Ma all'ingorda sete dell'oro si aggiungeva per arrota il furor delle

Sette, dal quale invasati erano gli stessi membri del congresso. Il

ch'era causa, che pur troppo spesso disputassero tra di loro d'interessi

privati e di personalità, piuttosto che delle faccende gravi ed

importanti dello Stato. Allorquando una nazione debole si mette sotto il

patrocinio di una potente, e che di questa si trova in gran bisogno, vi

sorgono di necessità in mezzo della prima le Sette e le fazioni. Alcuni

risguardando molto più agli interessi della patria loro, od alla propria

ambizione, che alla necessità di conservar la buona armonia colla

nazione più possente, seguendo meglio il diritto, che la ragione di

Stato, fanno spesso, e dicono di quelle cose, che agli agenti di essa

nazione arrecano non poco disgusto. Altri, o perchè così credano, che

sia il meglio della patria loro, ovvero per arrivar ai fini loro

particolari, si dimostrano più arrendevoli, e concedono largamente, e

piaggiano offiziosamente, e fanno le invenie bassamente. Quelli

chiamansi independenti, questi dependenti. Errano i primi; perciocchè

non si possono usar in tutto le maniere dell'independenza, laddove s'ha

un indispensabile bisogno del patrocinio altrui. Errano i secondi;

perciocchè il conceder troppo accresce la gola altrui, e fa anche venir

voglia di addomandar troppo; e serbar in questi casi un giusto mezzo è

cosa più malagevole, che taluno potrebbe immaginare. Questi ultimi sono

per l'ordinario, o debbon esser più accetti agli agenti sovrannominati,

perciocchè ne fanno essi più facilmente il voler loro, e servon loro

(quando i dependenti sono di quei, che vogliono conseguir i proprj fini

d'avarizia e d'ambizione) di calunniatori, di rapportatori e di spie,

astenendomi anche per amore della modestia dall'usar parole più gravi.

Ma tra di loro son gagliardi i contrasti e le impronte dicerìe. Gli uni

rimproverano agli altri, volere dei proprj interessi la patria loro

intiera ed avvinta dare in preda ai protettori; far mercato di quella:

esser più del paese dei protettori, che del loro; gli chiamano vile e

disprezzabil gente. Gli altri rimproverano agli uni, volere per un

intempestivo orgoglio far capitar male lo Stato, perdendo la protezione;

