NOTE:

[209] Annal. Pisan., tom. 6 Rer. Ital.

[210] Dandul., in Chron., tom. 12 Rer. Ital.

[211] Petrus Damian., Opuscul. de Instit. Monial. cap. 11.

[212] Urspergensis, in Chronico.

[213] Baron., in Annal. Ecclesiast.

[214] Ermannus Contract., in Chronic.

[215] Sigebertus, in Chron.

[216] Annales Hildesheim.

[217] Puricellius Monument. Basil. Ambrosian.

Anno di CRISTO MVI. Indizione IV.

GIOVANNI XVIII papa 4.

ARDOINO re d'Italia 5.

ARRIGO II re di Germania 5, d'Italia 3.

Forse perchè nell'anno presente fu l'Italia, anzi l'Europa tutta,

afflitta dalla carestia e pestilenza, di cui s'è fatta menzione nel

precedente anno, la storia è assai digiuna di fatti, e massimamente

l'italiana. Della Germania altro non sappiamo, se non che Baldovino

conte di Fiandra, per avere occupata la città di Valenciennes,

appartenente alla marca della Lorena, e sottoposta allora al regno

germanico, obbligò il re Arrigo ad impugnar l'armi contra di lui, ma con

poco profitto. Però fu riserbata all'anno venturo la maniera più propria

di metterlo in dovere. Grande affetto avea preso il buon re Arrigo alla

chiesa di Bamberga, con desiderare specialmente di farne un vescovato.

Però ne cominciò con vigore in quest'anno il negoziato, ma ritrovando

renitente _Arrigo_ vescovo di Virtzburg, ossia d'Erbipoli, per lo

smembramento che si voleva far della sua diocesi[218], solamente

nell'anno seguente ebbe compimento la di lui premura. Negli Annali

pisani[219] abbiamo sotto il presente anno, che _fecerunt Pisani bellum

cum Saracenis ad Rhegium, et gratia Dei vicerunt illos in die sancti

Sixti_. Questa è la vittoria riferita dal Tronci all'anno precedente. Ma

altro è l'avere sconfitti i Saraceni _ad Rhegium_, altro l'essersi

impadroniti, come vuole esso Tronci, di quella città, perchè di ciò non

resta vestigio. Leggesi presso l'Ughelli[220] un placito tenuto _anno

Incarnationis Domini MVI, Indictione IV, quarto nonas aprilis_ dal re

Arrigo in Germania, dove fu agitata una lite fra _Arialdo_ vescovo di

Chiusi in Toscana, e Guinizone abbate del monistero di san Salvatore di

Monte Amiato, e Bosone abbate di santo Antimo. Il suo principio è

questo: _Dum resideret domnus Henricus rex in caminata in Castello

hereditatis suae, quod dicitur Novum Burgum_ (Neoburgo) alla presenza di

alcuni vescovi ed abbati. Fra gl'Italiani v'intervennero _Olderico_

vescovo di Trento e lo stesso vescovo di Chiusi, Ivizone abbate leonense

sul Bresciano, Ugo abbate di Farfa, Buono abbate di Ravenna, Ildeberto

abbate di Siena, Giovanni abbate forse di Lucca, Ildebrando, Rinieri e

Ardingo conti, probabilmente di Toscana, Pietro Traversario da Ravenna,

e i messi dei vescovi di Arezzo e di Siena. Ecco come gl'Italiani

frequentavano in questi tempi la corte del re Arrigo, e massimamente gli

abbati, tutti per loro negozii, e per impetrar privilegii, o beni, o

giustizia, giacchè non mancavano mai prepotenti che usurpavano ai

monisteri gli stabili con quella stessa facilità con cui i monaci gli

acquistavano.

Annali d'Italia, vol. 4 dal principio dell'era volgare sino all'anno 1750 · 第 19 / 277 题