Elena, Clelia, Blavetti.
CLELIA. (_Entrando dalla sinistra, seguita da Blavetti_) Elena!... Te
ne vai?
ELENA. (_Fermandosi_) No, no; scusate non vi avevo veduti.
BLAV. Ben levata, contessa?
ELENA. Buon giorno, dottore.
BLAV. Abbiamo fatta una visita agli avoli, agli arcavoli, ai
bisarcavoli. — Malandati, sa. Ce ne sono che fanno pietà! Ma noi li
ripuliremo e li disporremo nella galleria del primo piano.
CLELIA. Par fatta apposta.
BLAV. Sarà il museo storico di casa Montanari.
CLELIA. E c’è ancor tanta roba lassù! Adesso ch’è di moda l’antico.
BLAV. È una gran bella moda. Io poi conosco tanti segreti per pulire,
rinfrescare, restaurare...
CLELIA. (_Ad Elena_) Abbiamo trovato una cosa che può esserci utile
subito.
BLAV. Ah sì, un certo numero di piastrelle di bronzo, la guarnitura
completa di uno stipo.
CLELIA. E sai cos’ho pensato? Che si potrebbe far ricostrurre e
regalarlo a Roberto per il suo onomastico.
ELENA. Benissimo!
CLELIA. Non sappiamo mai cosa dargli! Glielo faremo trovare in camera
pieno di sigari.
BLAV. Ecco.
CLELIA. Lei pensa a tutto?
BLAV. Penserò al disegno, e lo farò eseguire.
CLELIA. E poi ci dirà la spesa!
BLAV. Si figuri! Però, prima di decidere vorrei vederle meglio quelle
piastrelle. C’è su tanta polvere, tanta patina! Bisognerà lavarle... Se
fossero mie le getterei nell’acido, ma temperato, perchè poi...
CLELIA. S’incarica anche di questo?
BLAV. Sì, signora. Porterò l’occorrente.
CLELIA. Bravo!
BLAV. Siamo intesi. — Adesso vado al dovere; ma ho poco da fare: non
mi vogliono più. Dicono che cerco quello che è vecchio, ma non lascio
invecchiare i clienti! Chiamano il dottor Angeleri, che ha preso
la laurea adesso... E lo credono meno micidiale di me!... Basta;
riverisco. (_Via dal fondo_)