NOTE:

[2324] Pagius, in Critic. Baron. ad hunc annum.

[2325] Ptolom. Lucens., Annal. brev., tom. 11 Rer. Italic.

[2326] Godefridus Monachus, in Chron.

[2327] Robertus de Monte, in Chron.

[2328] Richardus de S. Germano, in Chron.

[2329] Caffari, Annal. Genuens., lib. 3.

Anno di CRISTO MCLXXXII. Indiz. XV.

LUCIO III papa 2.

FEDERIGO I re 31, imper. 28.

Seguitò ancora in quest'anno _papa Lucio_ a far la sua residenza in

Velletri: segno che dopo la morte di Alessandro III s'era di nuovo

sconcertata l'armonia fra lui e il senato romano: ed egli, ad imitazione

dei suoi predecessori, perchè non si trovava nè quieto nè sicuro fra i

Romani, meglio amava di starsene in quella città. Nella Cronica di

Fossanuova[2330] si legge, che essendo morto _Landolfo conte_ di

Ceccano, i suoi figliuoli _Castrum reddiderunt papae Lucio_. Abbiamo

ancora dall'Anonimo Casinense[2331] che per tre giorni fra l'ottava

della Epifania spirò un vento sì impetuoso per tutta l'Italia, che

uccise molti uomini ed animali, e fece seccar gli alberi. Erano in oltre

cinque anni che infieriva la carestia per tutte le contrade dell'Italia,

di maniera che in alcune parti neppure con un'oncia d'oro si potea

trovare una salma, ossia somma di grano: il perchè assaissimi contadini

perirono, null'altro avendo essi da cibarsi che erbe. Di questi guai fa

anche menzione Gaufredo priore del monistero vosiense, con

inscrivere[2332]: _Romae mortalitas populum multum prostravit. Petrus

legatus_ (arcivescovo bituriciense) _kalendis augusti apud Ostiam,

praesente papa Lucio, decessit_. In Germania Arrigo il Leone

estense-guelfo, spogliato dei ducati di Sassonia e Baviera[2333], non

potendo resistere alle forze di tanti nemici, e dello stesso imperadore,

passò in Normandia colla moglie _Matilda_ e co' figliuoli, a vivere

presso il re Arrigo d'Inghilterra suocero suo, con isperanza di

ricuperar gli Stati coll'appoggio d'esso re. Ma più non venne questo

favorevol vento. Secondo i conti di Girolamo Rossi[2334], in quest'anno

terminò il corso di sua vita _Gherardo arcivescovo_ di Ravenna, perchè

si truova in uno strumento nominato _Cappella domni Gerardi

archiepiscopi bonae recordationis_. Ma questa formola fu anche usata

altre volte per le persone viventi; e trovandosi anche da lì innanzi un

Gherardo arcivescovo di quella città, verisimile a me sembra che lo

stesso arcivescovo, e non già un altro dello stesso nome, continuasse a

vivere. Siccome ho io provato nelle Antichità Estensi[2335], la linea

italiana de' marchesi estensi, per essere stata finora diramata in varii

personaggi, ciascuno dei quali godeva la sua parte di Stati e di beni

allodiali, per qualche tempo cessò di far figura nella Storia d'Italia.

Ma ridottasi finalmente ne' marchesi _Alberto ed Obizzo_, e in

_Bonifazio_ loro nipote, cominciò di nuovo a risplendere come prima.

Impariamo dalle Storie di Padova[2336] che nell'anno 1177, e nel

seguente, esso _Marchese Obizzo_ governò la nobilissima città di Padova,

eletto e confermato per suo podestà da quel popolo libero. Ed, insorta

in quest'anno lite fra essi marchesi e il popolo d'Este, si vede lettera

dell'imperador Federigo data in Magonza nel dì 28 d'aprile, con cui

conferma la sentenza proferita in favore de' marchesi contra di quel

popolo, che avea appellato al tribunale cesareo.

Annali d'Italia, vol. 4 dal principio dell'era volgare sino all'anno 1750 · 第 198 / 277 题