoco

lento coprendola con un testo di ferro, sul quale pure collocherete

alcuni tizzi di carbone accesi. Così disposto il tutto, fate cuocere

lentamente per tre o quattr'ore lasciando consumar l'umido: dopo di

che, accomodato il tutto sur un piatto, servirete in tavola con una

salsa piccante a piacere in un recipiente a parte.

=341. Zampetti.= Prendete zampetti di vitello o di maiale, e dopo

averli ben puliti, fateli sgocciolare, disossateli e metteteli in una

casseruola con burro, cipollette, prezzemolo, sale, pepe ed un poco di

brodo. Fateli cuocere finchè l'umido siasi alquanto ridotto, aggiungete

sugo di carne (num. 26), ed in mancanza di questo, semplice sugo di

pomidoro, ed al momento di ritirare la casseruola dal fuoco unitevi

due rossi d'uova sbattuti, formaggio parmigiano grattato e un poco di

cannella, rimescolando bene il tutto, che servirete tosto assai caldo.

=342. Testa.= Prendete della testa di vitella ben pulita, fatela

lessare, disossatela e cucinatela in tutto come gli zampetti (num.

341).

=343. Animelle con piselli.= Fate rosolare un pezzetto di burro in

casseruola, mettetevi poscia le animelle intiere mondate della loro

pellicola, un po' di cipolla e prezzemolo trinciati, e lasciate

rosolare il tutto per alcuni minuti. Finalmente aggiungete i piselli

freschi che avrete prima fatti lessare alquanto, ed un poco di sugo

(num. 26), e lasciate cuocere per altri venti minuti, rimestando di

quando in quando affinchè i piselli non si attacchino al fondo della

casseruola.

=344. Animelle alla casalinga.= Scottate con acqua bollente le

animelle, onde meglio toglier loro la pellicola che le ricopre, e

mettete a cuocere in casseruola con un bicchier di vino bianco, sedano,

cipolletta, prezzemolo e carota, il tutto ben trinciato. Quando le

animelle saranno cotte, ritiratele mettendole in un piatto in disparte:

passate indi per istaccio l'intingolo, rimettetelo nella casseruola,

aggiungetevi un po' d'agro di limone, un pezzo di burro ed un pugillo

di farina, e fatelo concentrare alquanto sul fuoco, rimestando

continuamente, finchè abbia preso la consistenza d'una densa crema.

Allora versate questa salsa sulle animelle che avrete intanto mantenute

calde, e servitele in tavola.

=345. Animelle alla carta.= Dopo scottate le animelle in acqua

bollente e mondate dalla pellicola, tagliatele a pezzi alquanto grossi

e metteteli in un recipiente di terra con olio, prosciutto tagliato

a pezzetti, prezzemolo e cipollette e carota trinciati sottilmente,

qualche fungo rinvenuto in acqua tiepida, sale e pepe, lasciando tutto

in infusione per alcune ore. Preparate poi tante cassette di grossa

carta quanti sono i pezzi delle animelle, mettete dentro ognuna di

queste cassette un pezzo d'animella con porzione della concia sopra

descritta, indi disponete dette cassette così accomodate sopra una

graticola, e fate cuocere a fuoco di brace, ponendo attenzione a che

la carta non abbruci. Cotte che siano le animelle, spremetevi sopra un

poco di agro di limone, e servitele sur un piatto nelle loro cassette.

=346. Fegato al burro.= Prendete del fegato di vitella, tagliatelo a

fette sottili, e mettetelo in casseruola con burro, sale necessario,

e prezzemolo tritato, facendolo cuocere finchè prenda il color bianco.

Avvertite però di rivoltarlo qualche volta con un mestolo: e sopratutto

di non farlo cuocere di troppo onde non indurisca. Servitelo con limone

strizzato.

=347. Fegato all'olio.= Tagliate il fegato a fette sottili, e cuocetelo

in casseruola con solo olio e sale, avvertendo di ritirarlo appena

imbianchito.

Si serve anch'esso con limone strizzato.

=348. Fegato all'agliata.= Pestate nel mortaio un po' di milza di

vitella o di manzo scottata prima nell'acqua bollente, qualche spicchio

d'aglio e mollica di pane inzuppata nell'aceto; quando avrete ben

pestato il tutto, stemperatelo con altro aceto e serbatelo in disparte.

Intanto avrete messo a cuocere in casseruola con olio e sale il fegato,

sia di manzo o di vitella, tagliato a fette; quando dunque manchi poco

ad esser cotto, ammucchiatelo da una parte della casseruola, e versate

dall'altra l'agliata preparata come abbiam detto. Lasciatela cuocere

così per alcuni minuti, indi mescolate col fegato, e dopo una breve

cottura versate il tutto in un piatto e servitelo caldo.

=349. Fegato in istufato.= Prendete fegato di manzo o di vitella,

o di maiale, pulitelo bene, tagliatelo a fette e cuocetelo in un

soffritto di cipolla con olio e sale, aggiungendo un pugillo di farina

stemperata in un mezzo bicchiere di vino. Quando cotto, servitelo col

suo intingolo.

