MINESTRE ASCIUTTE CONDITE AL GRASSO.

=129. Ravioli al sugo.= Preparate i ravioli nel modo già indicato al

num. 83, ed invece di cuocerli nel brodo, fateli cuocere nella semplice

acqua con sale in una grande caldaia, osservando che vi sia sotto molto

fuoco, onde l'acqua non cessi di bollire quando vi getterete i ravioli.

Dovrete anche avvertire che l'acqua sia abbondante; e quando vedrete

i ravioli a venire a galla, li spingerete leggermente al fondo colla

mestola. Cotti che siano, estraeteli colla stessa mestola, che sarà

bucherata, fateli sgocciolare e di mano in mano accomodateli sur un

piatto distendendoveli a suoli, che condirete con sugo di vitella (num.

27) ed ottimo formaggio parmigiano in abbondanza.

È da notarsi che le dosi da noi indicate per fare i ravioli al brodo

(num. 83) possono bastare ad un pranzo di 12 o 15 persone: ma qui

trattandosi di fare i ravioli asciutti e conditi col sugo, quelle

stesse dosi non basterebbero che per 6 o 8 persone: per cui, avendosi

un maggior numero di convitati, si dovranno aumentare in proporzione

tutte le dosi da noi indicate.

=130. Ravioli con zucca al sugo.= Questi ravioli differiscono dagli

altri per la sola composizione del ripieno, nel quale invece di

scariole e boraggini, si mette zucca in abbondanza. Per maggior

chiarezza diamo qui la ricetta per farli, stabilendone le dosi per una

quantità da servire per 12 o 15 persone.

Prendete una zucca matura ed ingiallita del peso di circa 5

chilogrammi, la quale, rotta in parecchi pezzi e purgata della midolla

e dei semi, metterete in una casseruola adatta, versandovi sopra

tanta acqua da coprirla appena, e sale necessario, e farete bollire

per circa 20 minuti. Fatto ciò, estraetela colla mestola bucherata,

mettetela in un piatto, e quando sarà quasi raffreddata mondatela

con un coltello della corteccia: legatela allora strettamente dentro

una salvietta di canavaccio, mettete sopra qualche peso, e lasciatela

stare due o tre ore affinchè ne sorta quanta più acqua sarà possibile;

dopo di che svolgetela dalla salvietta, tritatela bene sul tagliere

colla mezzaluna, e ponetela poscia nuovamente in una casseruola con

un ettogramma di burro ed una buona manata di formaggio parmigiano

grattato, facendola stare sul fuoco tanto da fare evaporare quella

poca acqua che può esservi rimasta. Intanto preparate a parte un altro

composto per il vostro ripieno: prendete, cioè, un chilogramma di

magro di vitella, mezzo chilogramma di poppa ed un cervello parimenti

di vitella, 150 grammi di schienali ed un'animella di manzo; ponete

a rosolare con burro e senza sale, in una casseruola, il magro di

vitella; fate bollire per dieci minuti nell'acqua la poppa di vitella,

e fate solamente scottare nella stessa acqua bollente il cervello,

gli schienali e l'animella, ai quali toglierete la pellicola. Tritate

allora minutissimamente sul tagliere il tutto, cioè magro, poppa,

cervello, schienali e animella, e poscia a poco per volta pestatelo nel

mortaio per ridurlo come una pasta. Mettete finalmente questo battuto

in un recipiente, unitevi la zucca già preparata come abbiam detto

sopra, ed aggiungetevi 8 uova fresche colle loro chiare, oppure 12

tuorli senza le chiare (che avrete prima bene sbattuti), 150 grammi di

buona ricotta (ed in mancanza di questa una mollica di pane inzuppata

in fior di latte) un poco di spezie e sale bastante. Rimestate assai

bene e con forza, onde assimilare il tutto e renderlo come una pasta

uniforme, ed avrete così il ripieno, che è la parte essenziale dei

ravioli.

