DI MAGRO.

=99. Paste al brodo di pesce.= Mettete del brodo di pesce preparato nel

modo già da noi descritto (n. 76), ponetelo al fuoco in una pentola, e

quando bolle gettatevi la pasta da vermicellaio che avrete prescelta,

come nastrini, lasagne, vermicelli. ecc.; regolandovi in tutto il resto

secondo le norme generali da noi indicate per le minestre al brodo di

grasso (num. 77).

=100. Capellini al brodo di muggine.= Prendete quella quantità di

muggini di cui abbisognate (la miglior qualità di questo pesce è

il muggine orifrangio (_musao dell'öu_)); poneteli a cuocere nella

pesciaiuola, con acqua, sale, cipolla tagliata in mezzo, sedano e

prezzemolo. Se i pesci sono molto grossi, li farete bollire almeno un

quarto d'ora; se sono piccoli, bastano pochi minuti. Quando poi sono

cotti, ritirate dal fuoco la pesciaiuola, e lasciatela in disparte

per un quarto d'ora col pesce dentro: toglietene quindi il pesce, e

passate il brodo per lo staccio. Rimettete questo brodo in una pentola

al fuoco, aggiungendovi una manata di formaggio parmigiano grattato, e

quando bolle gettatevi i capellini, i quali, dato appena un bollore,

servirete in tavola con altro formaggio grattato.

=101. Pasta con purèe di piselli.= Ponete al fuoco in una pentola

mezzo chilogramma di piselli secchi, ma di color verde, con un litro

d'acqua, e lasciateli bollire sino a che siano ben cotti, tramenandoli

di quando in quando affinchè non si attacchino al fondo. Intanto fate

lessare a parte fino a mezza cottura alcuni cardi, di cui avrete scelto

la sola parte bianca: poneteli poi nell'acqua fredda e lasciateveli

fino al momento di adoperarli. Passate per lo staccio, insieme colla

loro acqua, i piselli che avrete cotti, premendoli e schiacciandoli

con un mestolo, e serbate ugualmente il sugo o _purèe_ che ne avrete

ottenuto. Fate allora soffriggere in casseruola con olio abbondante

una cipolla, del sedano, del prezzemolo e funghi secchi, il tutto ben

tritato; aggiungete a questo soffritto un poco di conserva di pomidoro

disciolta in acqua calda, poscia i cardi, ritirandoli dall'acqua fredda

in cui li avrete lasciati, e finalmente la _purèe_ di piselli insieme

ad una presa di spezie e sale a sufficienza, rimestando bene il tutto

e lasciando al fuoco la casseruola.

Preparato così il condimento della vostra minestra, fate bollire a

parte un litro d'acqua, gettatevi la pasta da vermicellaio che avrete

prescelta, e quando questa sarà a mezza cottura, versatevi tutto il

contenuto della casseruola e lasciate finir di cuocere la pasta. Dopo

di che mettete la minestra in una zuppiera e servitela in tavola.

=102. Riso con purèe di piselli.= Preparate questa minestra il tutto

come sopra descritto (num. 101) avvertendo soltanto di sostituire il

riso alla pasta, facendolo prima cuocere a metà in un litro d'acqua,

e versandovi poi il condimento che avrete fatto nelle medesime

proporzioni già indicate. Lasciate così terminare la cottura del riso

e servitelo in tavola.

=103. Riso o pasta con altre purèe.= Volendo fare minestre con

altre _purèe_, per esempio, riso o pasta con _purèe_ di lenticchie

o fagiuoli procederete alla stessa maniera già descritta ai n. 101 e

102, sostituendo ai piselli la medesima quantità di lenticchie o di

fagiuoli, egualmente secchi od anche di favetta con i quali legumi

formerete la _purèe_ che desiderate per la vostra minestra.

=104. Riso con erbe (col preboggion).= Fate bollire per mezz'ora in una

pentola, con tre litri d'acqua e sale a sufficienza, quattro mazzi del

cosidetto _preboggion_[4], che avrete prima mondati e tagliati alquanto

sottili: indi aggiungetevi un chilogramma di riso e lasciate bollire

per altri cinque minuti. Intanto avrete preparato un copioso battuto

composto di due spicchi d'aglio, molto basilico, formaggio di Olanda

e parmigiano grattati e mescolati insieme e un poco di sale, il tutto

ben pestato nel mortaio e stemperato poscia e reso liquido, con quattro

cucchiaiate d'olio ed altrettante d'acqua calda (di quella della

pentola); quando dunque il riso avrà bollito cinque minuti come abbiam

detto sopra, versatevi la metà di questo battuto o pesto; lasciate

bollir per altri 10 o 12 minuti cioè finchè il riso sia cotto, versate

in una zuppiera, aggiungetevi l'altra metà del pesto, rimestando bene

il tutto; e servite con formaggio parmigiano.

