NOTE:

[766] Leo Ostiensis, lib. 2, cap. 89.

[767] Lambertus Schafnaburgensis, in Chron.

[768] Bullar. Casinense, tom. 2, Constit. XCVI.

[769] Continuator Hermanni Contracti.

[770] Fiorentini, Memor. di Matilde, lib. 1.

[771] Antiquit. Ital., Dissert. XXXIX, pag. 645.

[772] Continuator Hermanni Contracti, in Chron.

[773] Lambert. Schafnaburgensis, in Chronico. Annalista Saxo et alii.

[774] Acta Sanctorum Bolland., in Vita S. Leonis IX.

[775] Antiquit. Italic., Dissert. XXIII.

[776] Leo Ostiensis, Chron., lib. 2, cap. 89.

[777] Idem, ibid., lib. 2, cap. 92 et 94.

[778] Lambertus Schafnaburgensis, in Chron.

[779] Sigebertus, in Chronico.

[780] Antiquit. Italic., Dissert. LXVIII.

[781] Ibidem. Dissertat. IX et XIII.

[782] Antichità Estensi, P. I, cap. 2.

[783] Continuator Hermanni Contracti, in Chron.

[784] Lambertus Schafnaburgensis, in Chronico.

[785] Annalista Saxo apud Eccardum.

[786] Chronic. Weingart., tom. 1 Scriptor. Brunsvicens.

[787] Conradus Abbas Urspergensis, in Chron.

[788] Antiquit. Ital., Dissert. LI.

[789] Chron. Parmense, tom. 9 Rer. Ital.

[790] Annales Pisani, tom. 6 Rer. Ital.

[791] Dandul., in Chron., tom. 12 Rer. Ital.

Anno di CRISTO MLVI. Indizione IX.

VITTORE II papa 2.

ARRIGO IV re di Germania e d'Italia 1.

Desiderò l'_imperadore Arrigo_ che _papa Vittore_ andasse a ritrovarlo

in Germania, e questi vi andò, ricevuto con sommo onore in

Goslaria[792], dove insieme celebrarono la festa della Natività di santa

Maria con pompa mirabile, perchè vi intervennero quasi tutti i principi

tedeschi, sì ecclesiastici che secolari, e il patriarca d'Aquileia. Ma

quest'anno riuscì ben funesto per varii disastri, cioè per la morte di

molti di que' principi, per la carestia che afflisse non poco i popoli,

per gli affari della guerra che andavano alla peggio, e per una

dissensione col re di Francia. Ne concepì l'Augusto Arrigo non poca

malinconia, dopo di che fu assalito da una febbre perniciosa, che in

sette giorni il fece passare all'altra vita nel dì 5 di ottobre,

assistito specialmente dalla presenza del romano pontefice. Era egli in

età di trentanove anni, nè mancò prima di morire di perdonare ad ognuno,

di restituire il maltolto, e di chiedere perdono a tutti. Dodechino

scrive[793] che egli _in jecore cervi mortem comederat_. Forse allora

corse il sospetto di veleno, facile a nascere nelle morti immature dei

regnanti. Raccomandò egli a tutti i principi, ma principalmente al sommo

pontefice Vittore, il piccolo suo figliuolo _Arrigo IV_ di età d'anni

sei, mettendolo sotto la protezione della Chiesa romana. In fatti

contribuì non poco il papa, affinchè il re fanciullo fosse di nuovo

eletto e confermato re di Germania. La cura e tutela di lui restò, col

consiglio e consentimento de' primati, appoggiata all'_imperadrice

Agnese_, principessa di molto senno e di non minore pietà, che si diede

ad allevarlo con saggia e profittevol educazione. Ma convien pure dirlo

per tempo: la morte troppo frettolosa di Arrigo III e la minorità del re

suo figliuolo furono il principio d'immensi malanni sì in Italia che in

Germania, e di un orribile sconvolgimento di cose, con essersi

specialmente sciolto il freno alle ingiustizie, alle ribellioni, alle

guerre civili. E qui comincia il periodo di avvenimenti, che fecero a

poco a poco mutar faccia anche all'Italia, siccome andremo vedendo. Per

allora la savia condotta dell'Augusta Agnese impedì che non seguisse

tumulto o novità alcuna; ma non andò molto che, tolte a lei le redini

del governo, si scatenarono i vizii, nè ci fu ritegno all'inondazion de'

mali e allo sconcerto dei regni. Che Arrigo IV, per elezione o

precedentemente procurata dal padre, o dopo la di lui morte ottenuta,

cominciasse tosto, benchè non coronato, a dominare in Italia, si

raccoglie da varii atti di giurisdizione da lui esercitati in queste

contrade. Nell'anno presente[794], _imperante domnus Enricus filius

quondam domni Chonradi imperatoris anno decimo, die quartodecimo mense

genuarius, Indictione nona_, Willa inclita contessa, _relicta quondam

domni Ugo gloriosissimo, qui fuit dux et marchio_, manomette Clariza

figliuola di Uberto da Castel Poderoso. Per quanto io credo, quest'_Ugo

duca_ e marchese già defunto era stato duca di Spoleti e marchese della

marca di Camerino, siccome accennai all'anno 1028. Rapporta

l'Ughelli[795] all'anno presente un diploma dato dal sopraddetto Arrigo

imperadore in favor di _Bernardo vescovo_ d'Ascoli, le cui note

cronologiche affatto guaste son tali: _Datum VI kalendas junii, anno

dominicae Incarnationis MLVI, Indictione IX, anno domni Henrici tertii,

ordinationis ejus XXVIII, regni vero XVIII, imperii II_ (oppure _XI_).

_Actum Florentiae_. Ma quel diploma sarà dato nell'anno precedente sul

fine di maggio, allorchè Arrigo fu in Firenze, e a tenore di ciò si

debbono acconciar quelle note.

Annali d'Italia, vol. 4 dal principio dell'era volgare sino all'anno 1750 · 第 71 / 277 题