=350. Fegatelli o fegato fasciato.= Tagliate il fegato a fette (quello

di maiale si preferisce per questa ricetta), unite ad ogni fetta un

pezzetto di lardo, pepe, sale e poco finocchio, indi avvolgetele ognuna

in reticella di maiale, formandone come altrettante polpettine, le

quali infilzerete in stecchi ponendo fra l'una e l'altra una foglia

d'alloro, e finalmente metterete a cuocere in un tegame o teglia con

olio, sale e un poco di vino.

=351. Polpette di fegato.= Tritate sottilmente sul tagliere il fegato

unitamente ad un poco di lardo e mollica di pane inzuppata nel brodo;

mescolate a questo battuto un pugno di formaggio parmigiano grattato,

pepe, sale, spezie e due rossi d'uova sbattuti, rimestando bene il

tutto. Indi formatene delle grosse pallottole, che involgerete in rete

di maiale, infilzerete con stecchi, e farete cuocere come i fegatelli

(numero 350).

=352. Coratella al burro.= Prendete una coratella d'agnello o di

capretto, tagliatela a piccoli pezzetti e mettetela a cuocere in

padella con un pezzo di burro e sale necessario, rivoltandola di

sovente con un mestolo, finchè abbia rosolato.

=353. Coratella alla borghese.= Tagliate la coratella a pezzetti,

come abbiam detto sopra, infarinateli e metteteli a cuocere in un

tegame dove avrete preparato un soffritto d'olio, cipolla trinciata

e prezzemolo. Quando avrà rosolato un poco, aggiungete qualche

cucchiaiata di brodo, indi lasciate cuocere per alcuni altri minuti,

e finalmente versatevi sopra due rossi d'uova sbattuti insieme con

mezzo bicchier di latte: rimestando prestamente, pochi istanti appresso

ritirate dal fuoco la casseruola, strizzatevi dentro un poco di limone

e servitela in tavola in un piatto.

=354. Trippa.= Prendete della trippa di manzo giovane, procurando che

sia di quella parte così detta _centopelle_, tagliatela a sottilissime

liste, fate quindi rosolare in casseruola con burro e grascia, una

cipolla, del sedano, prezzemolo, carota o pochi funghi secchi rinvenuti

prima nell'acqua tiepida, il tutto ben tritato. Quando questo soffritto

avrà rosolato alquanto, gettatevi la trippa con alcuni pinocchi

pestati; sale necessario e sugo (n. 26) già preparato, lasciando indi

cuocere lentamente almeno per un'ora. Quando sarà pronta, spargetevi

sopra del buon formaggio parmigiano grattato, rimestate ancora e

servitela in tavola.

=355. Stufato di castrato.= Prendete un chilogr. di carne di castrato,

tagliatela a pezzetti e mettetela a cuocere in una casseruola,

dove avrete preparato un soffritto con 75 grammi di burro, un po'

di grascia, e rosmarino ed aglio pestati prima nel mortaio. Salate

convenientemente, e rosolata che sia la carne, versatevi mezzo

bicchiere di vino, poscia quando la carne sarà a mezza cottura

aggiungete dei pomidoro già spezzati e mondati della loro buccia e dei

semi, e lasciate finir di cuocere, rimestando di quando in quando con

mestolo.

=356. Stufato con patate.= Cominciate dal far cuocere alcuni pomidoro

in una casseruola con olio, sale, sedano, prezzemolo, rosmarino e

aglio, il tutto minutamente tritato, ad eccezione dei pomidoro i quali

avrete soltanto spezzati in mezzo. Cotto il tutto per circa mezz'ora,

passatelo per istaccio, comprimendo col mestolo, e mettete in disparte

questa salsa per servirvene come appresso.

D'altra parte fate un soffritto con 150 grammi di burro ed aglio e

rosmarino già pestati nel mortaio, mettete in questo soffritto un

chilogr. di carne di castrato o di manzo, tagliata a pezzetti con

sale necessario, fatela rosolare, indi versatevi mezzo bicchiere di

vino bianco, e quando la carne sarà a mezza cottura, aggiungetevi

un chilogr. di patate mondate, le quali, se saranno piccole, avrete

lasciate intiere, se grosse, avrete tagliate in due o più pezzi;

aggiungete finalmente la salsa dei pomidoro preparata come sopra,

lasciate finir di cuocere, e servite in un piatto.

=357. Granelli.= Prendete granelli di montone o di vitello, scottateli

in acqua bollente, tagliateli a fette non troppo sottili, e fateli

cuocere alla stessa maniera delle animelle (numeri 343 e 344).

=358. Vitella con piselli.= Fate rosolare in casseruola con burro e

sale, un chilogr. di magro di vitella, e quando abbia preso bel colore

versatevi qualche cucchiaiata di brodo bollente, un pugillo di farina

stemperata prima in altro poco di brodo, e pomidoro mondati della

buccia e dei semi, ovvero sugo di pomidoro (num. 23). Fate così cuocere

per un'altra mezz'ora, indi mettetevi tre ettogr. di piselli freschi

sgranati e lasciate finir di cuocere.

