[817] Cardinal. Aragon., in Vita Nicolai II, Par. I, tom. 3 Rerum
Italicarum.
[818] Chron. Vulturnense, P. II, tom. 1 Rer. Ital.
[819] Tom. 9 Concilior. Labbe, pag. 1099.
[820] Chron. Farfens. P. II, tom. 2 Rer. Ital.
[821] Cardin. de Aragon., P. I, tom. 3 Rer. Ital.
[822] Leo Ostiensis, lib. 3, cap. 13.
[823] Guillelmus Apulus, lib. 2 Poem.
[824] Bullarium Casinense, tom. 2, Constit. CI.
[825] Leo Ostiensis, lib. 3, cap. 16.
[826] Baron., in Annal. ad hunc annum.
[827] Leo IX, Epist. I, tom. 9 Concilior. Labbe.
[828] Petrus Damian., Opusc. 4.
[829] Continuator, Hermanni Contrac., in Chron.
[830] Petrus Damian., Opuscul. 4.
[831] Leo Ostiens., in Chron. lib. 3.
[832] Cardinal. de Aragon., in Vita Nicolai III.
[833] Continuator Hermanni Contracti, in Chron.
[834] Arnulf., Hist. Mediolan., lib. 3, cap. 5 et 6.
[835] Arnulfus et Landulfus Senior, Hist. Mediolan., tom. 6 Rerum
Italicar.
[836] Petrus Damian., Opusc. 5.
[837] Baron., Annal. Ecclesiast.
[838] Puricellius, Vita S. Arialdi.
[839] Guillel. Apulus, lib. 2 Poem.
[840] Antiquit. Ital., Dissertat. VI et XVII.
Anno di CRISTO MLX. Indizione XIII.
NICCOLÒ II papa 2.
ARRIGO IV re di Germania e d'Italia 5.
Fece il pontefice _Niccolò_ o sul fine del precedente, o sul principio
di questo anno, una scappata a Firenze, quando sussista una sua bolla in
favor delle monache di santa Felicita _VI idus januarii_, rapportata
dall'Ughelli[841]. Portatosi poi al monistero di Monte Casino, quivi
creò cardinal diacono _Oderisio_ figliuolo di Odecrisio conte di Marsi.
Depose _Angelo vescovo_ d'Aquino, e in luogo suo ordinò _Martino_ monaco
cassinense di nazion fiorentino. Anche _Pietro_, altro monaco di quel
monistero, di nazion ravennate, fu consecrato vescovo di Venafro e
d'Isernia. Ed allora fu, secondo Leone Ostiense[842] ch'egli creò duca
di Puglia, Calabria e Sicilia _Roberto Guiscardo_. Nulla altro di
rilevante, operato da questo valoroso pontefice nell'anno presente, è
giunto a nostra notizia, se non che egli andò al monistero di Farfa,
dove nel mese di luglio consecrò varii altari, e diede poi a quel sacro
luogo la conferma de' privilegii[843]. Intanto _Stefano cardinale_, da
lui spedito in Francia, tenne un concilio nella città di Tours[844],
dove alcuni canoni spettanti alla disciplina ecclesiastica furono
pubblicati. Per quanto s'ha da Guglielmo Pugliese[845], si scoprì forse
nell'anno presente una congiura di dodici conti contra del suddetto
Roberto Guiscardo, ordita spezialmente da Goffredo, Gocelino e
Abailardo, normanni nobili, tutti malcontenti di lui, perchè egli tutto
volea per sè. Abailardo, fra gli altri, nipote d'esso Roberto, non potea
sofferire di vedersi spogliato da esso suo zio degli Stati che erano di
Unfredo conte suo padre. De' congiurati chi fu preso, chi si salvò colla
fuga. Ma io non accerto che in quest'anno succedesse tale attentato,
perchè Guglielmo narra i fatti senza assegnarne il tempo. Sotto l'anno
presente bensì racconta il Malaterra[846] che i due fratelli Roberto
Guiscardo e Ruggieri, ansanti dietro alla conquista di Reggio, capitale
della Calabria, si portarono nel tempo di state all'assedio di quella
città. Resisterono un pezzo i Greci padroni, ma in fine a patti di buona
guerra si arrenderono, e quel presidio passò a Squillaci. Fu questo
castello assediato anch'esso, ed obbligato alla resa da Ruggieri. Nella
Cronichetta amalfitana[847] abbiamo di più: cioè che il Guiscardo
ridusse in suo potere anche la città di Cosenza, con che tutta la
Calabria venne sotto il dominio di lui, ed allora fu ch'egli, secondo il
suddetto Malaterra, prese il titolo di _duca_. Leone Ostiense[848] è del
medesimo sentimento, siccome dicemmo, con aggiugnere che il Guiscardo,
dopo la presa di Reggio, venne con tutte le sue forze in Puglia addosso
la città di Troia, e se ne impadronì. La Cronichetta d'Amalfi mette
prima alla presa di Troia, e poi della Calabria. Con questi sì
prosperosi successi camminava a gran passi la fortuna e il valore del
Guiscardo, e veniva mancando il dominio de' Greci in quelle parti.
Giovanni Curopalata[849], autore per altro poco conoscente, onde
scendesse Roberto Guiscardo confessa che dopo la perdita di Reggio altro
non restava in mano de' Greci che Bari, Idro, Gallipoli, Taranto,
Brindisi ed Hora, cioè, a mio credere, Oria, con altri castelletti. La
gloria nondimeno di tante conquiste de' Normanni in Calabria è dovuta in
parte a Ruggieri di lui fratello, altro eroe di quella nazione e
famiglia. Due bolle di papa Niccolò II, date nel mese di maggio
dell'anno presente, in conferma de' privilegii dell'insigne monistero
delle monache di santa Giulia di Brescia, si leggono nel Bollario
casinense[850]. Ho anch'io dato alla luce un documento[851], scritto
_anno ab Incarnatione Domini MLX, ipso die kalendas decembris,
Indictione XIII_, da cui apparisce che nella città di Firenze _ante
praesentia domni Nicolai papa sede sancti Petri romanensis ecclesiae, et
Ildibrandus abbas monisterio sancti Pauli_, Guglielmo conte
soprannominato Bulgarello restituisce alcune castella a Guido vescovo di
Volterra. Ma è da vedere, se questa carta appartenesse piuttosto al
primo dì di dicembre dell'anno precedente, in cui poteva e soleva anche
più ordinariamente correre l'_Indizione XIII_. Al vedere che
_Ildebrando_ è chiamato solamente _abbate di san Paolo_, potrebbe far
sospettare adoperato qui l'anno pisano.