Fate quindi la pasta, nel modo preciso da noi indicato al num. 83,

adoperando però un chilogramma e mezzo di farina e tre uova, e formati

i ravioli, cuocerete nell'acqua e condirete con sugo di vitella e

formaggio parmigiano grattato, procedendo come abbiam detto al num.

129.

=131. Ravioli economici.= Variano questi dagli altri ravioli per la

semplicità del loro ripieno, il quale perciò è assai più economico.

Eccone la ricetta per 12 o 15 persone.

Prendete otto scariole e due mazzi di boraggini, mondatele dalle foglie

guaste o troppo dure, fatele bollire nell'acqua per cinque minuti; indi

ritiratele, spremetele in modo che diano tutta l'acqua, e trinciatele

immediatamente sul tagliere colla mezzaluna. Ciò fatto, mettetele in

un recipiente, unitevi un chilogramma di salciccia (privata della sua

pelle), tre ettogrammi di buona ricotta (ed in mancanza di questa della

mollica di pane inzuppata in un bicchier di panna, o fior di latte),

otto uova fresche, un ettogramma di formaggio parmigiano grattato, un

poco di maggiorana tritata e sale necessario. Rimestate assai bene e

con forza, onde il tutto si fonda insieme e si unisca, e servitevi di

questo ripieno per i vostri ravioli, che formerete per ogni rimanente

come è descritto al num. 83, solo avvertendo di adoperare per far

la pasta un chilogramma e mezzo di farina e tre uova. Fatti così i

ravioli, cuoceteli nell'acqua e conditeli, come abbiam detto al num.

129, con sugo di vitella e formaggio parmigiano in abbondanza.

=132. Ravioli detti alla Siciliana.= Fate rosolare un poco in una

casseruola, con burro e sale necessario due petti di pollastro, due

petti di pernici (e in mancanza di questi, due petti di piccioni),

un poco di magro di vitella, ed una animella; nello stesso tempo fate

lessare a parte per pochi minuti alquante boraggini, indi ritiratele

dell'acqua e spremete assai bene. Ciò fatto, mettete sul tagliere tutte

le suddette sostanze cioè i petti, il magro di vitella, l'animella e

le boraggini; trinciate il tutto minutamente colla mezzaluna; ponete

poscia questo battuto in un recipiente e aggiungetevi otto rossi

d'uova, poche spezie e buon formaggio parmigiano grattato; rimestando

ed assimilando bene il tutto insieme. Fatto così il vostro ripieno,

formate la pasta con tanta farina quanto la metà in peso del suddetto

ripieno, e uova in ragione di una per ogni mezzo chilogramma di farina,

poscia tirate le sfoglie, fatene i ravioli nel modo già descritto (num.

83), e finalmente cuoceteli nell'acqua e conditeli con sugo di vitella

e formaggio parmigiano, operando in ciò come abbiam detto al num. 129.

Anche al ripieno di questi ravioli potrete aggiungere una midolla di

pane inzuppata nella panna o buona ricotta fresca, con che li renderete

più teneri e delicati.

=133. Lasagne al sugo.= Fate le lasagne come abbiam indicato al num.

80, ed invece di cuocerle nel brodo, cuocetele in acqua abbondante con

poco sale, procurando che l'acqua riprenda tosto il bollore appena

vi avrete gettate le lasagne. Indi ritirate dal fuoco la caldaia,

estraetene a poco a poco le lasagne con una mestola bucherata,

facendole sgocciolare bene; distendetele a suoli sur un gran piatto,

e conditele con sugo di vitella o di manzo (num. 27 e 28) e buon

formaggio parmigiano. Indi servitele ben calde.

=134. Piccagge al sugo.= Le _piccagge_ (così dette nel dialetto

genovese) non sono che lasagne fatte in tutto come abbiam insegnato

al n. 80[6]; soltanto che invece di tagliare le sfoglie a larghi

pezzi quadrati, le si tagliano a lunghe striscie della lunghezza di

5 o 6 centimetri. Queste poi si cuociono nell'acqua con sale, si

fanno sgocciolare, e si condiscono con sugo e formaggio, operando

precisamente come per le lasagne (num. 133).