=359. Altra maniera per fare la vitella con piselli.= Tagliate la carne

di vitella a sottilissime fette, e mettetela a cuocere in casseruola

con solo burro e sale necessario. Quando avrà così rosolato alquanto,

aggiungetevi i piselli freschi sgranati, e fateli cuocere insieme alla

vitella, bagnandoli con un poco di brodo ove occorra.

=360. Vitella in fricassea.= Fate un soffritto di burro e cipolla

trinciata; mettetevi la carne di vitella tagliata a pezzetti, salando

convenientemente, ed allorchè questa sia rosolata abbastanza, bagnatela

con brodo bollente, od acqua; indi lasciate finir di cuocere a fuoco

lento dopo di che versatevi due o tre rossi d'uova sbattuti con un poco

di prezzemolo trinciato sottilmente ed agro di limone, avvertendo di

rimescolare prestamente con un mestolo, e ritirare subito dal fuoco

la casseruola onde l'uovo si condensi senza però rapprendersi. Versate

allora in un piatto e servite in tavola.

=361. Agnello in fricassea.= Prendete un bel quarto di agnello,

tagliatelo a pezzi non troppo grossi, e fatelo cuocere in tutto come

abbiam detto per la vitella (num. 360).

=362. Costolette di vitella infarcite.= Operate in tutto come è detto

al num. 275; se non che invece di friggere le costolette in padella con

olio, le metterete in una teglia o tegame con burro, lasciandole ben

rosolare da una parte e dall'altra, bagnandole poscia con sugo di carne

(num. 26), che lascierete lentamente prosciugare.

Quando vi siano dei piselli freschi, vi si possono aggiungere insieme

al sugo suddetto e lasciarli cuocere colle costolette.

=363. Costolette di vitella al sedano.= Prendete delle costolette

di vitella come è detto al num. 273, immergetele in un uovo sbattuto

con sale, e mettete in padella con burro, alquanto sedano tagliato a

listerelle, un po' di cipolla trinciata, un poco di carota ugualmente

trinciata, avvertendo di non mettere le costolette se non quando il

burro sia ben liquefatto e ben bollente, e il rimanente, cioè sedano,

cipolla, carota, dopo che l'uovo di cui sono avviluppate le costolette

da ambe le parti, [riga mancante nell'originale] indi passate il tutto

in una casseruola, aggiungendovi del sugo (num. 26), e fate finir di

cuocere lentamente con fuoco sotto e sopra.

=364. Costolette di carne battuta.= Prendete 4 ettogr. di magro di

vitella ed altrettanto di magro di maiale; tagliuzzate minutamente il

tutto, e pestatelo indi a poco per volta nel mortaio in modo da ridurlo

come una pasta. Fate poscia rosolare in casseruola con un ettogr.

di burro, poca cipolla, sedano, prezzemolo e alcuni funghi secchi

rinvenuti nell'acqua calda; unitevi il suddetto battuto di carne con

sale necessario, e mescolate bene il tutto con un mestolo, lasciando

cuocere per pochi minuti. Ritirate allora dal fuoco la casseruola,

prendete questa specie di ripieno a cucchiaiate, e fatene altrettante

grosse pallottole, le quali indi ad una per volta comprimerete col

palmo delle mani in guisa da formarne come tante piccole focacce, che

delicatamente bagnerete nella chiara d'uovo sbattuta indi avvolgerete

in pan grattato, e poi adagierete sur una graticola molto fitta di fil

di ferro onde farvele cuocere a fuoco di brace, colla avvertenza di

rivoltarle con cura almeno due o tre volte. Quando saranno rosolate,

accomodatele in un piatto con sugo di vitella (num. 27), spargetevi

sopra alcuni tartufi sottilmente affettati, mettete il piatto stesso

sopra un fuoco leggiero, onde far crogiolare il tutto per circa venti

minuti, dopo di che servirete in tavola.

=365. Costolette di castrato in casseruola.= Trinciate della cipolla,

prezzemolo e poca carota che metterete a soffriggere in casseruola con

burro e sale; aggiungetevi poscia pomidoro mondati della buccia e dei

semi, e funghi freschi tagliati a fette, o secchi rinvenuti nell'acqua

calda; lasciate crogiolare il tutto per alcuni minuti, indi prendete

le costolette, mettetele nella casseruola, e lasciatevele cuocere

lentamente, avvertendo di bagnarle di quando in quando con un po' di

vino bianco, od anche con semplice brodo.

=366. Costolette d'agnello al burro.= Immergete le costolette in un

uovo sbattuto insieme con cipolla e prezzemolo minutamente tritati e

sale; indi adagiatele in un tegame, o teglia in cui avrete prima fatto

sciogliere un pezzo di burro; mettetevi sopra altro pezzetto di burro,

coprite con un testo di ferro e lasciate cuocere per circa tre quarti

d'ora con fuoco sotto e sopra.

=367. Ragù di carne.= Tritate un po' di cipolla, del sedano e poca

carota, e fatene un soffritto in casseruola con burro. Quando questo

avrà alquanto rosolato, unitevi la carne che avrete prescelta, sia

di manzo o di vitello tagliata a tocchi. Lasciategli prendere il suo

colore, aggiungete poscia il sugo di pomidoro o conserva disciolta in

acqua calda, e alcuni funghi secchi che avrete prima fatti rinvenire,

o freschi se ve ne sono, e lasciate finir di cuocere.

