Si volse a guardarla: «Voi siete proprio così.»

Ella non rispose. Ancora, ancora quel batter d'ali nel cuore? Cominciava

ad impaurirsi. Che fosse «angina pectoris» o qualche altra strana e

terribile malattia? Non le dava dolore, ma la faceva vibrare da capo a

piedi.

«Siete proprio _pâle et pourtant rose_, in questo momento,» ripetè

Giorgio guardandola. Poi soggiunse con un po' d'amarezza nella voce e

rendendole il libro: «State pensando al giorno in cui sposerete il

vostro soldato belga?»

«Forse non vivrò fino a quel giorno,» mormorò Chérie a voce spenta. Il

fremito non cessava, non cessava!

«Che idea!» esclamò Giorgio.

«E quanto a lui,» continuò Chérie con un singhiozzo, «forse a quest'ora

me l'avranno già ucciso.»

«Ma no!» esclamò Giorgio. «Non dite questo. Vive, vive certo. E voi

vivrete. E sarete tanto felici. -- Quanto a me,» soggiunse rapido, «io

vado a divertirmi un mondo. Ho idea che mi manderanno ai Dardanelli... I

Dardanelli! Che bel nome allegro! Pare uno scampanellìo a festa.» E rise

cacciandosi all'indietro i capelli dalla fronte chiara ed aperta. «Mi

piace l'idea di andare ai Dardanelli.»

«Vi auguro fortuna,» disse Chérie guardandolo con un improvviso senso di

tenerezza e di rimpianto.

Avevano fatto il giro del lago ed ora tornavano indietro sotto al

pergolato in piena vista delle finestre della villa. Sul balconcino

dello studio s'era affacciata Luisa. Chérie vide che le faceva cenno

colla mano, e corse sotto al balcone alzando gli occhi.

«Mi chiamavi?»

«Ah, Chérie! Non sapevo dov'eri,» disse Luisa, china sovra il parapetto,

«e mi sentivo in pena. Non vuoi venir su, cara? Ho da parlarti.»

«Ah, è vero! è vero!» esclamò Chérie, e i suoi occhi lampeggiarono

rammentando la promessa fattale dalla cognata la sera precedente. «Ora

mi dirai...» Si volse a Giorgio. «Devo entrare,» disse. «Dunque è venuto

davvero il momento di dirci addio!» E rise.

«Addio!» disse Giorgio, grave e un po' pallido.

«E perchè non diremmo arrivederci?» fece Chérie colla mano in quella di

lui.

«Ah, sì!» disse Giorgio guardandola intensamente. «Diciamo arrivederci!»

«Arrivederci, signor Giorgio!... Arrivederci!»

E Chérie entrò in casa.

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La sera seguente il giovane ufficiale partì.

Partì. E lo mandarono ai Dardanelli.

Nè vi fu mai su questa terra un «arrivederci» per il signor Giorgio.

Vae victis! Romanzo · 第 35 / 62 题