[1353] Bertholdus Constantiensis, in Chron.
[1354] Guillelmus Tyr., lib. 8, cap. ult.
[1355] Annal. Pisani, tom. 6 Rer. Ital.
[1356] Guilelmus Tyr., lib. 3.
[1357] Dandulus, in Chronico, tom. 12 Rer. Ital.
[1358] Antiquit. Italic., Dissert. XLI.
[1359] Antiquit. Ital., Dissert. VIII.
[1360] Fiorentini, Memor. di Matild., lib. 2.
Anno di CRISTO MC. Indizione VIII.
PASQUALE II papa 2.
ARRIGO IV re 45, imperad. 17.
CORRADO II re d'Italia 8.
Abbiamo da Pandolfo Pisano[1361] che fu fatta calda istanza dal popolo
romano a _papa Pasquale_ perchè venisse cacciato da que' contorni
l'antipapa Guiberto, il quale per tanti anni avea travagliata e tenuta
in guerra la loro città, con esibire a questo effetto buone somme d'oro
e d'argento. Giunsero nello stesso tempo ambasciatori di _Ruggieri
conte_ di Sicilia, che ammessi all'udienza del papa, posero ai di lui
piedi mille oncie d'oro. Animato da questi impulsi ed aiuti il
pontefice, spedì l'esercito contra di Guiberto. Dimorava costui nella
città d'Alba, e sostenne per qualche tempo l'assedio d'essa. Veggendo
poi disperato il caso, ebbe maniera di scampare, e di ritirarsi in un
forte castello; ma quivi all'improvviso la morte il colse, e mancò di
vita ostinato nel suo scisma, pentito più volte d'avere assunto il
titolo di pontefice romano, senza però mai pentirsi daddovero per
riconciliarsi col vero vicario di Cristo, e far penitenza de' suoi
enormi eccessi. Colla morte sua restò liberata la Chiesa di Dio da una
gran peste, da un terribil nemico. Non restò essa nondimeno
immediatamente quieta; imperciocchè i seguaci di esso Guiberto in luogo
di lui elessero papa un certo _Alberto_, che nello stesso giorno fu
dispapato. Laonde passarono all'elezion di un certo _Teodorico_; e
questi per più di tre mesi fece fra' suoi aderenti una ridicola figura
di sommo pontefice. Ma i Romani, o pure i Normanni misero le mani
addosso a que' mostri, e confinarono il primo in san Lorenzo d'Aversa,
l'altro nel monistero della Cava presso Salerno. Saltò su col tempo
anche il terzo, appellato _Maginolfo_, che nel dì 2 di novembre fu da'
suoi parziali promosso al pontificato e prese il nome di Silvestro IV.
Sigeberto nella Cronica sua[1362] secondo l'edizion del Mireo scrive,
che essendosi costui ritirato in una fortezza, _Berto caput et rector
romanae militiae cum expeditione cleri et populi eum inde extraxit, et
ad Warnerum principem Anconae in tiburtinam urbem adduxit_, dove fu
dagli scismatici creato papa, ma per attestato del medesimo scrittore,
costui _non multo post reprobatur a Romanis, et fama nominis ejus
evanuit_. Di ciò riparleremo all'anno 1106. Sicchè neppur dopo la morte
di Guiberto pervenne ad una intera quiete papa Pasquale. Nè si dee
tralasciar senza osservazione che in questi tempi la marca d'Ancona, non
diversa da quella che tempo fa era denominata marca di Camerino o di
Fermo, ubbidiva allora all'imperadore Arrigo IV. Ne era marchese
_Guarnieri_, da cui probabilmente, o da' suoi discendenti che portarono
lo stesso nome, fu quel paese poscia chiamato la _marca di Guarnieri_; e
questi riconosceva per suo signore il suddetto Arrigo, come costa da un
pezzo di lettera da lui scritta al medesimo Augusto presso di Sigeberto.
Che se questo Guarnieri teneva, siccome abbiam veduto, _Tivoli_,
anch'egli dovea recar delle molestie a Roma e al pontefice Pasquale.
Abbiamo dal soprallodato Pandolfo Pisano che il papa, non so se
nell'anno presente, oppure nel susseguente, ricuperò colla forza
dell'armi Città Castellana. Mosse anche guerra a Pietro dalla Colonna
(il primo che s'incontri di questa nobilissima famiglia nelle storie),
perchè aveva occupata la terra di Cavi, spettante alla Chiesa romana.
Tolta fu non solamente ad esso Pietro la terra suddetta, ma eziandio
Colonna e Zagarolo, che erano di suo diritto: il che ci fa intendere che
non cominciava allora la nobiltà di quella casa, ed esserle venuto il
cognome dal dominio della terra di Colonna, che fu poi loro restituita.
Poco potè godere del suo nuovo regno di Gerusalemme, e delle nuove
conquiste da lui fatte, l'inclito e piissimo _re Gotifredo_ di Buglione.
Caduto egli infermo nell'anno presente, passò a miglior vita nel dì 18
di luglio, lasciando dopo di sè una memoria piena di benedizioni[1363].
Accorso a Gerusalemme _Baldovino_ suo fratello, fu con universale
consentimento eletto re, ed anche solennemente coronato nel dì del santo
Natale: funzione da cui s'era astenuto il buon re Gotifredo. Landolfo
juniore[1364], storico milanese, scrive che _Anselmo IV_ arcivescovo di
Milano predicò la crociata per la Lombardia, facendo cantare una canzone
che cominciava _Ultreja_, forse franzese, e probabilmente significante
_Oltre già sono iti i Franchi_, ec. Unì egli con ciò una grossa armata
di Lombardi; e dopo aver creato e lasciato suo vicario in Milano
_Crisolao_ (appellato volgarmente _Grossolano_), che poco prima era
stato eletto e consecrato vescovo di Savona, alla testa di
quell'esercito s'inviò alla volta di Costantinopoli[1365]. Seco andarono
il vescovo di Pavia e Alberto da Biandrate potentissimo Lombardo. Non
per mare da Genova passò questa gente, come si pensò Tristano
Calco[1366], ma bensì per terra, attestandolo l'Abbate Urspergense[1367]
e l'Annalista Sassone[1368] con dire sotto quest'anno: _Ex Langobardis
cum Mediolanensi et Papiensi Episcopis quinquaginta millia ad
Hierosolymitanam profectionem signati, in Bulgariae civitatibus
hyemaverunt_. Rapporta il padre Bacchini[1369] un'insigne donazione
fatta in quest'anno dalla contessa Matilda, mentre era in Guastalla, al
monistero di san Benedetto di Gonzaga, e scritta _anno ab Incarnatione
Domini millesimo centesimo, Indictione decima, kalendis junii_. Ma non
può convenire a quest'anno l'_indizione X_, e dal Fiorentini[1370]
sappiamo che la contessa dimorava in Toscana nel dì 7 di giugno
dell'anno presente. Dimorava anche in Firenze _in palatio domus_ (cioè
del duomo) _sancti Johannis_, dove tenne un placito nel dì 2 di marzo,
da me dato alla luce. Però sembra verisimile che quel documento
appartenga all'anno 1102, in cui veramente Matilda si trovò in
Lombardia. Secondochè scrive Romoaldo Salernitano[1371], in quest'anno
_Ruggieri duca_ di Puglia assediò e prese la città di Canosa, ch'egli
durante l'assedio avea fatto cignere tutta all'intorno con delle reti.
_Boamondo principe_ d'Antiochia suo fratello restò nel presente anno
prigione dei Turchi: il che riuscì di grave danno agl'interessi del
cristianesimo in Oriente.