_Cocito_ o mal volere con (malizia con frode in chi non

intelletto, ossia ingiustizia si fida, o)

_con frode semplice_

_invidia_

— usa la _giustizia_ (comune) e la

_prudenza_

_Gerione_ il _serpe_ dell'_invidia

infernale_

e _con tradimento_ (malizia con frode in chi si

fida, o)

— usa la _giustizia_ (speciale,

ossia _pietas_ e _religio_) e la _superbia_

_prudenza_ —

_Dite_ Lucifero o il primo _superbo_

_his dantem iura Catonem_ l'uomo che si è ucciso (si è

mortificato al peccato) e

perciò è, vale a dire è

libero (Dante non sarà

veramente libero, per altro,

se non al sommo del monte

dove appunto è destinato a

essere Catone)

Il fedele di Lucia, cioè servo

di Laban è portato

occultamente e gratuitamente

a purificarsi di sette

macchie e ottenere la

promessa di sette beatitudini

_suspensae ad ventos_ _Beati pauperes spiritu_ —

(_aere ventilantur_ Serv. _ad 741_ Superbia 12, 110

vedi Pur. 12, 121 sgg.) mi batteo

l'ale per la fronte Pur. 12, 98

_item_

(non è espresso il ventilare: _Beati misericordes_ — Invidia

pare un'anticipata purificazione 15, 38

per _splendore_ Pur. 15, 10 sg.:

ma pur qui si dice delle piaghe,

che sono) spente Pur. 15, 79

_item_

senti' mi... ventarmi nel volto _Beati pacifici_, senz'ira

Pur. 17, 68 mala — Ira 17, 68 sg.

_item_

ventilonne Pur. 19, 49 _Qui lugent beati_ — Accidia 19,

50

_item_

un colpo raso Pur. 22, 3 Beati quelli che _sitiunt_

giustizia — Avarizia 22, 4 sgg.

_item_

un vento dar per mezza la fronte Beati gli _esurientes_ quanto è

Pur. 24, 148 sg. giusto — Gola 24, 151

_exuritur igni_

più non si va se pria non Beati _mundo corde_ — Lussuria

morde... il fuoco Pur. 27, 10 27, 8

(_Musaeus_) la Musa o Arte Matelda (Lia non _laborans_ e

che non è _lippis oculis_)

(_Anchises_) la _Sapientia_ Beatrice (che siede con

l'antica Rachele)

Visione di Roma (_Chiesa e Impero_ (Visione della grande scala che

divisi e riconciliati) porta al cielo. Gen. 28)

Ed Enea-Giacobbe diventa S. Paolo e va al cielo.

Paragoniamo ora il _corto andare_ per la piaggia diserta

infestata dalle tre fiere, ossia la vita attiva come fine a sè

stessa, e impossibile senza il veltro, e l'_altro viaggio_ per

l'inferno e il purgatorio, viaggio dispositivamente di

contemplazione, ossia la vita attiva come disposizione alla

contemplativa. A ciò riporto un passo di Lattanzio che ci dà i

tre nomi coi quali, _metonimicamente_, possiamo chiamare le tre

fiere.[606] “Tres _sunt adfectus qui homines in_ omnia _facinora

praecipites agunt_, ira, cupiditas, libido. _Ira_ ultionem

desiderat, _cupiditas_ opes, _libido_ voluptates„. Sono forse i

tre nomi che Dante avrebbe segnati in margine a' suoi versi. Il

leone che ha una brama sola, _ultionem_, è _ira_; la lupa che ha

tutte brame, _opes_, è _cupiditas_; la lonza che ammalia e

snerva, con le sue _voluptates_, è _libido_. Il collocare questi

tre nomi di faccia ai loro equivalenti dottrinali, c'insegnerà

molte cose e ci toglierà ogni dubbio.

_Libido_ _Ira_ _Cupiditas_

{ 1 lussuria

_libido_ { 2 gola

{ 3 avarizia

{ 4 accidia

_ira_ { (sì di _fummo_ sì di color cui vinse _l'ira_)

{ 5 _ira_ folle ovvero (cieca _cupidigia_)

_cupiditas_ { 6 invidia

{ 7 superbia

Si vede come la lonza — _libido_, cioè lussuria gola (e anche mal

tenere e mal dare), mediante la conseguente accidia (a ciò la

definizione _cui vinse l'ira_) confini cioè si fonda nel leone —

_ira_, cioè peccato d'ira o violenza o bestialità, peccato metà

di incontinenza e metà di malizia, il quale mentre confina, come

incontinenza, con la lonza, sparisce poi, come cupidigia, nella

lupa — _cupiditas_, cioè avarizia che dal mal tenere e mal dare

_opes_, passa a volerle prendere altrui con frode o con

tradimento.

