[1699] Cardinal. de Arag., in Vit. Honorii II, P. I, tom. 3 Rer. Ital.
[1700] Baron., in Annal. Ecclesiast.
[1701] Bernardus Guidon., in Vit. Honori II, P. I, tom. 3 Rer. Ital.
[1702] Dandul., in Chron., tom. 12 Rer. Ital.
[1703] Ptolom. Lucens., Histor. Eccl.
[1704] Sigon., de Regno Ital.
[1705] Udalricus Bambergensis, Corp. Hist. Eccardi, tom. 2, pag. 353.
[1706] Ughell., Ital. Sacr., tom. 5.
[1707] Landulfus junior, Hist. Mediol., cap. 39.
[1708] Fiorent., Memor. di Matil., lib. 2, pag. 346.
[1709] Abbas Urspergensis, in Chron.
[1710] Antiq. Italic., Dissert. XVII, pag. 959 et seq.
[1711] Udalricus Bamberg., apud Eccard., tom. 2, pag. 361, Corp. Hist.
[1712] Abbas Talesinus, lib. 1, cap. 16 et seq.
[1713] Abbas Telesinus, lib. 2, cap. 1 et 12.
[1714] Caffari, Annal. Genuens., lib. 1.
[1715] Falco Beneventanus, in Chron.
Anno di CRISTO MCXXX. Indizione VIII.
INNOCENZO II papa 1.
LOTTARIO III re di Germania e d'Italia 6.
Nel dì 14 di febbraio dell'anno presente il sommo pontefice _Onorio II_
diede fine ai suoi giorni, e fu seppellito nella basilica lateranense.
La morte sua produsse un fiero sconvolgimento nella Chiesa romana. I più
buoni e saggi de' cardinali ben conoscevano i maneggi che facea _Pietro
cardinale_ di santa Maria in Trastevere, uomo screditato pe' suoi
perversi costumi, figliuolo di Pietro, figliuolo di Leone, cioè di un
Ebreo fatto cristiano. Anche san Bernardo[1716] dà il titolo di _judaica
soboles_ ad esso Pietro cardinale, uomo sommamente ambizioso, e
potentissimo in Roma per le aderenze e parentele sue, e per le ricchezze
tanto di sua casa, che ammassate colla sua rapacità in varie legazioni.
Perciò essi buoni, prima che si pubblicasse la morte di papa
Onorio[1717], segretamente elessero papa _Gregorio cardinale_ di
sant'Angelo, di nazione romano, personaggio in cui concorrevano le virtù
meritevoli di sì alto grado, per confessione d'ognuno, e massimamente di
san Bernardo, allora celebre abbate di Chiaravalle. Fece egli quanta
resistenza potè, ma in fine accettata l'elezione, assunse il nome
d'_Innocenzo II_. Non istettero molto dopo questa elezione gli altri
cardinali della fazion contraria ad eleggere pubblicamente papa e
consecrare il suddetto Pietro cardinale, che prese il nome di _Anacleto
II_. Falcone scrive[1718], essere succedute sì fatte elezioni nel giorno
stesso che morì il papa. Altri vogliono che Innocenzo restasse eletto
nel dì 15 di febbraio, ed Anacleto nel dì seguente. Certo è che
precedette quella di Innocenzo, e pare che non fosse per anche
seppellito il papa morto: il che tenuto fu per cosa contraria ai sacri
canoni. Ma da una lettera scritta dal vescovo di Lucca all'arcivescovo
di Mariemburgo[1719] si raccoglie, che _celebratis exsequiis_, si
procedette all'elezione. Certo è altresì, che sebbene si contarono più
cardinali dalla parte di Anacleto, pure in maggior riputazione furono i
favorevoli ad Innocenzo. Dichiarossi in tale occasione Leon Frangipane
con tutta la sua casa in favor d'esso Innocenzo, il quale, non potendosi
sostenere nel Laterano, si ritirò nelle forti case de' medesimi; ma
Anacleto impadronitosi della basilica vaticana, e spogliatala de' suoi
più preziosi arredi, si servì di quel tesoro e dello spoglio d'altre
chiese, siccome ancora del ricco erario proprio e di suo fratello, per
tirare nel suo partito la maggior parte dei grandi e piccioli di Roma.
Assalì poscia di nuovo le case de' Frangipani, che fecero gran
resistenza. Ma conoscendo papa Innocenzo che non potea a lungo
mantenersi quivi, prese la risoluzione di cedere alla potenza
dell'avversario. Imbarcatosi dunque nel Tevere coi cardinali del suo
partito[1720], a riserva del vescovo sabinense, che lasciato per suo
vicario in Roma, poche faccende ebbe per molto tempo, felicemente navigò
fino a Pisa, dove fu con sommo onore ricevuto. Di là ito a Genova[1721],
dispiacendogli forte la guerra di quel popolo, tanto operò, che
conchiuse fra loro una tregua, da osservarsi finchè egli ritornasse di
Francia. Aggiugne Caffaro, scrittore genovese di questi tempi, che il
papa suddetto, per maggiormente cattivarsi l'affetto di quel popolo,
promise di levare il vescovo _Siro_ di sotto all'arcivescovo di Milano,
e di conferirgli la dignità archiepiscopale. Consecrollo anche vescovo,
allorchè fu giunto a Sant'Egidio vicino al Rodano. Andossene dunque papa
Innocenzo II in Francia, accolto dappertutto come vero papa. Pochi
furono in quelle parti coloro che facessero conto delle lettere scritte
loro dall'antipapa Anacleto; a cui nondimeno altri popoli e dentro e
fuori d'Italia aderirono con somma confusione della Chiesa di Dio.