[6] Taluni chiamano _piccagge_ le lasagne, e viceversa. Se

badiamo al significato della voce genovese, _piccagge_, che

in italiano vuol dire salvietta, sembra in fatti che più

propriamente si dovrebbero dire _piccagge_ per la loro forma

larga e quadrata, quelle paste che generalmente diciamo

_lasagne_, e viceversa dovremmo chiamare lasagne le paste

tagliate a lunghe striscie.

=135. Gasse al sugo.= Chiamansi _gasse_ nel dialetto genovese certe

piccole e corte striscie di pasta ripiegate su se stesse e congiunte

alla estremità in modo da dare loro aspetto di cappii o galani (ciò che

appunto significa la voce _gasse_). Si fa la pasta e quindi le sfoglie

nella maniera già da noi descritta (num. 80); si avvolgono poi queste

ad una per volta intorno al matterello; si dà loro un taglio per tutta

la lunghezza di questo, e nuovamente si tagliano in traverso a striscie

non troppo larghe, le quali ad una ad una si ripiegano su se stesse,

stringendone fra le dita le due estremità, a fine di farle aderire

fra loro, e si lasciano prosciugare alquanto tenendole per qualche ora

distese sopra una tovaglia spiegata. Si fanno poscia cuocere nell'acqua

con sale, si sgocciolano e si condiscono con buon formaggio parmigiano

e sugo di vitella, operando come per le lasagne (num. 133).

=136. Taglierini al sugo.= Fate la pasta e formate le sfoglie alla

stessa maniera che per le lasagne (num. 80) colla differenza che

invece di mettere un uovo per ogni 300 grammi di farina, ne metterete

due. Ravvolgete poscia le vostre sfoglie rotolandole su loro stesse:

tagliatele traversalmente in strettissime fettuccie con coltella

bene arruotata, e svolgete poi queste onde ottenerne i così detti

taglierini, che avran quasi l'aspetto di sottili vermicelli. Fateli

cuocere nell'acqua, e conditeli come le lasagne (n. 133), cioè con sugo

e formaggio parmigiano.

=137. Taglierini verdi al sugo.= Mondate due mazzi di boraggini;

lessatele, spremetele per farne uscire l'acqua, e tritatele

minutissimamente sul tagliere. Indi prendete un chilogramma di farina

bianca, ed impastatela con le suddette boraggini e con tre uova,

aggiungendovi una buona manata di formaggio parmigiano grattato, e 60

grammi di salciccia (quest'ultima si può anche ommetterla). Fatta che

abbiate una pasta assai bene manipolata e dura, tirate le sfoglie,

avvolgetele, tagliatele come abbiam detto sopra (num. 136), e preparati

così i vostri taglierini, cuoceteli e conditeli come i suddetti.

=138. Taglierini gialli al sugo.= La pasta per questi taglierini si fa

impastando la farina con soli rossi d'uova (uno per ogni 40 grammi di

farina); ma se si aggiungerà la chiara almeno di un sol uovo per ogni

mezzo chilogramma di farina impiegata, si renderà la pasta più adattata

all'uso, perocchè resisterà meglio alla cottura dell'acqua bollente. È

da avvertirsi però che se la pasta venisse troppo dura nel manipolarla

vi si dovrà aggiungere un poco di acqua tiepida, e se troppo tenera

un poco di farina, seguitando ad impastarla e manipolarla, finchè

siasi bene unita ed assimilata. Fatti i taglierini, cuoceteli in acqua

bollente con sale, sgocciolateli, e conditeli come gli altri con sugo

di carne e buon formaggio.

