«Sappiamo che, a proposito di un articolo infame pubblicato in
un libello cittadino, il signor Aristide Guglielmi, ritenendosi
indicato dal giornale calunniatore, ha mandato a quella redazione i
suoi padrini.
«Deploriamo, perchè questa è una di quelle vertenze che non possono
essere risolte sul terreno dell’onore... Contro i libellisti
insultatori e calunniatori di donne, sola arma il codice penale...
Quantunque a punizione dell’abietto libellista potrebbe bastare
l’universale disprezzo.»
— Ed ora leggi, più sotto, le ultime righe dell’ultima colonna: lì, lì,
soggiunse Ruggeri, sotto al titolo _Comunicato_.
Il giornale a caratteri cubitali aveva stampato: