Il giorno due di maggio era quello, in cui doveva essere alzata al colmo

l'allegrezza degli Americani, e porsi il sigillo della disgiunzione del

vasto e possente Impero britannico. Arrivò in quel dì a Cascobay la

fregata francese la Sensibile, capitanata dal signor Marignì, stata a

bella posta a quest'uopo allestita, e veleggiatrice molto alla leggiera,

la quale partita da Brest gli otto marzo vi aveva levato Simone Deane,

fratello di Silas, portatore al congresso dei trattati conclusi colla

Francia. Oltre di questo recava felici novelle di tutto il continente

europeo, e del consenso ora più, che mai stato fosse, universale dei

popoli, e dei principi in favore dell'America. Incontanente si convocò

il congresso, e, conosciuta la cosa, se contenti e lieti ne fossero,

ciascuno sel pensi. Esaminati i trattati, gli ratificarono. Poscia non

potendo capir in sè stessi, e trascorrendo oltre i termini della

prudenza, siccome soglion fare gli Stati nuovi, i quali per eccessivo

desiderio, e per posare colle speranze gli animi degli uomini, dicono

spesso, e fanno di quelle cose che non dovrebbero, in ciò diversi dagli

Stati vecchi, i quali cauti sempre ed avviluppati non la svertano

nemmeno, quando bisognerebbe, spalancarono di tratto ai popoli il tutto

non senza disgusto di varj potentati, e massimamente della Spagna, che

non avrebbe voluto prima del prefisso tempo scoprirsi. Parlarono nel

bando, che mandaron fuori a questo fine, non solo del trattato di

commercio concluso colla Francia, ma ancora di quello di alleanza;

annunziarono senza rispetto alcuno, che l'Imperadore di Germania, i Re

di Prussia e di Spagna si eran determinati a sostenergli; che il Re di

Prussia principalmente non avrebbe permesso, che i lanzi levati

nell'Assia, e nell'Hanau per esser condotti ai soldi dell'Inghilterra

avessero il passo per le terre di sua dependenza, e che sarebbe stato il

secondo potentato d'Europa, che riconoscerebbe l'independenza

dell'America; che cinquantamila Francesi marciavano sulle coste della

Normandia e della Brettagna, e che il navilio della Francia e della

Spagna (come se già fossero sicuri dell'intervento di questa) sommava a

ben dugento vascelli, pronti a commettere ai venti le vele soccorrevoli

all'America. Composero poi e pubblicarono colle stampe una solenne

dicerìa molto diligentemente elaborata, sebbene un poco nuova per lo

stile avventato e gonfio, e per le cose religiose che dentro vi

tramescolarono; ed ordinarono, che tutti i ministri del Vangelo di

qualsivoglia setta si fossero, la leggessero nelle chiese ai popoli

convenuti per assistere ai divini uffizj. Andarono ricapitolando, e con

vivissimi colori dipingendo le vicende dello Stato dai passati anni sin

là; la virtù, la fortezza, la pazienza americane; le insidie,

l'ingiustizia, la crudeltà, la tirannide inglesi; l'assistenza da Dio

visibilmente prestata alla giusta causa loro, e l'antica debolezza, che

aveva fatto luogo alla presente sicurtà. Da questa ultima, continuavano,

ne nacque, che un altiero e disdegnoso Principe, ed un Parlamento, che

gli disprezzavano e proscrivevano, ora calavansi ad offerire condizioni

d'accordo. Ma stessero avveduti contro gli agguati di coloro, che non

gli avevan potuti vincere; l'intento loro non poter esser dubbio. Perchè

andar essi tuttavia razzolando in ogni canto della Gran-Brettagna per

far soldati? Perchè andar vezzeggiando, come fanno, ogni tirannello

d'Europa per comprarne a danni dell'America gl'infelici schiavi? Perchè

aizzar di continuo contro l'innocente America i barbari Indiani?

Destassersi, attendessero, riconoscessero l'inganno. Non istessero solo

alle speranze delle leghe esterne. Assicurar esse la independenza, non

difender la contrada dalla desolazione, non le abitazioni dal sacco, non

le donne dagl'insulti e dalle violazioni, non i figliuoli dalla

beccheria. Arrovellati dalla non riuscita, esser gl'Inglesi per

esercitar la rabbia della non soddisfatta ambizione. Si alzassero

perciò, corressero al campo, si accingessero alle battaglie; tempo

essere di far tornar in capo al distruggitore la vendetta. Aver esso

colmato il sacco delle sue abbominazioni. Ora volere i macchinati eccidj

trarre ad effetto. Molto essersi fatto; molto rimanere a farsi. Non

aspettassero la pace, finchè un angolo solo dell'America fosse occupato

dai nemici. Cacciassergli via da quella terra promessa, da quella terra

ove fluivano il latte ed il mele; implorar tuttavia i fratelli loro

dall'estreme parti del continente l'amicizia loro e la protezione.

Debito loro esser l'aiutargli. Aver quelli fame e sete di libertà.

Fessergli partecipi del celeste dono; averne essi dai favorevoli fati la

facoltà.

