PADRE MIO,

— Son condannata a morte per un delitto che nemmeno conosco, per

delitto di negromanzia. Se nel termine di tre giorni, incominciando

da questo, si può rinvenire un uom valoroso, atto, giusta gli usi

de' Nazareni, a difendere nel campo di san Giorgio la mia causa con

lancia e spada, Dio forse gli darà forza bastante per far trionfare

l'innocenza, sfornita ora di tutt'altro soccorso. Ma nessuno si

trova, le giovani figlie della tribù d'Israele possono fin d'ora

piangere sul mio destino, come su quello d'un fiore abbattuto dalla

falce del mietitore. Cercate quindi soccorso ovunque crediate di

poterne trovare. Un guerriero nazareno, Wilfrid figlio di Cedric,

detto Ivanhoe dagli Infedeli, acconsentirebbe, cred'io, a prender

l'armi in mia difesa; ma non lo giudico ancora in essere di

sopportare il peso della sua armatura. Ciò nullameno, padre mio,

fatelo istrutto dello stato a cui sono ridotta. Egli fu nostro

compagno di schiavitù. Forse gli riuscirà trovarmi un campione. E

dite ancora a questo Wilfrid, figlio di Cedric, che Rebecca, sia

ch'ella viva, sia ch'ella perisca, morirà innocente del delitto cui

l'hanno incolpata. Se è volontà di Dio che voi rimaniate privo di

vostra figlia, deh! non soggiornate più lungo tempo in questa terra

di sangue, ritiratevi a Cordova, nella quale città il fratel vostro

vive all'ombra di quel trono occupato dal Saracino Boabdil; poichè

i Mori non sono verso la schiatta di Giacob più crudeli di quel che

il sono i Nazareni dell'Inghilterra. —

Isacco ascoltò con molta calma la lettura di questa lettera; ma

allorquando fu terminata, tornò a prorompere nei primi atti di dolore

co' modi soliti agli Orientali, gettando polve sul proprio capo, e

lacerandosi le vestimenta: «Mia figlia, mia Rebecca, carne della mia

carne, ossa delle mie ossa!»

«Fatevi coraggio» gli disse il rabbino. «Col darsi in preda al dolore

non si rimedia a nulla. Cignetevi le reni e correte in traccia di

Wilfrid, figlio di Cedric. Forse ne avrete consigli o anche soccorsi.

Egli è l'uomo favorito di Riccardo Cuor-di-Leone, che una voce diffusa

per ogni dove fa reduce in mezzo a noi. Forse potrà ottenerne un

decreto che impedisca a cotesti uomini sanguinolenti, vero disonore

del Tempio da cui prendon nome, il mandare ad effetto un giudizio sì

barbaro.»

«Andrò dunque in cerca di questo Ivanhoe, del _bravo giovane_, che,

lo so io, ha compassione anche de' poveri esuli della terra di Giacob.

Ma il male è che non è ancora in istato di addossare le proprie armi,

nè vedo altro cristiano che possa voler combattere per una figlia di

Sion.»

«Voi parlate siccome uomo che non conosce bene i Gentili. A furia d'oro

comprerete il loro valore, a furia d'oro comprerete a voi sicurezza.

Confortatevi, nè ora pensate ad altro che a raggiugnere questo Wilfrid

d'Ivanhoe. Per parte mia corro io parimente ad adoperarmi a pro vostro,

perchè sarebbe grave colpa il non soccorrere un proprio fratello

oppresso da tanta calamità. Mi trasferisco a York, ove molta mano di

guerrieri è assembrata: possibile che fra di loro uno almen non ne

trovi, il quale si assuma incarico di difendere vostra figlia? Perchè

l'oro è il dio di costoro, e per l'oro ingaggerebbero la loro vita,

come fanno de' propri averi... Ma voi, mio fratello, vi addosserete

qualsivoglia obbligo ch'io potrò a nome vostro incontrare?»

«Sì certamente, e benedico Iddio che mi ha mandato un tale consolatore,

un tale sostegno nelle sciagure... Però badate di non conceder loro, ad

un tratto quel che domandano; abbiate a cuore i miei interessi. Taluno

di questi maladetti nazareni è capace di venir fuori con pretensioni di

marchi d'oro, poi contentarsi di sole once... In somma, fate il meglio

che potete, perchè io son disperato. Di che mi gioverebbe tutto il mio

oro dopo che avessi perduta mia figlia?»

«Addio» disse Nathan «gli è tempo di operare. Possa far ritorno nel

vostro cuore la pace!»

Si abbracciarono essi, e ciascuno s'avviò per diversa strada.

Higg, figlio di Snell, rimase presso i medesimi tutto il durare del

loro colloquio, di cui nulla comprese, perchè parlavano ebreo. Gli

accompagnò per alcun tempo col guardo. — «Cani d'ebrei!» esclamò,

poichè ebbe cessato dal vederli «non badano a me più di quel che

farebbero con un Turco o con un Pagano. Almeno m'avessero gettato

uno o un paio di zecchini! Era forse obbligato io a portar loro

quello scarabocchio, Dio sa che cos'era! a rischio di restarne

ammaliato, come diverse brave persone m'hanno avvertito? Qual

vantaggio mi frutterebbero le monete che mi ha donate la giovane, se

si convertissero in foglie secche? e soprappiù mi sarò guadagnato per

tutta la vita il soprannome dello _zoppo corrier degli Ebrei_. Credo

veramente che costei m'abbia stregato, poichè non ho saputo spacciarmi

dall'eseguire le sue commissioni. Ma chi non ha stregato di quelli

che le si avvicinano, fossero ebrei o cristiani? Mi pare che nessuno

le possa negar nulla di quanto ella chiede, e darei volentieri la mia

bottega e i ferri di bottega sol per salvarle la vita.»

Ivanhoe; ossia, Il ritorno del Crociato · 第 47 / 57 题