NOTE:

[344] Hermannus Contract., in Chronico, edit. Canis.

[345] Lupus Protospata, in Chronico.

[346] Leo Ostiensis, Chronic., lib. 2, cap. 37.

[347] Guilielmus Apulus, de Norman., lib. 1.

[348] Antiq. Ital., Dissert. VI.

[349] Gattola, Hist. Monast. Casinens. P. I.

Anno di CRISTO MXX. Indiz. III.

BENEDETTO VIII papa 9.

ARRIGO II re di Germania 19, imperadore 7.

L'anno fu questo in cui_ papa Benedetto VIII_ andò in Germania a trovar

l'imperadore Arrigo, che l'aspettava in Bamberga. Il Sigonio, il

Baronio, l'Hoffmanno, e soprattutto il padre Pagi hanno preteso che

questa andata del pontefice accadesse nell'anno precedente 1019, e che

mal si sieno apposti coloro che la riferiscono all'anno presente, con

citare per la loro sentenza Lamberto da Scafnaburgo, Mariano Scoto, gli

Annali d'Ildeseim e l'abbate Urspergense. Ma non ha fatta assai

riflessione il padre Pagi a questo punto di storia. Mariano Scoto, se

ben si guarda, a quest'anno[350] appunto parla del viaggio di papa

Benedetto. E si conosce che le stampe hanno alterato i testi di Lamberto

e dell'Urspergense, e degli Annali d'Ildeseim. Dico, si conosce, perchè

ivi la morte di sant'Eriberto arcivescovo di Colonia si mira nei loro

testi stampati all'anno 1020, quando è fuor di dubbio che avvenne

nell'anno 1021, come confessa lo stesso padre Pagi. Però gli autori

suddetti si dee credere che abbiano posta l'andata del papa nel presente

anno 1020, e nel seguente la morte di sant'Eriberto. Che poi veramente

il papa in quest'anno si portasse a Bamberga, l'abbiamo da Ermanno

Contratto[351] nell'edizion migliore e più copiosa del Canisio, da

Sigeberto[352], dall'Annalista sassone[353], dal Cronografo

sassone[354], da Alberico monaco dei tre Fonti e da altri storici. Lo

stesso si scorge dell'antica Vita dello stesso santo Arrigo[355]

pubblicata dal Gretsero e da altri. Quivi è scritto che il papa invitato

dall'imperadore, _in proximo aprili Alemanniam intravit, omnibusque

civitatibus illius regionis peragratis, tempore, quo condixerat,

Babengerg locum adire disposuit. Venit ergo V feria majoris hebdomadae,

hora sexta, sacris pontificalibus vestimentis indutus_, ec. Questo

minuto racconto fa conoscere che l'autor d'essa vita prese un tal fatto

da buone notizie, e probabilmente da quella che scrisse Adelboldo,

giunta a noi troppo mancante. Ma se papa Benedetto entrò d'aprile in

Alemagna, ed arrivò nel giovedì santo a Bamberga, adunque nell'anno

presente arrivò colà, e non già nel precedente. Perciocchè nell'anno

1019 la Pasqua cadde nel dì 20 di _marzo_, e in quest'anno si celebrò

essa nel dì 17 d'_aprile_. Nè voglio tacere che viene anche citata la

Vita di san Meinwerco vescovo di Paderbona[356], per comprovar

l'opinione dei suddetti sostenitori dell'anno 1019. Ma quella Vita,

quando anche dicesse ciò che pretendono, essendo scritta nel secolo

susseguente, non può chiamarsi un testimonio infallibile di quel che

cerchiamo. Oltre di che, fors'anche quella va d'accordo coll'opinione

mia, scorgendosi che il medesimo autore all'anno susseguente mette il

passaggio a miglior vita del suddetto santo Eriberto, ii qual pure viene

stabilito nell'anno 1021. Fra l'altre cose che aggiugne l'autore della

Vita suddetta di santo Arrigo imperadore, racconta che nel mattutino di

Pasqua il _patriarca d'Aquileia_ recitò la prima lezione, l'_arcivescovo

di Ravenna_ la seconda, e il _papa_ la terza. E che poscia il pontefice

medesimo _VIII kalendas maii basilicam in honore sancti Stephani

consecravit_; e lo stesso ancora abbiamo dall'autor della Vita di san

Meinwerco. Il dì 24 d'aprile qui enunziato più s'accorda colla mia

suddetta opinione. Saggiamente osservò il cardinal Baronio che fra i

motivi per li quali andò volentieri papa Benedetto, ancor quello vi

dovette essere di commuovere l'Augusto Arrigo a condurre o spedire una

buona armata per far argine ai progressi dei Greci. Circa il dì primo di

ottobre nell'anno precedente era succeduta, come dicemmo, la disfatta

del picciolo esercito di Melo. Tutto perciò andava a seconda dei Greci,

i quali non solamente ricuperarono quanto aveano perduto, ma eziandio

ritirarono nel loro partito _Pandolfo II_, principe di Capua. Scrive

l'Ostiense[357]: _Quum capuanus princeps latenter faveret

constantinopolitano Basilio, fecit interim fieri claves aureas, et misit

ad illum, tam se, quam civitatem capuanam, immo universum principatum

ejus per haec imperio contradens_.

