NOTE:

[1934] Anonymus Casinensis, in Chron.

[1935] Petrus Cluniacens., lib. 6, Epist. 46.

[1936] Romualdus Salernitan., in Chron.

[1937] Annal. Cremonens., tom 7 Rer. Ital.

[1938] Dandul., in Chron., tom. 12 Rer. Ital.

[1939] Annal. Pisani, tom. 6 Rer. Ital.

[1940] Johan. de Ceccano, in Chron. Fossae novae.

[1941] Romualdus Salernitanus, in Chron.

[1942] Cardinal. de Aragon., in Vit. Eugenii III.

Anno di CRISTO MCLI. Indizione XIV.

EUGENIO III papa 7.

CORRADO III re di Germania e d'Italia 14.

Verisimilmente in quest'anno il _re Ruggieri_, voglioso pur di supplir

con un nuovo maritaggio alla mancanza di tanti figliuoli a lui rapiti

dalla morte, per testimonianza di Romoaldo Salernitano, _Beatricem

filiam comitis de Reteste in uxorem accepit, de qua filiam habuit, quam

Constantiam appellavit_. La notizia è d'importanza per le cose che

vedremo a suo tempo dopo assaissimi anni, ne' quali questa sua figlia

Costanza cagione fu di grandi mutazioni nella Sicilia. Volendo inoltre

assicurare il regno a _Guglielmo_ suo figliuolo, in quest'anno[1943] il

dichiarò suo collega e re nel mese di maggio, _biennio antequam

moreretur_, dice Romoaldo[1944]; ed essendo morto Ruggieri sul fine di

febbraio del 1154, parrebbe che ciò appartenesse all'anno seguente. Ma

più sotto egli soggiugne, che Guglielmo _cum patre duobus annis et

mensibus decem regnaverat_. Aggiungono gli storici siciliani, che in

questo medesimo anno il re suddetto diede per moglie al figliuolo

Guglielmo _Margherita_ figliuola di _Garzia re_ di Navarra[1945]; e

vogliono che in questo anno se ne celebrassero solennemente le nozze in

Palermo. Probabile è, che nell'anno presente seguisse[1946] la morte di

_Arrigo_, picciolo figliuolo del _re Corrado_; già eletto re di

Germania; e, quantunque sopravvivesse un altro figliuolo d'esso re,

appellato _Federigo_, pure questo accidente aprì la strada a _Federigo_,

figliuolo di suo fratello, per acquistar la corona del regno germanico,

siccome diremo fra poco. Cessò in questi tempi la guerra che il _duca

Guelfo_ avea ricominciata in Germania contra del re Corrado[1947] per

interposizione appunto del medesimo Federigo, nipote di Corrado e d'esso

Guelfo, perchè gli fece assegnare alcune rendite del fisco regale colla

villa di Merdingen, e con ciò l'indusse a vivere quieto. Così lasciò

scritto l'Abate Urspergense, di cui sono ancora le seguenti parole:

_Reatina civitas post longam obsidionem a Rogerio rege Siciliae

destructa est anno Domini MCLI_. Quando non vi sia errore di stampa, la

città di Rieti, non men che Ascoli, dovea essere allora compresa nella

Puglia, signoreggiata da esso re Ruggieri. Scrive ancora Giovanni da

Ceccano[1948], che _papa Eugenio_ nel dì 10 di maggio andò a Castro, e

vi dedicò la chiesa di santa Croce, e nel dì 27 d'ottobre dedicò la

chiesa del monistero di Casemaro, dopo di che tornò a Segna. Per quanto

osservò il cardinal Baronio[1949], circa questi tempi vennero a Roma gli

arcivescovi di Colonia e di Magonza, contra de' quali bolliva un gran

processo, e vennero carichi di danaro, credendosi di comperar la grazia

del papa e della sua corte, come nei tempi addietro succedea, e parea

più facile allora pel bisogno del pontefice, tuttavia involto nella

guerra coi Romani. Ma furono rimandati indietro con tutto il loro

tesoro, _nova res_, dice san Bernardo in iscrivendo ad esso papa[1950].

_Quando hactenus aurum Roma refudit? Et nunc Romanorum consilio id

usurpatum non credimus_. Durando tuttavia la guerra dei Piacentini coi

Parmigiani[1951], dai primi fu preso e distrutto Fornovo. Con gran

concorso di scolari si spiegavano in questi tempi in Bologna le leggi

romane, risuscitate circa il principio di questo secolo. Cadde in

pensiero a _Graziano monaco_ benedettino, toscano di patria, perchè nato

in Chiusi, abitante allora nel monistero di san Felice di Bologna[1952],

di compilare ancora il gius canonico, per metterlo nelle scuole e nelle

mani della gioventù studiosa. Intraprese dunque il suo decreto,

componendolo di canoni, di concilii, lettere di papi (fra le quali non

poche apocrife, perchè provenienti da Isidoro Mercatore) e passi di

santi Padri. Prima di lui più d'una di simili raccolte era stata fatta;

ma questa portò il vanto, e divenne poi celebre ed usata nelle scuole.

Stabilirono in questo anno lega insieme i popoli di Modena e Parma,

promettendo i Parmigiani di assistere agli altri _a loco Rheni usque ad

burgum Florenzolae; et ab Alpibus usque ad flumen Padi_[1953].

Lasciarono ai Reggiani il luogo se voleano entrare in questa lega. Ebbe

con ciò principio la stretta alleanza, continuata dipoi per anni

moltissimi, fra le città di Modena e di Parma.

Annali d'Italia, vol. 4 dal principio dell'era volgare sino all'anno 1750 · 第 167 / 277 题