Fu molto grave in questo fatto la perdita degli alleati. Dei Francesi

morirono, o furono feriti meglio di settecento, tra i quali più di

quaranta uffiziali. Tra i feriti si annoverarono lo stesso D'Estaing, i

visconti di Fontange, e di Bethisì, ed il barone di Steding. Degli

Americani tra morti e feriti mancarono da quattrocento. La perdita

degl'Inglesi fu di poco conto, avendo combattuto da luoghi sicuri. Ora

si facevano dai vinti le invenie per la risposta data a Prevost rispetto

alla moglie e figliuoli di lui. Davano la colpa, come dicevano, a

quell'avventato Lincoln. Offerivano adesso, imperciocchè facevano

tuttavia le viste di voler continuare l'assedio, quello che prima tanto

rigidamente avevano negato. Gissero pure la donna, ed i figliuoli del

generale col seguito loro; sarebbero ricevuti a bordo della nave la

Chimera dal cavaliere di San Rumain. Rispondeva con sopraccigli levati

Prevost, che quello che stato era negato una volta con insulto, non

francava la spesa di accettare.

Pochi giorni dopo passò da questa all'altra vita il conte Pulaski, uomo

polacco di chiaro sangue, il quale non trovando più nella patria sua

modo alcuno di adoprarsi in questa causa della libertà di cui ei faceva

professione, s'era con generoso consiglio condotto ad aiutarla

presenzialmente in America. Nel che fare se perdette la vita, acquistò

non poca laude presso gli uomini valorosi. Raccontasi, che quando fu al

Re di Polonia annunziata la morte di Pulaski, abbia esclamato: _Pulaski

sempre bravo, ma sempre nemico ai Re_. E certo, se il Re Stanislao si

doleva di Pulaski, ne aveva ben anche il perchè. Il congresso decretò,

gli si rizzasse un monumento.

Il giorno 18 ottobre, gli alleati, aperto del tutto l'assedio, si

levarono da campo, e tale fu la diligenza che usarono nel ritirarsi, che

non fu fatta agl'Inglesi veruna abilità di poter far loro danno. I

regolari di Lincoln si ripararono sulla sinistra riva della Savanna; le

cerne si disbandarono. I Francesi si ritrassero alle navi. D'Estaing,

posti di nuovo sopra di queste i soldati, le armi e le munizioni,

abbandonando del tutto le spiagge dell'America, commise le vele ai

venti, intendendo di recarsi egli stesso con una parte dell'armata in

Europa, e di rimandar la rimanente alle Antille. Ma una grossa folata

disperdè le navi, le quali penarono poi gran pezza prima che si

potessero, raccozzare.

