NOTE:

[469] Romuald. Salernit., in Chron., tom. 7 Rer. Ital.

[470] Lupus Protospata, in Chron.

[471] Anonym. Barensis, tom. 5 Rer. Ital.

[472] Leo Ostiensis in Chron., lib. 2, cap. 62.

[473] Angelus de Nuce, in Notis ad Chron. Leonis Ostiensis.

[474] Baron., in Annal. et in Martyrologio.

[475] Dandul., in Chron., tom. 12 Rer. Ital.

[476] Antiquit. Italic., Dissert. VIII et XIX.

[477] Ermannus Contractus, in Chron.

[478] Mabillon., in Annal. Benedictin.

[479] Glaber, in Vita Wilielmi Divion. apud Mabillon.

[480] Mabill., Annal. Benedict., ad ann. 987.

[481] Sigebertus in Chron.

Anno di CRISTO MXXXII. Indizione XV.

GIOVANNI XIX papa 9.

CORRADO II re di Germania 9, imperadore 6.

Cessò di vivere in quest'anno _Rodolfo III_ re di Borgogna,

soprannominato il _Dappoco_, senza lasciar figliuoli. Aveva egli per

cura del santo imperadore Arrigo riconosciuto per dominio dipendente

dall'imperio il suo regno[482]; oppure perchè ciò si pretendeva fatto

nei tempi insino di Arnolfo re di Germania, egli venne a soggettarlo di

nuovo all'imperio. L'_imperador Corrado_ maggiormente strinse questo

affare, usando anche della forza, con indurre Rodolfo a promettere di

aver per successore in quel regno o lui, o in suo luogo il giovane

_Arrigo re_, con pretenderlo ancora per le ragioni di _Gisela_ o _Gisla_

imperadrice sua moglie, nipote del suddetto Rodolfo[483]. Ed era ben

vasto e fiorito quel regno, perchè da Basilea si stendeva fino ad Arles

e a Marsilia, con abbracciare la Provenza, Lione, il Delfinato ed altri

paesi[484]. Ne fu portata la corona coll'altre regali insegne, e

massimamente colla lancia di san Maurizio, all'Augusto Corrado. Ma

_Odone II_ conte ossia duca di Sciampagna perchè figliuolo di Berta

sorella del defunto re Rodolfo, pretendendo a quella eredità, si

prevalse della congiuntura che esso re imperadore si trovava impegnato

coll'armi nella Schiavonia, o, per meglio dire, nella Polonia contra di

Misicone re oppure duca di quelle contrade; ed entrò in possesso della

Borgogna. Perciò Corrado s'andò preparando per fare nell'anno seguente

una disgustosa danza nel regno a lui rapito. Abbiamo spettante a

quest'anno un documento che ci scuopre chi fosse ne' tempi presenti duca

e marchese della Toscana. Pubblicò l'Ughelli[485] la fondazione de'

canonicati fatta nella sua chiesa da _Jacopo_ vescovo di Fiesole. _Anno

dominicae Incarnat. MXXXII, imperii domni Conradi Augusti V, Indictione

XV_. Dice di far quell'opera per la salute degl'imperadori, e

specialmente di Arrigo I fra gli Augusti, che l'avea promosso a quella

chiesa. _Necnon pro salute Conradi serenissimi imperatoris felicis

memoriae_ (così dicevano altri ancora de' principi viventi) _suaeque

conjugis Gislae Augustae, et filii ejus II. necnon Bonifacii serenissimi

ducis et marchionis Tusciae_. Sicchè probabil cosa è che fin nell'anno

1027 _Rinieri_ marchese di Toscana, volendo cozzare col re Corrado, con

essere poi necessitato a rendersi, decadesse da quel ducato, e che sulle

rovine di lui si alzasse il marchese _Bonifazio_, padre della gran

contessa Matilda. Comunque sia, l'abbiamo _duca della Toscana_ in questi

tempi. Tornarono nell'anno presente gli ambasciatori[486], spediti dal

popolo di Venezia a Costantinopoli, per ricondurre di colà il già

esiliato lor doge _Ottone Orseolo_, colla nuova ch'egli avea dato fine

alla sua vita in quella città. Il perchè _Orso patriarca_ di Grado suo

fratello, stato vice-doge per un anno e due mesi, rinunziò il governo.

Col favore di poca parte di popolo s'intruse nel ducato _Domenico

Orseolo_, e male per lui, perciocchè non andò molto, che formatasi una

potente sollevazione contra di lui, ebbe fatica a salvarsi con ritirarsi

a Ravenna, dove lasciò poi le sue ossa. Girolamo Rossi[487] mette la sua

fuga e morte nell'anno 1024. Merita ben più fede in questo Andrea

Dandolo, diligente scrittore delle cose della patria sua. Fu dunque

creato doge di Venezia _Domenico Fabianico_, che allora si trovava in

esilio; con che cessarono tutte le fazioni e discordie de' Veneziani.

Questi, soggiugne il Dandolo, _a Costantino Augusto protospatarius

ordinatus est_. Ma dovea dire da _Romano Argiro_, il quale nell'anno

1028 era succeduto a Costantino nell'imperio d'Oriente. Per attestato di

Lupo Protospata[488] e dell'Anonimo Barense[489], in quest'anno il

medesimo _Romano imperador _ de' Greci mandò per Catapano, ossia

governator generale dei suoi Stati in Italia, _Costantino protospata_,

chiamato ancora _Opo_.

Annali d'Italia, vol. 4 dal principio dell'era volgare sino all'anno 1750 · 第 47 / 277 题