NOTE:

[78] Antiquit. Ital., Dissert. LXVI.

[79] Chronographus Saxo apud Leibnitium.

[80] Antiquit. Italic., Dissert. LXXIII.

[81] Antiquit. Ital., Dissert. XXI, pag. 171.

[82] Odilo in Vit. S. Adelheidis.

[83] Antiq. Italic., Dissert. LXVII.

[84] Chronic. Farfense, P. II, tom. 2 Rer. Ital.

[85] Leo Ostiensis, Chron., lib. 2, cap 15.

[86] Ughell., tom. 8 Ital. Sacr., in Appendic.

[87] Rupertus Tuitiensis, in Vita S. Heriberti.

[88] Mabillon., Annal. Benedict.

[89] Chronic. Farfens., P. II, tom. 2 Rer. Ital.

[90] Dandul., in Chron., tom. 12 Rer. Ital.

[91] Cedrenus, in Hist., ad hunc annum.

[92] Lupus Protospata, in Chron.

[93] Du-Cange, in Not. ad Alexiad. et in Glossar. Latin.

[94] Ughell., Ital. Sacr., in Episcop. Comens.

[95] Chron. Gotwicense, pag. 223.

Anno di CRISTO M. Indizione XIII.

SILVESTRO II papa 2.

OTTONE III re 18, imperad. 5.

Erano mancate ad _Ottone III_ Augusto le tre principali colonne sue,

cioè _Gregorio V_ papa, la santa avola _Adelaide_, e la piissima e savia

zia _Matilda_ badessa: però per regolare gli affari del regno germanico

s'inviò colà nella primavera di quest'anno. Specialmente era condotto in

Germania dal pio desiderio di visitare in Gnesna città della Polonia il

sacro corpo di santo _Adalberto vescovo_ di Praga, ultimamente

martirizzato per la Fede di Gesù Cristo dai Prussiani, avendo inteso che

al suo sepolcro si faceano dei frequenti miracoli. Portossi colà con

somma divozione, e a piè nudi entrato nella città, fece le sue orazioni

in quel sacro tempio. Celebrò dipoi la Pasqua in Sassonia, e di là

passando ad Aquisgrana, quivi solennizzò la festa della Pentecoste.

Mosso da una giovanil curiosità, volle vedere dove riposasse il corpo di

_Carlo Magno_[96]. E segretamente fatto rompere il pavimento, tanto si

cercò sotterra, che si trovò la camera, dove era il deposito di quel

glorioso monarca, la cui descrizione abbiamo da varii antichi storici,

ma specialmente da Ademaro[97] monaco, scrittore vicino a questi tempi.

Non altro prese Ottone che la croce d'oro che gli pendeva dal collo, e

parte delle vesti non putrefatte; e il resto lasciò come era. Perchè ciò

fu creduto _contra disciplinam ecclesiasticam_ perciò corse voce; che

Carlo Magno era apparuto ad Ottone III, con predirgli che morrebbe senza

eredi. Le storie di questi tempi son piene di simili visioni e sogni. A

tutto allora si prestava fede, e non pochi erano gl'inventori di tali

novità. Lo stesso Ademaro scrive che _Otto imperator per somnium monitus

est, ut levaret corpus Caroli Magni_. Dimorava in Aquisgrana l'Augusto

Ottone, allorchè _Olderico_, ossia _Odelrico vescovo_ di Cremona ottenne

da lui la conferma di due corti, con diploma dato[98] _V idus maii, anno

dominicae Incarnationis millesimo, Indictione XIII, anno tertii Ottonis

regnantis XVI_ (dee essere _XVII_), _imperii V_ (ha da essere _IV_).