Questo fine ebbe la spedizione di D'Estaing sulle coste dell'America

settentrionale, nella quale avevano gli alleati tante liete speranze

collocate. Rottogli prima dall'avversa fortuna il disegno della

Delawara, abbandonò poscia due volte in sul bel compirla l'impresa di

Nuovo-Porto; e finalmente sotto le mura di Savanna, dopo d'essere stato

troppo rispettivo nel principio riguardando all'assalto, tanto lo

affrettò sul fine, che ne ricevette una grave sconfitta. Acquistò per

altro alla Francia due ricche isole nelle Antille, e combattè con non

poco frutto una onorevol battaglia contro un'armata inglese

esercitatissima, e governata da capitani espertissimi. Era D'Estaing,

del pari precipitoso nel risolversi che animoso nell'eseguire; e se la

fortuna avesse, siccome amica agli audaci, aiutato l'audacia sua, o

voluto favorire gli ottimi consiglj presi dai ministri francesi nelle

cose ordinategli, avrebbe fuor di dubbio grandemente afflitta la

possanza navale dell'Inghilterra, ed un grande aiuto porto all'America,

che dal suo operare aveva sperato il pronto fine della guerra. Con tutto

ciò, sebbene l'opera dell'ammiraglio francese non sia riuscita in

America di quella utilità, che si aspettava, fu però di non poco

vantaggio agli Americani. Imperciocchè la sua presenza contenne

gl'Inglesi, che non si recassero sì tosto, come disegnato avevano,

contro le province meridionali. Inoltre i ministri britannici, temendo

non solo dell'Isola di Rodi, ma ancora della Nuova-Jork, quando le genti

loro continuassero ad alloggiare spartitamente in quelle due province,

ed in altri luoghi, comandarono a Clinton, volasse speditamente la

prima, e tutto il presidio ritirasse alla Nuova-Jork; il che eseguì il

giorno 25 di ottobre. Così la provincia dell'Isola di Rodi, la quale era

venuta di queto in mano dei reali, tornò nel modo stesso in poter dei

repubblicani. E siccome era allora D'Estaing sulle coste della Giorgia,

così temendo i generali inglesi, venisse tosto sull'Isola di Rodi,

questa votarono sì all'inviluppata, che vi lasciarono le grosse

artiglierie, ed una gran quantità di munizioni. Ne pigliarono gli

Americani possessione immantinente. Vi lasciarono per alcuni dì

sventolare le insegne inglesi; al quale inganno prese molte navi del Re

entrarono in Nuovo-Porto altrettanto ricca, che sicura preda ai

repubblicani.

Raccontato avendo sin qui gli accidenti della guerra, che nacquero in

quest'anno, sia nel continente d'America, sia nelle isole occidentali,

ci è ora mestiero descrivere quelle cose, che nel medesimo frattempo

avvennero, e che risguardano, o l'erario pubblico, o le opinioni, i moti

e le sette di quei popoli agitati da sì gravi e sì spessi rivolgimenti.