=139. Corzetti stampati al sugo.= Si forma la pasta come per le

lasagne (num. 80); si tirano le sfoglie, e da queste si staccano ad

uno per volta, con uno stampo fatto espressamente, tanti pezzi di

forma rotonda, sui quali rimane impresso un rabesco, che sta inciso

sullo stampo stesso, il cui orlo all'ingiro è acconcio a tagliare la

pasta. Questa specie di lasagne tonde, adunque, che i Genovesi chiamano

corzetti stampati, si condiscono con sugo di vitella o di manzo, e buon

formaggio parmigiano, come le altre lasagne (num. 133).

I ritagli della pasta, se non avete da adoperarli per altro uso (per

esempio, cuocerli al brodo e farne una minestra a parte per i ragazzi

o per la servitù), potrete rimpastarli con una cucchiaiata di acqua

tiepida e formarne un'altra sfoglia dalla quale poi collo stampo

ricaverete altri corzetti.

=140. Corzetti alla Polceverasca.= Prendete la farina bianca che vi

abbisogna, ed impastatela con uova (uno per ogni 300 grammi di farina)

e acqua tiepida a sufficienza da formare una pasta abbastanza dura, che

manipolerete il meglio possibile. Indi, invece di tirar le sfoglie,

come per le altre minestre, strappatene tanti pezzetti grossi quanto

un grosso cece, i quali allungherete con le dita e comprimerete alle

estremità, dando così loro la forma di tanti 8 pieni. Lasciateli

prosciugare alquanto, tenendoli distesi sur una tovaglia o sur una

tavola esposti all'aria: poi cuoceteli nell'acqua con sale, ritirateli

con una mestola bucherata, fateli sgocciolare, e finalmente conditeli a

suoli, disponendoli in un piatto adattato e servendovi di buon sugo di

carne (num. 27 e 28) e di formaggio parmigiano grattato.

Presso i vermicellai di Genova trovasi una pasta di egual nome

(_corzetti_) e di egual forma che si cuoce e si condisce allo stesso

modo.

=141. Coppetti al sugo.= I coppetti sono una pasta da vermicellaio

fatta a foggia di piccole barchettine. Si fanno cuocere nell'acqua

bollente con sale, si sgocciolano bene mediante una mestola bucherata,

e si condiscono con sugo di carne e formaggio parmigiano.

=142. Reginette al sugo.= Anche questa è una pasta da vermicellaio,

fatta però in forma di nastrini. Compratene della qualità più fina;

perocchè se ne fabbrica ancora dell'ordinaria, la quale conviene meglio

per farne minestre con erbaggi o con legumi.

Cuocete dunque questa pasta nell'acqua bollente con sale, estraetela

con mestola bucherata, fatela sgocciolare e conditela con buon

formaggio parmigiano e sugo di manzo (num. 28), o di stufato (num. 29),

accomodandola a suoli entro apposito piatto.

=143. Maccheroni al sugo.= Questa pasta di cui si fa tanto uso,

specialmente a Napoli, trovasi da tutti i vermicellai d'Italia. Essa

si cuoce nell'acqua e si condisce con sugo di carne e formaggio come le

_reginette_ o nastrini suddetti (num. 142).

=144. Maccheroni arrosto.= Mettete al fuoco una caldaia con acqua

abbondante e sale e quando bolle gettatevi un chilogramma e mezzo di

maccheroni ai quali darete soltanto mezza cottura. Allora estraeteli

con mestola bucherata, lasciandoli bene sgocciolare; accomodateli

suolo per suolo in un tegame o teglia versandovi sopra del sugo di

manzo (num. 28) e spargetevi del buon formaggio parmigiano grattato,

e metteteli così nuovamente a cuocere con fuoco sotto e sopra, onde

formino una specie di crosta. Dopo di che li servirete a tavola ben

caldi entro lo stesso tegame.

Se avete della salciccia, cotta insieme colla carne, ne metterete

alcuni pezzetti qua e là sui maccheroni stessi al momento di condirli.

Come pure, se potrete disporre di un forno, farete rosolare i

maccheroni invece di mettervi fuoco sotto e sopra, e ciò vi tornerà più

comodo e più speditivo.