doversi prima acquistare l'independenza, poscia far gl'independenti; in

tutte le azioni loro gli uomini prudenti, e massimamente gli statuali

andar pei tragetti, quando la dritta via conduce al precipizio; non

doversi governar gli affari di Stato coi moti dell'amor proprio degli

uomini privati; in quelli il più profittevole essere il più onorevole; e

nessuno mettervi dell'onor suo, quando ottiene il fine, che si era

proposto. Queste cose dicevano i più temperati fra i dependenti; ma i

più scatenati fra i medesimi, e quei, che non eran netti, gridavano a

testa, quest'independenti esser nemici alla Francia, amici

all'Inghilterra; essere traditori; intendersela cogl'Inglesi; a questi

disvelare i segreti dello Stato; volere il rompimento della fede

pubblica data nel trattato d'alleanza; desiderare ed operare, che posta

dall'un de' lati l'alleanza francese con tanta solennità giurata, si dia

ascolto alle proposte di pace fatte dall'Inghilterra, e si faccia con

questa la lega. Conciossiachè a questi tempi i ministri britannici non

cessavano di tentar gli animi dei Capi americani con nuove offerte di

pace, anche riconoscendo la independenza. Ciò facevan essi, o per

ingelosir la Francia, o per far nascere le Sette in America, o per

ottener invero la pace e l'alleanza dagli Stati Uniti. Che che si debba

pensare delle intenzioni loro, queste tente avevano in America

l'effetto, che forse si erano proposto, operato, e non vi mancando

neanco delle male zeppe desiderose di veder male, che le aiutavano, le

parti e gli umori vi bollivano gagliardamente. Per verità non solo i

particolari cittadini, ma ancora quelli, che tenevano i gradi,

attendevano meglio a proverbiarsi, ed a bisticciarsi tra di loro, che

alle faccende dello Stato. Questi semi di discordia cittadina, che già

eran pullulati, e cresciuti gran tempo prima, crebbero ancora vieppiù,

quando colla flotta di D'Estaing arrivò in America Silas Deane, prima

agente del commercio americano in Europa, poscia uno dei tre commissarj,

che avevano fermato il trattato d'alleanza a Parigi. Costui scontento

nell'animo all'esser stato rivocato, e volendo fare un gran romore in

testa agli altri, perchè gli altri nol facessero a lui, e parere il

buono ed il bello coi Francesi, andava pria seminando, poscia stampò,

che il congresso non voleva udire in sulla relazione della sua missione

a Parigi; che non voleva aggiustar i suoi conti; che Arthur Lee, uno dei

tre commissarj, e Guglielmo Lee, agente pel commercio del congresso in

Europa, ed i due fratelli loro membri del congresso parteggiavano per

l'Inghilterra, e con questa tenevano pratiche segrete; ch'essi, e tutti

quelli, che tenevano con loro, volevano la Francia disgustare in varj

modi, e specialmente col non volere, si rimborsassero a quei Francesi, i

quali avevano sul principio della guerra fornite le armi e le munizioni

all'America, lo somme che speso vi avevano dentro; che volevan ora tôrre

il grado a Franklin, come una volta l'avevano voluto tôrre a Washington;

cambiare in somma gli uomini e le cose, e dare un altro indirizzo agli

affari dello Stato. La diceria, che Silas fe' stampare in questo

proposito, e diffondere largamente per gli Stati nel mese di decembre

del 1778, causò un grandissimo romore; le parti vieppiù si riscaldavano,

ed i rancori s'inviperivano. I Lee risposero modestamente. Ma gli fu

bene arrovesciato da Tommaso Payne, e da Guglielmo Enrico Drayton tal

ranno addosso, che non ne rimase in capitale. Si rivoltarono eglino al

Silas Deane dicendogli, che non solo il congresso lo voleva udire, ma

che di già lo aveva udito, e scrittogli di volerlo ancora udire; che se

non aveva ultimato i suoi conti, questo era, perchè le partite non erano

provate, avendo esso Deane, o a caso o a studio, lasciato in dietro in

Francia i ricordi; che se Arthur Lee teneva pratiche segrete in

Inghilterra, questo faceva, perchè lo doveva fare, essendo ambasciadore;