La congiunzione delle armi di Francia a quelle del congresso, se dall'un

dei lati era stata di non poca utilità agli Americani e per dar loro

migliori speranze dell'avvenire, e per difendergli effettualmente dagli

assalti britannici, dall'altro riuscì di notabil danno rispetto alla

comune opinione dei popoli. Questa stessa possente tutela, e quelle

speranze che ne furono l'immediato e necessario effetto, furono causa,

ch'eglino si dessero a credere, che la contesa fosse ormai vicina al suo

fine; che l'Inghilterra fosse per calare; e che altro non rimanesse a

farsi, che aspettar quietamente il termine dei mali loro, ed attendere a

godersela, e a darsi buon tempo. Quella causa stessa, la quale avrebbe

dovuto per l'emulazione verso il possente alleato stimolargli a

comportarsi da valorosi, ed a concorrere efficacemente alla comune meta,

gli faceva per lo contrario impoltronire, proponendosi eglino di volere

anticipatamente, e quando tuttavia durava il pericolo quel riposo

godersi, che non avrebbero dovuto desiderare, se non quando avessero

ottenuto l'intento loro. In mezzo a quelle vivaci immagini di non

lontana felicità, che la vaga immaginazione continuamente rappresentava

alle menti loro, non si ricordavano, che il negozio poteva ancor venir

guasto in sul compirsi, e che poteva tuttavia, siccome si suol dire,

cader loro la gragnuola in sul far della ricolta. La Francia, vedutigli

così trasandati, avrebbe potuto far altri pensieri, servendo la

trascuraggine loro di pretesto apparente, e d'accrescimento di forza

alla ragione di Stato sempre pronta a pigliar le occasioni di fare il

suo interesse a spese degli alleati. La Spagna ancora avrebbe potuto

starsene, e non si discoprire con grave danno di tutta la Lega, la quale

dall'accessione di lei sperava la vittoria certa. Nè pensavano gli

Americani, che se le buone armi ed i forti eserciti sono causa, che più

presto si finiscono le guerre, così lo sono ancora per ottenere le più

favorevoli condizioni della pace. Tutte queste cose nissuna, o poca

impressione facevano negli animi dell'universale, e contenti a quello

che fin là fatto avevano, e grandi assegnamenti facendo sugli aiuti

francesi, si stavano, e parevano voler lasciare tutto il peso del

fornire la bisogna all'alleato loro. Questa rilassatezza, la quale era

entrata in tutti gli ordini di persone, era altrettanto più grande,

quanto era stato più vivo l'entusiasmo degli anni precedenti. La qual

cosa era anche maggiormente di sinistro augurio; imperciocchè

l'esperienza dimostra potersi bene facilmente concitar i popoli la prima

volta, ma risvegliargli da quel torpore che tien dietro all'ardore,

difficilmente. I Capi americani più prudenti, e massimamente Washington,

conosciuto ottimamente il male, ne stavano di malissima voglia, e vi

facevan contro tutti quei rimedj, che migliori e più efficaci immaginar

potevano e sapevano. Usavano le esortazioni, gli argomenti della passata

gloria, la necessità di non iscomparire in paragon dell'alleato, i

pericoli, che tuttora soprastavano, la possanza e le arti

dell'Inghilterra. Tutto era nulla. Se ne stavano tuttafiata a gambe

larghe, e lasciavano portare al caso le cose di maggior momento. Non vi

era modo che si volessero risentire. La bisogna del reclutare procedeva

peggio che lentamente. I soldati, che si trovavano all'esercito di

Washington, alcuni, perchè avevano finite le ferme, altri, perchè eran

loro venute a noia le guerre, lo desertavano, ed alle case loro

ritornavano. Nè il riempire le compagnie assottigliate era facil cosa a

conseguirsi. Pochi, o nissuno volevan obbligarsi giusta le provvisioni

del congresso a tre anni, o sino al finir della guerra. Il condurgli per

un più breve spazio, oltrechè riusciva di poco profitto, non era anche

concesso per la torpidezza dei popoli. Il trar le sorti, ed obbligargli

per forza ad andar sotto le insegne era creduta, ed era in vero in mezzo

a quelle opinioni che regnavano, cosa troppo pericolosa. Dormiva ogni

cosa nell'esercito, avendo per grazia, che gl'Inglesi non

l'assaltassero. Queste state sono le cagioni per le quali così

freddamente procedettero in quest'anno le cose della guerra, e per cui

Washington, oltre la sua naturale prudenza di non volere, se non

avvantaggiatissimo, riporre nel rischio delle battaglie una impresa, che

già credeva vinta, non che assaltar volesse, recava a sua gran ventura

il non essere assaltato. Che se le cose fossero avvenute, non come

andarono, ma come avrebbero dovuto andare, gli si sarebbe scoperta

qualche buona occasione di fare un gran fatto in servigio e gloria della

patria sua; e forse gl'Inglesi non se ne sarebbero stati nella

Nuova-Jork così quieti, come fecero tutto l'anno, e l'Isola di Rodi non

avrebbe penato sì lungo tempo a ritornare alla divozione dell'America;

poichè si trovavano i reali in quei primi mesi molto indeboliti per

cagione dei soldati mandati alle fazioni delle Antille e della Giorgia.

Ma in mezzo ai popoli tumultuanti, presso i quali il governo, siccome

nuovo, è più debole, e la volontà dei particolari uomini, siccome con

minor freno, più forte, e le comuni opinioni, che solo nascono dagli

ordini stabili, non ancora fermate, non è raro che si perdano le

migliori occasioni. E se l'imprese loro riescono qualche volta a buon

fine, ciò più spesso dalla buona ventura, che dalla costanza loro si dee

riconoscere. Tal era la condizione a questi dì dei popoli americani, e

se nella Giorgia e nella Carolina si fe' qualche sforzo per ributtar

l'inimico, ciò fu massimamente per mezzo delle bande paesane di quelle

due province, alle quali la cosa toccava sì strettamente. Le altre non

si mossero, o fecero provvisioni assai fredde; perciocchè, rilassato il

nodo della comunanza, non riputavano proprio il pericolo altrui.