=145. Maccheroni ripieni.= Occorre primieramente procurarsi dal

vermicellaio maccheroni grossi tagliati della lunghezza di 6 o 8

centimetri e fabbricati al momento, per modo che la pasta, essendo

fresca, possa cedere alla pressione delle dita senza rompersi. Prendete

poscia del magro di vitella, della poppa pure di vitella, un'animella

e alcuni schienali (mezzo chilogramma in tutto) e fate rosolare

in casseruola per un quarto d'ora con burro, cipolla e prezzemolo;

tritate indi il tutto sul tagliere e poi pestatelo a poco per volta

nel mortaio. Ciò fatto, mettete questo battuto in un recipiente,

aggiungetevi tre rossi d'uova e due sole chiare, un po' di mollica di

pane inzuppata nel brodo, 30 grammi di formaggio parmigiano grattato,

poche spezie e sale necessario; rimescolate ben bene il tutto, ed

avrete il ripieno pei vostri maccheroni. Allora prendete questi ad

uno ad uno, riempiteli senza troppo stivarli, e serratene l'estremità

comprimendole colle dita. Accomodateli così in un tegame, versandovi

sopra del sugo di carne allungato con un poco di brodo, spargendovi del

buon formaggio parmigiano, e fateli cuocere lentamente con fuoco sotto

e sopra. Serviteli caldi nello stesso tegame dove hanno cotto.

=146. Riso infarcito.= Prendete la quantità di riso di cui abbisognate,

pulitelo e lavatelo; poscia ponetelo a cuocere in casseruola con sugo

di manzo (num. 28), e rimestatelo di sovente affinchè non si attacchi

al fondo o prenda l'abbruciaticcio. Di mano in mano poi che il riso

gonfiando consumerà l'umido, versatevi qualche cucchiaiata di brodo

bollente e poco prima di ritirarlo dal fuoco aggiungetevi una buona

manata di formaggio parmigiano, seguitando a rimestare col mestolo.

Intanto farete cuocere a parte, con burro e poco sale, alcuni fegati di

pollo, dei petti, egualmente di pollo, magro di vitella, e animelle;

e quando il tutto sarà alquanto rosolato, lo triterete grossamente e

lo accomoderete ammucchiato in mezzo ad un gran piatto, versandovi poi

sopra il riso appena sia cotto, in modo che questo ricopra interamente

e da tutti i lati il ripieno suddetto. Ciò fatto, servite subito in

tavola. Se avete della salciccia cotta in umido col manzo, potrete

metterne dei pezzetti qua e là sul riso prima di servirlo.

=147. Riso arrosto.= Fate soffriggere in casseruola con 60 grammi

di burro, una cipolla tagliata in quattro pezzi e prezzemolo; indi

ritirate l'una e l'altro, e ponete a rosolare nello stesso burro

tre ettogrammi di magro di vitella e due ettogrammi di poppa pure di

vitella, il tutto ben tritato prima sul tagliere, aggiungendo un poco

di sale e lasciando cuocere per cinque minuti. Prendete un chilogramma

di riso, e pulitelo, lavatelo, mettetelo a cuocere in una casseruola

a parte con abbondante sugo di manzo (num. 28) e quando sia a mezza

cottura aggiungetevi il magro e la poppa di vitella tritati e cotti

come sopra, ed una buona manata di formaggio parmigiano grattato;

rimestate bene il tutto, lasciate finire di cuocere il riso, in modo

che rimanga in ultimo assai asciutto: poscia versatelo in un tegame o

teglia, distendendovelo uniformemente con un cucchiaio; copritelo con

un testo di ferro, e ponetevi fuoco sotto e sopra onde fargli formare

una specie di crosta. Dopo di che lo servirete in tavola nello stesso

tegame.