e che potevan essi bene affermare, che il congresso aveva da Lee durante

l'ambascerìa di lui in Parigi migliori lettere, e di gran lunga più

grasse d'avvisi ricevute, che non da Deane, il quale non ne scrisse mai,

che vane non fossero; che l'amicizia della Francia, siccome generosa, si

poteva meglio conservare coll'altezza d'animo, che coll'andar bassamente

a' versi, e col confettar i suoi agenti; che se non si eran volute far

le rimesse per rimborsar quei Francesi, che somministrato avevano le

armi e le munizioni, ciò era, perch'egli stesso, il Deane, in un coi due

altri commissarj aveva scritto, che per quelle somministrazioni nissuna

rimessa si doveva fare, essendo quelle doni gratuiti, presenti generosi

di gente bene inclinata a favor dell'America; che non si aveva un

pensiero al mondo di voler tôrre il grado a Franklin, perciocchè si era

ottimamente conosciuto, quanto le notizie mandate, ed i contratti fatti

in Francia da quell'uomo onorando fossero differenti da quelle e da

quelli, che mandate, e fattivi aveva Deane; che si ricordavano bene,

quanto quei Francesi, ch'erano stati in detta con Franklin per condursi

agli stipendj dell'America diversi fossero, e di costumi e di

pretensioni da quelli, che avevano fatto le parole con Deane. Nelle

quali cose tutte, se vi fosse entro materia poco onorevole a lui

medesimo, nissuno meglio di lui poterne giudicare; che poco si conveniva

a Deane il rammentar i maneggi o veri, o falsi fatti contro Washington,

perchè egli stesso, quando si trovava agente pel congresso in Parigi,

aveva mosso parole, considerassero molto bene, se non sarebbe utile

stato il condurre a capitano generale delle genti americane qualcuno dei

più riputati generali d'Europa, come per cagione d'esempio il principe

Ferdinando, ed il maresciallo di Broglio; che si doveva finalmente, e si

voleva serbar la fede data alla Francia, ma che si dovevano, e volevano,

seguendo l'uso di tutti gli Stati, udire le proposte, ed intrattenere le

pratiche, da chiunque, o con chiunque procedessero, e ciò per farne il

buon prò in benefizio della patria. Queste cose pubblicate da Payne, e

da Drayton assai dispiacquero al Gerard, ministro di Francia,

insospettitosi all'udir rammemorare di quelle pratiche coll'Inghilterra,

e quel non voler pagare le somministrazioni. Ne fe' querela con molto

romore al congresso. Questi, per acquetarlo, decretò, ch'ei disapprovava

le cose contenute nei memoriali stampati di Payne e di Drayton; ch'era

persuaso, le somministranze state non esser un presente. Per verità il

congresso n'era stato fatto debitore in sulle partite, o che realmente

non fossero elleno un presente, del che molti dubitarono, o che Deane

pei beveraggi ingordi così avesse operato, si facesse, come alcuni

eziandio portaron opinione. Decretò ancora, che gli Stati Uniti non

avrebbero mai concluso nè pace, nè tregua colla Gran-Brettagna senza il

formale, e precedente consentimento dell'alleato loro. Tommaso Payne

chiese, ed ottenne licenza dall'uffizio che teneva di segretario del

congresso per gli affari esteri; perciocchè questo era, o si mostrava

scontento di Payne, per aver esso in questa gara scoperto qualche

embrice più, che non avrebbe abbisognato.