Nè solo, ferme quelle prime caldezze, vi era grande la tiepidità delle

menti, ma non vi era minore la cupidigia del guadagno, e lo sfrenato

desiderio delle ricchezze, fossero qualsivogliano i mezzi di

acquistarle; o buoni, o cattivi, o leciti, od illeciti, di ciò poco si

curavano. Nata vi era fra gli Americani di quei tempi, siccome pur

troppo suol avvenire nei rivolgimenti politici delle nazioni, una

generazione d'uomini che convertivano in lor prò, e nel privato

interesse loro le miserie del comune. Costoro poco curandosi di

dependenza o di non dependenza, di libertà o di non libertà attendevano

a far sacco con popparsi e succiarsi lo Stato; e mentre i buoni

cittadini, o si logoravano nelle fazioni militari, o si travagliavano

nelle consulte, dando alla patria non solo il tempo, ma ancora le

sostanze, il sangue e la vita loro, questi impronti ladroni le facoltà

sì pubbliche, che private senza vergogna alcuna manomettevano ed

arraffavano. Quindi non v'era contratto privato, ch'essi non vi

usureggiassero su, e non vi facessero dentro i disonesti guadagni, nè

endica pubblica, che lo Stato facesse per uso degli eserciti, nella

quale non si ficcassero dentro. Dal che ne nasceva, che si spendeva

assai, e poco si otteneva. Nè anco nissuno si pensi, che mai si sia da

modesti e virtuosi amatori della patria loro tanto romor menato, o tante

dimostrazioni fatte d'amor della patria, come costoro menavano e

facevano. E' pareva ch'essi soli fossero i zelatori, essi gli ottimi

cittadini; e coloro i quali erano in grado, e tenevano i maestrati, e

che non volevano alle tresche loro prestar le mani, tosto sì eran

chiamati dai medesimi tiepidi, leali, reali venduti all'Inghilterra;

come se stato fosse debito di coloro, i quali si erano abbattuti al

governo della repubblica in circostanze sì calamitose, l'arricchirgli.