E propongo un altro quadretto in cui si veda l'equivalenza delle

tre appellazioni Lattanziane con quelle Aristoteliche:

{ lussuria ——+

{ di conc. { gola ——| _libido_

{ { avarizia ——| ———————————+

Inc. { | lonza |

{ | |

{ d'irasc. { accidia ——————————————+ _ira_ |

{ | |

{ con forza { ira (cieca cupid.) ———+ leone ————|

{ | _cupiditas_

Mal. { |

{ { invidia . . . . . . . . . . . ————| lupa

{ con frode { |

{ superbia . . . . . . . . . . ————+

Così il lettore può vedere come la lonza sia in iscena quando

sopraviene il leone, e poi sparisca al suo apparire; la _libido_

lonza contenendo anche l'accidia (_tristitia_), la quale

appartiene (spec. ma non escl. come di _vinti dall'ira_) anche

all'_ira_ leone, è un po' anch'essa leone (invero è _leonz_a). E

poi il lettore vede come l'_ira_ leone, unito alla leonza per la

conseguenza della lussuria e gola, che è _tristitia_, e per il

fatto ch'egli è la bestialità, ossia per metà incontinenza, per

metà malizia o ingiustizia, sia ancora unito alla lupa o

_leo_pede per la cupidigia che in esso è unica e rabbiosa, e

nell'altra è molteplice e accorta. Vede anche come la _leopede_,

per mezzo della cupidigia, contenga il _leone_ e perciò la

_leonza_, alla quale è poi unita anche per mezzo dell'avarizia

che è cupidità iniziale, _in fieri_, direi. E così ella è tutto

il peccato e tutta la trinità del male, _libido ira_ e

_cupiditas_ in genere, e avarizia, invidia e superbia in ispecie.

Il che risulta da quest'altro specchietto:

i

n

o { concupiscibile { leonza {

r { nell'appetito { { _libido_ {

d { { irascibile { { {

i { { leone {

n { nella volontà { _ira_ { leopede

a { { _cupiditas_

z { {

i { nell'intelletto {

o

n

e

e da quest'ancora:

incontinenza

di concup. {

| { lonza

| {

incont. d'irasc. { {

| { leone

| {

ingiustizia { {

| { lupa

frode {

Vedi ora, o lettore, come le bestie spariscano l'una nell'altra?

come dall'incontinenza, contro cui vale la _corda_, si caschi

nelle branche di Gerione?

E veniamo al paragone tra

=il corto andare= e =l'altro viaggio=

inferno purgatorio

_Tenebra o miseria _Tenebra o miseria Originale felicità,

originale_ originale_ libertà e innocenza

con Catone che volle

selva oscura vestibolo con la esser libero ed ebbe

(_antiqua silva_) selva semovente i raggi delle quattro

virtù, e sarà beato,

passo (_interitus_ del passo dell'Acheronte _longa cum veste_,

servo fuggitivo) tra i pii sospesi del

della riviera o limbo, nel gran dì: e

dell'acqua allora egli avrà ai

perigliosa suoi piedi le sette

cornici dove erano i

piaggia diserta selva di spiriti sospesi del

(ritorno dove il sol spessi, tra i purgatorio, in

tace, cammino quali è Virgilio quest'ordine

_selvaggio_, dove si

trova Virgilio)

Ombra della carne

Lonza, snelletta e Rovina. Principio

leggera invisibile dello

Stige

lussuria (Minos) lussuria

gola (Cerbero) gola (i due alberi)

avarizia avarizia (con la

(innominabile, maledizione alla lupa)

Pluto)

Principio

visibile dello

Stige

accidia operativa { accidia in acquistare

{

a bene sperar m'era Stige che si fa {

cagione... l'ora palude e {

del tempo e la incontinenza di {

dolce stagione concupiscibile che {

si fa incontinenza {

d'irascibile, o {

carnalità che si fa {

accidia, _libido_ {

che si mescola {

ad _ira_; contro {

cui gioverebbe {

il sole e l'aer {

dolce. {

{

Accidia contemplativa { accidia in vedere

Veleno

Leone, con rabbiosa (Il fuoco di ira

fame, che apparisce Flegetonte affoca

quando si vede le mura di Dite 8,

tuttora la lonza, 73) Rovina.

la quale sparisce Incontinenza

al suo apparire d'irascibile o

tristizia o ira

(passione) che si

mescola al mal

volere o

ingiustizia.