Se col sugo di questo ragù volete condire della pasta asciutta, avrete

l'avvertenza, prima di mettere nella casseruola la carne, d'infarinarla

un poco, e poscia, quando sarà rosolata, aggiungervi del brodo in

quantità sufficiente poco prima di mettervi la conserva o sugo di

pomidoro.

=368. Filetto di bue ai pistacchi.= Prendete mezzo chilogr. di carne

di manzo nel filetto; tagliatela a fette sottili della larghezza di

quattro dita circa, che batterete ben bene col mattarello, affine di

farle divenir frolle; indi mettetele in un tegame con olio e sale,

e dopo pochi minuti di cottura, spolverizzatele con poca farina;

finalmente spargetevi sopra 25 grammi di pistacchi mondati e soppesti,

bagnate con qualche cucchiaiata di brodo bollente e lasciate cuocere

per altra mezz'ora.

=369. Bifsteks all'umido.= Tagliate a guisa di costolette la carne

di vitello e di manzo nel filetto; mettetele in casseruola con burro,

cipolla e prezzemolo trinciati e il sale necessario; dopo breve cottura

aggiungetevi del sugo di pomidoro (num. 23), o conserva: lasciate

cuocere, e servite con guarnizione di spinaci (num. 57), o di riso al

sugo (num. 147).

=370. Bifsteks in salsa.= Tritate del prezzemolo insieme a uno o

due spicchi d'aglio e due acciughe salate ben pulite: indi mettete

tutto ciò nel mortaio e pestatelo finchè sarà ridotto come una pasta;

aggiungetevi allora 75 grammi di burro, e dopo aver bene mescolato il

tutto passatelo per istaccio, comprimendolo con un mestolo. Strizzate

sul piatto, in cui volete servire, un mezzo limone e stemperatevi

questa salsa. Finalmente fate arrostire sulla gratella le _bifsteks_

di carne di vitella, accomodatele sulla salsa suddetta e servitele.

Nell'inverno farete scaldare alquanto il piatto.

=371. Salsiccia in salsa bianca.= Mettete 4 ettogr. di buona salsiccia

in una casseruola con qualche cucchiaiata di brodo, ed un poco di vino

bianco, una presa di finocchio e poco formaggio parmigiano grattato:

fate cuocere per circa venti minuti, e servite caldo. Avvertite però

di punzecchiare le salciccie con una forchetta al momento di metterle

nella casseruola, affinchè non iscoppino in forza del calore.

=372. Carciofi ripieni in camicia.= Mondate i carciofi, riempiteli e

fasciateli all'istessa maniera indicata al num. 282, solo avvertendo di

tagliar loro tutto il gambo; poneteli poscia così ammaniti in un tegame

o teglia con alquanti pezzetti di burro, fateli un poco rosolare, al

fuoco sotto e sopra, e poscia lasciateli finir di cuocere bagnandoli di

quando in quando con sugo di carne (num. 26 e 27) e ricoprendoli tosto

col testo su cui avrete collocato il fuoco.

=373. Carciofi ripieni in tegghia.= Operate in tutto come sopra, se

non che tralascierete di fasciare i carciofi col secondo battuto (num.

282).

=374. Pollo in umido.= Ponete a soffriggere in una casseruola, con

un pezzo di burro, mezza cipolletta, trinciata, un po' di sedano,

prezzemolo ed una carota, mettetevi indi il pollo, dopo averlo pulito

dalle interiora e lavato; salatelo convenientemente, e lasciatelo

rosolare da tutte le parti, rivoltando di mano in mano. Versatevi

allora un poco di brodo bollente con alcuni funghi freschi, o secchi

e rinvenuti nello stesso brodo, e quando il pollo sia a mezza cottura

aggiungete della conserva o sugo di pomidoro; lasciate concentrare

l'intingolo, e servite caldo.

=375. Pollo all'olive.= Tritate mezza cipolla, del sedano, prezzemolo

ed un poco di carota, e ponete questo battuto a rosolare in una

casseruola con un pezzo di burro. Mettete indi in questo soffritto il

vostro pollo, che avrete prima nettato dalle interiora e ben lavato:

salatelo, fatelo rosolare da ogni parte, rivoltandolo quando occorre,

e poscia bagnatelo con brodo bollente. Allora aggiungetevi quattro

olive trinciate, la polpa d'altre quattro pestate nel mortaio, e sei od

otto intiere, nonchè un poco di conserva o sugo di pomidoro; lasciate

concentrare l'intingolo, e quando il pollo sia ben cotto servitelo in

un piatto, versandovi sopra l'intingolo stesso.

