FRITTI DI MAGRO.

=286. Patate.= Mondate le patate crude che vi abbisognano, tagliatele

sottilmente a fette, e friggetele nell'olio bollente sino a che siano

divenute di color dorato e croccanti.

Si servono in unione ad altre fritture, od anche separatamente, sia con

semplice sale sparsovi sopra, sia bagnate con aceto in cui siansi prima

stemperati alcuni spicchi d'aglio pestati ben bene nel mortaio.

=287. Mostacciuoli di patate.= Lessate un chilogr. di patate, e quando

son ben cotte, pelatele, schiacciatele col palmo della mano e passatele

per istaccio; mettete poscia la pasta così ottenuta in una casseruola

con 180 grammi di burro, cinque rossi di uova bene sbattuti, un po' di

spezie e sale necessario, e rimescolate bene durante un quarto d'ora

sul fuoco. Dopo ciò, versate il tutto in un gran piatto e lasciate

raffreddare: tagliate allora questa pasta a mostacciuoli quadrati di

giusta grandezza, che immergerete ad uno ad uno nella chiara d'uova,

avvolgendoli poscia in pan grattato, e così preparati li friggerete in

padella con olio, facendo prender loro un bel colore dorato.

=288. Scorzonera.= Formate una pastina piuttosto liquida con due rossi

d'uova, una cucchiaiata di vino bianco, una d'acqua, una di farina,

poco sale, stemperate bene il tutto ed aggiungetevi le due chiare,

che avrete prima bene sbattute a parte sino a farle divenire neve,

poscia immergete in questa pastina la scorzonera (dopo averla mondata,

raschiata, tagliata a pezzi di giusta lunghezza), e friggetela in

padella con olio.

=289. Carciofi.= Mondateli delle prime foglie esterne finchè non

giungerete a quelle più tenere e bianche; spuntateli, mondate parimenti

il girello a base del carciofo, tagliando via il gambo: indi divideteli

in quattro o sei spicchi, secondo la loro grossezza: strofinateli

con limone, e metteteli per un momento in acqua fresca: finalmente

sgocciolateli bene, immergeteli in una pastina come abbiam detto sopra,

al num. 288, ovvero infarinateli semplicemente, e friggeteli in olio

bollente.

=290. Zucchini.= Tagliateli a fette sottili, spolverizzate con un

po' di sale, infarinateli, immergeteli poscia nell'uovo sbattuto e

friggeteli in padella.

=291. Melanzane.= Mondatele, tagliatele a fette, e procedete in tutto

come per gli zucchini (num. 290).

=292. Cardi.= Mondateli delle costole guaste e dei fili, tagliateli a

pezzi di giusta grandezza, date loro mezza cottura in acqua bollente,

con poco sale, poscia asciugateli con una salvietta, passateli

nell'uovo sbattuto, spolverizzate di pan grattato o di semplice farina,

e friggeteli con burro lasciandoli ben rosolare.

=293. Altro fritto di cardi.= Mondate e lessate un poco i cardi come

è detto sopra, indi immergeteli in una pastina composta di farina

ed acqua con poco sale e bene stemperata, che sia alquanto densa, e

friggeteli in padella con olio.

=294. Fagiuolini in erba.= Strappate loro le estremità, privateli dei

fili, fateli lessare un poco con acqua e sale: indi sgocciolateli bene,

infarinateli e friggeteli in padella con olio.

=295. Cavolfiore.= Si escludono tutte le foglie servendosi solo della

palla interna, o fiore. Gli si dà mezza cottura nell'acqua con poco

sale, si fa sgocciolare, si taglia a pezzi, e questi si immergono in

una pastina come i cardi (num. 293) e si friggono in padella con olio

bollente.

=296. Funghi.= Per friggere si preferiscono i funghi non troppo

giovani, e taluni adoperano esclusivamente le cappelle: ma ciò non

toglie che si possano friggere egualmente e cappelle e gambi. Sieno

poi i funghi o neri o rossi, vale lo stesso. Mondate adunque i vostri

funghi prescelti, tagliateli a fette sottili, infarinateli e friggeteli

con olio. Alcuni li immergono anche nell'uovo.

