NOTE:

[2830] Raynaldus, Annal. Eccl. ad hunc ann.

[2831] Richardus de S. Germano, in Chron.

[2832] Sigon. de Regno Ital., lib. 16.

[2833] Godefr. Monachus, in Chron. Rolandin., lib. 2, cap. 3.

[2834] Caffari, Annal. Genuens., lib. 5, tom. 6 Rer. Italic.

[2835] Malvecius, Chron. Brixian., tom. 14 Rer. Italic.

[2836] Thom. Spalatr. apud Johann. Lucium de Reg. Delmat., pag. 338.

[2837] Roland., Chron., lib. 2, cap. 2.

[2838] Gualv. Flamma, in Manip. Flor., cap. 255.

[2839] Chron. Placent., tom. 16 Rer. Italic.

[2840] Caffari, Annal. Genuens., lib. 3, tom. 6 Rer. Italic.

Anno di CRISTO MCCXXIII. Indizione XI.

ONORIO III papa 8.

FEDERIGO II imperadore 4.

O era sul fine del precedente anno venuto, o certamente sul principio di

questo venne a Roma _Giovanni di Brenna_ re di Gerusalemme, con somma

benignità e molte carezze accolto dal pontefice _Onorio III_. Erano con

lui i gran mastri de' cavalieri templarii, ospitalarii e

teutonici[2841]. Allora il papa invitò l'imperador _Federigo II_ ad un

congresso, che si dovea tenere in San Germano. Non mancò Federigo,

mossosi di Sicilia, d'essere colà al tempo prefisso; ma perciocchè il

sommo pontefice tuttavia si trovava incomodato dal male della gamba, nè

potè fare quel viaggio, Ferentino fu destinato per quell'abboccamento.

V'intervennero il papa, l'imperadore, il re di Gerusalemme co' suoi, e

molti altri signori, colà invitati dal papa zelantissimo per gli affari

di Terra santa. Restò ivi conchiuso, che giacchè duravano le tregue coi

Saraceni, e tempo si richiedeva per fare i necessarii preparamenti,

l'Augusto Federigo da lì a due anni nella festa di san Giovanni Batista

farebbe il passaggio in Levante con tutte le forze sue: al che egli si

obbligò con solenne giuramento, sotto pena della scomunica. Fu stabilito

inoltre che esso Federigo contraesse allora gli sponsali con _Jolanta_

figliuola unica del suddetto Giovanni re di Gerusalemme, per celebrarne

il matrimonio a suo tempo: con che si figurò il saggio pontefice di

maggiormente animar Federigo a quell'impresa per la speranza di

acquistare un regno, di cui doveva essere erede la suddetta Jolanta.

Terminato il congresso, passò il re Giovanni in Francia, in Inghilterra

e in Ispagna a cercar de' soccorsi. Onorio papa anch'egli continuò con

calde lettere le paterne esortazioni e preghiere sue ai re e principi

della cristianità, acciocchè ciascuno dal suo canto porgesse mano ai

bisogni di Terra santa. Federigo, preso congedo dal papa, passò per

Sora, e andò a Celano, che si trovava allora assediato dalle sue

milizie. Era quella forte terra difesa da Tommaso antico conte d'essa.

Benchè facesse venire la moglie e il figliuolo del medesimo conte per

esortarlo a rendersi, nulla potè ottenere. Incamminossi Federigo verso

la Sicilia; e non per anche s'era imbarcato, che, frappostosi il papa,

il conte di Celano venne ad un accordo, per cui cedette all'imperadore

Celano ed altre sue terre, con obbligo di uscire del regno, e facoltà di

condur seco tutte le robe e gli aderenti suoi. Alla moglie di lui fu

riserbata la contea di Molise, e datone anche il possesso. Eseguita la

capitolazione, fu ordinato agli abitanti di Celano di uscirne coi loro

mobili, e poi da' fondamenti fu distrutta quella terra, e gli abitanti

furono col tempo trasportati in Malta per popolar quell'isola che oggidì

è sì famosa. Passò dunque Federigo in Sicilia per attendere a domare i

Saraceni più che mai ostinati nella lor ribellione. Il terribil flagello

del tremuoto, che nel Natale dell'anno precedente recò tanta rovina a

Brescia, se non apportò gran danno, cagionò ben gran terrore alla città

di Piacenza[2842]. Però quei popolari e nobili fuorusciti, prima divisi,

compunti ora al vedere l'ira di Dio, spontaneamente conchiusero la pace

fra loro; e il popolo, ito ad incontrare la nobiltà, l'introdusse

lietamente nella patria comune. Ne' vecchi Annali di Modena[2843] si

legge che in quest'anno _multae paces compositae fuerunt occasione

Carthaginis_. Ciò che si voglia dir questo autore, nol so io indovinare

con quel nome di _Cartagine_. E che non paia errore in vece di

_terremoto_, si può dedurre dal soggiugner egli: _Eodem anno fuit

terraemotus magnus_. Altri ancora hanno riferito al presente anno il

famoso terremoto dell'anno precedente, perchè accaduto nel Natale del

Signore, da cui molte città cominciavano a contare l'anno nuovo.

Benvenuto da San Giorgio[2844] accenna sotto questo anno una concession

d'alcune castella fatta da Federigo imperadore a _Guglielmo marchese_ di

Monferrato con diploma dato nel mese di aprile di quest'anno _in

obsidione Cetani_ (_Celani_, credo io), e fra' testimoni si legge

_Rainaldus dux Spoleti_. Questo medesimo duca di Spoleti il truovo io in

altro diploma d'esso Federigo dell'anno 1220 da me dato alla luce[2845],

e in altri diplomi riferiti dal suddetto Benvenuto nel 1224, e dal

Margarino[2846] nel 1226. È cosa da osservare, perchè in questi tempi il

pontefice era in possesso del ducato di Spoleti. Dovea quel Rinaldo

portarne solamente il titolo, perchè figliuolo di chi già ne era stato

investito.

Annali d'Italia, vol. 4 dal principio dell'era volgare sino all'anno 1750 · 第 239 / 277 题