Fra gli altri procurò Anacleto di guadagnare al suo partito _Anselmo
arcivescovo_ di Milano[1722], che già dicemmo scomunicato sotto il
predefunto papa Onorio II. Gli mandò dunque il pallio; e perciò il
popolo di Milano seguitò quasi tutto la parte di Anacleto e di Corrado
re, che furono di accordo in questa congiuntura fra loro. Non potè già
Anacleto far lo stesso con _Gualtieri arcivescovo_ di Ravenna, il quale,
per la testimonianza del Rossi[1723], e molto più d'una sua lettera
scritta all'arcivescovo di Mariemburgo[1724], si sa che fu costante in
favorir papa Innocenzo. Ma principalmente ebbe cura Anacleto di
assodarsi colla buona corrispondenza di _Ruggieri duca_ di Puglia e
Sicilia, del principe di Capoa, e degli altri baroni di quelle contrade.
Nè gli fu difficile. Appena ebbe il suddetto Ruggieri slargate cotanto
l'ali, che gli nacque o gli fu fatto nascere il pensiero di deporre il
titolo ducale, e di assumere quello di re, giacchè tali erano divenute
le sue forze, ed ampliato cotanto il suo dominio, che ben si conveniva a
lui un titolo più luminoso. Ne trattò coll'antipapa Anacleto[1725], il
quale non vi fece difficoltà per timore di non disgustarlo, e decretò
_Conte cardinale_, ossia il cardinale della famiglia de' Conti, per
assistere a questa coronazione. Siccome osservò il padre Pagi[1726], han
creduto gli storici napoletani che Ruggieri di sua propria autorità, e
senza saputa e consenso di Roma, assumesse il titolo e la corona regale;
e che poscia, per convenzione seguita con Anacleto, di nuovo si facesse
coronare. Ma questa doppia coronazione è priva di buon fondamento.
Falcone Beneventano[1727] parla d'una sola, fatta coll'approvazione di
Anacleto. Alessandro abbate di Telesa[1728] una sola anch'egli ne
riferisce, nè parla punto dell'assenso e della cooperazione
dell'antipapa, perchè giudicò meglio di tacere una particolarità che a'
suoi dì non facea bel sentire, nè molto onore al re Ruggieri. Ma Pietro
diacono scrive che _Petrus cardinalis_ (cioè Anacleto) _Rogerio duci
Apuliae coronam tribuens, et per privilegium capuanum principatum, et
ducatum neapolitanum cum Apulia, Calabria, et Sicilia illi confirmans
regemque constituens, ad suam partem attraxit_, con eziandio concedergli
altri privilegii, che Ruggieri con questo buon vento seppe accortamente
chiedere e facilmente ottenere: laonde san Bernardo in una delle sue
lettere[1729] ebbe a dire che Anacleto _habet ducem Apuliae, sed solum
ex principibus, ipsumque usurpatae coronae mercede ridicula comparatum_.
Tutto ciò fu conchiuso verso il fine di settembre, in cui Anacleto si
portò ad Avellino e a Benevento. E perciocchè si credette che Palermo
capitale della Sicilia fosse il luogo più proprio per la coronazione di
Ruggieri, quivi nel sacro giorno del Natale dell'anno presente si fece
questa funzione con quella magnificenza che vien descritta dal suddetto
abbate di Telesa: rito che si è dipoi conservato e ravvivato pochi anni
sono; cioè che in quella città si piglia la corona anche del regno di
Napoli. Vi assistè come legato pontificio il cardinale sopraccennato; e
_Roberto II principe_ di Capoa, siccome il più nobile riguardevole de'
suoi vassalli, gli mise la corona in capo. Il vedremo ben presto mal
ricompensato per questa sua attenzione da Ruggieri. Intanto papa
Innocenzo giunto in Francia, vi fu accolto con gran venerazione. Presso
di Orleans fu a visitarlo il _re Lodovico_, che già nel concilio di
Estampes l'avea riconosciuto per vero papa. Andò a Sciartres, a Clugnì e
ad altri luoghi. Nel novembre tenne un concilio numeroso nella città di
Chiaramonte. Per cura massimamente di san _Bernardo_, non solamente i
Francesi, ma anche il _re Lottario_ in Germania e il _re Arrigo_
d'Inghilterra nell'anno seguente prestarono ubbidienza a papa Innocenzo,
quantunque non mancassero alcuni in quelle parti, che si dichiararono in
favore dell'antipapa Anacleto. In quest'anno restò trucidato dai Turchi
in Soria _Boamondo II principe_ d'Antiochia, sicchè in lui finì
d'estinguersi la prosapia di Roberto Guiscardo, e il re Ruggieri più
francamente potè tenere gli Stati a lui occupati in Italia. Terminò
ancora i suoi giorni _Domenico Michele_[1730] doge di Venezia, e fu
alzato a quel trono _Pietro Polano_. Parimente all'anno presente vengono
riferiti i privilegii e le esenzioni accordate da _Baldovino re_ di
Gerusalemme, dai patriarchi e dal principe di Antiochia alla nazione
veneta in Acon e in altri luoghi d'Oriente.