Tale quale abbiamo fin qui raccontato era la corruzione delle Sette, e

lo stato delle parti in America, le quali si sarebbero forse rotte in

attuale discordia, se meno quei popoli stati fossero usi alla libertà, o

se il gravissimo pericolo, in cui si trovarono poco dopo le due Caroline

per l'assedio fatto dal generale Clinton alla città di Charlestown,

siccome pure i negoziati prima, ch'ebbero luogo colla Spagna, poscia

l'intervento suo nella guerra non avessero tenuto sospesi gli animi, e

rivolti ad un'altra parte. Ardeva, come già abbiamo detto, la Spagna di

desiderio di venir a parte della contesa sia per l'odio immortale, che

si portavano vicendevolmente le due nazioni spagnuola ed inglese, sia

affine di abbassare quel detestato orgoglio, sia ancora, e

principalmente per acquistare a sè Gibilterra, l'Isola Giamaica e le due

Floride, tant'opportune per ottenere l'intiero dominio del golfo del

Messico. A questo partito era anche stimolata la Francia, la quale oltre

l'interesse comune, ch'ella aveva in questa causa, ogni dì la stringeva

e gravava, eseguisse le condizioni del patto di famiglia. Ma da un altro

canto ella stava in ponte, e procedeva molto rispettiva. Perciocchè non

le andava troppo a sangue l'independenza americana, pensando, se si

fosse lasciato prender piede a quell'esempio, non le desse cagione di

temere per le sue colonie. Oltre di ciò iva facendo le viste di non

volersi discoprire, in ciò forse intendendosela colla Francia, per

ottener in suo prò più profittevoli condizioni dagli Americani. Era alla

Francia incresciuta la necessità, in cui era stata ridotta di scoprirsi

avanti il prefisso tempo dall'inaspettata vittoria di Gates, la quale

aveva indotto il vicino pericolo, che l'Inghilterra si acconciasse,

riconoscendo l'independenza, coll'America. Avrebbe essa voluto più lungo

tempo indugiarsi, e che gli Americani avessero provato i più estremi

danni, perchè calassero ad accordi più a sè vantaggiosi, che non erano

stati quelli, che furon fatti pei due trattati di commercio e

d'alleanza. Ma giacchè la fortuna tanto favorevole a quelli aveva guasto

l'occasione e rotti quei disegni, si voleva almeno far pagare caro ai

medesimi l'intervenimento della Spagna, l'utilità e la necessità del

quale molto accrescevano a bello studio, intendendo ora in tal modo con

una tempestiva ritrosìa ottenere ciò, che per la pressa avuta a tempo

della dichiarazione della Francia non si era potuto impetrare. L'oggetto

finale di tutti questi maneggi era di fare assicurare nel futuro

trattato di pace ai sudditi della Francia le pescagioni di Terra-nuova

con esclusione dei sudditi degli Stati Uniti, ed alla Spagna la

possessione delle due Floride, la privata navigazione del fiume

Mississipì, esclusine gli Americani, coll'acquisto di quelle contrade,

che sono poste sulla sinistra riva del fiume medesimo, e dietro i

confini delle province degli Stati Uniti. A questo fine il Re Cattolico

per far vedere agli Americani, quanto si recasse a cuore gl'interessi

loro, agli Spagnuoli, ed a tutta l'Europa, siccome si suol fare, la

pace, e per parer anche entrar più giustificato nella guerra, offerì la

sua mediazione, la quale sapeva benissimo, che l'Inghilterra non avrebbe

accettata. Imperciocchè non era nascoso all'Inghilterra, che la Spagna

congiunta con sì stretti vincoli alla Francia non poteva essere un

mediatore indifferente, ed inoltre, che i mediatori parziali finiscono

sempre per diventare scoperti nemici. Ancora avendo il Re di Spagna in

animo di proporre, come mediatore, che nel negoziato per la pace si

avessero dall'Inghilterra le colonie a trattare come independenti, non

era da presumersi, che ad una tale condizione, la qual era precisamente

il punto principale della contesa, fosse quella per acconsentire.

Propose adunque il marchese d'Almodovar, ambasciadore pel Re Cattolico

alla Corte di Londra, oltre della sovrascritta, le seguenti condizioni

d'accordo; che, acciocchè potesse più facilmente acquetarsi la guerra,

le due Corone di Francia e della Gran-Brettagna ponessero giù le armi, e

consentissero ad una universal tregua; che i plenipotenziarj rispettivi

convenissero in un accordato luogo per ivi le differenze loro terminare;

che la Gran-Brettagna concedesse anch'essa una simil tregua alle colonie

americane; che quella e queste posassero le armi; che si regolassero tra

queste due parti i confini, i quali nè l'una nè l'altra, durante la

tregua, potessero trapassare; che uno, o più commissarj del Re

britannico, e delle colonie convenissero nella città di Madrid per

acconsentire agli anzidetti patti, ed a tutti quegli altri, che

potessero confermare la tregua. All'offerta di questa mediazione si

andaron divincolando i ministri britannici, interponendo varie

dilazioni; perciocchè accettarla non volevano per non riconoscere

l'independenza, e rifiutarla neppure, sia per non mettere così alla

dirotta i popoli della Gran-Brettagna in mal umore, sia per aver tempo

intanto d'introdur le pratiche loro presso le Corti d'Europa.

Intendevano di offerir favorevoli condizioni alla Francia per separarla

dall'America, ed all'America per isbrancarla dalla Francia. Ed in caso,

che, come presumevano, questi trattati non avessero ottenuto l'effetto

loro, volevano fare ogni sforzo presso altri potentati perchè si

muovesse qualche scacco in Europa a' danni della Francia, sperando, che,

occupata questa nella guerra terrestre, sarebbe resa meno potente alle

cose di mare, e ne avrebbero facilmente conseguito la vittoria.

Consideravano ancora, che quando si fossero scoperte in Europa nuove

armi contro la Francia, sarebbero meglio gli Americani stati inclinati a

dar ascolto alle proposizioni dell'Inghilterra, ed a calar agli accordi.

Sì fatti erano i consiglj dei potentati, ch'erano in guerra, e di quei

che ci volevano entrare. Intanto la Francia e la Spagna per ottener

dagli Stati Uniti quei patti, i quali dopo la separazione dell'America

dall'Inghilterra, erano la principal mira di queste mene, avevano

operato di modo, che il Gerard, ministro francese a Filadelfia, si

rappresentasse, come fece, avanti il congresso, dandogli contezza della

mediazione offerta all'Inghilterra dal Re Cattolico, ed osservando, che

siccome il fine della mediazione era la pace, così era molto probabile,

che si appiccasse qualche pratica per negoziarla e concluderla.