_Actum Aquisgrani in palatio._ Sbrigato dagli affari della Germania, se

ne tornò Ottone in Italia; e, se vogliamo credere ad un suo diploma,

pubblicato dal Margarino[99], era egli in Pavia nel dì 6 di luglio del

presente anno, avendo quivi confermate al monistero di san Salvatore

tutte le sue tenute ed esenzioni, con diploma dato _II nonas julii, anno

dominicae Incarnationis M, Indictione XIII, anno tertii Ottonis regni

XVII, imperii anno V. Actum in papiensi palatio._ Da un altro diploma

presso l'Ughelli[100] abbiamo ch'egli dimorava in Roma nella festa

dell'Ognissanti di quest'anno, avendo ivi conceduto a _Leone vescovo_ di

Vercelli un privilegio _kalendis novembris, anno dominicae Incarnationis

M, Indictione XIV, anno tertii Ottonis regnantis XVI, imperii vero V.

Actum Romae in palatio monasterio._ È scorretta questa ultima parola, e

secondo un esemplare del padre Mabillone[101], s'ha da leggere _Montis_.

Finalmente l'autore degli Annali d'Ildeseim[102] scrive che _imperator

Natalem Christi Romae celebravit_.

Questo è quel poco che si sa delle azioni di Ottone III nel presente

anno. Potrebbe essere ch'egli in questo medesimo, come scrive

l'Ostiense[103], andasse per divozione al monte Gargano, e poscia a

Benevento; ma certo non succedette, come pensò il padre Mabillone, la di

lui venuta a Ravenna, nè la sua permanenza nel monistero di Classe,

dovendosi ciò riferire all'anno seguente. Non so da quale documento, o

storia si prendesse il Sigonio[104] la seguente notizia, di cui si può

dubitare, cioè che papa _Silvestro II_ andò ad Orvieto, _et rempublicam

ejus civitatis multis salutaribus legibus vinxit_. Aggiunge che esso

pontefice assediò in quest'anno Cesena. E così fu, scrivendo san Pier

Damiano[105] che _papa Gerbertus juxta Caesenam castra metatus erat,

ejusque oppidum circumfusi exercitus obsidione vallabat_. Per qual

motivo s'inducesse a tale assedio il pontefice, non apparisce.

Finalmente scrive il medesimo Sigonio che i Saraceni con grosso esercito

in quest'anno fecero un'irruzione nella Campania, _et Capuam ejus

provinciae caput ceperunt_. Ma questo avvenimento qual credenza possa

meritare nol veggo, non ne parlando alcuno degli antichi storici. Se

fosse riuscito un sì gran colpo ai Mori, troppo strepito avrebbe fatto

in Italia; ed è quasi impossibile che alcuno degli antichi non ne avesse

lasciata memoria. Scorgesi ancora che il Sigonio si servì qui di poco

buoni documenti, perchè scrive che Ottone III, intesa questa

disavventura del Cristianesimo, con tanta prestezza tornò dalla Sassonia

in Italia, e che nel dì 25 di marzo dell'anno seguente 1001 arrivò a

Ravenna. Ma noi giù abbiamo veduto ch'egli di buon'ora comparve in

Italia nell'anno presente. Non altro ha Lupo Protospata[106] sotto

quest'anno, se non che _anno millesimo, Indictione XIII captus est

Smaragdus_ (ribello de' Greci) _a Tracamotho_ (catapano ossia generale

d'essi Greci) _mense julii XI die_. Che s'egli poi soggiugne: _Et obiit

rex Otho Romae_, questo è un doppio errore, non essendo mancato di vita

Ottone III nè in quest'anno, nè in Roma. Fu duca di Amalfi circa questi

tempi _Giovanni Petrella_ figliuolo del già _Mansone duca_[107], e portò

anch'egli il titolo di _patrizio imperiale_. Che i Greci in questi tempi

avessero stesa di molto la lor signoria nella Puglia, si può dedurre da

un diploma di _Gregorio_[108] protospatario e catapano d'Italia, in cui

conferma al monistero di Monte Casino varie tenute poste in Lesina,

Ascoli, Canosa, Minervina e Trani, città perciò sottoposte al dominio

greco.

Annali d'Italia, vol. 4 dal principio dell'era volgare sino all'anno 1750 · 第 13 / 277 题