=148. Riso in cagnone.= Chiamano così i Genovesi una sorta di risotto

che si prepara nel seguente modo: Prendete la quantità di riso che può

abbisognarvi: pulitelo, lavatelo, e dategli mezza cottura nell'acqua

con pochissimo sale, indi estraetelo, fatelo bene sgocciolare, e poscia

mettetelo a terminare di cuocere in una casseruola con altrettanto

sugo di manzo (num. 28), in cui avrete prima disfatta alquanta

salciccia: tramenatelo continuamente col mestolo, affinchè non si

attacchi al fondo e non prenda l'abbruciaticcio, e quando è quasi

cotto, aggiungetevi una manata di buon formaggio parmigiano grattato,

e continuate a rimestare finchè sia cotto. Versatelo poscia in un gran

piatto, e servitelo in tavola con altro formaggio parmigiano.

Se cuocendo il riso diventasse troppo asciutto, in mancanza d'altro

sugo vi aggiungerete del buon brodo a cucchiaiate.

=149. Risotto all'uso di Milano.= Mettete in una casseruola un bel

pezzo di burro, midollo di manzo tritato e una cipollina trinciata,

fate soffriggere e quando la cipolla è rosolata ritiratela con una

mestola bucherata e gettatela via, bastando l'odore che avrà lasciato

nell'unto. Allora mettete nella casseruola, nell'unto stesso, il riso

che vi abbisogna rimestandolo con un mestolo, e dopo 5 o 6 minuti

comincierete ad aggiungere del brodo bollente, che terrete pronto a

parte, versandovelo con un grosso cucchiaio a poco per volta e di mano

in mano che il riso cuocendo se ne imbeve, nè mai cessate di rimestare

affinchè non si attacchi al fondo. Quando il riso sarà a mezza cottura,

vi aggiungerete una presa di zafferano in polvere, stemperato prima

in un cucchiaio con un poco di brodo, indi un poco di cervellata[7] e

formaggio parmigiano grattato in abbondanza, e continuerete ad agitare

col mestolo. Lasciate che il riso termini di cuocere e poi servitelo in

tavola. Notate però che questo risotto deve riescire alquanto denso.

Se vi mettete anche, mentre cuoce, un tartufo tagliato sottilmente, ed

un pizzico di funghi secchi rinvenuti già e lavati in acqua bollente,

darete al vostro risotto un sapore più squisito.

[7] La _cervellata_ è un composto di grasso di maiale e

grasso di vitella ambedue tolti nella lombata, ben battuti ed

impastati insieme con formaggio grattato ed alcune spezie, ed

il tutto poi insaccato entro budella in lunghi rocchi. Si vende

da tutti i pizzicagnoli della Lombardia, ma in altre provincie

od è raro trovarla o manca affatto per non farsene uso. Vi

su può supplire aggiungendo altro pezzo di burro nel risotto

allorchè questo è quasi cotto.

=150. Risotto alla Genovese.= Fate soffriggere in casseruola con burro

una cipolla e prezzemolo tritati: unitevi poscia tre ettogrammi di

magro di vitella, tritata pur essa, e dopo 5 o 6 minuti aggiungete un

chilogramma di riso, pulito, lavato, e sgocciolato: lasciatelo per

alcuni minuti così asciutto, rivoltando di quando in quando con un

mestolo, e poscia cominciate a bagnarlo con sugo (num. 26) e brodo

bollente che avrete preparati a parte e che verserete a poco per volta

di mano in mano che il riso rigonfiando si prosciugherà. Allorchè il

riso sarà a mezza cottura, aggiungetevi un cervello di vitella e 50

grammi di midollo di manzo, il tutto ben tritato, ed in fine un po' di

zafferano e formaggio parmigiano grattato, rimestando ed unendo bene il

tutto finchè il riso sia cotto, dopo di che lo servirete in tavola.