Esortava, creasse il congresso plenipotenziarj autorizzati a venir a

parte di questi negoziati sia coll'Inghilterra, sia colla Spagna.

Prescrivessero nel medesimo tempo i termini, coi quali intendevano di

concluder la pace. Nel che aggiungeva, che portava opinione,

s'appartenesse al dover suo di avvertire, che sarebbe stato il meglio,

che non portassero l'animo più alto di quello, che si convenisse alla

loro presente fortuna, e ch'essi termini fossero modesti, affinchè

l'Inghilterra non si ritraesse, e fosse la Spagna abilitata a proseguir

la sua mediazione sino alla conclusione della pace. Che in quanto al

riconoscimento dell'independenza da parte della Gran-Brettagna, era da

credersi, ch'essa avrebbe per quell'orgoglio, che hanno, e debbono avere

i sovrani, grandissimamente ripugnato al farlo espressamente; che per

questo si era provveduto nel trattato d'alleanza coll'avere stipulato,

che lo scopo di questa fosse l'ottener agli Stati Uniti l'independenza

espressa, o sottintesa; che sapeva la Francia per propria sperienza,

quanto ostica cosa sia, e dura ai monarchi lo sputar fuori quelle

parole, di riconoscere per independenti coloro, che avuto avevano in

luogo di sudditi; che la Spagna ne' tempi andati non aveva

l'independenza dell'Olanda riconosciuta, se non se tacitamente, e dopo

una guerra di trent'anni, ed espressamente dopo una resistenza di

settanta; che sino a quei tempi medesimi la repubblica di Genova, ed i

tredici Cantoni svizzeri non avevano ancor potuto impetrare un espresso

riconoscimento degli Stati loro, e della sovranità ed independenza da

parte degli antichi signori. Proseguiva il ministro dicendo

(imperciocchè voleva egli aver la sembianza di persuader questa cosa con

molta efficacia, sapendo benissimo, che gli Americani non l'avrebbero

acconsentita, e che perciò per indur la Francia e la Spagna a voler

anche esse l'espresso riconoscimento dell'independenza ottenere

dall'Inghilterra, avrebbero quelli fatte loro tutte le concessioni, che

desideravano), che purchè si avesse in fatto la cosa, poco si doveva

rimanere alle parole. Faceva anche sentire, e ciò per fargli star duri a

non concedere ciò, ch'ei domandava, ch'ei credeva però, che gli Stati

Uniti, e per la situazion loro, e pel modo, col quale avevano governato

la resistenza erano in diritto di pretendere migliori condizioni, che

l'Olanda, la repubblica di Genova ed i Cantoni svizzeri non avevano. Ma

temendo, che tutte queste cose non bastassero per muover gli Americani a

far le concessioni, andava Gerard tuttavia avvolgendosi in parole,

dicendo, che non solo era necessario l'abilitar con moderati termini il

mediatore a poter piegare l'Inghilterra alla pace, ma che di più era

mestiero tali condizioni offerire al mediatore per sè medesimo, che, ove

la pace non si potesse ottenere dalla Gran-Brettagna, potesse

gl'interessi e le armi sue a que' della Francia e dell'America

accoppiare, compiendosi in tal modo quel triumvirato, che si aveva in

mira, e che solo dar poteva la vittoria certa. Imperciocchè, sebbene le

armi della Francia e dell'America erano sufficienti per tener a bada, e

per resistere a quelle del nemico, solo la congiunzione di quelle della

Spagna poteva renderle prepotenti, ed allontanar quei mali, che

seguirebbero da un solo sinistro avvenimento; che infatti si vedeva, che

la bilancia sin là era stata uguale dalle due parti, e che un nuovo peso

era necessario per farla traboccare. Così andava Gerard battendo intorno

le buche per far uscir gli Americani. Motivava poscia delle pescagioni

di Terra-nuova, della possessione delle Floride, della navigazione del

Mississipì, dell'occupazione da farsi dalla Spagna delle terre di

ponente, che sono quelle, le quali ora compongono quel paese, che

chiamano lo Stato di Kentucky.