=297. Spinaci.= Mondateli delle foglie guaste, lavateli e poneteli al

fuoco in una pentola con poco sale senz'acqua: quando hanno bollito

alcuni minuti nell'acqua che avranno fatta da sè, spremeteli forte,

metteteli in casseruola con burro ed un pugno di farina, e fateli

cuocere per altri dieci o dodici minuti, aggiungendovi un poco di

latte e rimestando continuamente: dopo ciò ritirateli dal fuoco,

lasciateli un po' raffreddare e unitevi due rossi d'uova, che farete

bene assimilare rimestando ancora con un mestolo. Formatene finalmente

tante pallottole grosse come noci, passatele in chiara d'uovo sbattuta,

indi nel pan grattato, e friggetele in padella con olio.

=298. Paniccia fritta.= (Vedi al num. 204 articolo FARINATE).

=299. Frittura di crema.= Preparate una crema nel modo seguente:

Stemperate in un litro di fior di latte o panna, un ettogramma di

farina, e versate quest'intriso in una casseruola nella quale sarà

pronto un soffritto di poca cipolla e prezzemolo tritati sottilmente

e 77 grammi di burro; aggiungete il sale necessario e fate cuocere per

circa mezz'ora al fuoco lento, rimestando continuamente, indi ritirate

la casseruola; aggiungetevi quattro rossi d'uova, che sbatterete bene,

insieme col resto, rimettete sul fuoco la casseruola, senza cessare di

rimestare e fate cuocere per circa altra mezz'ora. Dopo ciò versate

questa sorta di crema in un gran piatto, che avrete prima unto con

qualche goccia d'olio, e lasciatela raffreddare.

Così preparata la crema, quando sarà raffreddata tagliatela a piccoli

mostacciuoli, i quali immersi prima in chiara d'uovo sbattuta, poi

avvolti in pan grattato o in semola grossa, friggerete in padella con

olio bollente, e servirete caldi e croccanti.

=300. Frittura dolce.= Fate dapprima, in una casseruola, una crema

alquanto densa con un litro di fior di latte, dieci rossi di uova

sbattuti, due ettogrammi di zucchero, 50 grammi di farina o di fecola

di patate, e un poco di cedro candito grattato, che farete cuocere a

lento fuoco rimestando continuamente, ma senza farla bollire. Se non

vi sembrasse abbastanza densa, potrete aggiungervi a poco a poco del

semolino, fino a tanto che riesca alquanto consistente.

Preparata così la vostra crema, versatela in un gran piatto che

avrete prima unto con qualche goccia d'olio, e lasciatela raffreddare;

allora tagliatela a mostacciuoli, immergete questi ad uno ad uno in

chiara d'uovo sbattuta, indi avvolgeteli in pan grattato ben fino, e

friggeteli con burro lasciandoli rosolare sotto e sopra. Si servono

caldi, spolverizzati con zucchero.

=301. Granatine di riso al magro.= Fate cuocere in semplice acqua con

sale mezzo chilogramma di riso, che porrete poi sur un crivello onde

farlo bene sgocciolare. Frattanto preparate una specie di ragù al magro

nella seguente maniera: Trinciate sottilmente una piccola cipolla, del

prezzemolo e poco sedano, che metterete a soffriggere in casseruola con

50 grammi di burro e un pizzico di sale; quando questo soffritto sarà

alquanto rosolato, aggiungetevi un po' di pesce boldrò o scorpena, due

carciofi ben mondati e tagliati a piccoli pezzi, alcuni funghi freschi

pure tagliati a pezzetti, o secchi e rinvenuti prima nell'acqua calda,

ed un cucchiaio di farina, lasciate cuocere per mezz'ora e unitevi

poi qualche pomidoro spezzato e mondato dalla buccia e dai semi, poche

spezie e formaggio parmigiano grattato, lasciando cuocere per alcuni

altri minuti ed aggiungendo a poco a poco dell'acqua bollente quando

credete che il ragù prosciughi di troppo. Fatto in tal modo il ragù,

prendete il riso già cotto, mettetelo in un recipiente, versatevi sopra

l'intinto del ragù suddetto, aggiungete altro formaggio parmigiano

grattato, tre uova sbattute, e rimestate bene il tutto. Condito così

il riso, formatene tante pallottole o polpette della grossezza di un

uovo, avvertendo di collocare nell'interno di ognuna una cucchiaiata

del suddetto ragù; passatele poscia nella chiara d'uovo sbattuta, indi

nel pan grattato, e friggetele in padella ad olio bollente. Si possono

servire con guarnizione di prezzemolo fritto.

