NOTE:

[1847] Baronius, in Annal. Ecclesiast. ad hunc annum.

[1848] Otto Frisingensis, in Chron., lib. 7, cap. 27.

[1849] Sicard. Cremonens., in Chron., tom. 7 Rer. Ital.

[1850] Otto Frisingensis, in Chron.

[1851] Anonymus Casinensis, tom. 5 Rer. Ital.

[1852] Romualdus Salernitan., in Chron., tom. 7 Rer. Ital.

Anno di CRISTO MCXLII. Indizione V.

INNOCENZO II papa 13.

CORRADO III re di Germania e d'Italia 5.

Continuando nella lor contumacia i cittadini di Tivoli, per

testimonianza di Sicardo[1853], assediò il pontefice in quest'anno coi

Romani la loro città. Nulla dice dell'esito di quell'impresa lo storico

suddetto, lasciando in dubbio se questo sia l'assedio infelice di cui si

è parlato nell'anno precedente, oppure un altro. Abbiamo di certo da

Ottone Frisingense che furono forzati a capitolare e sottomettersi, ma

non so se nel presente oppure nel susseguente anno. Ho io prodotto il

giuramento prestato ad esso pontefice da quel popolo, in cui si

legge[1854]: _Civitatem tiburtinam, donnicaturas, et regalia, quae

romani pontifices ibidem habuerunt, et munitionem Pontis Lucani,

Vicovarum, sanctum Polum, castellum Boverani, Cantalupum, Burdellum,

Cicilianum, et alia regalia beati Petri, quae habet, adjutor erit ad

retinendum, ec. Comitatum quoque et rectoriam ejusdem civitatis

tiburtinae in potestatem domni papae Innocentii, et successorum ejus,

libere dimittam_, ec. Di gravi disordini produsse un tale aggiustamento,

siccome vedremo all'anno seguente. Non poteano digerire i Modenesi che

la terra e badia di Nonantola, posta nel loro contado, si fosse data ai

Bolognesi. Però nel presente andarono a campo sotto quella terra[1855],

malmettendo tutti i suoi contorni. A tale avviso, uscì in campagna

l'esercito de' Bolognesi; il che fu cagione che i Modenesi, lasciato

l'assedio, marciarono contra di essi. In Valle di Reno, oppure in Valle

di Lavino s'affrontarono le due armate, e sconfitta rimase la modenese.

Gran quantità di prigioni fu condotta a Bologna. Dopo la Pasqua

dell'anno presente il _re Corrado_ tenne una gran dieta in

Francoforte[1856], dove si trovarono quasi tutti i principi della

Germania, e vennero anche i Sassoni ad umiliarsi a lei, che li ricevette

in sua grazia. Allora fu ch'egli confermò il ducato della Sassonia al

giovinetto duca _Arrigo_ soprannominato _Leone_ estense-guelfo, e

indusse la di lui madre _Geltruda_, figliuola del fu imperador Lottario,

a passare alle seconde nozze con _Arrigo_, fratello del _duca Leopoldo_;

e a questo Arrigo concedè il ducato della Baviera[1857]: il che fu un

seminario di discordie. Imperocchè _Guelfo VI_, duca, zio paterno del

suddetto Arrigo Leone, pretendendo indebitamente tolta la Baviera alla

sua casa, continuò la guerra contra di questo novello duca, e sugli

occhi suoi entrato in quella provincia, le diede un gran guasto. Arrigo

il bavaro anche egli per vendicarsi passò a distruggere le ville e

fortezze degli aderenti al duca Guelfo; e così andò seguitando per

qualche anno la guerra con varie vicende. Stava da lungi osservando

questo fuoco il re Ruggieri[1858], e temendo che, cessata tal guerra, il

re Corrado potesse calare in Italia armato a' suoi danni, seppe animare

il duca Guelfo a continuar la gara, _singulisque annis mille marcas se

ob hoc daturum juramento confirmavit_. Anche il re d'Ungheria, per paura

di Corrado, invitò alla sua corte esso duca Guelfo VI, _dataque pecunia

non modica, ac deinceps omni anno dandam pollicens, ad rebellandum

nihilominus instigat_. Con tal vigore, senza mai stancarsi, proseguì di

poi esso duca Guelfo ad infestare tanto il re, quanto il duca di

Baviera, che Corrado non potè mai trovar tempo ed agio per passare in

Italia a prendere la corona.

Annali d'Italia, vol. 4 dal principio dell'era volgare sino all'anno 1750 · 第 158 / 277 题