Minotauro. Ira

folle e cieca

cupidigia di

vendetta.

Flegetonte.

Lupa, con tutte brame, Flegetonte cade nel invidia

che viene a poco a baratro.

poco, che apparisce L'ingiustizia

insieme col leone il d'incontinenza e

quale sparisce al mal volere si

suo apparire unisce

all'intelletto, e

diventa frode, di

cui la specie più

grave è la

ipocrisia, nella

cui bolgia è la

terza rovina.

L'avarizia si fa

cupidità; la cieca

cupidigia si fa

oculata.

Gerione o il serpe

infernale.

Malebranche o neri

cherubini, con

_virtù_ mal volere

e intelletto.

Invidia (contro

uomini in

generale).

Giganti, contro gli superbia

Dei, con possa, mal

volere e mente.

Dite o il primo

superbo, unico

serafino caduto,

tricipite.

Superbia (contro Dio

o chi di Dio più

tiene)

Cocito

ritardatari e valletta

amena

scomunicati

i quali corrispondono doppiamente al vestibolo e limbo infernale,

così:

Ritardatari Sciaurati

scomunicati non battezzati

valletta amena nobile castello con spiriti magni

esclusi dalla chiesa non mai vivi, esclusi dall'inferno.

Infine tentiamo di ricomporre (in diversi pezzi come si vedrà) la

grande _scidula_ che l'Alighieri dovè tenere avanti gli occhi in

quei terribili otto anni del Poema Sacro. Io numero i singoli

prospetti e le singole divisioni d'ognuno, sì che il lettore,

accostandoli, possa fare il quadro complessivo.

Comincio dalla ragione astrologica. Noto che più importante

d'ogni altra notizia, a spiegarci la Comedia, è quella dei nove

giri di Stige posti a confronto dei nove cerchi del Cielo;[607]

ma che, in fuori di questa base primitiva, il modo con cui sono

fatti combinare i peccati e difetti con le sfere, è

secondario.[608]

I.

=corto andare= =altro viaggio= =salita al cielo=

o o o

vita attiva in vita contemplazione

sè dispositivamente

contemplativa

|

——————————————

| |

inf. purg.

_noviens Styx_ _novem circuli_

_porta infranta_

selva oscura 1 (0) selva 1 1 Luna

semovente scomunicati

_passo_ _Acheronte_

dove il sol (1) selva 2 2 Mercurio

tace 2 di spiriti ritard.

e nobile flemmatici

castello[609] e valletta

lonza _Rovina_

[610] _Stige

invisibile_

3 (2) lussuria 9 superbia 3 Venere

4 (3) gola 8 invidia 4 Sole

5 (4) avarizia 7 ira 5 Marte

innominab.

_Stige buio_

6 accidia 6 accidia 6 Giove

_Stige brago_

(5) in operare in vedere e

(6) in vedere in acquistare

_Rovina_

leone 7 (7) ira (o 5 avarizia 7 Saturno

violenza etc.)

_Flegetonte_

8 (8) invidia 4 gola 8 Stelle

lupa (o frode)

_Cocito

invisibile

rovina_

9 (9) superbia 3 lussuria 9 Primo Mobile

(o trad.)

_Cocito_

10 selva oscura 10 foresta 10 Empireo

II.[611]

=sfere= =corto andare= =inferno= =purgatorio= =paradiso=

1 Luna _hyle_ e _hyle_ e flemma acqua instabili,

piante piante etc. (di mobili etc.

(_incerta (_fioco giorno e non (cielo della

luna_) lume_) di notte) luna)

2 Merc. oracoli, spiriti valletta per l'onore

Virgilio magni amena e la fama

profeta e (_cupiditas_

poeta etc. che è la

biscia)

3 Venere lonza lasciva amor... fuoco mondizia degli

amore... purificatore occhi,

vizio di amicizia,

lussuria versi

(noi

leggevamo

etc.)

