NOTE:

[1864] Cardin. de Aragon., in Vit. Lucii II.

[1865] Romuald. Salern., in Chron.

[1866] Otto Frisingensis, in Chron., lib. 7, cap. 29.

[1867] Annal. Pisani, tom. 5 Rer. Ital.

[1868] Dandul., in Chron., tom. 12 Rer. Ital.

[1869] Annales veteres Mutinens., tom. 9 Rer. Ital.

[1870] Petrus Cluniacens., lib. 6, Epist. 45.

[1871] Malveccius, Chron. Brixian., tom. 14 Rer. Italic.

Anno di CRISTO MCXLV. Indizione VIII.

EUGENIO III papa 1.

CORRADO III re di Germania e d'Italia 8.

Ebbe fine in quest'anno la vita e il breve pontificato di _Lucio II_. Se

vogliamo prestar fede all'autore conservato a noi dal cardinale

d'Aragona[1872], egli come uomo prudente e coraggioso, dopo aver ben

prese le sue misure coi fautori della maestà pontificia, messa insieme

una mano d'armati, forzò i nobili romani, che contra il divieto del suo

predecessore Innocenzo II aveano istituito il senato, ad uscire del

Campidoglio, e ad abiurare la novità da loro fatta. Non la racconta così

questa faccenda Gotifredo da Viterbo[1873], storico del presente secolo.

Secondo lui, questo papa ascese bensì accompagnato da alquante

soldatesche nel Campidoglio, risoluto di cacciar di là vituperosamente i

senatori; ma il senato e popolo romano avendo dato all'armi, ripulsarono

in un momento il papa con tutti i suoi aderenti. Anzi fu sì esorbitante

il tumulto loro, che esso pontefice percosso da più sassate, finchè

sopravvisse (il che fu poco), non potè più sedere nella cattedra sua.

Ch'egli fosse colpito da un sasso, lo afferma ancora un altro scrittore,

accennato dal cardinal Baronio[1874]: laonde dopo pochi giorni

infermatosi, dovette soccombere all'imperio della morte. Mancò egli di

vita nel dì 25 di febbraio, dopo aver quasi rifabbricata di pianta e

arricchita di molto la chiesa di santa Croce in Gerusalemme, di cui era

stato titolare. Servì la di lui morte a rendere più che mai orgogliosa

quella fazione di nobili romani che s'era rivoltata contra dei sommi

pontefici, e che stabilì più fortemente l'unione ed autorità del senato

romano in Campidoglio. In mezzo a questi tumulti non trovandosi in piena

libertà il sacro collegio dei cardinali, si raunò nella chiesa di san

Cesario, e quivi di comune consenso elesse papa nel dì 27 febbraio

_Bernardo_ Pisano, abbate cisterciense di santo Anastasio, discepolo

negli anni addietro di san Bernardo, uomo di molta bontà di vita. Era

questi tenuto per uomo piuttosto semplice, ma per ispezial grazia del

cielo riuscì dipoi un eloquente e valoroso pontefice. Prese il nome di

_Eugenio III_[1875], e condotto alla basilica lateranense, fu quivi

intronizzato. Si disponeva egli a ricevere nella seguente domenica la

consecrazione in san Pietro, secondo l'antica consuetudine; ma inteso

che i senatori meditavano d'opporsi e d'impugnare la di lui elezione,

qualora ricusasse di confermar coll'autorità apostolica la rinnovazione

da lor fatta del senato, in tempo di notte, accompagnato da pochi

cardinali, segretamente uscì di Roma, e si ritirò alla rocca di

Monticelli. Congregati poscia nel dì seguente gli altri cardinali, che

per timore dell'infuriato popolo s'erano qua e là dispersi, se ne andò

al celebre monisterio di Farfa nella Sabina, e quivi nel dì 4 di marzo,

giorno di domenica, fu solennemente consecrato. Andossene dipoi a

Viterbo, dove celebrò la santa Pasqua, e fermossi in quella città per

otto mesi. Tornò in questo tempo a Roma l'eresiarca Arnaldo da Brescia,

e spargendo con piena libertà il veleno della sua dottrina[1876],

aggiunse nuovi sproni alla nobiltà romana per privare della loro

autorità i sommi pontefici. Andava costui predicando che si dovea

rifabbricare il Campidoglio, rimettere in Roma non solo il senato, ma

anche l'ordine equestre, come fu al tempo degli antichi Romani; nè

dovere il papa impacciarsi nel governo temporale, ma contentarsi dello

spirituale. Tal piede presero questi velenosi insegnamenti, figurandosi

coloro di voler vedere di nuovo Roma padrona del mondo, che l'inferocito

popolo si diede ad atterrare i magnifici palazzi e le torri non

solamente di que' nobili che abborrivano questa sacrilega novità, ma

anche de' cardinali, alcuni de' quali inoltre riportarono delle ferite

dalla matta plebe che non conosce nei suoi trasporti misura. Abolirono

inoltre i Romani[1877] la dignità del prefetto di Roma; obbligarono

tutti i nobili cittadini a giurar suggezione al loro patrizio

_Giordano_, figliuolo di Pier Leone, ed incastellarono, cioè ridussero

in fortezza la basilica vaticana, con far poscia delle avanie, e dar

anche delle ferite ai pellegrini che per divozione colà concorrevano. Il

pontefice Eugenio, dopo aver colla pazienza e colle buone tentato invano

di frenar la disubbidienza de' Romani, venne alle brusche, con fulminare

la scomunica contra di Giordano dichiarato patrizio. Adoperò ancora gli

altri rimedii efficaci della forza temporale per metterli in dovere,

avendo congiunte le sue armi con quelle del popolo di Tivoli. Non finì

dunque l'anno che furono astretti i Romani ad una concordia, per cui si

contentò il papa che sussistesse il senato, come era in uso in tanti

secoli addietro, ma con obbligare i Romani ad abolire il patrizio, a

rimettere la dignità del prefetto di Roma, e a prestare l'ubbidienza

dovuta ai pontefici, padroni legittimi di Roma. Ciò fatto, da Viterbo se

ne tornò a Roma verso il Natale del Signore con immenso giubilo di quel

popolo e clero[1878], che gli fece un solenne incontro, cantando il

_Benedictus, qui venit in nomine Domini_: il che può farci maraviglia,

per quel che s'è prima veduto. Andato egli al palazzo lateranense,

celebrò dipoi con magnifica solennità e quiete di tutti la festa del

Natale. Applicossi parimente in quest'anno il buon pontefice a rimettere

la pace fra i Pisani e i Lucchesi: al qual fine fece venire in Italia

_Pietro abbate_ di Clugnì, personaggio di gran credito, siccome costa da

una lettera di esso abbate citata all'anno precedente. Ma qual effetto

producesse un tal negozio, resta a noi ignoto.

Annali d'Italia, vol. 4 dal principio dell'era volgare sino all'anno 1750 · 第 161 / 277 题