NOTE:

[1716] Bernardus, Epist. 139. Sugerius, in Vit. Ludovici Gross.

[1717] Arnulf. Sagiens., de Schismat.

[1718] Falco Benevent., in Chron.

[1719] Udalricus Bamberg., tom. 2 Corp. Hist. apud Eccardum.

[1720] Petrus Diaconus, Chron. Casinens., lib. 4, cap. 54.

[1721] Caffari, Annal. Genuens., lib. 1.

[1722] Landulfus junior, Hist. Mediol., cap. 40.

[1723] Rubeus, Histor. Ravenn.

[1724] Udalric. Bamberg., tom. 2 Corp. Hist. apud Eccardum.

[1725] Idem, ibidem.

[1726] Pagius, ad Annal. Baron.

[1727] Falco Beneventanus, in Chron.

[1728] Abbas Telesinus, lib. 2, cap. 1 et seq.

[1729] Bernardus, Epist. 137.

[1730] Dandulus, in Chron., tom. 12 Rer. Ital.

Anno di CRISTO MCXXXI. Indizione IX.

INNOCENZO II papa 2.

LOTTARIO III re di Germania e d'Italia 7.

Verso la metà di gennaio del presente anno papa _Innocenzo II_ andò alla

città di Sciartres, e colà comparve ancora _Arrigo re_ d'Inghilterra,

per tributargli il suo ossequio, siccome scrisse Orderico Vitale[1731].

Nel dì 29 di marzo si trovò esso pontefice in Liegi coll'accompagnamento

di molti vescovi ed abbati franzesi. Vi concorse ancora _Lottario re_ di

Germania e d'Italia con buona parte dei prelati tedeschi[1732], e quivi

sì egli, come la regina _Richenza_ sua moglie furono solennemente

coronati da esso papa. Promise in tal occasione Lottario di venir

nell'anno seguente in Italia per liberar la Chiesa romana dallo scisma,

e rimettere in possesso di Roma il legittimo pontefice Innocenzo. Venuto

poscia a Parigi esso papa, quivi celebrò con incredibil magnificenza e

divozion di quel popolo la settimana santa e la Pasqua del Signore.

Visitò dipoi altre città della Francia, ed avendo intimato un gran

concilio nella città di Rems[1733], lo tenne nel dì 19 di ottobre

coll'intervento di tredici arcivescovi e di dugento sessantatrè vescovi

(se non è scorretto il testo dell'Urspergense[1734]), e colla presenza

dello stesso re e regina di Francia. In esso fu solennemente pubblicata

la scomunica contra dell'antipapa Anacleto[1735] e di chiunque il

favoriva; e non solamente il re de' Romani Lottario ed Arrigo re

d'Inghilterra mandarono colà a confermar la loro aderenza al papa, ma

anche i re d'Aragona e di Castiglia. Sul principio di quest'anno, per

quanto ci assicura Falcone Beneventano[1736], il suddetto Anacleto, non

potendo sofferire la comunità stabilita dal popolo di Benevento, cioè

una specie di repubblica, ossia un'unione da lor fatta per resistere,

occorrendo, agli ordini del papa loro sovrano, chiamato in aiuto suo con

un buon corpo di milizie _Roberto principe_ di Capoa, fece imprigionare

i più potenti ed arditi di quella città, in guisa che ridusse quel

popolo a dismettere la comunità, e a prestare una piena ubbidienza a'

