VIII. -- _Il processo Dreyfus._

Noi non entreremo nei particolari di questo processo. Ma è omai noto, a

chi penetrò nel dedalo dei suoi avvolgimenti, che esso, come già

accennammo, fu immaginato e preparato nelle rettrobotteghe dei giornali

retrivi ed antisemiti; covato fra le ombre delle sacrestie e di noti

conventi; architettato da alcune autorità militari: accolto con favore e

sobillato da certi ufficiali dello Stato Maggiore, usciti dalle scuole

dei Gesuiti e che intendevano sbarazzarsi dell'Ebreo Dreyfus, poichè lo

vedevano con sdegno ed invidia avanzare nelle alte cariche militari, fu

manipolato di conserva con questi elementi da mestatori avventurieri.

Preparato nel mistero, fu condotto nel mistero con documenti monchi o

falsi, privi di ogni carattere giuridico; ma tutto giovava al loro

intento pure di accendere le passioni, eccitare lo _Chauvinisme_ delle

masse francesi, fuorviare, deludere la giustizia, e preparare il trionfo

della reazione. Ma la giustizia, che si voleva tradire e calpestare,

vive pur sempre nel seno della Francia, scosse e accese di nobile

disdegno il cuore di pochi uomini superiori per intelligenza, per

coraggio e potenza di carattere. Essi si ribellarono a quella

cospirazione, colla quale la sciabola tentava decapitare la giustizia.

In mezzo al silenzio dei complici, degli indifferenti e dei codardi alle

minaccie dei prepotenti, agli urli della folla ingannata, sollevarono il

grido d'allarme, pugnarono perchè si faccia intera la luce della verità,

e per salvare l'onore della Francia.

Emerge, grandeggiante, fra questi magnanimi, la figura di

Scheurer-Kestner, di Picard e quella dello Zola, il quale, bersaglio ai

furori, alle contumelie, agli attacchi forsennati di tutte le reazioni

più arrabbiate, si leva, e sta solo e incrollabile sulla breccia[14].

[14] Chi possiede il bandolo di questa matassa e potrebbe portare piena

la luce in mezzo a tanta oscurità, che si tenta, con ogni arte,

d'infittire, sarebbero alcuni diplomatici. Ma vorranno o potranno

essi osare? Vorranno essi obbedire, meglio che alle riserve

imposte, ai calcoli, o interessi della professione, alla voce

della propria coscienza, al grido della giustizia? Ad essi spetta

indicare il vero colpevole, rompere il silenzio con cui, ora più

che mai, si tenta di avvolgere e sepellire la verità.

_Ogni viltà convien che qui sia morta_.

_Dante_ _Inf. II_.

Tutta l'Europa civile rispose al grido d'allarme gettato dallo Zola e

lui acclamò campione della giustizia, paladino della verità. Il verdetto

d'Europa intera, che plaude a Zola, rispose al verdetto dei pochi

giurati ignoti o ignari, i quali, intimiditi o per consegna, ne

pronunciarono la condanna. In questo momento si entra in un periodo di

tregua, e in seguito che farà la Francia? potrà essa vituperarsi ancora,

e rifiutare la revisione del processo?[15]

[15] Ecco il quadro, che traccia della Francia in questo momento

angoscioso per quanti amano questo nobile paese, uno dei suoi

scrittori più elevati e indipendenti, il Guyot, nel giornale _Le

Siècle_:

«Nemici mascherati, velati divengono ogni giorno più baldanzosi,

più impudenti, più provocatori. Senza osare di attaccarci a fronte

aperta, essi si ricercano, si coalizzano, si riconoscono come

antichi allievi dei Gesuiti. I circoli cattolici danno la prima

scossa e procurano di agitare la piazza, raccolgono e trovano

complici per quest'opera nefasta uomini, che sotto pretesto di

patriottismo, tentano di ricostituire l'esercito boulangista,

cotesta banda la quale, or sono qualche anno, tentò di rendersi

padrona di Parigi; questioni di religione ci fanno retrocedere

d'oltre cento anni e sono un vitupero per la civiltà e per lo

spirito umano. Morte all'Ebreo, si grida nelle strade e nel

palazzo di giustizia, nel santuario della legge, in Parigi, nella

città-Luce, senza che la coscienza pubblica ne sia sorpresa e

turbata! Domani si griderà: morte ai protestanti. Perchè no? Già

lo hanno tentato.

Un tal processo ha cessato di essere un fatto personale e accidentale.

Esso ha assunto tali proporzioni in Francia ed in Europa, da divenire

l'epilogo di una lotta da gran tempo latente e offre l'occasione ai

partiti retrivi, per misurare le proprie forze e scendere in campo per

iniziare il combattimento.

Il condannato all'isola maledetta non è che il capro emissario, la testa

del moro, contro cui si appuntano i dardi per colpire con lui numerosi

avversari. Il primo sarà l'Ebreo, e coll'Ebreo la Rivoluzione, la

società moderna, i diritti dell'uomo, per poi abbattere la repubblica.

Il partito liberale in Francia, come nella restante Europa, lo comprese,

si commosse e corse al riparo, si armò per la difesa. Più di tutti si

scosse, si agitò l'Ebreo. Ciascuno sentì che questa era la causa di

tutti. _Res nostra agitur_. Invano in Francia si credè da molti, anche

in buona fede essere questa quistione interna, che non riguarda gli

stranieri. Nessuno, risponde l'Europa civile, nessuno è straniero al

grido dell'Umanità; e con voce concorde lo proclamarono gli Ebrei sparsi

nei due mondi: La Giustizia è la nostra religione, il nostro culto, la

nostra fede, e combatteremo compatti in sua difesa.

Da oltre duemila anni essa è vilipesa, calpestata in Europa; giorno è

sorto che essa si affermi, si rialzi e combatta e trionfi. E rispondendo

al grido di allarme, gettato da tutte le intelligenze e dal partito

liberale del mondo, essi raccolsero il guanto che fu loro gettato dai

partiti retrivi, e si associarono insieme, per propugnare, colla

propria, la causa della libertà di tutti.

Ahasvero nell'Isola del Diavolo: versi preceduti da uno studio su l'Ebraismo e la rivoluzione francese · 第 16 / 30 题