Noi non entreremo nei particolari di questo processo. Ma è omai noto, a
chi penetrò nel dedalo dei suoi avvolgimenti, che esso, come già
accennammo, fu immaginato e preparato nelle rettrobotteghe dei giornali
retrivi ed antisemiti; covato fra le ombre delle sacrestie e di noti
conventi; architettato da alcune autorità militari: accolto con favore e
sobillato da certi ufficiali dello Stato Maggiore, usciti dalle scuole
dei Gesuiti e che intendevano sbarazzarsi dell'Ebreo Dreyfus, poichè lo
vedevano con sdegno ed invidia avanzare nelle alte cariche militari, fu
manipolato di conserva con questi elementi da mestatori avventurieri.
Preparato nel mistero, fu condotto nel mistero con documenti monchi o
falsi, privi di ogni carattere giuridico; ma tutto giovava al loro
intento pure di accendere le passioni, eccitare lo _Chauvinisme_ delle
masse francesi, fuorviare, deludere la giustizia, e preparare il trionfo
della reazione. Ma la giustizia, che si voleva tradire e calpestare,
vive pur sempre nel seno della Francia, scosse e accese di nobile
disdegno il cuore di pochi uomini superiori per intelligenza, per
coraggio e potenza di carattere. Essi si ribellarono a quella
cospirazione, colla quale la sciabola tentava decapitare la giustizia.
In mezzo al silenzio dei complici, degli indifferenti e dei codardi alle
minaccie dei prepotenti, agli urli della folla ingannata, sollevarono il
grido d'allarme, pugnarono perchè si faccia intera la luce della verità,
e per salvare l'onore della Francia.
Emerge, grandeggiante, fra questi magnanimi, la figura di
Scheurer-Kestner, di Picard e quella dello Zola, il quale, bersaglio ai
furori, alle contumelie, agli attacchi forsennati di tutte le reazioni
più arrabbiate, si leva, e sta solo e incrollabile sulla breccia[14].
[14] Chi possiede il bandolo di questa matassa e potrebbe portare piena
la luce in mezzo a tanta oscurità, che si tenta, con ogni arte,
d'infittire, sarebbero alcuni diplomatici. Ma vorranno o potranno
essi osare? Vorranno essi obbedire, meglio che alle riserve
imposte, ai calcoli, o interessi della professione, alla voce
della propria coscienza, al grido della giustizia? Ad essi spetta
indicare il vero colpevole, rompere il silenzio con cui, ora più
che mai, si tenta di avvolgere e sepellire la verità.
_Ogni viltà convien che qui sia morta_.
_Dante_ _Inf. II_.
Tutta l'Europa civile rispose al grido d'allarme gettato dallo Zola e
lui acclamò campione della giustizia, paladino della verità. Il verdetto
d'Europa intera, che plaude a Zola, rispose al verdetto dei pochi
giurati ignoti o ignari, i quali, intimiditi o per consegna, ne
pronunciarono la condanna. In questo momento si entra in un periodo di
tregua, e in seguito che farà la Francia? potrà essa vituperarsi ancora,
e rifiutare la revisione del processo?[15]
[15] Ecco il quadro, che traccia della Francia in questo momento
angoscioso per quanti amano questo nobile paese, uno dei suoi
scrittori più elevati e indipendenti, il Guyot, nel giornale _Le
Siècle_:
«Nemici mascherati, velati divengono ogni giorno più baldanzosi,
più impudenti, più provocatori. Senza osare di attaccarci a fronte
aperta, essi si ricercano, si coalizzano, si riconoscono come
antichi allievi dei Gesuiti. I circoli cattolici danno la prima
scossa e procurano di agitare la piazza, raccolgono e trovano
complici per quest'opera nefasta uomini, che sotto pretesto di
patriottismo, tentano di ricostituire l'esercito boulangista,
cotesta banda la quale, or sono qualche anno, tentò di rendersi
padrona di Parigi; questioni di religione ci fanno retrocedere
d'oltre cento anni e sono un vitupero per la civiltà e per lo
spirito umano. Morte all'Ebreo, si grida nelle strade e nel
palazzo di giustizia, nel santuario della legge, in Parigi, nella
città-Luce, senza che la coscienza pubblica ne sia sorpresa e
turbata! Domani si griderà: morte ai protestanti. Perchè no? Già
lo hanno tentato.
Un tal processo ha cessato di essere un fatto personale e accidentale.
Esso ha assunto tali proporzioni in Francia ed in Europa, da divenire
l'epilogo di una lotta da gran tempo latente e offre l'occasione ai
partiti retrivi, per misurare le proprie forze e scendere in campo per
iniziare il combattimento.
Il condannato all'isola maledetta non è che il capro emissario, la testa
del moro, contro cui si appuntano i dardi per colpire con lui numerosi
avversari. Il primo sarà l'Ebreo, e coll'Ebreo la Rivoluzione, la
società moderna, i diritti dell'uomo, per poi abbattere la repubblica.
Il partito liberale in Francia, come nella restante Europa, lo comprese,
si commosse e corse al riparo, si armò per la difesa. Più di tutti si
scosse, si agitò l'Ebreo. Ciascuno sentì che questa era la causa di
tutti. _Res nostra agitur_. Invano in Francia si credè da molti, anche
in buona fede essere questa quistione interna, che non riguarda gli
stranieri. Nessuno, risponde l'Europa civile, nessuno è straniero al
grido dell'Umanità; e con voce concorde lo proclamarono gli Ebrei sparsi
nei due mondi: La Giustizia è la nostra religione, il nostro culto, la
nostra fede, e combatteremo compatti in sua difesa.
Da oltre duemila anni essa è vilipesa, calpestata in Europa; giorno è
sorto che essa si affermi, si rialzi e combatta e trionfi. E rispondendo
al grido di allarme, gettato da tutte le intelligenze e dal partito
liberale del mondo, essi raccolsero il guanto che fu loro gettato dai
partiti retrivi, e si associarono insieme, per propugnare, colla
propria, la causa della libertà di tutti.