[335] Rubeus, Histor. Ravenn.
[336] Annalista Saxo.
[337] Saxius, in Notis ad Sigon. de Regno Ital.
[338] Ughell., Ital. Sacr., tom. 4.
[339] Antiquit. Italic., Dissert. LXX.
[340] Lupus Protospata, in Chron.
[341] Romualdus Salern., Chron., tom. 7 Rer. Ital.
[342] Noris., Hist. Pelagian., lib. I, cap. 18.
[343] Mabill., in Annal. Benedictin. ad hunc ann.
Anno di CRISTO MXIX. Indizione II.
BENEDETTO VIII papa 8.
ARRIGO II re di Germania 18, imperadore 6.
Sotto il presente anno scrive Ermanno Contratto[344] che _Conradus
adolescens filius Conradi quondam ducis Carentani_ (e marchese ancora
della marca di Verona) _auxiliante patruele suo Conrado, postea
imperatore, Adalberonem tunc ducem Carentani apud Ulmam pugna victum
fugavit_. Abbiam veduto di sopra che questo Adalberone era anch'egli
duca di Carintia, e insieme marchese di Verona. L'aveva con lui il
giovinetto Corrado, quasichè gli avesse Adalberone rubati quegli Stati
che, se non di giustizia, almeno per introdotto costume doveano toccare
a lui dopo la morte del padre suo Corrado. È da credere che Adalberone
possedesse ancora degli Stati in Germania, e che per cagion d'essi tra
lor seguisse il conflitto suddetto. Per attestato di Lupo
Protospata[345], Bugiano generale dei Greci venne a battaglia in questo
medesimo anno circa il dì primo d'ottobre coll'armata di Melo, e gli
diede una rotta tale, che non potè più risorgere. Leone ostiense[346]
lasciò scritto che Melo col soccorso de' Normanni avea dinanzi riportate
tre vittorie de' Greci _primo apud Arenolam, secundo apud civitatem_
(_Marsicum_ la chiama Angelo della Noce), _tertio apud Vaccariciam
campestri certamine dimicans, tribus eos vicibus vicit, multosque ex his
interficiens, et usque Tianum eos constringens, omnes ex hac parte, quas
invaserant, Apuliae civitates et oppida recepit. Quarta demum pugna apud
Cannas Romanorum clade famosas, Bojani catapani insidiis et ingeniis_
(macchine di guerra) _superatus, universa, quae facile receperat,
facilius perdidit_. Appresso racconta, essere stata fama che di
dugentocinquanta Normanni, aiutatori di Melo, non ne rimanessero in vita
se non dieci, e che la vittoria nondimeno costò ben cara ai Greci. Melo
disperato, non sapendo più dove rivolgere le sue speranze, dopo avere
raccomandato i pochi Normanni, che gli restavano, a _Guaimario III_
principe di Salerno, e a _Pandolfo IV_ principe di Capua, imprese il
viaggio di Germania, o per muovere l'imperadore Arrigo a venire in
persona in Italia, o almeno per ottenere da lui un poderoso soccorso di
milizie. Ecco come di quest'ultimo fatto d'armi parla Guglielmo
pugliese[347].
_Vicinus Cannis qua defluit Aufidus amnis,_
_Circiter octobris pugnatur utrimque calendas,_
_Cum modica non gente valens obsistere Melus,_
_Terga dedit magna spoliatus parte suorum,_
_Et puduit victum patria tellure morari._
_Samnites adiit superatus, ibique moratur,_
_Post Alemannorum petiit suffragia regis_
_Henrici, solito placidus qui more precantem_
_Suscipit, auxilii promittens dona propinqui._
Leggesi una cessione fatta delle decime di quattro pievi al vescovato di
Cremona[348] da _Bonefacius marchio filius quondam Teotaldi itemque
marchio, et Richilda filia quondam Giselberti comitis_, nell'anno
presente. Bonifazio è il padre della contessa Matilda. Vo io credendo
che appartenga ancora all'anno presente un diploma, spedito
dall'imperadore Arrigo in favore del monistero di Monte Casino e
dell'abbate Atenolfo[349]. Le note son queste: _Datum III idus julii,
anno dominicae Incarnationis millesimo vigesimo, Indictione secunda,
anno domni Heinrici regis decimo septimo, imperii vero ejus quinto.
Actum Radesbone._ Se crediamo al padre Gattola, il diploma è originale;
ma io ho pena a crederlo. _La indizione seconda_ accenna l'anno
presente. Come poi sia l'anno MXX, se non ricorriamo all'anno pisano,
non si sa capire. E resta poi da mostrare come in Germania avesse luogo
l'era pisana. Posto ancora che sia l'anno nostro _MXIX_, non si accorda
con esso l'_anno XVII_ del regno, nè il quinto dell'imperio.