=376. Pollo in fricassea.= Fate un soffritto con burro e cipolla

trinciata, e quando questo abbia preso il colore dorato, mettetevi il

pollo pulito e tagliato a tocchi, salando convenientemente; lasciatelo

quindi rosolare, aggiungete poscia un poco di brodo bollente, e

lasciate finir di cuocere. Allora ritirate dal fuoco la casseruola,

versatevi dentro due rossi d'uova frullati insieme con agro di limone,

un pugillo di farina e poco prezzemolo tritato, rimestate prestamente

onde l'uovo non si rappigli, versate il tutto in un piatto, e servite

tosto in tavola.

=377. Fricassea di pollastri squisita.= Tritate della cipolla e del

prezzemolo e metteteli in casseruola a soffriggere con un pezzo di

burro, indi mettetevi i petti e le creste di quattro pollastri, e

quando il tutto avrà un poco rosolato unitevi 12 grammi di pinocchi

abbrustoliti e pestati, bagnando in appresso con brodo bollente.

Lasciate cuocere così per altri dieci minuti, e finalmente aggiungetevi

75 grammi di piselli freschi, che avrete prima fatti lessare un poco

a parte, ed i fegati dei medesimi pollastri. Fate finir di cuocere

il tutto, e quando siete per ritirare dal fuoco la casseruola,

versatevi due rossi d'uova sbattuti insieme all'agro di mezzo limone, e

rimescolate ben bene con mestolo. Allora versate in un piatto e servite

in tavola.

=378. Pollastro alla crema.= Fate rosolare bene, in una casseruola con

burro, mezza cipolla trinciata sottilmente. Intanto avrete pulito e

tagliato a pezzi il vostro pollastro; asciugate dunque bene i detti

pezzi con una salvietta, infarinateli e metteteli nella casseruola

con sale necessario. Quando avranno preso un bel colore dorato,

aggiungetevi del prezzemolo sottilmente tritato, e poscia versatevi

sopra un buon bicchiere d'ottimo fior di latte, o panna; lasciate dare

ancora due bollori, rimestando intanto con un mestolo, e finalmente

versate in un piatto e servite caldo.

=379. Pollastri all'arrabbiata.= Pulite i vostri pollastri, tagliateli

a pezzi ed asciugate questi ad uno ad uno con salvietta di bucato; indi

metteteli in una casseruola con un pezzo di burro, poc'olio e cipolla

trinciata, salando a dovere; lasciate così cuocere per circa un quarto

d'ora, rimestando di quando in quando col mestolo, e poscia aggiungete

dei pomidoro mondati della loro buccia e dei semi, e tagliati a piccoli

pezzetti, prezzemolo tritato e poco pepe. Fate così cuocere il tutto

lentamente per circa un'altr'ora, finalmente servite in tavola.

=380. Cappone ai tartufi.= Mondate alquanti tartufi, scottateli in

una casseruola con burro, sale e pepe, e riempitene il vostro cappone

dopo averlo nettato delle interiora; ricucite poscia l'apertura,

involtatelo in una carta, e mettetelo in luogo fresco ed asciutto per

due giorni o meno, secondo la stagione. Dopo ponetelo in una casseruola

con burro, salatelo convenientemente e fatelo ben rosolare da ogni

parte rivoltandolo quando occorra. Finalmente bagnatelo con poco

brodo bollente, coprite la casseruola, e lasciatelo finir di cuocer

lentamente.

=381. Costolette di pollo in umido.= Disossate un pollastro, meno le

ali ed il collo, tagliatelo a pezzi rotondi, o come meglio potrete, e

batteteli col mattarello. Fate quindi un soffritto con burro, cipolla e

prezzemolo ben tritati e sale: mettete in questo soffritto le ali, il

collo e tutto il carcame del pollastro, e fatevelo rosolare alquanto,

bagnando con qualche cucchiaiata di brodo per fare un poco di sugo.

Dopo ciò, ritirate dalla casseruola il tutto, pestatelo assai bene nel

mortaio e poscia passatelo per staccio.

Allora bagnate nella chiara d'uova le costolette già preparate colla

carne del pollastro, passatele poi nel pan grattato, fatele rosolare

in un tegame o teglia con burro, salandole a dovere, e versatevi sopra

finalmente il suddetto sugo passato per istaccio. Lasciate così cuocere

per altri dieci minuti, e servitele in tavola con guarnizione di

tartufi (num. 37) o senza a vostro piacere.

=382. Creste e fegati di pollo.= Date mezza cottura in semplice acqua

a 150 grammi di piselli freschi sgranati; indi fate loro sgocciolare

l'acqua, metteteli in una casseruola con burro, sale, prezzemolo

sottilmente tritato; aggiungete alcune creste, fegatini e granelli di

pollo e lasciate cuocete il tutto a lento fuoco, rimestando di sovente

affinchè i piselli non si attacchino al fondo, e bagnando con qualche

cucchiaiata di brodo quando ve ne sia bisogno.

=383. Piccioni con piselli.= Fate rosolare i vostri piccioni in un

soffritto di cipolla sottilmente trinciata e burro, salandoli a dovere,

e poscia aggiungetevi dei piselli freschi sgranati, che avrete prima

fatti lessare un poco a parte. Bagnate con brodo se occorre, e lasciate

finir di cuocere.