4 Sole (il sol nutrizione nutrizione e illuminazione

montava in dominante illuminazione: (_summe

su) sulla i due alberi divinitatis

illuminazione contemplatio_)

5 Marte cherci, o cherci martiri della

milizia che (salvo un fede

non pugnò prog. di re)

6 Giove re nel brago Ebrei e giusti re

etc. Troiani

7 Sat. leone (cfr. violenza iracondi contemplativi

Par. 21, 13 (ira (melanconici) (religiosi)

sg.) implacabile)

8 CS. lupa aiuola che occhi che perfezione

ci fa feroci mirano a (ingegno di

terra Dante)

9 PM. Lucifero col Lucifero Dio coi nove

_noviens che scende cerchi d'angeli

Styx_ folgoreggiando

etc.

Il paradiso si unisce col mezzo delle beatitudini e dei doni

dello Spirito Santo al purgatorio.

III.[612]

=Purgatorio= =Paradiso=

_Beati pauperes sp. 9 _miseri_ (Pur. 10, 9 angeli fedeli che

timor_ 121) _libera a temerono Dio

malo_ etc. paura

di Dante

_misericordes 8 amore, pietà, 8 in te misericordia!

pietas_ carità in te pietate! etc.

_Sapia_ che _sapit_

e _praecipit_ etc.

_pacifici 7 iracondi (fumo) 7 contemplativi (_nemo

scientia_ _sapere_, _vedere_ sine pace videt

nella via del mondo visionem_)

_mondanità_ de'

contemplativi

_lugentes_ 6 Ebrei e Troiani 6 letizia etc.

_lugentes_ e

_flentes_[613]

_fortitudo_ (manco di possa e milizia del cielo,

virtù, sonno) l'aquila

libertà del volere

_sitientes 5 _sete_, _giustizia_ 5 _sete_ etc.

consilium_ etc. inganni nelle conoscimento delle

cose umane cose umane

_esurientes 4 _cibo_ e _savere_ 4 _cibo_ etc.

intellectus_ etc. inganni nelle conoscimento delle

cose divine cose divine

_mundo corde 3 purif. 3 l'occhio è puro

sapientia_ dell'_occhio_ vedere, antivedere

del cuore per etc.

ottener la visione

2 Ahi serva Italia 2 _sermo scientiae_

etc. di Giustiniano

6, 76 Giustiniano intorno all'aquila

6, 89 Colui che etc.

7, 91 sqq.

1 Matto è chi spera 1 _sermo sapientiae_

che nostra ragione di Beatrice intorno

3, 34 alla luna e al voto

Se 'l pastor...

avesse in Dio ben

letta... 3, 124

Se Castore e

Polluce... 4, 61[614]

Per la contemplazione della Trinità e l'uffizio degli angeli si

veda il seguente prospetto.

IV.[615]

1 Angeli eccitano al fervore e contemplano lo Spirito

consolano rispetto allo Spirito

toccano le cose più

evidenti

2 Arcangeli rivelano i principali la carità dello Spir.

misteri con la sapienza del

Figlio

3 Principati arte di “principare„ la car. dello Spir. con

e conversione al la potestà del Padre

vero principato

4 Potestati direzione alle cose la sap. del F. con la

divine pot. del Padre[616]

5 Virtuti forte virilità senza la sap. del F. rispetto

tacer nulla al Figlio

6 Dominazioni dominazione a imagine la sap. del F. con la

di Dio car. dello Spir.

7 Troni divino studio di ciò la pot. del P. con la

che è sommo car. dello Spir.

8 Cherubini trasfusione senza la pot. del P. con la

invidia della sap. del F.[617]

conoscenza di Dio

9 Serafini umile e pronta la pot. del Padre

(con sei ali) e cieca ubbidienza rispetto al Padre

Così termina questo abbozzo della storia intima del Poema Sacro. Mancano

certo molte linee, e molte che vi sono, devono essere certo emendate.

Pure a me sembra che LA MIRABILE VISIONE sia così assai chiara. Quanto,

per la sua maggior chiarezza, riesca anche più mirabile, si vedrà nel

volume che è per seguire e che ha il titolo LA POESIA DEL MISTERO

DANTESCO.