[4] Voce totalmente genovese, che non ha nella lingua

italiana vocabolo corrispondente, e colla quale in Genova sono

denominati certi mazzi di erbaggi, composti di bietola, cavoli

cappucci primaticci (gagge) e prezzemolo.

=105. Riso con erbe al brodo di pesce.= Mettete a soffriggere in

casseruola, con un bel pezzo di burro, un battuto di sedano, cipolla e

prezzemolo; aggiungetevi alcuni mazzi di bietola ben mondata e lavata

in acqua fresca: fate cuocere alquanto, di poi aggiungete del brodo

di pesce (num. 76) nella quantità che vi abbisogna, e quando tutto

avrà bollito pel corso di un'ora, mettetevi il riso, indi un poco di

formaggio parmigiano grattato e lasciate cuocere. Cotto che sia il

riso, versatelo nella zuppiera e servitelo in tavola.

=106. Riso e cavolo al brodo di pesce.= Prendete un bel cavolo

cappuccio, pulitelo, lavatelo e tagliatelo a brandelli: preparate

intanto in una casseruola un soffritto di prezzemolo, sedano e cipolla

ben trinciati, ed un bel pezzo di burro; aggiungetevi il cavolo già

preparato, fate cuocere alquanto, e poi versatevi la quantità di brodo

di pesce (num. 76) che vi abbisogna per cuocere il riso, lasciando

bollire per circa un'ora. Finalmente mettete nella casseruola il riso,

e quando questo è quasi cotto aggiungete del buon formaggio parmigiano

grattato. Cotta che sia la vostra minestra, versatela in una zuppiera

e servitela.

=107. Riso all'uova.= Fate cuocere un chilogramma di riso entro tre

litri di latte con poco sale, gettandovelo quando il latte bolle: a

mezza cottura aggiungetevi due ettogrammi di burro e due cucchiaiate di

formaggio parmigiano grattato, e quando il riso sarà cotto, versatelo

nella zuppiera in cui dovrete servirlo: prima di recarla in tavola,

mettetevi otto rossi d'uova bene sbattuti, rimestando il tutto con un

mestolo, mentre il riso è ancora bollente. Questa minestra rassomiglia

ad un risotto alquanto liquido.

=108. Riso al latte.= Fatelo come il suddetto (num. 107) escludendo le

uova, vale a dire, cuocendo il riso semplicemente nel latte con poco

sale, ed aggiungendovi del formaggio grattato a mezza cottura.

=109. Riso e castagne.= Mettete ad ammollire per venti minuti

nell'acqua tiepida tre ettogrammi di castagne secche, indi ritiratele

dall'acqua e stropicciatele bene colle dita per toglier loro la

pellicola che han conservato; ponetele poscia a bollire per due ore e

mezza in una pentola con due litri d'acqua, sale in giusta dose, e due

buone cucchiaiate d'olio, ed aggiungete finalmente mezzo chilogramma di

riso. Intanto avrete preparato a parte, in una casseruola, con olio, un

soffritto di cipolla e prezzemolo ben tritati, che poi verserete nella

vostra minestra quando il riso sarà quasi cotto, dopo di che lascierete

terminare di cuocere e servirete in tavola.

=110. Riso e castagne al latte.= Fate il tutto come abbiamo detto

sopra (num. 109), colla differenza che invece di due litri d'acqua

adoperate un litro solo d'acqua e un litro di buon latte, unendovi un

pezzo di burro in luogo delle due cucchiaiate d'olio, e facendo pure il

soffritto con burro invece che con olio.

=111. Riso con arselle.= Prendete una sessantina di arselle: e

mettetele in una casseruola al fuoco onde si aprano tutte: toglietele

indi dal loro guscio e conchiglia, e rimettetele nella casseruola

con un battuto di cipolla, sedano e prezzemolo, e con alquanto olio,

lasciatele così soffriggere per 10 minuti: poscia bagnate con brodo di

pesce, se ne avete, o con semplice acqua (aggiungendo in tal caso un

poco d'olio e sale bastante); e da ultimo gettatevi mezzo chilogramma

di riso che lascerete cuocere versandovi sopra di mano in mano che

prosciuga, altro brodo di pesce o semplice acqua; avvertendo però che

l'uno e l'altra sia sempre bollente, e che terminata la cottura, il

riso resti nè troppo asciutto nè troppo brodoso.