Davano negli occhi e gran gelosia recavano a papa Benedetto questi

maneggi ed avanzamenti de' Greci, che stendevano il loro dominio fino ad

Ascoli; e se mettevano il piede anche sopra il principato di Capua, già

se li sentiva alle porte di Roma. Nè era già da sperare che i greci

Augusti avessero voluto lasciare ai papi, se si fossero impadroniti di

Roma, quella signoria che, secondo i patti cogl'imperadori d'Occidente,

da più di due secoli godevano. Però dovette il buon papa sollecitare,

per quanto potè, l'Augusto Arrigo ad impiegar le sue forze contra di

quella nazione, nemica ancora dei Latini, la quale aspirava allora a dei

gran voli. Abbiamo anche da Glabro[358] che Rodolfo normanno fuggito da

Normandia a Roma con alquanti compagni, andò a trovar papa Benedetto

VIII per contargli i suoi guai. Ma il papa _coepit ei querelam exponere

de Graecorum invasione romani imperii_, e indusse que' Normanni a

militar contra di loro. Portò intanto la disgrazia che Melo trovandosi

in Germania per muovere quella corte contra de' Greci, infermatosi quivi

nell'anno presente, cessò di vivere. L'abbiamo da Lupo Protospata[359];

e Guglielmo pugliese[360] l'attesta anch'egli scrivendo d'esso Melo, e

dell'onore fattogli alla sepoltura, le seguenti parole:

_At Melus regredi praeventus morte nequivit;_

_Henricus sepelit rex hunc, ut regius est mos;_

_Funeris exsequias comitatus ad usque sepulcrum,_

_Carmine regali tumulum decoravit humati._

Nella Cronica del Protospata egli è appellato _dux Apuliae_, nè senza

ragione. Questo titolo gliel diede l'Augusto Arrigo per premio del già

operato, e per animarlo ad operare di più: il che è da avvertire per

intendere se gli Augusti avessero donato ai papi il ducato di Benevento;

e con ciò va concorde il suddetto passo di Glabro col seguente. Abbiamo

nella Vita di esso santo imperadore[361], benchè non con tutta

l'esattezza, che esso imperadore _Apuliam a Graecis diu possessam,

romano imperio recuperavit, et eidem provinciae Ismaelem_ (vuol dire

Melo) _ducem praefecit, qui postea in babenbergensi loco mortuus, et in

capitulo majoris monasterii sepultus requiescit in Domino_. Oltre a ciò,

sappiamo dal Protospata che in quest'anno i Saraceni assediarono la

città di _Bisignano_, e la sottomisero al loro dominio: sicchè e Greci e

Mori malmenavano forte quelle contrade. Specialmente poi in questi tempi

si studiavano i principi e gran signori di pelare or soavemente or

violentemente le chiese. La maniera soave era quella di prendere i loro

beni e castella a livello con promettere un annuo canone, e intanto

donar qualche terra in proprietà ad essi luoghi sacri, per indurre i

vescovi e gli abbati col picciolo presente vantaggio a livellar essi

beni, l'usufrutto dei quali mai più non soleva arrivare a consolidarsi

col diretto dominio. Uno dei gran cacciatori di tali beni già ho detto

che era il _marchese Bonifazio_, padre poscia della gloriosa contessa

Matilda. Può essere motivo di stupore l'osservare quante castella,

corti, chiese, ec. egli carpisse al solo vescovato di Reggio. Ne ho io

pubblicata la lista[362]. Altrettanto, o poco meno, dovette egli fare

co' vescovi di Modena, Parma, Cremona, Mantova, ed altre città

circonvicine. Ed in questo anno appunto egli ottenne a livello da

_Warino_ ossia _Guarino_ vescovo di Modena _medietatem de monte uno, qui

dicitur Barelli, ubi antea castrum edificatum fuit, cum fossatum in

parte circumdatum_.

Annali d'Italia, vol. 4 dal principio dell'era volgare sino all'anno 1750 · 第 35 / 277 题