Il congresso, avute queste comunicazioni, andava riflettendo quello che

fosse da farsi. Da una parte considerava, che mettesse molto conto a

loro l'intervento della Spagna; dall'altra gli pareva, ch'ella ne

volesse troppo, e ripugnava grandemente al far tutte quelle concessioni,

che la Spagna e la Francia desideravano. O fosse questa ripugnanza, od i

dispareri, che ne nacquero fra i suoi membri, poichè al guarentire la

possessione delle Floride alla Spagna tutti consentivano, alla

rinunziazione della navigazione del Mississipì tutti ripugnavano, a

quella della possessione delle terre occidentali molti, a quella delle

pescagioni la maggior parte, massimamente quei della Nuova-Inghilterra,

ovvero che avessero conosciuto, che qualunque avesse ad essere la

volontà loro intorno le cose venute in disputazione, tanta era la

bramosìa della Spagna al venirne alle mani coll'Inghilterra, e tanta la

pertinacia di questa a non voler riconoscere la independenza, che in

qualunque modo si sarebbe tra le medesime rotta la guerra, indugiarono

tanto a dar le risposte, al crear i plenipotenziarj, ed al fermar le

instruzioni, che già si erano tra quei due potentati incominciate le

ostilità non solo in Europa, ma altresì in America. Già fin dal

principiar d'agosto Don Bernardo Galvez, governatore spagnuolo della

Luigiana, si era recato ad una fazione contro le possessioni inglesi del

Mississipì, la quale ebbe prospero fine. Ricevute queste novelle, e

quelle ancora, che lo stesso Don Galvez aveva nel medesimo tempo

pubblicamente a suon di tamburo riconosciuta la independenza degli Stati

Uniti nella città della Novella-Orleans, se prima esitavano, ora fatti

più arditi negarono di voler fare le concessioni. Per la qual cosa,

siccome nonostante la guerra che si era accesa tra la Spagna e

l'Inghilterra, Gerard non cessava di dire che quest'ultima si dimostrava

inclinata alla pace, e che la Francia e la Spagna vi erano

inclinatissime, commettevano nell'istruzioni al loro ministro

plenipotenziario alla Corte di Francia, ed a quello che sarebbe creato

per negoziar il trattato di pace colla Gran-Brettagna, insistessero,

acciocchè siccome il primo, ed il più grand'oggetto della guerra

difensiva, che facevano gli alleati, quello era di stabilir la

independenza degli Stati Uniti, così si avesse a porre per articolo

preliminare in ogni negoziato da introdursi coll'Inghilterra, ch'essa

trattasse con essi Stati Uniti, come con Istati sovrani, liberi ed

independenti; e che la independenza fosse assicurata e guarentita

diligentemente giusta la forma e gli effetti del trattato d'alleanza

fatta col Re Cristianissimo. In rispetto poi al diritto della pesca

sugli scanni di Terra-nuova, instassero, perchè fosse conservato ai

sudditi degli Stati Uniti; e che se l'Inghilterra turbasse loro quelle

pescagioni, fosse questo tenuto dalla Francia caso d'alleanza.

Commettevano inoltre ai plenipotenziarj, ponessero ogni ingegno, e

facessero ogni sforzo per ottener dall'Inghilterra a favor degli Stati

Uniti la cessione del Canadà e della Nuova-Scozia (essendo queste

pretensioni mosse dai Massacciuttesi ed altri deputati della

Nuova-Inghilterra); ma che però se questa proposta non si potesse

vincere, non fosse un ostacolo alla conclusione della pace. Vollero

ancora, che fossero autorizzati ad accordare una sospension d'armi

durante il tempo delle pratiche, con patto però, che l'alleato loro

anch'egli consentisse, e tutte le genti nemiche intieramente votassero i

territorj degli Stati Uniti. Queste eran le instruzioni date ai

plenipotenziarj. Nel rimanente, si governassero giusta la propria

prudenza i capitoli della lega ed i consiglj dell'alleato.

