VII. -- _Antisemitismo e Reazioni._

Questa lue, che omai da quarant'anni, infetta l'Europa, non trae

l'origine dalla scienza, come testè si volle insinuare[11]. La scienza è

moderna, la tristizia umana è antica come la storia. La scienza educa,

eleva, unisce; la superstizione, l'ignoranza vitupera, inacerbisce e

scinde.

[11] Il Sig. Brunetière, in un articolo inscrito nella _Revue des deux

Mondes_ intitolato _Après le procès_, nel quale però si guarda dal

parlare del processo, attribuisce alla scienza l'origine

dell'antisemitismo.

Questo, in buon italiano, si chiamerebbe gettare nel podere altrui

i sassi che fanno inciampo nel proprio; quali le vere cause

dell'antisemitismo già accennammo e meglio chiariremo in questo

stesso capitolo. Il nuovo direttore della _Revue_ riportò poscia

poche linee di Renan in appoggio della sua tesi sull'inferiorità

della razza semitica. Con sofismi sifatti tentò ingannare, sviare

le menti, per coprire e scolpare i delinquenti veri, come accadde

nel processo Dreyfus. Nè l'antropologia, nè l'etnografia e la

linguistica sono causa di brutture siffatte.

Antico amico del grande scrittore Renan, io lo sentii parlare

sempre con ammirazione degli Ebrei, della loro forza nella lotta

secolare, intelligenza e attività. Ripetendo la frase biblica,

egli dice nell'_Histoire d'Israel_: «Le Juif _était destiné plutôt

à servir de levain au progrès dans tous les pays_, qu'à former une

patrie séparée dans un point du globe».

Lo stesso illustre pensatore Brunetière, parlando della Bibbia, il

libro in cui vive Israelle, così si esprime: «Il y a quelque chose

dans l'Histoire du peuple de Dieu qui ne se trouve dans aucune

autre; quelque ambition qu'on ait affectée de la rabattre sur le

plan des autres histoires, elle y résiste, elle en a triomphé».

(_Revue des deux Mondes_, 1 febbraio 1895).

Tal peste serpeggia da secoli nel seno della Cristianità e per atavismo

fatale, si alimenta e si trasmette, sotto forme diverse, dall'una in

altra generazione.

Chi prende a far la diagnosi del morbo, si avvedrà, che essa si compone

di elementi complicati e multeplici. Questi si possono ridurre a tre

principali. L'elemento religioso, il politico, e l'economico.

Cominciamo dal primo:

Sino dalla prima infanzia s'insinua nel cuore del bambino l'odio

all'Ebreo, insegnando il Catechismo. Si tace come la idea del

messianismo sia sorta e fermentata nel seno di quel popolo molti anni

prima della nascita di Gesù, come quel popolo, specialmente sotto il

giogo dei Romani, fosse in travaglio per produrre un redentore[12] e a

migliaja i suoi figli venissero crocefissi, perchè combattevano,

insorgevano per la libertà della patria e la redenzione umana, si tace

come Ebrei sono stati i primi apostoli, i primi Cristiani, che essi

furono la vanguardia, i pionieri, i quali aprirono le porte al

Cristianesimo presso i Gentili; ma s'insiste invece sulla parte incerta

e leggendaria della condanna, passione e morte di Gesù: s'insegna che

l'Ebreo fu deicida, che sopra di lui pesa per ogni secolo la vendetta di

Dio, tale è la morale ad uso delle scuole[13]. Le prime impressioni

nelle tenere menti del bambino, non si cancellano, e il bambino crede

più, che alla realtà delle cose, ai racconti delle fate e ai misteri

paurosi, e pur troppo rimangono impresse nelle menti più le parole

dell'odio, che non quelle di fraternità e d'amore.

[12] Dopo Antiochio Epifane, scrive Renan nell'_Histoire d'Israel_,

l'Ebreo ha la febbre del Messia, partorisce il Cristianesimo,

sospiro dei secoli.

Vedi Renan: _Le Juif comme race et comme religion_, _Revue des

deux Mondes_, 1 maggio 1883.