FINE

NOTE:

[1] _“Augusto„ per esattezza s'avrebbe a dire, poichè le predizioni del

veltro che verrà, di colui per cui la lupa disceda, del messo di Dio che

anciderà la fuia, sono echi delle predizioni dell'Eneide, nelle quali si

promette, per bocca di Giove e d'Anchise, ~Augustus Caesar~ (Aen. I 286;

la lupa è il ~furor impius;~ VI 791: la lupa è il complesso dei mostri

domati da Alcide)._

[2] _Ep. ~VI ad Florentinos~, 5._

[3] _Vedi a pag. 473, nota. Nell'~Ottimo~ (ed. Pisa Capurro 1828) leggo

al verso 118 del XXXIII Pur. “se altro non ne sai, vedi il libro Donico,

il quale trattò di questa materia„. Che è o chi è questo Donico? Non

forse ~Doniço?~ cioè, quel Donizone che cantò la contessa Matelda e le

disse Marta e Maria? Su che, vedi ~L. Rocca, Matelda~ (nel vol. ~Con

Dante e per Dante~, 1898 Hoepli)._

[4] _Co. 4, 9._

[5] _Co. 4, 6. E si legga ciò che segue: “Oh miseri, che al presente

reggete! e oh miserissimi, che retti siete! che nulla filosofica

autorità si congiugne colli vostri reggimenti nè per proprio ~studio~,

nè per consiglio„. Essi non furono addotti dal proprio ~studio~ all'arte

lor conveniente. Sull'~arte~ leggi tutto il Cap. 9._

[6] _Mi pare che sia naturale interpretare che Matelda cantasse (Pur.

28, 41) appunto il salmo ~Delectasti~ a cui poco dopo ella si riferisce

(ib. 80)._

[7] _Pur. XXXII 100 segg._

[8] _Vedi ~L'Ultimo Rifugio~ di ~Corrado Ricci~, pag. 114 segg. e anche

la sua ~Guida di Ravenna~, 2a, pag. 134 sgg._

[9] _Vedi a pag. 279 sgg. Tralascio qui l'ancor più debole obbiezione di

Marcabò diruto nel 1309._

[10] _Vedi a pag. 259 sgg._

[11] _Vedi a pag. 277 sgg._

[12] _Vedi a pag. 240 sgg. e a pag. 581 sgg._

[13] _Vedi Aen. I 716 sqq. IV 165 sq. 169 sq. Vedi nel mio libro a pag.

271 sgg. e 283 sgg._

[14] _~Aen.~ VI 640 sqq. Vedi in questo libro a p. 250 e sg._

[15] Vedi _Sotto il velame_ (Bologna, Zanichelli 2ª ediz. MCMXII) pag.

434 sgg. Al luogo del libro XXII _contra Faust_, si può confrontare un

passo _de Cons. Evang._ I 5. Ne ricavo questi dati: “(la vita attiva) è

quella per cui _si va_, (l'altra) è quella per cui _si giunge_; per

l'una si fatica, al fine _di mondare il cuore_ per veder Dio; per

l'altra si riposa e si vede Dio; quella è nei precetti di esercitar

questa vita temporale; questa nella dottrina di vita eterna... Quella è

nella _purgazione_ de' peccati, questa nella luce che segue la

purgazione. E perciò in questa vita mortale, quella consiste

nell'operare il bene, questa più nella fede, e _presso pochissimi_ quasi

in uno specchio, per enigma, e _in parte in alcuna ~visione~

dell'incommutabile verità_...„. Queste ultime parole sono di S. Paolo

_ad Cor._ I 13, 12.

[16] Il lettore a pag. 22, nel momento d'una dimostrazione decisiva,

aggiunga alla penultima riga il concetto che è a pag. 149; così: “Il che

Dante ha espresso nel poema, a proposito di Maria alla quale è tanto

divota e simile Beatrice, dicendo ch'ella _in cielo_ è face di carità e

_in terra_ fonte di speranza„. (Par. 33, 10)

[17] Indico con le sigle VN. la Vita Nova (edizione del Witte e del

Casini), con Ca. il Canzoniere (ed. Fraticelli), s. sonetto, b. ballata,

c. canzone; con VE. il de Vulgari Eloquentia (ed. Rajna), con Co. il

Convivio (ed. Fraticelli), con M. il de Monarchia (ed. Fraticelli), con

Inf. Pur. Par. le singole cantiche della Comedia (ed. Witte). Nelle

note, MO. e Vel. significano i miei due volumi, Minerva Oscura (Giusti)

e Sotto il Velame (Zanichelli).