=112. Altra maniera di fare il riso colle arselle.= Fate soffriggere

un poco in casseruola con olio e burro uniti insieme una cipolla,

sedano, carota e prezzemolo, il tutto ben tritato, indi aggiungete

una cucchiaiata di farina, sale necessario, e alcuni pomidoro spezzati

oppure conserva disciolta prima nell'acqua, e finalmente mettetevi le

arselle col loro guscio, lasciando cuocere per altri dieci minuti.

Avrete già preparato a parte in una pentola dell'acqua bollente con

giusta dose di sale, colla quale bagnerete di quando in quando le

arselle medesime. Dopo che queste avranno soffritto per dieci minuti,

come abbiamo detto sopra, e che perciò si saranno tutte aperte,

ritiratele dalla casseruola, e mettete in questa alquanti funghi secchi

e rinvenuti, ed a poco per volta quella quantità d'acqua necessaria

per formarvi l'umido da cuocervi il riso. Passate indi allo staccio

tutto il contenuto della casseruola premendo forte con un mestolo i

pomidoro e le erbe trinciate, a fine di spremerne tutto il sugo, e

rimettete al fuoco. Quando questa specie d'intingolo avrà ripreso il

bollore, vi getterete il riso e a mezza cottura di questo aggiungerete

le arselle, che intanto avrete tolte dai loro gusci, e una manata di

buon formaggio parmigiano, rimescolando bene il tutto. Cotto che sia il

riso, ritirate dal fuoco la vostra minestra e servitela in tavola. Se

il riso cuocendo si prosciugasse di troppo, avrete pronta altr'acqua

bollente da aggiungervi, ma sarà meglio che ne mettiate a sufficienza

la prima volta.

=113. Minestra composta.= Fate cuocere a metà in poca acqua alquanti

fagiuoli bianchi freschi, indi poneteli in una pentola più grande

insieme colla loro acqua, alcune melanzane, molti pomidoro, funghi

freschi o secchi, qualche spicchio d'aglio, sale, pepe e olio bastante;

lasciate soffriggere alquanto tutto; indi aggiungetevi l'acqua

necessaria, avvertendo che sia bollente, ed in ultimo gettatevi il riso

o vermicelli od altra pasta a vostro piacere, che lascierete cuocere,

dopo di che verserete la minestra in una zuppiera e la servirete in

tavola. Questa minestra non si usa spolverizzarla di formaggio: ma ciò

dipende dai gusti, ed è libero a chiunque il mettervelo.

S'intende poi che le melanzane ed i pomidoro dovranno esser ben

mondati, prima d'esser messi in pentola: le prime recidendo loro la

specie di calice da cui sono avviluppate, e tagliandole poi a piccoli

dadi; i secondi privandoli della loro buccia, spezzandoli e togliendo

loro tutti i semi e indi trinciandoli sottilmente sul tagliere. I

funghi, se saranno secchi li farete prima ammollire alquanto nell'acqua

calda, li monderete e li taglierete a fette sottili.

=114. Minestrone con soffritto.= Mettete al fuoco una pentola con

acqua e sale bastante, e quando bolle gettatevi 150 grammi di fagiuoli

freschi grigiolati (in dialetto genovese detti _grixi_) i quali avrete

già cotti a metà in una piccola pentola a parte con poca acqua, ed

aggiungete mezza dozzina di melanzane alquanto piccole, che avrete

mondate e tagliate a piccoli dadi o a fette, 150 grammi di fagiuolini

in erba detti in genovese _ballin_, rotti ciascheduno in due o tre

pezzetti: alcune patate mondate e tagliate esse pure a pezzetti: un

cavolo rotto a brandelli: poca zucca, o zucchini tagliati a dadi: 75

grammi di funghi freschi tagliati a fette, ed in mancanza di questi

una manata di funghi secchi fatti prima rinvenire nell'acqua tiepida,

ed alcune cucchiaiate d'olio. Lasciate cuocere bene tutti questi

ortaggi, e poscia gettate nella pentola quella quantità di pasta che

più vi aggrada, come taglierini, nastrini, vermicelli, oppure riso.