[13] Intorno ai doveri dei Cristiani verso gli Ebrei, giovami ricordare

alcuni brani del discorso pronunziato da Disraeli, discutendosi

nel Parlamento Inglese la mozione per accordare agli Israeliti i

diritti politici.

«Io mi levai, diceva, in ogni occasione, a difendere gli Ebrei,

perchè secondo me, la razza ebrea è quella verso cui il genere

umano ha maggiori obblighi e doveri.

«Allorchè io sento oppormi che l'ammissione degli Ebrei

distruggerebbe il carattere cristiano di questa assemblea, io dico

che appunto per essere voi un'assemblea cristiana, voi dovete

accoglierli in mezzo a voi. Quando io considero ciò che noi

dobbiamo ad essi, che colla loro storia, le loro leggi, le loro

poesie, noi fummo educati, consolati, ordinati; quando io mi

sollevo col pensiero ad altre idee d'un carattere più sacro che

qui non giova esaminare, io dichiaro, che come Cristiano non posso

respingere le istanze di una razza, alla quale i Cristiani sono

debitori di tanti benefizi.

«Vi ha un'altra ragione per cui io desidero, che i diritti degli

Ebrei sieno riconosciuti in Inghilterra; ed è che tutti quei paesi

nei quali essi furono perseguitati, furono alla loro volta colpiti

nella loro potenza ed energia. Ed è cotesto per me un segno

visibile della protezione che Dio concede a questo popolo.

«D'altronde, questa è tale una razza, che può aspettare; e se i

suoi diritti non sono riconosciuti oggi, non sparirà domani. È un

popolo antico, popolo famoso, che perdura e terminerà sempre per

raggiungere i suoi scopi».

Elemento politico: -- Gli Ebrei, come vedemmo, sono _figli della

Rivoluzione_, ne abbracciarono i principî con entusiasmo quasi

religioso. I partiti retrivi si dicono _figli dei Crociati_: e non

sarebbero alieni, ove potessero, dal rinnovarne le scene, non quelle

magnanime, ma le insane e feroci. Però tutte le varie gradazioni dei

partiti retrivi, autocrazia, clerocrazia, plutocrazia, militarismo negli

alti gradi, si coalizzano per colpire, prima l'Ebreo, poscia il

Protestante, il liberale, abbattendo, così uno ad uno tutti gli ostacoli

per confiscare la libertà e ristaurare il regime monarchico-clericale.

Elemento economico: -- È questa un'altra bottega, o altra turba

d'uomini, i quali, mossi da interessi diversi, si uniscono per

accrescere la fila degli antisemiti. Il negoziante e il bottegajo ebreo

è attivo, intraprendente, laborioso. Esso è un concorrente pericoloso,

giova quindi eliminarlo, e se non si può distruggerlo, rovinarlo; si

ricorre a pregiudizi e ribalderie antiche, si risuscitano le ire, gli

odi di classe; e si corre al saccheggio, al furto, come in Algeria, e

come si volle pure tentare in Parigi stessa e in alcune provincie della

Francia, e all'estero, come a Bukarest e altrove.

I progressi della civiltà, i principi proclamati dalla rivoluzione

avevano non solo indeboliti e paralizzati questi elementi deleteri, ma

già era cominciata, specialmente in Francia, una cotal fusione fra le

diverse classi e credenze religiose. Conveniva ai partiti retrivi in

ogni parte d'Europa interrompere, sfatare questi accordi, spargere semi

di zizzanie, e si gettò il mal seme dell'antisemitismo.

In Francia era difficile che potesse attecchire: le idee di tolleranza,

di umanità, erano penetrate e diffuse in ogni classe, perciò conveniva

immaginare un fatto o un pretesto, che eccitasse le passioni delle

masse, irritarle, accanneggiarle, spingerle all'agire. La corda, che fa

vibrare più fortemente il cuore del popolo, ne accende le passioni, è il

patriottismo, l'esercito, l'orrore per lo straniero invasore. E fu

escogitato il tradimento dreyfusiano, e manipolato quel processo

mostruoso, che è un oltraggio alla civiltà del secolo.

Ahasvero nell'Isola del Diavolo: versi preceduti da uno studio su l'Ebraismo e la rivoluzione francese · 第 15 / 30 题