[463] Annales Hildesheim. Wippo, in Vita Conradi Salici.
[464] Leo Ostiensis, Chron., lib. 2, cap. 58 et seq.
[465] Annali Pisani, tom. 6 Rer. Ital.
[466] Antiq. Ital., Dissert. XXI.
[467] Chron. Novalic., P. II, tom. 2 Rer. Ital., pag. 760.
[468] Bullar. Casinense, tom. 2, Constit. LXXXV.
Anno di CRISTO MXXXI. Indizione XIV.
GIOVANNI XIX papa 8.
CORRADO II re di Germania 8, imperadore 5.
Scrive Romoaldo salernitano[469] che _anno MXXX, Indictione XIII
Johannes princeps Salerni defunctus est anno principatus sui LVII, et
successit ei Guaymarius filius ejus_. Ma è fallato il testo, e in vece
di _Johannes_ avrà scritto Romoaldo _Guaymarius_, cioè _Guaimario III_
principe di Salerno. Anche l'Anonimo barense presso il Pellegrini mette
all'anno 1030 la morte di questo principe. In un testo di Lupo
Protospata[470] essa viene riferita all'anno 1029. Ma il suddetto
Camillo Pellegrini portò opinione che Guaimario III conducesse la sua
vita fino all'anno presente 1031, parendogli che si possa ciò ricavare
da alcuni antichi strumenti. Abbiamo inoltre tanto dall'Anonimo
barense[471], quanto dal Protospata suddetti, che _mense junii
comprehenderunt Saraceni Cassianum_, cioè la piccola città di Cassano
nella Calabria; e che nel dì 3 di luglio Poto catapano de' Greci venne a
battaglia con quegli infedeli, e restò sconfitto con lasciarvi egli la
vita. Passò alla gloria de' beati in quest'anno san _Domenico abbate_
del monistero di Sora, appellato da Leone ostiense[472] _mirabilium
patrator innumerum, et caenobiorum fundator multorum_. Il Sigonio, e
dopo lui Angelo dalla Noce[473] abbate casinese stimarono Domenico
Sorano lo stesso che san _Domenico Loricato_. Ma andarono lungi dal
vero. Certo è che furono due persone diverse. Il Loricato volò al cielo
nell'anno 1061, come dirittamente osservò il cardinal Baronio[474].
Ossia che si pentissero finalmente i Veneziani dell'aspro trattamento da
lor fatto ad _Ottone Orseolo_ lor doge; oppure che s'infastidissero del
governo di _Pietro Barbolano_ a lui sustituito nel ducato; oppure, come
è più probabile, che prevalesse la fazion degli Orseoli: certo è, per
attestato del Dandolo[475], ch'essi preso in questo anno il suddetto
Pietro doge, senza saponata gli levarono la barba, e vestitolo da
monaco, il mandarono in esilio a Costantinopoli. Quindi inviarono alla
stessa città di Costantinopoli _Vitale_ vescovo di Torcello con bello
accompagnamento a ricondurre di colà _Ottone Orseolo_, per rimetterlo
sul trono ducale. Intanto diedero il governo della terra ad _Orso
Orseolo_ patriarca di Grado, e fratello d'esso Ottone, uomo di gran
senno e generosità, il quale per un anno e due mesi fece da vice-duca
con molta sua lode.
Due diplomi ho io dato alla luce[476], che in quest'anno ottenne
dall'Augusto Corrado _Ubaldo_ vescovo di Cremona, amendue dati _III
kalendas martii, anno dominicae Incarnationis MXXXI, Indictione XIIII,
anno autem domni Chuonradi secundi regnantis VI, imperantis vero IIII.
Actum Goslare_. In tutti e due questi documenti è notato l'_anno sesto
del regno_, e conseguentemente pare adoperata l'epoca del regno
d'Italia. Ma di qui risultando che la coronazione italica di Corrado
sarebbe seguita prima del dì 26 di febbraio dell'anno 1026, converrà
meglio interpretare Ermanno Contratto[477], allorchè ad esso anno 1026
scrive che Corrado _circa tempus quadragesimae cum exercitu Italiam
adiit_. Diede fine in questo anno in Fiscanno alla sua santa vita
_Guglielmo abbate_ di Dijon in Francia[478], celebre nella storia
monastica per le sue virtù e per la fondazione di varii monisterii, fra'
quali quello di san Benigno di Fruttuaria in Piemonte, e per avere
introdotta la riforma in assaissimi monisteri, massimamente di Francia.
Glabro Rodolfo[479] suo contemporaneo, nella vita che scrisse di lui,
attesta, tale essere stata la fama e stima d'esso Guglielmo abbate, _ut
cunctas Latii ac Galliarum provincias ipsius amor ac veneratio
penetraret. Nam reges ut patrem, pontifices ut magistrum, abbates et
monachi ut archangelum, omnes in commune ut Dei amicum, suaeque
praeceptorem salutis habebant_. Ne ho fatta menzione, perchè egli senza
dubbio fu di nascita italiano. Secondo la testimonianza del medesimo
Glabro, egli nacque nell'isola di san Giulio della diocesi di Novara,
nel tempo stesso che Ottone il Grande assediò Willa moglie di Berengario
re d'Italia in quell'isola del lago d'Orta: il che, siccome abbiam
veduto, succedette nell'anno 962. Ottone stesso, dopo la presa di quel
luogo, il tenne al sacro fonte. Non s'ingannò Glabro in iscrivendo
ch'egli morì nell'anno presente 1031, in età d'_anni settanta_; ma
ingannossi bene il padre Mabillone[480], volendo qui correggere Glabro,
quasichè Guglielmo avesse dovuto nascere nell'anno 961, perchè molto ben
si verifica che egli fosse nato nel 962, e che nel presente 1031 egli
fosse entrato nell'anno settantesimo di sua età, benchè sia vero che
Berengario morì molto più tardi di quel che suppose Glabro. Se vogliam
credere a Sigeberto[481], in quest'anno _Robertus et Richardus_ (nobili
normanni) _minuendae domo multitudinis caussa, hoc tempore a Normannia
digressi, Apuliam expetunt, et Italis inter se dissidentibus, dum alteri
contra alterum auxilium praestant, hac opportunitate Italos callide et
fortiter debellant, et successus urgendo suos nomen suum dilatant, et
futurae prosperitatis sibi viam parant_. Se, come io credo, e si
raccoglie da altro susseguente luogo, Sigeberto vuole che _Roberto
Guiscardo_ nell'anno presente dalla Normandia passasse in Puglia, egli
racconta delle favole. Nè in questi tempi fu guerra in Puglia, nè fra i
principi di quelle contrade, e noi vedremo a suo tempo quando esso
Roberto venne in Italia. Ma forse parla di un diverso Roberto quello
storico.