Intanto preparate a parte un soffritto con una cipolla tagliata a fette

sottili, prezzemolo tritato ed olio abbondante, facendo ben rosolare:

aggiungete a questo soffritto 5 o 6 pomidoro mondati della loro buccia

e dei loro semi e indi tritati sottilmente, fateli cuocere alquanto

onde perdano il sapore acido, rimestandoli bene con un mestolo, e

quando la pasta o riso sarà quasi cotto, versate nella pentola anche

questo soffritto coi pomidoro, e lasciate compiere la cottura del

vostro minestrone. Scodellate e servitelo con formaggio parmigiano

grattato.

Questa minestra, tutta speciale dei Genovesi, e di eccellentissimo

gusto, usasi fare nell'estate, essendo questa la stagione in cui

trovansi tutti gli erbaggi necessari a ben confezionarla: ma si

può fare altresì in altre stagioni, servendosi dei soli ortaggi che

in quelle si possono trovare e sostituendo la conserva ai pomidoro

freschi, ed i fagiuoli secchi a quelli freschi.

=115. Minestrone con battuto o pesto.= Ponete al fuoco una pentola con

acqua e sale bastante, e quando bolle gettatevi dentro 150 grammi di

fagiuoli freschi grigiolati (_grixi_) i quali avrete già cotti a metà

in un pentolino a parte con poca acqua: gettate inoltre sei piccole

melanzane mondate e tagliate a piccoli dadi od a fette: un cavolo rotto

pure a brandelli; quattro o cinque pomidoro privati della loro buccia

e dei loro semi, e indi trinciati sottilmente; poca zucca o zucchini

tagliati a dadi; 75 grammi di funghi freschi tagliati a fette (od

una manata di funghi secchi rinvenuti in acqua tiepida in mancanza di

funghi freschi), ed alcune cucchiaiate d'olio. Fate cuocere bene tutti

questi ortaggi; aggiungetevi poi la pasta che avrete prescelta, come,

nastrini, vermicelli, tagliarini od altro, e quando sarà questa quasi

cotta, versate nella pentola il battuto che avrete già preparato nel

modo descritto al num. 32, coll'aggiunta di qualche fungo fresco o

secco pestato insieme nel mortaio. Lasciate poi finire di cuocere il

vostro minestrone, servitelo in tavola con buon formaggio parmigiano

grattato.

Invece che colla pasta, potrete fare questo minestrone col riso: come

pure in mancanza di basilico, potrete adoperare pel battuto maggiorana

e prezzemolo uniti insieme, senza però tralasciare l'aglio ed i funghi,

i quali sono indispensabili nel detto battuto.

=116. Preboggion alla crema[5].= Prendete quattro cavoli-rapa,

cinque mazzi del così detto _preboggion_, ed alcuni broccoli (ossia

piccoli cavoli neri): mondate tutti questi ortaggi dalle loro costole

troppo grosse e foglie guaste, trinciate a pezzetti i cavoli-rapa, e

stracciate a brandelli il rimanente: lavate bene il tutto, e mettetelo

in una pentola con acqua abbondante e giusta dose di sale; fate bollire

per un'ora: indi gettate via porzione dell'acqua, lasciandone nella

pentola tanto che basti a coprire gli erbaggi, aggiungetevi invece

mezzo litro di fior di latte o panna, lasciando bollire per un altro

quarto d'ora. Intanto avrete preparato un battuto come è descritto al

numero 32, e di questo ne verserete la metà nella pentola, allorchè la

panna avrà bollito, come abbiam detto, un quarto d'ora insieme colle

erbe, e l'altra metà dopo dieci minuti al momento di servire in tavola.

[5] Per la voce _preboggion_ veggasi la nota al n. 104 (pag.

57).

=117. Zuppa di pomidoro.= Prendete una cipolla, una carota, sedano,

basilico e prezzemolo, tritate il tutto sul tagliere e ponetelo indi in

una pentola con tre litri d'acqua e sale proporzionato, aggiungendo 5

o 6 pomidoro rotti in mezzo. Dopo 3 ore circa di ebollizione, passate

allo staccio tutto il contenuto della pentola, schiacciando e premendo

bene le erbe e i pomidoro acciò diano tutto il loro sugo, e rimettete

poscia al fuoco nella stessa pentola il liquido ottenuto, aggiungetevi

due ettogrammi di burro, e lasciando bollire per altri 10 o 12 minuti.

Allora verserete questa sorta di brodo in una zuppiera, nella quale

avrete preparato il pane tagliato a fette ed abbrustolito, e servirete

in tavola spolverizzando con formaggio parmigiano.

