V. -- _Persecuzioni e Rinascenza._

Si cominciò col relegarli, come lebbrosi, in un quartiere isolato della

città, lontani dai consorzi civili; si continuò coll'esodo in massa, a

cacciarli di terra in terra, fomentare in ogni paese saccheggi ed

eccidi; infine si elevarono roghi per abbrucciarli, e, con offesa e

vitupero del vero cristianesimo, queste ecatombe umane si appellarono

atti di fede! E dopo mille anni dell'età nuova, piombò sull'Europa un

periodo di tenebre profonde; il mondo doveva finire, ma era la civiltà,

la morale, il pensiero umano che si erano smarriti e abbuiati, e

parevano eclissati per sempre.

L'umanità, come scrive con frase poetica e positiva, il sommo storico

Michelet, aveva cessato di pensare. Solo l'Ebreo sentiva, che il termine

del mondo non era vicino ancora, che i fati non erano compiuti, ed egli,

come scrive ancora Michelet, pensava per tutti e serbava la coscienza

dell'avvenire.

Egli nella Spagna, nella Francia, in Egitto, in Grecia raccoglieva i

libri dell'antichità, li chiosava, li traduceva dall'arabo, dal greco in

latino. Non si limitava a raccogliere questi libri e sepellirli nelle

biblioteche dei conventi, come i Benedettini ed altri ordini religiosi,

i quali ben meritarono dalla Civiltà, ma li diffondeva di terra in

terra, li trasmetteva dall'Asia all'Europa, ed era egli stesso libro

vivente. Egli aveva conservate le tradizioni delle scienze mediche,

fisiche, filosofiche, linguistiche, e le insegnava, le professava; era,

coi commerci, colle scienze, intermediario fra l'oriente e l'occidente,

tra gli Arabi e l'Europa cristiana.

Irruppero le Crociate; e le orde Crociate, per punire l'Ebreo dell'opera

sua riparatrice e civile, prima di recarsi in Terra Santa e liberare il

sepolcro di Cristo, si scagliarono contro gli Ebrei, che avevano dato il

Redentore al mondo; ed in Germania, in Francia, in Inghilterra, fu un

furore, un'orgia di incendi, di saccheggi e di sterminio contro le

comunità israelitiche.

I paladini, baroni, conti dirigevano le stragi; e le masse avide di

sangue e di preda, mettevano tutto a fuoco, a ferro e a ruba; le

passioni più feroci e brutali si scatenavano contro un popolo inerme,

pacifico e operoso.

Anche questo triste periodo, appellato dai poeti eroico, dopo scempî di

sangue e di delitti cavallereschi, tramontò, e si chiuse.

Un albore di civiltà cominciò a spuntare sull'orizzonte. Gli stessi

crociati, reduci dall'Asia, ne divennero messaggeri e ne furono

strumento efficace. I semi della civiltà latina, non mai appassiti e

spenti in Italia, si dischiusero poco a poco alla vita, e prepararono la

Rinascenza. Al Rinascimento classico, mercè lo studio della Bibbia nei

suoi testi e nella sua realtà, e per opera delle sette antipapali, che

serpeggiavano in tutta Europa sino dal medioevo, tenne dietro il

rinnovamento religioso e la Riforma.

L'antagonismo fra il Papato e la Riforma accese le guerre più feroci,

che mai abbiano insanguinata l'Europa, nei secoli decimosesto e settimo.

Le guerre di religione e gli orrori di eccidi, stragi e perversità, che

le accompagnarono, allontanarono i pensatori e i popoli stessi dalla

religione, e in molti intiepidirono il sentimento religioso, come

funesto al progresso ed alla pace, ostile e fatale all'unione e sicurtà

dei popoli.

Al secolo dei teologi, tenne dietro quello dei filosofi e della scienza.

La società aspirava a divenire laica. Uno spirito nuovo corse sopra

tutta l'Europa; un lavoro sordo, poderoso, a cui presero parte tutte le

classi sociali, dal patrizio al borghese, agli stessi monarchi

riformatori, scalzava dalle fondamenta l'edifizio del medio evo,

preparando gli elementi d'un'età novella: -- E scoppiò la Rivoluzione

francese.

Ahasvero nell'Isola del Diavolo: versi preceduti da uno studio su l'Ebraismo e la rivoluzione francese · 第 13 / 30 题