NOTE:

[1092] Paulus Benriedens., in Vit. Greg. VII.

[1093] Concilior. Labbe, tom. 10.

[1094] Petrus Diac., lib. 3 Chron., cap. 45.

[1095] Camillus Peregr., in Not. ad Protos.

[1096] Antiquit. Italic., tom. 1.

[1097] Petrus Diacon., Chron., lib. 3, cap. 45.

[1098] Guillelmus Apulus, Poem., lib. 3.

[1099] Petrus Diac., Chron. lib. 3, cap. 45.

[1100] Cardinalis de Aragonia, in Vit. Greg. VII.

[1101] Guillelmus Apulus, lib. 3.

[1102] Richardus Cluniacensis, in Chron., in Antiq. Ital.

[1103] Baron., in Annal. Ecclesiast.

[1104] Pagius, Crit. ad Annal. Baron.

[1105] Lupus Protospata, in Chronico.

[1106] Peregrin., in Notis ad Protospatam.

[1107] Romuald. Salern., in Chron., tom. 8 Rer. Ital.

[1108] Antiquit. Italic, tom. 1.

[1109] Peregrin., Hist. Princ. Langobard.

[1110] Card. de Aragon., P. I, tom. 3 Rer. Ital.

[1111] Bertholdus Constantiensis, Chron. August., tom. 1 Freheri.

[1112] Chronic. Magdeburg., tom. 2, apud Meibomium.

[1113] Annalista Saxo, apud Eccardum.

[1114] Bertholdus Constantiensis, in Chron.

[1115] Gaufrid. Malaterra, lib. 3, cap. 15.

Anno di CRISTO MLXXIX. Indizione II.

GREGORIO VII papa 7.

ARRIGO IV re di Germania e d'Italia 24.

In quest'anno ancora _papa Gregorio_ celebrò nel mese di febbraio un

numerosissimo concilio in Roma[1116], dove intervenne l'eresiarca

Berengario, e ritrattò le perverse sue dottrine intorno al sacramento

dell'altare. Furono confermate le sacre censure contra _Tedaldo

arcivescovo_ di Milano, _Sigefredo vescovo_ di Bologna, _Rolando

vescovo_ di Trevigi, e contra i vescovi di Fermo e Camerino. Trovossi

alla medesima sacra assemblea _Arrigo_ novello patriarca di Aquileia, il

quale, quantunque promosso a quella chiesa da Arrigo IV, pure umilmente

si suggettò alla Sede apostolica, e promise di non aver comunione con

gente scomunicata. Si dolsero in quel sinodo del re Arrigo i legati del

re Ridolfo, a cagion delle guerre e violenze ch'egli promoveva in

Germania[1117]. Perlochè il pontefice Gregorio destinò per suoi legati

al congresso, da tenersi in Germania, _Pietro Igneo_ cardinale e vescovo

d'Albano, Odelrico vescovo di Padova (Paolo Benriedense scrive[1118] che

fu _Alemano_ vescovo di Passavia) e il suddetto patriarca d'Aquileia.

Andarono essi; ma perchè non vollero alle istanze di Arrigo scomunicare

il re Ridolfo, senza frutto se ne tornarono a Roma, con riferire al papa

la disubbidienza d'esso Arrigo e l'ubbidienza del re Ridolfo. Era

intenzione del pontefice di trasferirsi egli in persona in Germania, per

decidere quello spaventoso litigio; ma il re Arrigo, troppo diffidando

di lui, a questo non volle dar mano. Continuò in quest'anno la guerra

fra essi re[1119]. Ridolfo andò contro la Vestfalia, e costrinse que'

popoli alla sua ubbidienza. Arrigo portò la guerra nella Suevia contra

di Ridolfo. Aggiugne il Cronografo sassone[1120] che _bellum fit iterum

inter Rodulphum et Henricum hyeme nimis aspera, ubi in primo congressu

Saxones_ (uniti con Ridolfo) _terga vertunt_. Ma uno squadron d'essi

Sassoni, mentre gli altri erano occupati nella mischia, diede il sacco

agli alloggiamenti del re Arrigo. In questa maniera si andava desolando

la misera Germania per l'arrabbiata contesa di quei due regnanti. Per

altro non dovette succedere alcun fatto strepitoso, al vedere che

Bertoldo da Costanza non ne parla. Gli Annali pisani[1121], che non

meritano, a mio credere, gran fede nelle cose antiche, mettono sotto

quest'anno la guerra fra i pisani e i Genovesi. Dai primi fu abbruciata

la terra di Rapallo, ed incontratesi le lor flotte nel dì 13 di maggio,

la genovese si salvò colla fuga. In quest'anno ancora Lupo

Protospata[1122] scrive che _intravit Petronus_ (Pietro vien chiamato da

Guglielmo pugliese) _in Tranum. Et Barum rebellavit, ejecto exinde

praeside ducis. Et Bajalardus filius Umfredae comprehendit Asculum_.