=118. Zuppa alle uova.= Lasciate soffriggere in una casseruola 150

grammi di burro, e quando avrà preso un bel colore dorato, gettatevi

una grossa cipolla bianca che avrete prima trinciata sottilmente,

ed un pugillo di farina rimestando e lasciando soffriggere ancora

un poco: poscia aggiungete a questo soffritto tre litri d'acqua con

sale in proporzione, e fate bollire. Intanto sbattete a parte dodici

rossi d'uovo, e quando il brodo suddetto bollirà, ritiratelo dal fuoco

e versatevi subito queste uova, agitando, e rimestando assai bene,

affinchè non si rappiglino. Allora versate il tutto in una zuppiera ove

avrete preparato il pane tagliato e fette ed abbrustolito, e servite

subito in tavola con buon formaggio parmigiano.

=119. Zuppa di lattughe alla crema.= Fate rosolare in una casseruola

con burro una cipolla tritata, a cui aggiungerete dopo pochi minuti

alquanto prezzemolo e funghi secchi rinvenuti, parimenti tritati.

Fatto questo soffritto, aggiungetevi una dozzina di lattughe, che

avrete prima mondate, indi cotte per metà e poscia bene spremute o

trinciate grossamente: lasciate rosolare anche queste, e poi versate

tutto il contenuto della casseruola in una pentola, dove già avrete

messo a bollire quattro litri d'acqua con sale necessario. Dopo cinque

minuti aggiungete tre cucchiaiate di formaggio parmigiano grattato,

rimestando bene, indi mezzo litro di fior di latte, ossia panna, e

lasciate cuocere per un'altra mezz'ora. Aggiungete allora cinque uova

sbattute prima insieme colle loro chiare; rimestate assai bene il

tutto: lasciate dare due altri bollori, e per ultimo versatevi altre

tre uova (i soli tuorli però), che avrete frullati a parte insieme ad

un bicchiere di latte ed alquanta maggiorana ben tritata, continuando a

rimestare finchè il tutto abbia ripreso il bollore. Dopo di che versate

tutto il contenuto della pentola in una zuppiera, dove avrete preparato

mezzo chilogramma di pane tagliato a fette ed abbrustolito, spargetevi

buona dose di formaggio grattato, rimestate ancora un poco, e servite

in tavola.

=120. Zuppa di ceci.= Prendete dei ceci nella quantità che vi

abbisogna, e poneteli a cuocere per circa tre ore in una pentola con

sufficiente acqua e sale in proporzione, avvertendo di gettare nella

pentola i ceci soltanto quando l'acqua sarà alquanto calda. Mezz'ora

prima di ritirare i ceci dal fuoco, aggiungete alcuni funghi secchi

rinvenuti nell'acqua tiepida, qualche foglia di salvia, sedano ed

aglio, il tutto ben tritato, dell'olio in abbondanza, del sugo di

pomidoro, o un po' di conserva disciolta prima nell'acqua o qualche

garzuolo di cardo, ossia le foglie più tenere e più piccole. Cotta che

sia questa zuppa, la servirete con pane o senza, a vostro piacere.

=121. Zuppa di ceci con erbe.= Tritate alcuni spicchi d'aglio, qualche

foglia di salvia e funghi secchi rinvenuti in acqua tiepida; e fate

soffriggere il tutto con alquanto olio in una casseruola, aggiungendovi

poscia un pugillo di farina. Mettete a cuocere in una pentola a parte

i ceci che vi abbisognano con alquanta acqua e sale in proporzione:

quando avranno bollito due ore e mezzo, unitevi sei lattughe ed alcuni

garzuoli di cardo, a cui avrete dato prima mezza cottura separatamente,

e lasciate cuocere il tutto per un'altra mezz'ora. Anche questa zuppa,

come abbiam detto per la precedente, si può servire con pane o senza,

secondo più aggrada. S'intende che i ceci, se sono secchi, dovranno

essere stati in molle nell'acqua con sale, almeno per dieci ore, prima

di farli cuocere: e se aveste del baccalà da ammollare, meglio sarebbe

di mettere i ceci nella stessa acqua, la quale in tal caso non si dovrà

salare.

=122. Zuppa con fagiuoli.= Sostituendo ai ceci una quantità eguale di

fagiuoli secchi o freschi secondo la stagione, potrete fare la zuppa

di fagiuoli, operando per tutto il resto come abbiamo descritto per la

zuppa di ceci (num. 120 e 121).