Essendo già incominciata effettualmente la guerra tra la Spagna e la

Gran-Brettagna, non poteva più il cavaliere de La-Luzerne, il quale era

venuto a Filadelfia ad iscambiar il Gerard, presso il congresso addurre,

affine di piegarlo a far le concessioni alla Spagna, la utilità e la

necessità della congiunzione delle armi spagnuole a quelle degli

alleati. Andava perciò ponendo loro sotto gli occhi il vantaggio, che ne

risulterebbe grandissimo agli Stati Uniti, se avessero seco loro

congiunto il Re Cattolico con trattati d'alleanza e di commercio, coi

quali si regolassero i comuni e vicendevoli interessi loro, sia presenti

che avvenire. Egli era chiaro, diceva, che la Spagna avrebbe giuocato di

migliore contro l'Inghilterra, ove conosciuto avesse gli utili, che

doveva ricavare da una guerra intrapresa principalmente in vantaggio e

benefizio degli Stati Uniti. Da un altro canto nissuno non vedeva,

quanto importasse a ben confermare le forze e la riputazione di essi

Stati, se la independenza loro fosse specificata e solennemente

riconosciuta da un sì grande e sì possente monarca, quale il Re

Cattolico si era, e se con esso lui si congiungessero con un trattato

d'amicizia e d'alleanza. Quest'alleanza, continuava esser in cima dei

pensieri di sua Maestà Cristianissima, la quale stretta al Re Cattolico

con tanti sacri vincoli, ed all'America con quelli della più tenera

amistà, non poteva non desiderare ardentissimamente la più intima e

durevole congiunzione fra ai loro. Molto si allargò il ministro medesimo

in tutta questa materia, aggiungendo anche altri argomenti tratti dal

diritto.

Ma tutto fu indarno. Il congresso, avvisandosi, che la Spagna entrava a

parte della guerra, non già per gl'interessi di lui, nè per istabilire

la independenza dell'America, la quale nella condizione delle cose di

allora doveva meglio stimarsi una cosa fatta, che da farsi, ma sibbene

pe' suoi proprj, e massimamente per disfare la potenza navale

dell'Inghilterra, stava in sul tirato, e non voleva salir questo nuovo

scaglione. Tuttavia per dimostrare il desiderio ch'egli aveva di fermare

il piè col Re Cattolico, creava ministro plenipotenziario presso il

medesimo Giovanni Jay, al quale comandò, che insinuatosi con esso lui

vedesse d'indurlo a contentarsi di far un trattato d'amicizia e di

commercio cogli Stati Uniti. Gli commettevano, che se il Re Cattolico

entrasse nella lega contro la Gran-Brettagna, avrebbero gli Stati Uniti

consentito, che egli assicurasse a sè stesso la possessione delle due

Floride; che anzi, quando avesse nei trattati ottenuto il consentimento

dell'Inghilterra, gliele avrebbero gli Stati Uniti guarentite, con

questa condizione, che godessero la libera navigazione del fiume

Mississipì dentro, e sino al mare. Aggiungevano, che non potevano

consentir alla rinunziazione dei territorj situati sull'oriental riva

del fiume. Gli comandavano ancora, richiedesse il Re di Francia, siccome

quello, ch'era la guida e l'indirizzatore di tutta l'impresa, fosse

contento di esser il mediatore, acciocchè i trattati colla Spagna

potessero aver luogo. Aggiunsero parecchie altre domande da farsi al Re

Cattolico. Ma per aver il congresso negato di accondiscendere a quelle

condizioni, che più stavano a cuore alla Spagna, non solamente di tutte

queste cose non se ne ottenne nissuna, ma di più, neanco quando il Re

Cattolico denunziò la guerra alla Gran-Brettagna, volle l'independenza

degli Stati Uniti riconoscere, nè accettare, nè mandar ambasciadori.

Nello stesso tempo, in cui fu eletto Jay plenipotenziario alla Corte di

Spagna, fu tratto Giovanni Adams ministro plenipotenziario per negoziar

un trattato di pace e di commercio coll'Inghilterra.

Storia della Guerra della Independenza degli Stati Uniti di America, vol. 3 · 第 28 / 31 段