[18] “Da questa visione innanzi cominciò lo mio spirito naturale ad

essere impedito ne la sua operazione etc.„

[19] V. nella Vita Nova di AD'Ancona (Pisa, Nistri 1872 e 1884) la nota

in proposito al cap. III.

[20] Un nobile maestro di psicologia, a questo proposito dice: “Per

quanto sia ancor tenebrosa la psicologia dei sogni nei loro rapporti

colle provocazioni della veglia, si può ritenere che il prodotto

intellettuale di origine esclusivamente fantastica, meno facilmente

s'inquadra nella trama d'un sogno, come quello che dispiega minor

relazione cogli stimoli sensitivi. La disposizione al sogno par più viva

sempre rispetto al reale, di cui il sogno è una qualche trasformazione,

che rispetto all'ideale di cui il sogno non è che continuazione, perchè

l'ideale è appunto il sogno della veglia„.

[21] Il Casini (VN. pag. 22) con poca verisimiglianza intende “_la morte

chedea... la tua donna_„. Come avrebbe detto Dante che lo verace

giudizio del detto sogno non fu veduto allora per alcuno, se Guido

l'aveva veduto? Meglio PErcole (_Guido Cavalcanti e le sue rime_ p. 314

segg.). Pur dissento anche da lui. Il _su' contraro_ è per me il

contrario del sonno, e non l'_avversione_ di Beatrice. Di più non credo

a ciò ch'egli dice che “B. conquistandolo (il cuor di Dante) ne voleva

la morte„, e che Amore desse “alla Donna da mangiare il cuore, destinato

alla morte, per impietosirla„. Leggiamo per es. il Son. XXIII di Guido:

la nova donna cui mercede cheggio

questa battaglia di dolor mantene.

· · · · · · · · · · · · · ·

drizzami gli occhi de lo su disdegno

sì feramente che distrugge 'l core.

Il core muore, quando è disdegnato. E ci vuol, da parte della donna,

mercede. Or questa mercede, nel fatto del sogno, Guido la vedeva e

interpretava con quel fero cibo delle novelle, che si credeva potente a

indurre in amore. (V. in VN. del D'A. pag. 34).

[22] Togliendo a venticinque (l'adolescenza termina a venticinque anni)

i nove anni della puerizia, abbiamo sedici, la cui metà è otto.

Nell'esatto mezzo della sua adolescenza sarebbe stato Dante, se avesse

avuto diciassette anni e non (come egli pone), due volte nove anni. Il

nostro pensiero si fermerà su questi numeri. Notiamo ora che, se non

Dante, Bice, sì, era allora proprio nel mezzo, avendo ella poco più di

diciassett'anni.

[23] MBarbi (_Un son. e una ball. d'amore_ etc. Fir. 1897) crede sia da

preferire la lezione _monna Lagia_ a _monna Bice_.

[24] Son. XXIX nell'edizione di PErcole. Il quale legge, con l'Arnone,

al v. 8 _avei ricolte_, lasciando la lezione _avea ricolte, havea

riccolte_ di due codici, cui si può agguagliare l'altra d'un terzo,

_have (have') riccolte_. E anche l'interpretazione, non solo a questo

punto ma altrove, è disforme dalla mia. E bisogna leggere in FD'Ovidio,

Studii sulla D. C. “La rimenata di Guido„, per aver notizia della

letteratura dell'argomento. FD'O. sostiene tutt'altra opinione della

mia.

[25] Son. X dell'ed. citata. FTorraca pensa così in Rass. Crit. di

Percopo e Zingarelli I 33.

[26] _che tutte le tue rime avea ricolte._ Quel senso di _ricogliere_ è

in Dante, Pur. 18, 86. Par. 4, 88; 10, 81; 29, 69; e altrove. E a me

pare alluda alla risposta perfetta, rima per rima (come non era sempre

solito: cfr. gli altri sonetti a botta e risposta in PErcole p. 317

segg.). E mi pare interpretazione così facile e piana, che per certo

alcun altro l'avrà trovata prima di me. L'asindeto avversativo,

appoggiato al forte _sì_ del verso _di me parlavi sì coralemente_, che

io dichiaro col _ma_, non è alieno dallo stile stringato e poco agevole

di Guido in altre sue cose. Anche il D'O. dà a quel _sì_ valore

esclamativo e lo dichiara per _invece_.

