NOTE:

[2314] Baron., in Annalib. ad hunc annum.

[2315] Arn. Lubec., Chron., lib. 2, cap. 15 aut. 20.

[2316] Otto de S. Blasio, in Chron.

[2317] Abbas Urspergens., in Chron.

[2318] Godefridus Monachus, in Chron. Chron. Reichersperg.

[2319] Caffari, Annal. Genuens., lib. 3, tom. 6 Rer. Ital.

[2320] Anonymus Casinens., in Chron., tom. 5 Rer. Ital.

[2321] Johann. de Ceccano, Chron. Fossaenovae.

[2322] Chron. Acquicinctinum.

[2323] Robert. de Monte, in Chron.

Anno di CRISTO MCLXXXI. Indizione XIV.

LUCIO III papa 1.

FEDERIGO I re 30, imper. 27.

Fu chiamato da Dio in quest'anno a miglior vita papa _Alessandro III_.

Accadde la morte sua in Città Castellana nel dì 30 d'agosto, secondo i

conti del padre Pagi[2324]. In lui mancò uno de' più insigni successori

di san Pietro: tanta era la sua letteratura, tale la sua moderazione e

saviezza, per cui gloriosamente si governò in tempi sommamente torbidi,

e in fine felicemente arrivò a restituire il sereno alla Chiesa di Dio.

Appena gli fu data sepoltura, che raunati i vescovi e cardinali, con

voti unanimi concorsero nella persona di _Ubaldo vescovo_ d'Ostia e di

Velletri, di nazione Lucchese, personaggio di singolare sperienza e

prudenza, perchè adoperato in addietro in tutti i più scabrosi affari

della Chiesa romana. Egli, eletto che fu papa, prese il nome di _Lucio

III_, e venne poi coronato nella domenica prima di settembre in

Velletri. Abbiamo da Tolomeo da Lucca[2325] sotto questo medesimo anno

ch'esso pontefice _concessit Lucensibus monetam cudendam, quam civitatem

summe commendans, omnibus civitatibus Tusciae, Marchiae, Campaniae,

Romagnolae, et Apuliae in moneta praeponit_. Ma convien spiegar questa

concessione. Noi sappiam di certo, e se ne possono veder le pruove nelle

mie Antichità italiane, che Lucca fin dai tempi dei re longobardi godeva

il privilegio della zecca, ossia di battere, come diciamo, moneta. Nè

altra città in Toscana che Lucca si sa che avesse allora un tal diritto

continuato poscia in essa sotto gli Augusti franchi e tedeschi. E questo

diritto nelle città del regno d'Italia si otteneva dai soli re od

imperadori. Però verisimile a me sembra che la concession di papa Lucio

si restrignesse al volere che la moneta lucchese avesse corso negli

Stati della Chiesa romana. Aggiugne lo stesso Tolomeo che in quest'anno

seguì pace fra i Lucchesi e Pisani, avendo giurato questi di tenere i

Lucchesi per cittadini di Pisa, con dar loro la facoltà di mercantare in

Pisa al pari degli stessi Pisani. Fin qui era stato detenuto prigione in

Acquapendente _Cristiano arcivescovo_ di Magonza da _Corrado marchese_

di Monferrato, senza che s'intenda come esso Corrado figliuolo di

_Guglielmo marchese_, cioè di un principe sì strettamente unito con

Federigo Augusto, trattasse così male un arcivescovo primo ministro

d'esso imperadore, e che in questi tempi guerreggiava in favore della

Chiesa romana. Il sospettare che Federigo, al vederlo divenuto sì

parziale del papa, non avesse dispiacere ch'egli fosse maltrattato,

potrebbe parere un pensier troppo malizioso. Ora noi abbiamo da

Gotifredo monaco[2326] che Cristiano nell'anno presente riacquistò la

libertà, _dato non modico argento_. Scrive Roberto dal Monte[2327], per

relazione d'alcuni, che in quest'anno, oppure nel seguente, _Giovanna_

figliuola d'_Arrigo II re_ d'Inghilterra, e moglie di _Guglielmo II re_

di Sicilia, gli partorì un figliuolo, a cui fu posto il nome di

_Boamondo_; ed appena battezzato, fu dichiarato dal padre duca di

Puglia. Riccardo da San Germano[2328] lasciò scritto all'incontro, che

Dio _conclusit uterum consortis illius, ut non pareret, vel conciperet

filium_. Nè di questo figliuolo ebbero notizia altre istorie de'

Siciliani. Però se altronde non viene miglior lume, convien per ora

sospenderne la credenza. Negli Annali di Genova[2329] è scritto che il

re di Sicilia Guglielmo inviò un potente stuolo di galee e di uscieri

(navi da trasporto) sotto il comando di Gualtieri da Moach suo

ammiraglio, con disegno di portar la guerra contro l'isola di Minorica.

Svernò questa flotta in Vado, nè apparisce che facesse altra impresa.

Annali d'Italia, vol. 4 dal principio dell'era volgare sino all'anno 1750 · 第 197 / 277 题