=302. Rane.= Prendete le cosce di rane belle, grosse e spelate;

fatele marinare per mezz'ora con cipolla tritata, prezzemolo, origano,

lauro, pepe, sale, aceto: poi ritiratele da questa concia, lasciatele

sgocciolare, infarinatele e friggetele nell'olio.

=303. Lumache.= Scegliete lumache col panno (_paje_), ponetele al fuoco

in una casseruola, in cui già bolle dell'acqua: lasciate cuocere per

circa un quarto d'ora; indi ritiratele dall'acqua, estraetele ad una

ad una dal loro guscio, servendovi all'uopo di uno stecco, passatele

in acqua fresca onde lavarle bene. Finalmente fatele sgocciolare,

infarinatele e friggetele con olio in padella.

=304. Crostini di mare.= Tagliate tutta la corteccia ad un pane

raffermo (_pos_), e della mollica fatene tante mostacciuole alquanto

grandi, o fette che farete friggere in padella con olio; rosolati

che siano questi crostini, stendetevi sopra dei frutti di mare, come

ostriche, ricci, arselle od altri che avrete tolto dai loro gusci, e

serviteli con agro di limone.

=305. Frittura di pesce in generale.= Quasi tutte le specie di pesci,

sia di mare, sia di acqua dolce, sono adattati a farne frittura;

nonostante fra quelli che generalmente si preferisce friggere sono più

comuni le acciughe, le sardelle, i totani, i naselli, le sogliole, le

triglie, le anguille, le occhiate, le morene, le gallinelle, gli agoni,

le boghe, i ghiozzi, i bianchetti ed i pesci minuti. Per friggerli non

si ha che a pulirli bene, togliendo loro le branchie, le interiora

e le squame, lavarli, farli sgocciolare, infarinarli e metterli in

padella ad olio bollente. Se i pesci sono troppo grossi si tagliano

in due o più pezzi, se piccoli o mezzani si lasciano interi. Quelli

troppo minuti non si sventrano, nè si tolgono loro le branchie; ma

semplicemente si lavano quando ne abbiano bisogno. Alle acciughe ed

alle sardelle si strappa via la testa insieme alle interiora.

Qui appresso poi il lettore troverà descritte quelle ricette, per

friggere il pesce, che fanno eccezione alla regola generale.

=306. Acciughe fritte.= Oltre al potersi friggere, infarinandole prima

semplicemente come è detto sopra, si ammaniscono anche nel seguente

modo:

Strappate prima loro la testa e le interiora, indi colle dita,

sfregandole dalla coda in su, togliete tutte le squame (_scagge_),

il che vi riescirà più facile se farete quest'operazione tenendole

nell'acqua fresca. Poscia apritele per lo lungo dalla parte del

ventre, togliete loro la lisca di mezzo: così aperte, dopo averle

bene asciugate con una salvietta, immergetele in uova sbattute con

prezzemolo e aglio ben tritati, poscia avvolgetele nel pan grattato, e

friggetele in padella con olio bollente.

Taluni, invece, prima le infarinano, e poi le immergono nell'uovo

sbattuto senza altri ingredienti, e così le friggono.

=307. Sardelle fresche.= Si preparano come le acciughe (n. 306);

soltanto, dopo averle pulite e prima di aprirle in mezzo, devonsi

tenere per mezz'ora in acqua fresca acidulata con poco aceto, e ciò

per togliere il sapore un poco acuto che è particolare alle sardelle in

confronto delle acciughe, colle quali del resto hanno molta analogia.

=308. Sardelle salate.= Lavatele bene in acqua tiepida, portando

via le squame e la pelle: indi apritele, togliete loro la lisca di

mezzo, e così aperte immergetele in una pastina alquanto densa, fatta

semplicemente con farina ed acqua, e friggetele in padella ad olio

bollente.