=123. Zuppa al brodo di boldrò.= Mettete in una casseruola un bel pezzo

di burro, ed una quantità eguale di olio, e fatevi soffriggere della

cipolla, carota, sedano e prezzemolo, il tutto ben tritato, aggiungendo

sale in dose sufficiente. Mettete inoltre nella stessa casseruola uno

o più boldrò, che prima avrete ben puliti e tagliati in grossi pezzi;

indi qualche pomidoro trinciati (e in mancanza di questi, conserva

disciolta nell'acqua), pochi funghi secchi rinvenuti ed egualmente

trinciati, e a poco a poco versatevi tant'acqua bollente, quanta ve ne

abbisogna per fare la zuppa. Quando poi vedrete che il pesce è cotto,

ritirate dal fuoco la casseruola e lasciatela per un quarto d'ora

in disparte col pesce dentro; dopo ciò togliete il pesce e passate

allo staccio tutto il rimanente, premendo bene con un mestolo tutte

le sostanze onde farne sortire il succo. Riponete al fuoco in una

pentola il brodo così ottenuto, aggiungendovi del formaggio parmigiano

grattato, e quando avrà bollito per un'altra mezz'ora versatelo

in una zuppiera, ove avrete preparato il pane tagliato a fette ed

abbrustolito, e servitelo in tavola con formaggio.

Il pesce che avrete tolto dalla casseruola, potrete servirlo a parte,

o pestarlo assai bene in un mortaio e spremerne a traverso lo staccio

tutto il succo, il quale unirete al brodo facendovelo bollire insieme.

Con ciò renderete la zuppa più squisita e gustosa.

Questa zuppa può farsi in qualunque stagione, trovandosi del boldrò in

tutto il corso dell'anno.

=124. Polenta al burro.= Fate una polenta alquanto tenera,

gettando nell'acqua, mentre bolle, della farina di grano turco,

ossia formentone, e rimestando continuamente con apposito bastone

(_cannella_) finchè la polenta sia cotta. Allora conditela con burro

e formaggio parmigiano in abbondanza, rimestatela ancora e servitela

caldissima.

Per questa polenta adoprerete tre litri d'acqua per ogni chilogramma di

farina. Avvertirete di salare giustamente l'acqua prima ch'essa cominci

a bollire, e di gettarvi la farina a poco a poco con una mano, mentre

coll'altra rimesterete continuamente acciò la farina non formi grumi

(_mòtti_).

=125. Polenta con cavoli.= Mettete al fuoco in una pentola la quantità

d'acqua di cui abbisognate, salandola a dovere, e quando bolle

gettatevi dei cavoli neri, o broccoli, onde farveli cuocere. Cotti

che siano, aggiungetevi la farina di formentone (300 grammi per ogni

litro di acqua impiegata), e fate la polenta nel modo sopra descritto

(n. 124), mettendovi in ultimo dell'olio, invece del burro, e alquanto

formaggio parmigiano grattato. Rimestate ancora un poco, e servitela

caldissima.

=126. Pancotto.= Fate bollire in una pentola l'acqua che vi abbisogna

con giusta dose di sale, olio, origano, qualche spicchio d'aglio e

formaggio parmigiano grattato; quando poi l'aglio sarà cotto, gettate

nella pentola del pane secco rotto a pezzetti, fate dare altri due

bollori, e ritirate dal fuoco per servire in tavola.

È questa minestra di magro assai economica e adatta specialmente per

ragazzi e per famiglie numerose.

=127. Pancotto con pomidoro.= Sbucciate alcuni pomidoro, togliete loro

i semi, trinciateli e poneteli a soffriggere in una casseruola con olio

abbondante e due o tre spicchi d'aglio pure trinciati. Quando il tutto

avrà soffritto abbastanza, aggiungete il pane, rotto a pezzetti, e

versatevi sopra a poco a poco e ad intervalli dell'acqua bollente, già

salata convenientemente rimescolando con un mestolo finchè il pane sia

ben cotto e l'umido alquanto prosciugato. Mangiasi caldo con formaggio

grattato.

=128. Semolino al burro.= Fatelo nella stessa maniera del semolino

al grasso (num. 98) adoprando semplicemente acqua con sale invece di

brodo, e avvertendo di aggiungere un bel pezzo di burro o formaggio

parmigiano grattato prima che il semolino sia interamente cotto.

Rimestate e servitelo caldo.

La vera cuciniera genovese facile ed economica, ossia maniera di preparare e cuocere ogni sorta di vivande all'usanza di Genova · 第 19 / 45 题