=384. Piccioni alla borghese.= Prendete due piccoli piccioni, puliteli

e metteteli in una casseruola con un pezzo di burro, due tartufi

trinciati sottilmente, qualche fegatino di pollo, un'animella di

vitella (scottata e tagliata a pezzetti), un mazzetto d'erbe aromatiche

(_savoii_) e sale. Fate rosolare alquanto: indi aggiungete un pugillo

di farina, stemperata in poco brodo, mezzo bicchier di vino bianco

e poco pepe, lasciate ridurre e condensare la salsa, e finalmente

ritiratela dal fuoco, togliete il mazzetto d'erbe, e versate tutto il

resto in un piatto onde servirlo in tavola. Vi si può in questo momento

strizzare sopra mezzo limone.

=385. Fagiano alla salsa.= La carne del fagiano, come quella d'ogni

altra selvaggina, non è veramente apprezzata dagli amatori, se non

quando è sufficientemente frolla. Occorre perciò lasciare il fagiano

colle sue penne per alquanti giorni, secondo la stagione, e consultando

la temperatura: perocchè se da un lato la giusta frollatura di questo

volatile rende più saporita la sua carne, bisogna dall'altro convenire

che il principio di putrefazione, che pure fa andare in solluchero

alquanti ghiottoni, non va a genio di tutti, e noi crediamo che un

fagiano sia del pari degnissimo di comparire ad una mensa, se non

avremo aspettato che avesse il ventre completamente azzurrognolo e

verde; ordinariamente dunque sono necessari dai 4 agli 8 giorni, acciò

che il fagiano si renda convenientemente frollo.

Dopo spennato e sventrato il fagiano, si lardella con pezzetti di

lardo, si unge con burro liquefatto e si spolverizza di sale: indi

s'infilza allo spiedo, si fascia con una grossa carta bianca spalmata

di burro, e si fa cuocere così lentamente, ponendo cura a che la

carta non si abbruci. Quando sia quasi cotto, si toglie questa carta

a fine di lasciar prendere un bel colore al fagiano, e si pone quindi

in un piatto, guarnendolo con salmì (num. 398), o con salsa piccante

a piacere, o con sugo di carne (numeri 26, 27 e 28) nel quale siansi

fatte crogiolare alcune olive.

=386. Pernici alla salsa.= Si procede in tutto come per il fagiano

(num. 385). È da notarsi che vi sono due specie distinte di pernici, le

rosse, cioè, e le grigie; queste ultime sono stimate le migliori.

=387. Pernici fra due fuochi.= Lardellatele con pezzetti di lardo,

spolverizzatele con sale e spezie, e fasciatele con fette sottili di

carne di vitella e prosciutto, legando con refe: mettetele così in una

casseruola, ove già abbiate preparato un soffritto di cipolla trinciata

e burro, fatele un poco rosolare da ogni parte rivoltandole di mano

in mano, indi bagnatele con brodo bollente e vin bianco, e fatele

cuocere lentamente ancora per circa due ore con fuoco sotto e sopra.

Quando siano ben cotte, ritirate dal fuoco la casseruola, togliete alle

pernici l'inviluppo, e questo pestatelo assai bene in un mortaio, e

passatelo poscia per istaccio, bagnando di quando in quando con qualche

cucchiaiata di brodo, per modo da ottenerne come una salsa piuttosto

liquida. Allora rimettete al fuoco le pernici in una casseruola con

burro: aggiungetevi la suddetta salsa, nella quale avrete stemperato

un poco di farina, e fate cuocere nuovamente con fuoco sotto e sopra,

finchè la salsa siasi ristretta e condensata abbastanza. Finalmente

spremetevi sopra dell'agro di limone, versate in un piatto e servite

caldo.

=388. Pernici in salmì.= Fate arrostire due pernici (V. num. 503-504);

raffreddate che sieno, togliete loro la pelle, le ossa e la testa, e

riponete queste cose in una casseruola con burro, una cipolla tritata,

una carota, due spicchi di aglio, una foglia di lauro, poco pepe e

poco sale: lasciate così soffriggere il tutto per alcuni minuti, indi

versatevi sopra un bicchier di buon vino bianco e del sugo di carne

(num. 26); aggiungete un pugillo di farina ed alcuni tartufi tagliati

sottilmente, e lasciate cuocere per circa tre quarti d'ora a lento

fuoco. Allora colate la salsa così ottenuta, pestate nel mortaio ciò

che rimane in casseruola, indi passatelo per istaccio ed unite il sugo

ricavato dalla salsa suddetta, la quale finalmente rimetterete nella

casseruola insieme alla carne rimanente delle pernici, e lascierete

crogiolare per circa un'altra mezz'ora. Dopo ciò strizzatevi il sugo

di mezzo limone, rimescolate il tutto, versatelo in un piatto nel

quale avrete disposto in giro dei crostini di pane fritti nel burro, e

servite in tavola caldo.

=389. Anitra all'olive.= Ammanitela come abbiam detto per il pollo

(num. 375).