suoi voleri. Andò poscia a Salerno, e di là passò a Roma. Allorchè il

popolo d'Amalfi, siccome di sopra è detto, si sottomise a Ruggieri,

dichiarato poscia re di Sicilia e Puglia[1737], ritenne in suo potere le

fortezze di quella città. Lo scaltro Ruggieri dissimulò allora il suo

sdegno per questa lor pretensione. Ora che se la vide bella, spedita per

mare una flotta sotto il comando di Giovanni suo ammiraglio, e raunato

un forte esercito per terra, mise l'assedio a quella città. Dopo aver

preso loro le terre di Guallo, Capri e Trivento, assediò anche Ravello,

e talmente colle petriere flagellò la torre di quel castello, che già

minacciava rovina. Allora fu che non solamente il popolo di Ravello, ma

quello eziandio della città d'Amalfi mandarono a trattare di pace, nei

cui capitoli diede il re Ruggieri quella legge ch'ei volle ai sudditi

suoi. Dopo di ciò, tornò Ruggieri a Salerno, e quivi soggiornando, si

vide comparir davanti _Sergio duca_ di Napoli, che consigliato dal

timore dell'ambizione e potenza d'esso re, senza voler aspettare la

forza, andò a sottomettersi a lui, amando meglio di conservare il suo

dominio come vassallo, che di perderlo affatto col voler fare

resistenza. Da ciò pare che si deduca avere bensì Ruggieri ottenuto

dall'antipapa Anacleto un non so qual diritto sopra Napoli nell'anno

precedente, ma averne egli solamente nel presente acquistata la

sovranità per la volontaria dedizione di Sergio. Come poi potesse

pretendere Roma diritto sopra quella nobilissima città, che per più

secoli si era mantenuta indipendente dall'imperio occidentale, con

riconoscere per sovrani i soli imperadori d'Oriente in varii tempi; io

lascerò indagarlo ad altri. Non so ben dire se in quest'anno oppure nel

seguente succedesse quanto viene scritto da Falcone Beneventano e

dall'Anonimo Casinense[1738]. Cioè, che essendo fuggita a Salerno,

oppure chiamata dal re Ruggieri a Salerno _Matilda_ sua sorella moglie

di _Rainolfo_ valoroso conte di Alife, col figliuolo d'esso conte,

insorse nemicizia fra loro. Altri baroni ancora, fra i quali _Tancredi_

di Conversano conte di Brindisi, _Grimoaldo_ principe di Bari e

_Goffredo_ conte di Andria, si collegarono insieme, veggendo che

Ruggieri tendeva a mettere il piede sul collo a tutti. L'Abbate

Telesino, siccome parzial di Ruggieri, sopra d'essi baroni rigetta la

colpa dei movimenti di guerra che sopravvennero, e de' quali parleremo

all'anno seguente. Sarebbe stato da desiderare che questo istorico

avesse registrato sotto i suoi precisi anni le imprese di Ruggieri. Ma

egli lo trascurò. E ne' testi di Falcone e dell'Anonimo Casinense non

v'ha sempre tutta l'esattezza necessaria della cronologia. Era nel

precedente anno cominciala la guerra fra i Milanesi dall'una parte, e i

Pavesi, Cremonesi e Novaresi dall'altra; e questa durò nel presente e

nel susseguente anno. Abbiamo un testimonio autentico, cioè Landolfo da

san Paolo[1739], che ci assicura essere stati vincitori in essa tenzone

i Milanesi. E secondo Galvano Fiamma[1740], in quest'anno si venne ad

una battaglia campale fra i Milanesi e Pavesi presso Macognago, nella

quale quasi tutto l'esercito pavese restò sbaragliato, preso, e condotto

nelle prigioni di Milano. Ebbe principio ancora in quest'anno la

divisione fra i popoli di Modena e di Bologna[1741]. Bollivano liti fra

il comune di Modena per cagione d'acque, di giurisdizioni e d'altre

occorrenze, e l'insigne e ricchissimo monistero di Nonantola, situato

nel territorio di Modena. Prevalendosi di questo litigio, i Bolognesi

segretamente indussero quell'abbate _Ildebrando_ a mettersi sotto la lor

protezione, anzi a sottoporre quella terra al loro comune con varie

vantaggiose condizioni: il che riuscì una grave ferita al cuore del

popolo modenese.

Annali d'Italia, vol. 4 dal principio dell'era volgare sino all'anno 1750 · 第 147 / 277 题