(_Un silenzio_).
CAV. (_ridendo_). Bene! Bravi!
UFF. La nuit tous les chats sont gris.
CLARA (_con impeto_). Ecco! E decidereste della sorte di un uomo con
testimonianze così vaghe, incerte, confuse?
UFF. (_ad Andrea e al cavaliere_). Fate conto di fumar tutti e due la
pipa sopra una barile di polvere.
CAV. Decidiamo...
UFF. (_stringendosi nelle spalle_). Decidete voi. Io il modo l’ho di
finirla.
CLARA (_avvicinandosi a lui, spaventata_) Oh signore! signore, vi
prego...
CAV. (_severo_). Cugina!
UFF. E perchè no? (_attirandola a parte con un cenno_). Una parolina
fra noi. Caso mai... (_Abbassando la voce_). Cercavo un nemico e ne
trovo due. Come vedi, li ho tutti e due nelle mani e potrei... Mi
capisci? Ma sono un buon ragazzo, dopo tutto; e ammetto che infin
dei conti il cavallo bianco portava un sol cavaliero. Quindi (_con
malizia_) se tu hai qualche ragione di far preferenze...
CLARA (_attonita_). Non so... non comprendo...
UFF. No? Diavolo! Te ne piglio uno, ma ti lascio l’altro. Però bisogna
scegliere.
CLARA (_dopo un momento, rabbrividendo_). Dio!
UFF. Ça ne va pas?
CLARA. No, no, no, cerchiamo altro, ma questo no, questo no, questo no!
UFF. Proviamo la sorte, vuoi?
CLARA (_si lascia andar seduta, e scuote dolorosamente la testa_).
UFF. (_pestando i piedi_). Sacredieu, quelle stupide affaire!
(_Voltandosi agli altri_). E come va in lungo, cittadini cari; io non
posso star qui in sempiterno! Il regno della vera Libertà è pur quello
della Clemenza. Ed io voglio esserlo clemente. Vi dò mezz’ora per
intendervi. Va bene così? Quello a cui tocca, se vorrà essere sbrigato
sull’atto non avrà che a consegnarsi al sergente, troverà tutto pronto
in cortile. (_Al sergente, accennando l’uscio di destra_). Tu starai lì
fuori con Malaise e Legrand. (_Ad Alban_). Tu sotto con me, a servirmi,
che muoio di fame. (A quelli che restano). Saluto repubblicano, e che
l’Ente supremo vi illumini! (_Via seguito da Alban e dai soldati_).