Però se fosse stabile l'asserzione di questo istorico, noi avremmo che

parte di que' fatti che ho riferito nell'anno precedente, presi da

Pietro Diacono, sarebbono da attribuire all'anno presente. Ma

all'osservare ch'esso Lupo racconta come succeduta in questo medesimo

anno la caduta di _Michele Duca_ dal trono di Costantinopoli, e

l'usurpazione di _Niceforo Botoniata_, che pur si crede creato imperador

d'Oriente nell'anno precedente, si potrebbe restar dubbioso intorno al

tempo di tali fatti. Ma l'Anonimo barense[1123] presso Camillo

Pellegrini, dopo aver narrata all'anno 1078 l'assunzione al trono del

Botoniata, anch'egli nel presente 1079 scrive che _mense februarii die

III stante rebellavit Bari ab ipso duce, et dirutum castello de

Portanova_. Nella stessa guisa l'autore di un'antica Cronichetta

normannica, da me data alla luce[1124], parla di que' fatti. _Anno

MLXXIX Petronius comes intravit iterum Barim. Abagilardus comes_ (nipote

di Roberto Guiscardo) _ivit super Trojam, et fugavit Boamundum filium

Roberti ducis, et obsedit, et cepit Asculum. Et iterum Robertus

recuperavit eum. Postea factum est praelium ibidem, et fugatus est

Abagilardus cum militibus suis, et fugit in Constantinopolim, et ibi

mortuus est inimicus duci Roberto_. Ecco dunque che gli avvenimenti

raccontati tutti in un fiato da Pietro Diacono, continuatore della

Cronica casinense, succederono in parte nell'anno presente, e fra questi

la ribellione di Bari. Ancora al conte Ruggieri si ribellarono in

Sicilia le terre di Jato e Cenisi[1125]. Le assediò egli amendue nello

stesso tempo; e costrinse quegli abitanti ad implorare il perdono, che

non fu loro negato.

Confermò in quest'anno il re Arrigo i suoi privilegii alla chiesa di

Padova e al vescovo Olderico con un diploma[1126] dato _X kalendas

augusti, Indictione II, anno dominicae Incarnationis MLXXVIIII, anno

autem regni domni regis Henrici quarti XXIII. Actum Ratispone_. Nella

copia, di cui mi son servito, si leggeva _D. Paduanae ecclesiae

episcopus_. Ma si dee scrivere _Uld_., cioè _Uldericus_. E di qui può

apparire che esso Olderico non fu spedito per suo legato dal pontefice

Gregorio. Ho io parimente pubblicata una convenzione seguita nel dì 31

di maggio[1127] _inter marchionem Azonem, et Ugonem et Fulconem

germanos, filios ejusdem marchionis Azonis_, e il capitolo dei canonici

di Verona, in vigore di cui essi canonici diedero a livello al marchese

e a' suoi figliuoli la corte di Lusia, villa di grande estensione. Si

vede che il marchese Azzo estense pensava a bene stabilire ed ingrandire

in Italia i figliuoli del secondo matrimonio, giacchè _Guelfo IV_ figlio

del primo letto e duca di Baviera era giunto ad una riguardevol potenza

in Germania. Questo _Ugo_ è il medesimo che avea sposata la figliuola

del duca di Puglia Roberto. Raccogliesi poi da una lettera scritta da

papa Gregorio a Desiderio abbate di monte Casino[1128], che Arrigo IV

anch'egli si maneggiò per ottenere una figliuola d'esso Roberto

Guiscardo duca in moglie di _Corrado_ suo primogenito, con esibirsi

d'investire Roberto della marca di Fermo, _et rex duci marchiam

tribuat_. Ma il saggio papa dovette fare in maniera che questo trattato

andò per terra. Nè si dee tacere che (probabilmente in quest'anno) esso

duca Roberto maritò un'altra figliuola con _Raimondo II_ conte

potentissimo di Barcellona e di altre città. Ne parla, oltre ad altri

autori, Guglielmo pugliese[1129] come di un fatto accaduto prima che

seguisse la concordia fra il papa ed esso duca:

_Partibus Esperiae, quem Barcilona tremebat,_

_Venerat insignis comes hanc Raymundus ad urbem;_

_Ut nuptura ducis detur sibi filia, poscit._

Il padre Pagi[1130] credette contratto questo matrimonio prima dell'anno

1077. Ma se son ben concertati i tempi di quei fatti presso il suddetto

storico, tali nozze debbono appartenere all'anno presente.

Annali d'Italia, vol. 4 dal principio dell'era volgare sino all'anno 1750 · 第 94 / 277 题