NOTE:

[221] Mabill., Annal. Benedict., ad ann. 992.

[222] Bacchini, Istor. di Poliron. nell'Appendice.

[223] Hofmannus, Annal. Bambergens.

[224] Apud Ludewig, tom. 1. Scriptor. Bamberg.

[225] Petrus Damian., Opuscul. 67, cap. 5.

[226] Camillus Peregrinius, Histor. Princip. Langobard.

[227] Antiquit. Italic., Dissert. LXI.

Anno di CRISTO MVIII. Indizione VI.

GIOVANNI XVIII papa 6.

ARDOINO re d'Italia 7.

ARRIGO II re di Germania 7, d'Italia 5.

Ebbe in quest'anno degli aspri affari il re Arrigo per cagione di uno

dei fratelli della imperadrice _Cunigonda_ sua moglie, chiamato

_Adalberone_. Essendo vacata l'archiepiscopale chiesa di Treveri, fu

egli eletto, benchè mal volentieri, da quel clero e popolo per

arcivescovo. Ma non vi consentì il re Arrigo, da cui fu data quella

chiesa a _Megingaudo_, camerario di _Willigiso_ arcivescovo di

Magonza[228]. Per questa cagione insorse guerra fra esso re e lo stesso

Adalberone, al quale furono in aiuto _Teodorico_ vescovo di Metz,

_Arrigo_ duca di Baviera, suoi fratelli. Li soggiogò il re Arrigo, e

tolse poi il ducato al cognato Arrigo. Intorno a che si possono leggere

gli Annali di Treveri del Browero[229]. Gl'imperadori greci possedevano

in questi tempi quasi tutta la Puglia, cominciando da Ascoli, e

seguitando la costa dell'Adriatico, a riserva di Siponto e del monte

Gargano, dipendenti dal principato di Benevento. Erano anche in possesso

della maggior parte della Calabria, con ritenere ancora qualche

sovranità o autorità almeno nei ducati di Napoli, Amalfi e Gaeta.

Soleano chiamar _Longobardia_ quegli Stati e mandarvi un governator

generale col nome di _catapano_, come già accennammo. Abbiamo da Lupo

Protospata[230] che nell'anno 1006 _Xifea_ catapano era venuto a quel

governo. Ma essendo egli mancato di vita nell'anno appresso, in

quest'anno _descendit Curcua patricius mense maii_, cioè fu inviato per

governatore d'essa minor Lombardia. Pare che in quest'anno il re Arrigo

confermasse i suoi privilegii e beni al monistero delle monache di san

Sisto di Piacenza con un diploma[231], dato _anno dominicae

Incarnationis millesimo octavo, Indictione V, anno vero domni Heinrici

secundi regis, regnantis VI. Actum in Ingelheim._ Ma qui v'ha errore, o

nell'anno, e si dee scrivere _millesimo septimo_, ovvero nell'indizione,

e si dee leggere _Indictione VI_. Ed è considerabile che nè in questo,

nè nell'altro diploma, accennato all'anno precedente, non comparisce il

giorno, nè il mese, contro il costume delle regali cancellerie. Anche il

padre Mabillone[232] osservò questo rito o difetto in altri diplomi

d'esso re Arrigo. Nell'archivio del monistero di Subiaco si legge una

bolla o strumento con queste note: _Anno, Deo propitio, pontificatus

domni Johanni summi pontifici XVIII papae in sacratissima sede beati

Petri Apostoli V, Indictione VI, mense junii die VI_, cioè nell'anno

presente. Vo io tuttavia contando gli anni del re _Ardoino_; perciocchè

sebbene ha creduto più d'uno scrittore che egli dopo la venuta in Italia

del re Arrigo, e dopo la di lui coronazione, decadesse affatto dal

soglio reale, pure è certo che egli ritenne circa nove anni ancora non

solamente il titolo di re, ma anche ne esercitò l'autorità in molti

luoghi. Allorchè gli convenne cedere al re Arrigo, egli si ritirò nelle

fortezze del Piemonte in salvo. Ma non sì tosto uscì Arrigo d'Italia,

che Ardoino tornò ad alzare la testa, e trovando specialmente inviperito

il popolo di Pavia contro dei Tedeschi per l'immenso danno recato colla

spada e col fuoco alla lor città, si può facilmente credere che fu quivi

di nuovo riconosciuto per re. Porta il Guichenon[233] una donazione

fatta alla cattedrale di Pavia da _Ottone_ conte, chiamato ivi _filius

serenissimi domini, et metuendissimi patris mei domini Ardoini regis_.

Lo strumento ha queste note: _Ardoinus divina tribuente gratia piissimus

rex, anno regni ejus propitio septimo, Indictione VII._ Manca il mese e

il giorno, con restare incerto se fosse fatta quell'offerta negli ultimi

quattro mesi dell'anno corrente, o nei due primi del seguente. Lo

strumento è sottoscritto dallo stesso re Ardoino, e vi si legge: _Actum

apud Papiam in palatio juxta ecclesiam sancti Michaelis_. Sicchè abbiam

qualche fondamento di credere ritornato questo re al suo comando in

Pavia.

Annali d'Italia, vol. 4 dal principio dell'era volgare sino all'anno 1750 · 第 21 / 277 题