=309. Totani.= Togliete loro, tirandolo forte per la estremità

superiore, l'osso sottilissimo in forma di penna che hanno sulla

schiena: poi, con delle forbici, tagliate per lo lungo l'involucro

cartilaginoso fendendo nel mezzo della parte di sotto: togliete

intera la vescichetta nera che hanno internamente: togliete parimenti

gli occhi e i due ossetti della bocca, chiamati denti: e finalmente

dell'involucro cartilaginoso e delle alette che vi stanno attaccate,

fatene tante striscie della larghezza d'un piccolo dito, tagliandole

colle forbici, e col rimanente fate due o tre pezzi non troppo piccoli;

lavateli a più acque, fateli sgocciolare; infarinateli semplicemente

e friggeteli. È però da avvertirsi che ai totani piccolissimi basta

togliere il solo osso della schiena; del resto si friggono interi.

=310. Seppie.= Pulite come i totani (n. 309), e operate egualmente per

il resto. Anche le seppie, se sono troppo piccole, si friggono intiere

dopo di averle private dell'osso e dopo averle lavate, asciugate ed

infarinate semplicemente.

=311. Polpi.= Si usa friggerli soltanto quando sieno piccoli, perchè

quei grossi si preferisce farli _in tocchetto_ (Vedi al num. 423). Si

puliscono anche questi come i totani.

=312. Sogliole.= La sogliola è un pesce di prima qualità e molto

delicato; quindi richiede molta attenzione nel friggerla, onde non

si rompa. Si possono semplicemente infarinare, ma alcuni preferiscono

immergerle anche nell'uovo sbattuto prima di friggerle. Per quanto poi

lo comporti la capacità della padella, val meglio far friggere il pesce

intiero anche se molto grosso; ma nell'impossibilità di far ciò, si

dovrà tagliarlo soltanto in mezzo trasversalmente.

=313. Naselli.= Se sono molto lunghi, si tagliano nel mezzo per

traverso; ma anche questi, come le sogliole, si preferisce lasciarli

interi quando lo permetta la capacità della padella. Si possono

semplicemente infarinare od anche immergerli nell'uovo sbattuto prima

di friggerli.

=314. Costolette di pesce.= Prendete un pesce di grossa specie

(l'ombrina è il più adattato), tagliatelo a fette larghe e sottili, che

poscia batterete colla costola di un coltello; passatele nella chiara

d'uovo sbattuta, indi avvolgetele in pan grattato, e friggetele in

padella con burro come le costolette di vitella (n. 274).

=315. Pesci all'agliata.= Dopo che avrete fritto i pesci prescelti,

come è indicato al n. 305, accomodateli in un piatto e versatevi sopra

dell'aceto in cui avrete prima stemperati alcuni spicchi d'aglio già

pestati nel mortaio, e del pan grattato.

=316. Pesci marinati.= Si veda la ricetta al num. 19.

=317. Baccalà.= Dopo averlo lasciato ammollare per un giorno o due,

tagliatelo a pezzi di giusta grandezza che immergerete ad uno ad uno in

una pastina alquanto densa composta di farina ed acqua semplicemente, e

friggerete in padella ad olio bollente, facendoli ben rosolare di sotto

e di sopra. La qualità detta _bertagnino_ è la migliore fra i baccalà

da friggere.

=318. Baccalà all'agliata.= Prendete del baccalà, o bertagnino,

già ammollato; tagliatelo a pezzi non troppo grossi, infarinateli

semplicemente e friggeteli. Pestate intanto nel mortaio alcuni spicchi

d'aglio assieme ad una mollica di pane inzuppata prima nell'aceto:

aggiungerete altro aceto quanto basta per condire il vostro baccalà,

stemperate bene il tutto, e versate questa concia sopra il baccalà

fritto che avrete messo su di un piatto. È questa una pietanza assai

gustosa che, mangiata calda, si confonde col nasello fresco.

Invece della mollica di pane inzuppata nell'aceto e pestata nel

mortaio, si può mettere semplicemente pan grattato, come è detto al n.

315.

=319. Stoccofisso.= Tagliate a pezzi lo stoccofisso già ammollato,

immergete questi in una pastina composta di farina e acqua con giusta

dose di sale, e friggeteli in padella come il baccalà, facendo prender

loro un bel colore dorato da ambe le parti.

La vera cuciniera genovese facile ed economica, ossia maniera di preparare e cuocere ogni sorta di vivande all'usanza di Genova · 第 28 / 45 题