=390. Anitre selvatiche.= Pulitele delle interiora, lavatele e

mettetele in una casseruola con un battuto di cipolla e prosciutto ed

un pezzo di burro; lasciatele così rosolare un poco, indi bagnatele

con brodo bollente, e fatele cuocere lentamente con fuoco sotto e

sopra. Quando sieno ben cotte, servitele in un piatto contornate di

qualche ortaggio (per esempio broccoli) già lessato, strizzato e fatto

crogiolare un poco nell'unto stesso delle anitre.

=391. Beccaccie in salmì.= Fate in tutto come le pernici (num. 388).

=392. Quaglie alla salsa.= Fatele arrostire allo spiedo (V. n. 505),

e poscia servitele guarnite con salmì (num. 398), o con qualche salsa

piccante, o con sugo di carne (num. 26 a 28), nel quale siansi fatte

crogiolare alcune olive.

=393. Tordi alle olive.= Fateli rosolare in casseruola con burro e sale

sufficiente, e quando sono quasi cotti bagnateli con sugo di carne (n.

26 a 28); aggiungetevi alcune olive intiere e la polpa di altre 4 o

6 pestate nel mortaio; lasciate crogiolare il tutto insieme per dieci

minuti, e servite in tavola in un piatto.

=394. Beccafichi al nido.= Prendete delle cappelle di funghi rossi

freschi, e così intiere adagiatele in un tegame colla loro parte

concava volta in su, poscia in ognuna di esse mettete un beccafico,

versatevi sopra dell'olio, salate quanto basta, e coprite il tegame

stesso con un testo di ferro, sul quale collocherete dei carboni

accesi. Fate cuocere così lentamente, e poscia servite.

=395. Ortolani al nido.= Procedete in tutto come per i beccafichi (n.

394).

=396. Uccelletti in umido.= Sventrate e lavate bene gli uccelletti

che volete cuocere, indi metteteli in una casseruola con un pezzo di

burro unitamente a poco magro di vitella tagliuzzato: salate, e fate

rosolare per dieci o dodici minuti; poscia ritirate dal fuoco gli

uccelletti, tagliate loro le teste e ponetele in un mortaio insieme

col magro di vitella; pestate ben bene il tutto, e fatelo passare allo

staccio comprimendolo col mestolo e bagnando col brodo in modo che

il sugo così ottenuto rimanga non troppo denso; rimettete allora sul

fuoco la casseruola cogli uccelletti, versatevi sopra il suddetto sugo,

aggiungete qualche foglia di salvia e lasciate cuocere lentamente per

un'altra mezz'ora o poco più. Serviteli finalmente in tavola ben caldi.

=397. Uccelletti colla polenta.= Fate rosolare in una casseruola con

burro e sale necessario gli uccelletti prescelti, insieme con poca

carne di vitella tagliata a pezzi. Intanto preparate una polenta come

è indicato al num. 124, solo avvertendo che, quando è cotta, invece di

condirla con burro e formaggio, la verserete in un piatto; e praticata

prima una buca in mezzo alla polenta stessa, vi porrete entro i vostri

uccelletti e la carne di vitella già cotti come è detto sopra, servendo

tosto in tavola.

=398. Salmì.= Prendete le interiora di una beccaccia o di beccaccini

cotti prima arrosto; aprite i ventricoli, e se contenessero ginepro o

altra cosa non disgustosa, allora lasciatevela. Ponete poscia queste

interiora in un mortaio insieme colle teste, uno o due spicchi d'aglio,

poca cipolla, due grani di ginepro e due foglie di salvia: pestate

ben bene il tutto, e passatelo per istaccio bagnando con poco brodo

e comprimendo forte con un mestolo. Mettete il sugo così ottenuto

in una casseruola con un pezzo di burro, spezie e mezzo bicchiere di

vin bianco, e fatelo restringere al fuoco, aggiungendo per ultimo del

pan grattato, e rimescolando onde quella specie di salsa, chiamata

_salmì_, si leghi e si condensi meglio. Tagliate allora dei crostini

di pane fresco, distendete sopra ad ognuno porzione di questo salmì,

e contornate di tali crostini la beccaccia, o beccaccini, che avrete

cotti di nuovo in umido con soffritto di cipolla e prosciutto, bagnando

con vino bianco ed aggiungendo un pugillo di farina; servite il tutto

ben caldo.

Si fa nella stessa guisa il salmì di lepre, adoprando, in luogo di

interiora, il sugo delle ossa della lepre pestate nel mortaio insieme

a qualche pezzetto di carne dello stesso animale (Vedi n. 401).

=399. Lepre a stufato.= Mettete in una casseruola un bel pezzo di

burro, una cipolla trinciata, due spicchi d'aglio pure trinciati, del

rosmarino, del sedano, due cucchiai d'olio e un poco di prosciutto

tagliato a pezzetti, fate soffriggere il tutto per alcuni minuti, indi

ponete nella stessa casseruola la vostra lepre, già spellata, sventrata

e tagliata a pezzi, e fatevela rosolare col suddetto soffritto. Quando

avrà così alquanto rosolato, bagnate a poco a poco con un bicchier

di vin bianco e qualche mestolata di brodo, aggiungete del sugo di

pomidoro o conserva, un poco di spezie e funghi secchi rinvenuti

nell'acqua calda, e lasciate finir di cuocere.