=151. Polenta con tartufi.= Fate una polenta alquanto soda cuocendo 8

ettogr. di farina di formentone in 2 litri di brodo, coll'avvertenza

però di unirvi, quando è quasi cotta, una quantità di sugo di manzo

(num. 28) e 250 grammi di formaggio parmigiano grattato. Mettete al

fuoco in una casseruola a parte 150 grammi di burro, e quando questo

comincia a soffriggere gettatevi due ettogrammi di tartufi a fette

sottilissime; rimestateli per due minuti con un cucchiaio, e poi

versateli (insieme al burro in cui hanno soffritto) sulla polenta al

momento di ritirare questa dal fuoco, rimescolate assai bene il tutto,

e poscia versate la vostra polenta così conciata in una forma da

pasticci od altro recipiente adattato, che avrete prima unto di burro

internamente e tappezzato di fette di tartufi. Tenete poi per alcuni

minuti questo recipiente vicino al fuoco, acciò la polenta si assodi

e prenda forma, e finalmente rovesciatela sul piatto in cui dovrete

servirla.

=152. Polenta al sugo.= Fate la polenta che vi abbisogna piuttosto

tenera, procedendo come abbiamo detto al num. 124, colla sola

differenza, che, invece di condirla col burro, la condirete col sugo

di manzo (num. 28), o con sugo di stufato (num. 29), oltre il solito

formaggio parmigiano. Rimescolatela bene, e servitela caldissima.

=153. Battuffoli al sugo.= Fate una polenta alquanto dura cuocendo 8

ettogrammi di farina di frumentone con due litri d'acqua con giusta

dose di sale, ed appena cotta, ritiratela dal fuoco ed a cucchiaiate

disponetela entro un gran piatto, formando come tante polpette della

grossezza d'un uovo, l'una vicina all'altra, finchè avrete compiuto

il primo suolo che tosto condirete con buon sugo di carne (num. 27,

28 e 29) e formaggio parmigiano grattato in abbondanza; dopo di che

procederete a farvi sopra il secondo suolo, e così di seguito finchè

avrete polenta, operando sempre come pel primo suolo. Avvertirete di

procedere con alquanta prestezza, onde i battuffoli non raffreddino di

troppo, poscia serviteli subito in tavola.

=154. Gnocchi al sugo.= Lessate assai bene con acqua e sale tante

patate secondo il vostro bisogno, indi pelatele, schiacciatele

sulla madia ed impastatele con una quantità eguale di farina bianca,

maneggiando in tutti i versi la pasta affinchè le patate e la farina

si uniscano e si fondano bene fra loro. Fatta così la pasta, dividetela

in pezzi grossi quanto un limone, e questi rotondateli sulla madia col

palmo della mano in guisa da formarne altrettanti bastoncelli, i quali

poscia taglierete trasversalmente a piccole porzioni come nocciuole.

Allora, ad uno ad uno, comprimete con un dito questi pezzetti di

pasta, facendoli al tempo stesso strisciare sulla madia per modo da far

prender loro la forma di grossi e corti truccioli (_rissi da bancoe_),

ed avrete formati i vostri gnocchi, che lascierete un poco prosciugare

tenendoli distesi sulla madia per circa due ore.

Mettete a cuocere questi gnocchi in una caldaia con molta acqua, che

avrete prima salata, gettandoveli quando questa bolle; allorchè sono

ben cotti, estraeteli colla mestola bucherata, fateli sgocciolare e

conditeli a suoli entro un gran piatto, versandovi del buon sugo di

carne e spargendovi formaggio parmigiano in abbondanza.

=155. Altri gnocchi al sugo.= Prendete pasta da fornaio (di quella con

cui fanno il pane) e formatene i gnocchi come sopra (num. 154): i quali

cuocerete nell'acqua bollente con sale, e condirete egualmente con sugo

di carne e formaggio parmigiano.

La pasta per questi gnocchi si può farla anche da sè, impastando una

quantità di farina bianca con un pezzetto di lievito (un ettogrammo di

lievito per ogni chilogrammo di farina), ed avvertendo di lasciarla per

due ore in riposo coperta da farina od anche da una scodella rovesciata

prima di servirsene per fare i gnocchi.

La vera cuciniera genovese facile ed economica, ossia maniera di preparare e cuocere ogni sorta di vivande all'usanza di Genova · 第 20 / 45 题