Elena, Marianna, Roberto.
ROB. Chi c’è in soffitta?
ELENA. Tua madre, credo.
ROB. Sentivo due voci...
MAR. (_Di sull’uscio_) C’è su anche il dottor Blavetti. Guardano quei
quadracci...
ROB. Basta; va pure.
MAR. (_Via_).
ROB. Quel Blavetti! non si occupa che di anticaglie, di minchionerie;
non gli affiderei un cane.
ELENA. Non viene qui come medico.
ROB. Viene come seccatore...
ELENA. È un vecchio amico di tua madre.
ROB. Gli amici di mia madre io non li posso soffrire: nè questo, nè
quell’altro di Torino, l’avvocato Rostagno...
ELENA. (_Interrompendolo, ma con dolcezza_) Perchè vuoi pranzare alle
undici?
ROB. Perchè a mezzogiorno mi par troppo tardi.
ELENA. Per te.
ROB. Per tutti! Ad ogni modo si può provare: ti pare una cosa così
straordinaria?
ELENA. Non ho fatto l’ombra di un’osservazione.
ROB. Meno male (_S’incammina verso il fondo_).
ELENA. Che farai oggi?
ROB. Mi annoierò.
ELENA. La giornata è così bella: si potrebbe approfittarne...
ROB. (_Fermandosi_) Per?...
ELENA. Per fare una gita alla Bertranda.
ROB. (_Ironico_) A piedi, eh?
ELENA. Poichè abbiamo la nostra carrozza...
ROB. Ah sì! Vi attacchiamo Azor, e via!
ELENA. Gioacchino è andato a cercare un cavallo.
ROB. E se lo trova, chi guida?
ELENA. Tu.
ROB. No, sai.
ELENA. A Torino...
ROB. A Torino guidavo cavalli miei e non mi tiravo dietro l’arca di
Noè. — E poi non vedo alcuna necessità di andar con questo caldo fino
alla Bertranda.
ELENA. Però, di quando in quando un’occhiata ai nostri affari sarebbe
utile, per non dir necessaria. Anche tua madre...
ROB. Mia madre non c’entra... Badate alle cose di casa voialtre donne,
che a quelle di fuori penso io.
ELENA. (_Si guarda le mani con aria rassegnata, ma non convinta_).
ROB. Vado alla posta; ti occorre qualcosa?
ELENA. No, grazie.
ROB. (_La guarda un momento dal fondo, poi torna abbonito_) Abbi
pazienza... Ho detto che mi pareva inutile andar oggi; ma andremo alla
Bertranda un altro giorno... Bisogna immaginare che figura si farebbe
in quella vecchia berlina! E ci toccherebbe far strada con quelli
che vanno al Santuario! Tutti questi signori del contorno hanno bei
legni moderni, e che cavalli! e noi non abbiamo più niente. Almeno non
mettiamoci in mostra! — Tutto quello che vuoi, ma ridicoli no. Scusami,
eh! (_Le prende la mano, e via_).
ELENA. (_Resta pensierosa un istante, poi si stringe nelle spalle
sorridendo amaramente, e va per passare in giardino_).