Che poi queste cose dicessero essi, non è da far maraviglia; perciocchè

non v'è mai stato ladro che non sia mai stato prima ingannatore; ma

quello, che era più strano e poco credevole, questo era, che trovavano,

chi loro credeva. Questa peste andava serpendo, e già già s'era

insinuata nel cuore stesso della repubblica. Quindi i buoni si

ristavano, i malvagi alzavano la cresta. Ogni cosa minacciava una

prossima rovina. Quest'erano le speranze dell'Inghilterra. Del quale sì

gran mutamento in quelle genti, altre volte di sì lodevoli costumi

dotate, se si vogliono ricercar le cagioni, troveremo, che oltre quella

generale rilassatezza, che sogliono produr le guerre nelle opinioni

morali dei popoli, i reggimenti nuovi, i quali penuriano di pecunia,

sono costretti ad accattar questa, o le robe dagli usurai. L'esempio è

pernizioso, e si diffonde largamente anche fra i privati. Sono anche i

reggimenti medesimi obbligati per la necessità delle cose a conceder

molto, e a dar i preferimenti a coloro, che seguitano o paiono seguitar

le parti loro, accettando per buono e risponsivo negli affari pecuniali

il solo zelo del bene pubblico, o vero o simulato ch'esso sia; e se

agevoli debbon essere per forza nel concedere a simil sorta d'uomini,

quando si appresentano, debbono per le medesime cagioni esser rispettivi

nel castigargli, quando fan mancamento. Brevemente in tali circostanze i

buoni debbono per necessità dar la passata ai tristi, e questi vedutisi,

non che impuniti, tollerati, non che tollerati, usati, non che usati,

spesso incoraggiati, si moltiplicano; e siccome i cadaveri addossati ai

corpi sani e viventi gl'infracidano ed uccidono, così essi l'onestade

altrui guastano e corrompono. Ma una delle prime e più possenti cagioni

di sì strano cambiamento nei costumi americani quello si era dello

scapitamento dei biglietti di credito, il quale era venuto a tale in sul

principiar del presente anno, che con otto dollari di quelli non si

poteva avere, che un sol dollaro di conio. Questo disavanzo andò

crescendo continuamente in tutto il corso del medesimo anno, sia per le

continue gittate, che ne faceva il congresso, sia pel poco frutto, che

sin qui s'era ricavato dall'aiuto delle armi francesi, sia finalmente

per le infelici novelle della Giorgia. Nel mese di decembre appena che

quaranta dollari di biglietti si potessero spendere per un dollaro

d'argento. Una cena, od una coppia di scarpe non si avevano, se non con

dugento o trecento lire tornesi in biglietti. Del che non si dee pigliar

maraviglia. Imperciocchè oltre l'incertezza dello Stato, correvano nel

mese di settembre 159,948,882 di dollari del congresso nelle tredici

province confederate. Alla qual somma, se si aggiungeranno quelle dei

biglietti gittati dai particolari Stati, si verrà a conoscere, quanto

smisurata fosse la totale somma di questa sorta di pecunia, che allora

sopraffaceva ed aggravava gli Stati Uniti. Oltre di questo, molto

efficace cagione dello scapito dei biglietti erano i contraffacimenti

assai frequenti, che fatto ne avevano, e tuttavia facevano i leali e

gl'Inglesi. Di questi biglietti così falsificati, ma sì finamente

lavorati a guisa dei buoni, che difficilmente si potevano distinguere,

ne arrivavano spesso le casse piene dall'Inghilterra; ed i capitani

britannici, e specialmente Clinton sebbene questi, come pare, a

malincorpo, e costretto a bella forza dai ministri, ogn'industria

usavano per fargli trapelar nel paese. Certo è, ch'essi ministri un

principal fondamento alla ricuperazione delle colonie ponevano in queste

falsificazioni dei biglietti di credito. Perciocchè sapevano ottimamente

che quella era la sola pecunia, che potessero spendere il congresso e

gli Stati per le provvisioni della guerra; e che se fosse loro venuto

meno quel principal nervo, sarebbero di necessità cadute di mano le armi

agli Americani. Il qual modo di far la guerra, se non era usato allora

la prima volta, nè stato lo è l'ultima, sarà però sempre dagli uomini

diritti e dabbene grandemente, ed a buon diritto biasimato ed abborrito.

Imperciocchè la fede pubblica si debba serbar anche tra nemici, e la

fraude delle falsificazioni delle monete sia di tutte le altre non solo

la più dannosa, ma la più vile. A tutte queste cose si aggiungeva, che

siccome da una parte il commercio, che gli Americani andavano altre

volte facendo coi proventi loro in Inghilterra, ed in parte anco presso

le estere nazioni, era interrotto, e dall'altra il suolo e l'industria

loro non davano parecchj oggetti indispensabili all'uso della guerra,

così questi dovevano procacciare a suon di monete d'oro e d'argento

dall'esterno. Dal che ne nacque, che la quantità di queste, che si

trovava negli Stati Uniti, la quale di già molto non era abbondante

prima della guerra, a' tempi di questa andò appoco appoco scemando, e

diventando in proporzione della scarsezza sua più preziosa. Perciò i

biglietti divennero anch'essi proporzionatamente di minor valore

nell'opinione degli uomini. Da questo smisurato disavanzare dei

biglietti non solo accadeva, che le borse si serrassero ed i mercati si

sfornissero con gravissimo danno e querela dei popoli, ma ancora, che la

fede dei contratti si rompesse, e la rettitudine dei privati si

contaminasse. I debitori con poco si liberavano di molto verso i

creditori; e se questo nel principio si faceva da pochi, siccome il male

si appicca più facilmente che il bene, molti poscia diventarono

macchiati della medesima pece; e funne quasi un generale andazzo. Nè in

questo i debitori infedeli ed avari risguardavano più a questa persona

che a quell'altra, poichè di questi tratti ne furono usati allo stesso

generale Washington, il quale i suoi denari aveva prestato generosamente

a chi ne aveva bisogno. Vi era anche nata un'altra generazione d'uomini,

i quali ad altro non badavano, che al mercanteggiare continuo in sul

disavanzo dei biglietti, accortamente valendosi dell'aggio, secondochè

quelli acquistavano, o perdevano di riputazione. E questo acquistare, o

perdere di riputazione dei biglietti meno procedeva dalle circostanze

più o meno favorevoli, in cui si trovasse il pubblico, che dalle

novelle, dai raggiri, dai maneggi, dagl'inganni e dai monopolj di

costoro. Quindi le arti utili, i traffichi onorati si abbandonavano per

correr dietro a questa ghiottornìa dell'aggio. I più tristi ed i più

malvagi arricchivano; i buoni ed onesti impoverivano; ogni avere, sì

pubblico che privato, in confusione. Nè il male si ristava all'avarizia;

ma la contagione di questa scellerata peste più oltre si divulgava nelle

menti umane, e siccome suol fare, corrompeva anche tutte le altre virtù.

L'avarizia dei privati perturbava le cose pubbliche. Guardavasi da

troppi più, che non si potrebbe credere, sopra l'amor della patria, come

se una fola fosse, in cui molto più vi fosse da perdere, che da

guadagnare. Non volevasi andar soldato, se non con ingordi caposoldi;

non dar gli appalti pubblici, senza averne le palmate; non pigliargli,

senza smisurati profitti; non entrar negli uffizj o maestrati, se non

con disonesti salarj, o per farvi entro la penna. E questa corruttela

procedè tant'oltre, che ne fu con troppo manifesto esempio l'antico

proverbio riconfermato, che _quando l'ottimo si guasta, e' scende del

tutto verso la parte più rea_.

Storia della Guerra della Independenza degli Stati Uniti di America, vol. 3 · 第 27 / 31 段