[27] E può venire in mente che queste rime fossero quelle “certe cosette

per rima„ fatte per la “gentile donna schermo de la veritade„ (VN. 5).

[28] “Sì mi venne una volontà di volere ricordare il nome di quella

gentilissima, e d'accompagnarlo di molti nomi di donne, e _specialmente_

del nome di questa gentile donna„: VN. 6. Checchè fosse il segreto

intendimento di Dante, quello “specialmente„ ci dice che nella _pistola_

trionfava il nome della donna dello schermo.

[29] Casini: Notizia sulla VN. nella sua edizione par. 5: “Se quest'idea

del nove non avesse avuto un fondamento nel fatto, Dante avrebbe potuto

imaginarla in ogni circostanza, non avrebbe avuto bisogno di dare

un'espressione approssimativa alle sue parole, e tanto meno poi dì

ricorrere a un artificio del ragionamento etc.„. Lascia invece dubitare

l'intervallo tra la prima apparizione e il saluto.

[30] Aur. Aug. _Confessiones_ 3, 11, 20; 4, 1, 1.

[31] Non posso tenermi dal dire che (nè con ciò intendo che Dante vi

s'ispirasse qui o non s'ispirasse anche altronde), che ne' libri _Contra

Faustum_ di S. Agostino è grande uso di tali spiegazioni simboliche di

numeri. Per es. _Et quod vicesimus et septimus dies mensis

commemoratur... id est quodam modo conquadratos trinitas perficit; in

memoria qua Deum recolimus, in intelligentia qua cognoscimus, in

voluntate qua diligimus. Tria enim ter et hoc ter fiunt viginti septem,

qui est numeri ternarii quadratus._ Lib. XII cap. XIX.

[32] Vedasi, per citar l'ultima, negli “Studi sulla D. C.„ di FD'Ovidio,

la trattazione “Dante e San Paolo„ a pag. 326-31. Il D'O. s'acqueta alla

chiosa di GMazzoni, ridotta alla più semplice espressione, così: “I

celesti vorrebbero subito in cielo la celeste Donna, e Dio la

concederebbe se un solo essere celeste, la Pietà, nol rattenesse. I

celesti avranno un giorno Beatrice, gli uomini destinati a salvarsi

l'avranno ugualmente, ma e quei poveretti che non vedranno mai il

Paradiso? Dio misericordioso pensa di lasciar che essi godano almeno un

raggio di Paradiso in terra vedendo Beatrice„. Vedi nella VN. del

d'Ancona e anche del Casini le varie opinioni d'altri, come quella dello

Scherillo nello studio innanzi citato.

[33] In molte questioni della _Summa_ specialmente in 2a 2ae 18, 2 e 3.

Trascrivo: _Contra est quod Apost. dicit ad Rom. 8: Quod videt quis,

quid sperat? sed beati fruuntur Dei visione; ergo in eis spes locum non

habet... cum beatitudo iam non sit futura sed praesens, non potest ibi

esse virtus spei; et ideo spes, sicut et fides, evacuatur in patria, et

neutrum eorum in beatis esse potest... Evacuata spe in beatis, secundum

quam sperabant sibi beatitudinem, sperant quidem aliis beatitudinem, sed

non virtute spei, sed magis ex amore charitatis... — Ad conditionem

miseriae damnatorum pertinet, ut ipsi sciant, quod nullo modo possunt

damnationem evadere... unde patet, quod non possunt apprehendere

beatitudinem ut bonum possibile, sicut nec beati ut bonum futurum; et

ideo neque in beatis, neque in damnatis est spes; sed in viatoribus,

sive sint in vita ista, sive in purgatorio, potest esse spes... magis

potest esse fides informis in damnatis, quam spes._

[34] Ne trovammo altri. Leggasi per esempio il mito del lume che è

tenebra in Vel. pag. 67.

[35] Vedasi nella _Summa_ 2a 2ae 14, 2. L'uomo si distoglie dall'elezion

del peccato, mediante la _speranza_ che sorge dalla considerazione della

misericordia che rimette i peccati e premia le virtù: e questa speranza

è tolta dalla disperazione.

[36] Vel. p. 477.

La mirabile visione: Abbozzo d'una storia della Divina Comedia · 第 37 / 42 段