«Gli assenti hanno sempre torto, dice il proverbio, che ha quasi
sempre ragione. Da Menelao in poi, i destini dei mariti assenti si
ripetono e si rassomigliano. Anche per oggi la rupe Tarpea è molto
prossima a... Montecitorio.
«Alle lacrime della separazione, succedono troppo spesso e troppo
presto i conforti della lontananza, i confortatori non mancano mai.
«In un collegio d’Italia, anzi dell’Alta Italia, partito il nuovo
eletto, il personaggio che l’aveva fatto eleggere celebrava con
un sontuoso banchetto la vittoria elettorale del Governo. La
bellissima Penelope sconsolata era fra gli invitati e vi si recò
accompagnata dall’inseparabile amica, un _astro_ fulgidissimo.
Essa pure aveva bisogno di distrazioni e conforti, eroina d’un
romanzo, che Mascagni potrebbe musicare, essendo il preciso pendant
dell’_Amico Fritz_, salvo lo scioglimento.
«Dopo il pranzo, le danze. Euterpe e Tersicore furono sempre le
mezzane più pericolose, e sembra abbiano sedotto la bella Penelope,
troppo lungamente insensibile ai sospiri dell’azzimato spasimante,
fortunato alpinista di pianura, che, dopo tante inutili escursioni
sotto le impassibili finestre, ha finalmente compiuta l’ascensione
al primo piano, raggiungendo la vetta de’ suoi ideali.
«Ogni fatica merita premio; le prestazioni dell’artista burocratico
volevano una ricompensa.
«La scultura piange. Michelangelo s’è mutato in Don Giovanni.
«E l’assente? _Georges Dandin_, tu l’as voulu.»
— È un’infamia, urlò Giuliano, che ad ogni frase di quella lettura
aveva sussultato come un torturato ai morsi della tenaglia rovente.
È un’infamia inaudita! Hai ragione, Ettore; è necessario ch’io parta
subito per schiaffeggiare il miserabile libellista.
— No, caro Giuliano, non devi schiaffeggiare nessuno; simili sozzure
non si raccolgono. Devi partire, invece, per impedire il duello di
quello sciocco di segretario del sotto prefetto, Guglielmi, che,
essendosi riconosciuto nell’artista burocratico, indicato dal giornale,
mandò i padrini alla redazione del _Ventriloquo_. Atteggiandosi a
paladino, l’imbecille compromette ancor più quell’angelo di tua moglie.
È necessario evitare un nuovo scandalo, ad ogni patto!
«Ma tu, che deputato sei? Non leggi i giornali del tuo collegio? Sì
dicendo, Ruggeri si alzò, e dal pacco di corrispondenze scelse un
giornale. Almeno il tuo l’avresti dovuto scorrere, e non ti sentivi
il coraggio di ingojarla tutta la prosa dei tuoi redattori?... Leggi
dunque: qui, in terza pagina.