Col sugo di questo stufato si possono condire i taglierini.

=400. Lepre in agro-dolce.= Spellata e sventrata la lepre, tagliata

a pezzi, lavatela con aceto, e mettetela a cuocere in un soffritto

composto di burro, cipolla trinciata e prosciutto a pezzetti, salando

convenientemente. Intanto mettete in un bicchiere tanto zucchero

da riempirlo fino a metà, e poscia tanto aceto fino a tre quarti

del bicchiere stemperando bene insieme; e quando la lepre avrà

rosolato alquanto e sarà quasi cotta, versatevi sopra il detto aceto

inzuccherato, aggiungete mezza tavoletta di cioccolata grattata, ed un

pugno fra pinocchi ed uva sultanina: rimescolate il tutto, lasciando

cuocere per altri dieci minuti, e finalmente versate in un piatto per

servire a tavola.

=401. Lepre in salmì.= Mettete ad arrostire la lepre allo spiedo,

salandola sufficientemente ed ungendola con olio, e quando sia a mezza

cottura o poco più, ritiratela, disossatela, mettetene le ossa con

alcuni pezzetti di carne in un mortaio, pestate assai bene e passate

poscia questo battuto per istaccio, bagnando con qualche cucchiaiata

di brodo. La carne rimanente della lepre, tagliata a pezzi, ponetela

a finir di cuocere in soffritto di cipolla e prosciutto con burro, ed

aggiungetevi per ultimo il suddetto sugo o salmì passato per istaccio,

bagnando il tutto con un poco di buon vino. Rimescolate col mestolo,

lasciate concentrare alquanto l'intingolo, e poscia servite in tavola.

=402. Capriuolo.= La carne del capriuolo è nericcia e di un sapore

alquanto selvatico; ma è ottima a mangiarsi allorchè, prima di

cuocerla, sia stata immersa per otto o dieci ore almeno in una concia

composta con due bicchieri di aceto, uno d'acqua, sale, pepe, cipolla

trinciata, qualche spicchio d'aglio pestati, prezzemolo, rosmarino,

lauro e chiodi di garofano. Tolta poscia la carne del capriuolo dalla

suddetta concia, si asciuga con una salvietta, e si cuoce a stufato in

agrodolce come la lepre (num. 399 e 400).

=403. Costolette di capriuolo alla salsa.= Fatele stare almeno dieci

ore in una concia composta come abbiam detto sopra; poi rasciugatele

ben bene con una salvietta e ponetele in padella sopra un buon fuoco

con burro ed olio a vostro piacere. Fate loro prendere un bel colore da

ambe le parti, rivoltandole più volte, e servitele calde con una salsa

piccante (num. 39 o 50).

=404. Cervo e Daino.= La carne di questi due quadrupedi selvatici si

ammanisce come quella del capriuolo (num. 402 e 403), ma generalmente

se ne fa pochissimo uso.

=405. Cinghiale ai tartufi.= Prendete un bel pezzo di carne di

cinghiale, lavatela ben bene con aceto, asciugatela e mettetela

a cuocere in una casseruola con soffritto di cipolla e prosciutto

trinciati e burro, salando a sufficienza. Lasciate rosolare così

la carne, rivoltandola più volte, e quando sia cotta disgrassate e

versatevi sopra un intingolo di tartufi (num. 37) già preparato. Fate

crogiolare il tutto per alcuni altri minuti, e servite caldo.

=406. Coniglio in fricassea.= Ponete un pezzo di burro in una

casseruola, e quando sia liquefatto aggiungete un pugillo di farina;

agitate con un mestolo, e lasciate prendere a questo unto un colore

dorato. Allora mettete nella casseruola la carne del coniglio, che

avrete pulita e fatta a tocchi, unitamente ad alcuni pezzetti di lardo

e sale necessario. Lasciate così rosolare la carne, indi bagnatela con

poco brodo e vin bianco, aggiungete della cipolla trinciata, prezzemolo

pure trinciato, alcuni funghi secchi rinvenuti in acqua calda, e poco

pepe. Mantenete sotto alla casseruola un fuoco gagliardo, affinchè

quest'umido sia presto ridotto, e quando siete per ritirare dal fuoco,

legate l'intingolo con due uova sbattute insieme al sugo di mezzo

limone, mescolate bene il tutto, versate in un piatto e servite.

=407. Coniglio alla salsa.= Dopo spellato e sventrato il coniglio,

tagliatelo a pezzi, fatelo rosolare in casseruola con un soffritto

di cipolla trinciata, prosciutto tagliuzzato e burro, salando

convenientemente, e poscia bagnatelo con brodo e vin bianco che

lascierete prosciugare, facendo così finir di cuocere. Quando sarete

per ritirare dal fuoco la casseruola, aggiungete un intingolo a vostro

piacere già preparato (n. 35, o 36, o 37), rimescolate il tutto,

versate in un piatto e servite caldo.

La vera cuciniera genovese facile ed economica, ossia maniera di preparare e cuocere ogni sorta di vivande all'usanza di Genova · 第 30 / 45 题