NOTE:

[658] Petrus Damian., Opusc. XIX, cap. 27 et 36.

[659] Rubeus, Hist. Ravenn., lib. 5.

[660] Ughell., Ital. Sacr., tom. 2 in Archiepisc. Ravenn.

[661] Landulf. Senior, Histor. Mediol. lib. 3, cap. 3.

[662] Arnulf., Hist. Mediol.

[663] Benzo, cap. 4 Panegyr., tom. 1 Rer. German. Menck.

[664] Coteler, Monument. Graec., tom. 2.

[665] Bullar. Casinens., tom. 1, Constit. XC.

[666] Chron. Casaur., P. II, tom. 2 Rer. Ital.

[667] Ermannus Contract., in Chron. Leo Ostiens., Chron., lib. 1, cap.

80.

[668] Gattola, Hist. Monaster. Casinens., tom. 1. Accession.

[669] Ughell., Ital. Sacr., in Episcop. Asculan.

[670] Chron. Casauriens., P. II, tom. 2 Rer. Ital.

[671] Donizo, in Vita Mathild., lib. 1, cap. 13.

[672] Ughell., Ital. Sacr., tom. 2 in Episcop. Parmens.

[673] Antiq. Ital., Dissert. LXXII.

[674] Ibidem, Dissert. XVIII.

[675] Antichità Estensi, P. I, cap. 2.

[676] Urspergensis, in Chronico.

[677] Apud Leibnitium, Rer. Brunswic., tom. 1.

[678] Lupus Protospata, in Chronico.

[679] Romualdus Salern., tom. 7 Rer. Ital.

[680] Leo Ostiensis, lib. 2, cap. 81.

[681] Acta Sanctor. Bolland. ad diem 14 julii.

[682] Campi, Istor. di Piacenza, tom. 1.

Anno di CRISTO MXLVIII. Indizione I.

DAMASO II papa 1.

ARRIGO III re di Germania 10, imperadore 3.

Non mancarono i Romani, per attestato di Lamberto da Scafnaburgo[683],

di spedire ambasciatori all'Augusto Arrigo per riferirgli la morte di

papa Clemente II, _eique successorem postulantes_; e questi si trovarono

in Palitì, dove esso imperadore celebrò la festa del santo Natale

nell'anno precedente. Ma perciocchè Benedetto IX s'era di nuovo intruso

nella cattedra pontificia, si dovettero trovar difficoltà a mandare un

papa nuovo a Roma. Però solamente nel luglio di questo anno fu eletto

per successore del defunto Clemente _Poppone vescovo_, non già

d'Aquileia, come ha l'Annalista sassone, Alberico monaco dei tre Fonti

ed altri ma bensì di Brixen ossia di Bressanone nel contado del Tirolo.

Egli è chiamato da Ermanno Contratto _episcopus brixiensis_: il che da

alcuni vien creduto error de' copisti, in vece di _brixinensis_; ma que'

cittadini anche presso altri scrittori si veggono appellati

_brixienses_. Prese questi il nome di _Damaso II_, e, secondo il

cardinal Baronio, mandato a Roma dall'imperadore, _suffragiis omnium

electus et comprobatus, consecratus fuit_. Da quali autori prendesse il

porporato Annalista tal notizia, non l'ho potuto scorgere; e certo par

verisimile che Arrigo, prima d'inviare a Roma esso Poppone, se

l'intendesse col clero e popolo romano. Ciò non ostante, non lascio io

di sospettare che Arrigo potesse qui prevalersi troppo dell'autorità

sua, con lasciare in tal elezione poco arbitrio ai Romani. Ermanno

Contratto[684] scrive che _Poppo brixiensis_ (brixinensis) _episcopus ab

imperatore electus Romam mittitur, et honorifice susceptus_. Sospetto io

inoltre che cominciassero allora ad alterarsi gli animi de' Romani,

perchè gli antichi imperadori greci e franchi, secondo i canoni, aveano

lasciata sempre loro in libertà l'elezion de' nuovi papi, con

riserbarsene solamente l'approvazione prima di consecrarli. Ma l'Augusto

Arrigo neppur lasciò loro libero il diritto dell'elezione, dacchè gli

aveva obbligati a non procedere ad essa senza il suo beneplacito. Doveva

anche rincrescere loro il veder provveduta la Chiesa romana di pontefici

forestieri, senza prenderli dal grembo loro, benchè noi abbiamo

osservato molti papi presi dall'Oriente ne' secoli addietro. Veggasi

Ottone Frisingense[685], che conferma quanto io vo sospettando. Che

sconvolgimenti partorisse dipoi questa mutazione di disciplina,

l'andremo vedendo nel proseguimento della storia. Venne dunque il

novello papa Damaso II verso Roma nel mese di luglio dell'anno presente,

essendosi, come è da credere, ritirato il falso pontefice Benedetto IX.

Ma poco potè egli godere della sua dignità, perchè dopo soli 23 giorni

di pontificato passò all'altra vita in Palestrina. Questa sì repentina

morte fece correre dei sospetti che il veleno anche a quest'altro papa

avesse abbreviati i giorni. Restò vacante nel rimanente dell'anno la

Chiesa romana.

Seguitava intanto nel regno germanico la ribellione di _Gotifredo duca_

della Lorena superiore. Avvenne che in questo anno _Adalberto_, già

creato duca della Lorena inferiore, venuto a battaglia con esso

Gotifredo, restò sconfitto ed ucciso in quel fatto d'armi. Abbiamo poi

dal Bollario casinese[686] che l'imperadore Arrigo concedette al

monistero delle monache di santa Giulia di Brescia un privilegio, dato

_VI nonas maii, anno vero dominicae Incarnationis MXLVIII, Indictione I,

anno autem domni Heinrici regis tertii, imperatoris secundi,

ordinationis ejus XX, regnantis quidem IX, imperantis vero II. Actum

Turegum_, cioè in _Zurigo_, oppure in _Turgau_. Fu più volte in quella

terra o città l'imperadore Arrigo, ed in quest'anno ancora vi celebrò

l'Ascension del Signore. Certo è, secondochè ho dimostrato nelle

Annotazioni alle leggi longobardiche[687], ch'egli in esso luogo tenendo

una gran dieta de' principi italiani (in qual anno, nol so), pubblicò

tre leggi che si leggono nel corpo d'esse leggi longobardiche. Una

specialmente merita attenzione. Sapevasi che molti in questi sì corrotti

secoli erano levati dal mondo _veneficio, ac diverso furtivae mortis

genere_, cioè non già con fattucchierie, ma col veleno, e con altre

maniere occulte: che questa è la forza della parola _veneficium_.

Ditmaro ed altri storici anch'essi asseriscono che in questi tempi

l'Italia era troppo screditata per l'uso del veleno. Perciò fu

determinata la pena della morte contra gli operatori di sì orrida

iniquità. Rinnovò in quest'anno ancora esso Augusto i suoi privilegii al

monistero di san Pietro di Bremido con diploma spedito[688] _XIII

kalendas maii, anno vero dominicae Incarnationis MXLVIII, Indictione I,

anno autem domni Heinrici regis tertii, imperatoris secundi,

ordinationis ejus XX, regnantis quidem IX, imperantis vero II. Actum in

Ulmo._ Sarà la città di Ulma. Truovo io tali sconcerti nei diplomi

intorno agli anni dell'_ordinazione_ di Arrigo, che non ho voluto il

fastidio di riveder questi conti.

Annali d'Italia, vol. 4 dal principio dell'era volgare sino all'anno 1750 · 第 63 / 277 题