FRANCESCO ROERO.

-- E così?... Dunque?... Che cosa te ne pare? -- Questa volta il Roero

dimentica affatto la signora Eugenia, più che mai in estasi, e si

avvicina inquieto all'avvocato. -- Dimmi francamente: Non ti persuade?

Non ti va?

-- Non mi persuade, ma va benissimo! -- Risponde ridendo l'Olivieri. --

Bella la lettera e bellissime le verità che vi sono espresse con tanta

franchezza. Ma sono cose un po' campate in aria, che non cavano un ragno

dal buco. Anche per conquistare la giustizia ideale bisogna sgombrare le

vie della libertà pratica, se no, si resta al di qua del fosso, colle

mani e coi piedi inceppati, a fissare il punto dove invece bisognerebbe

arrivare col salto. Ma son cose che non si discutono. Tu hai scritto

quello che senti. Copia dunque la tua lettera, mandala e tira diritto

per la tua via, come la coscienza ti detta. Noi, intanto, andiamo a far

la corte alla signorina Lulù.

Ma invece di raggiungere la bimba, quando sono in salotto l'Olivieri

ferma la signora Eugenia, toccandola sul braccio:

-- Sa che cosa c'è di nuovo?..... Don Giulio Arcolei s'è riconciliato

colla moglie. Cioè, per esser più esatti, donna Stefania s'è

riconciliata con suo marito.

-- Possibile?...

-- Altro che possibile! Sicurissimo!... L'ho saputo ieri sera, al caffè

Martini, dall'assessore Corbolani, un collega dell'Arcolei, nientemeno!

Mi ha raccontato il grande avvenimento con tutti i più curiosi

particolari! E s'intende, pigliando le parti della baronessa. Anzi il

marito, in tutto questo tempo, fu a mala pena tollerato in Municipio,

nella certezza che si sarebbe riunito alla moglie, il solo, il vero

valore della casa.

La signora Eugenia si mostra sempre più stupefatta.

-- Ma come?... Adesso?... Si riconciliano adesso, dopo due anni di...

Dopo due anni passati in campagna?

-- È in viaggio col giovine tenentino: dal _glacier du Rhóne_ alle

Piramidi! Ma lei crede forse, o maliziosa e pettegola signora Eugenia,

che donna Stefania al verde, sui ghiacci o sotto il sole, abbia mai

commesso il più piccolo strappo alla virtù? Nemmeno per ombra! Tutte

cattiverie, goffaggini delle borghesucce piene di rabbia e di livore

contro le nostre grandi dame!

-- Ma... però...

-- Che ma! Che però! Se c'è una colpa, è solo di quella bestia di suo

marito che, appunto, per essere uno scempio, vede sempre tutto doppio!

Ha voluto fare il geloso, il furioso, il prepotente, e la baronessa,

adirata e offesa, l'ha piantato come un cavolo e si è ritirata a

Borgoprimo, a casa sua, a leggere, a dipingere, a divertirsi.

-- Ma però quel... quell'altro?

-- Quell'altro? Chi quell'altro? -- L'avvocato deve sentir ancora un po'

di bruciore perchè si riscalda troppo. Forse vuol riferirsi al tenentino

Parodi?..... Uno sbarbatello qualunque, inconcludente!... Ancora un

ragazzetto!... Mi maraviglio che lei possa pensare, solo per un momento,

una cosa simile! Ma come?... Donna Stefania colla sua intelligenza e

abilità, donna Stefania che aveva tutta una corte a' suoi piedi, un

Faraggiola, un Estensi, un Francesco Roero, andarsi a perdere con

quell'insulso tenentino?..... Col _bel belée_? Del resto, vuole una

prova chiara e lampante dell'innocenza di donna Stefania?..... È lei

stessa che oggi dà moglie al Parodi.

L'Olivieri scoppia in una grande risata sardonica, mentre la signora

Eugenia continua a ripetere senza aver ben capito:

-- Gli dà moglie?... Che moglie?

-- Sicuro! È così! -- L'Olivieri non ride più, cambia tono; diventa

serissimo e pallido. -- Queste donne... di giudizio, quando sono sazie di

un amante, per sopprimerlo, gli danno moglie!

-- Prende moglie? Il Parodi?

-- Donna Stefania gli dà in isposa nientemeno che una sua cugina, la

Luardi.

-- La contessina Luardi?... Ersilia?... Ma se è ancora, quasi, una

bambina?

-- Diciott'anni. L'età necessaria per poter lasciar credere di non

capire... certi intrighi. Mezzo milione di dote: un fiore di grazia e di

bellezza. Per Dio! Se il premio corrisponde ai meriti, il tenentino deve

vantarne molti!

-- Ma il conte Luardi?... Il padre della ragazza?

-- È un vecchio adoratore che è stato sempre tenuto dalla baronessa al

regime dell'amor platonico e che quindi, anche per orgoglio, giura e

spergiura sostenendo l'innocenza di lei. Anzi, per attestarle

pubblicamente la propria stima ed il proprio rispetto e smentire così le

infami calunnie della gente bassa, le nozze verranno celebrate a

Borgoprimo, in casa della baronessa, sotto gli auspici della baronessa!

-- E lei crede che la baronessa Arcolei... tornerà ancora a Milano?

La signora Eugenia, oltrechè stupita, sembra anche un po' inquieta.

-- Certissimo! Dopo il matrimonio di sua cugina andrà un po' al mare e un

po' in montagna per riposare, per dipingere, per rimettersi al corrente

colla lettura del _Pungolo_ e della _Perseveranza_, poi tornerà a

Borgoprimo, dove si daranno feste, cacce, pranzi, grandi ricevimenti, e

quando tutti rientreranno a Milano vi rientrerà solennemente anche la

baronessa... con tutti gli altri.

-- Ma e... e il signor Francesco? -- La signora Eugenia parla sottovoce. --

Chi sa che cosa dirà il signor Francesco, a udire tutte queste notizie!

-- Sicuro! Passerà di maraviglia in maraviglia, perchè Francesco, a

dispetto di tutto il suo gran talento, conosce molto bene gli uomini e

molto male le donne. Del resto non c'è fretta. Egli vive ormai fuori del

mondo; saprà tutte queste notizie con comodo, a suo tempo. Intanto

lasciamolo lavorare in santa pace!

La signora Eugenia, rimasta pensierosa, approva col capo e sospira:

-- Eppure, sarà tutto vero, signor avvocato, ma che vuole?... Ancora

stento a crederlo.

-- Perchè lei è una donna piena di cattiveria! Ma badi a ciò che fa:

continuando a persistere nell'errore ed a volersi schierare contro la

baronessa Stefania, finirà male. Nessuno la inviterà più a pranzo la

domenica, e il conte Faraggiola e il marchese Estensi proclameranno la

sua decadenza dal _bon ton_!

-- Il Faraggiola e l'Estensi?.... Anche loro?..... Tornano daccapo?

-- Più di prima e forse..... molto meglio di prima!... Per riconquistare

la stima, l'onore e il proprio posto in società, una donna, nelle

condizioni della baronessa Stefania, deve riconciliarsi non solo con suo

marito, ma deve anche riconciliarsi, a qualunque patto, co' suoi amanti.

Se no, guai! Potrebbe correre il rischio che qualche gran dama, di

quelle più rigorose e scrupolose, si ostinasse magari... a non volerla

ricevere.

La Signorina: Romanzo · 第 29 / 50 题