Pubblicarono eziandio quei capitoli del trattato di commercio e

d'amicizia, i quali alle cose commerciali si appartenevano, acciò gli

abitatori degli Stati Uniti avessero ad uniformarvisi, esortandogli

molto infine a tener i Francesi in luogo di fratelli, siccome quelli,

ch'eran sudditi ad un gran principe, il quale avendo negoziato cogli

Stati Uniti in sui termini della perfetta uguaglianza e dei vicendevoli

interessi, si era dimostrato il protettore dei diritti del genere umano.

Ma le allegrezze furono grandi in tutte le parti degli Stati Uniti; ed

il nome di Luigi decimosesto era in bocca di tutti. Ognuno lo chiamava

il protettore della libertà, il difenditore dell'America, il salvatore

della patria. All'esercito poi, il quale tuttavia era accampato a

Valle-fucina, le felici novelle furono annunziale con molta solennità,

stando i soldati in armi ed in ordinanza.

Erano intanto sul principio di giugno arrivati nelle acque della

Delawara i tre commissarj per la pace, Carlisle, Eden e Iohnstone, i

quali il giorno nove si ripararono a Filadelfia. Clinton scrisse a

Washington la cosa, pregandolo, mandasse un passaporto al dottor

Fergusson, segretario dei commissarj, acciò sicuramente potesse recare

al congresso le lettere di quelli. Ricusò Washington il passaporto, ed

il suo rifiuto fu poscia grandemente approvato dal congresso. In tale

occorrenza spedirono i commissarj le lettere per gli ordinarj procacci.

Le ricevette il congresso nella sua tornata dei tredici con una lettera

di Washington. Furono lette sino a certe parole della lettera indiritta

ad Enrico Laurens, presidente del congresso. Ma, udite quelle, si levò

dentro un romore incredibile, vociferando molti, non doversi procedere

più oltre, stantechè erano ingiuriose al Re di Francia. Le parole eran

quest'esse: _Noi non possiamo far di meno di notare la insidiosa

interposizione di un potentato, il quale stato è fin dal bel principio

dello stabilimento di queste colonie mosso da nimichevoli mire alle due

parti; e nonostanti le date patenti, e le presenti forme delle offerte

francesi all'America settentrionale, egli è notorio, che queste furon

fatte, perciocchè s'era presentito, ch'era entrato nei consiglj della

Gran-Brettagna il disegno di un amichevole componimento, ed a fine di

prevenire la riconciliazione, e questa distruggitrice guerra

prolungare._ Dopo molto contrasto sostarono, aggiornando la cosa

all'indomani. Le contese, ed i dispiaceri non furon pochi anche nei

giorni seguenti. Finalmente, avendo da un canto colla precedente contesa

dimostrato il rispetto, che all'alleato loro portavano, e dall'altro

avvisandosi benissimo, ch'era miglior partito il rispondere, perchè

molte cose si sarebbero potute dire atte a persuader i popoli, a non

piegarsi alle profferte inglesi, quandochè lo starsi avrebbe fatto

nascere mali umori con molto pregiudizio degli Stati, si deliberarono a

leggere i dispacci dei commissarj. Consistevan essi nella lettera

scritta dai medesimi al presidente del congresso, ed in una copia sì del

mandato loro, come delle ultime provvisioni del Parlamento. Nella

lettera loro offerivano i commissarj più, che non avrebbe abbisognato

per intepidire gli animi degli Americani, e per ottenere la pace nel

primi tempi della querela, e meno di quello che sarebbe stato necessario

per ottenerla ai presenti. Si sforzarono di persuadere gli Americani,

che le condizioni dell'accordo erano non solo favorevoli, ma ancora

sicure, e di tale qualità, che le due parti venivano a sapere, come

avessero a vivere insieme, e che si salderebbe tra di loro, e

terminerebbe l'amicizia, come si conviene fare a due, che vogliono viver

chiari, ed osservanti l'uno all'altro. Si avessero a deporre le armi, sì

per terra che per mare; si ristorerebbe il libero commercio; si

ravviverebbe la vicendevole affezione; si rinnoverebbero i comuni

beneficj del cittadinatico fra le diverse parti dell'Impero; si

concederebbe al traffico tutta quella libertà, che i rispettivi

interessi delle due parti richiederebbero; si gradirebbe, che nissuna

forza militare sarebbe fatta stanziare nei diversi Stati dell'America

settentrionale senza il consenso del congresso generale, o delle

particolari assemblee; si concorrerebbe nei mezzi neccessarj per liberar

l'America dai debiti, e per rialzare il credito ed il valore dei

biglietti; per istabilire meglio in futuro le cose loro si facesse una

reciproca deputazione di uno, o di più agenti dai differenti Stati, i

quali avrebbero e seggio, e voce nel Parlamento della Gran-Brettagna, o

se mandati dalla Gran-Brettagna, avessero seggio, e voce nelle assemblee

dei differenti Stati; e ciò a fine, che attendessero ai diversi

interessi dei mandatori loro; e brevemente si stabilirebbero le facoltà

delle rispettive assemblee, di modochè regolassero le rendite, siccome

pure le cose civili e militari; esercitassero una perfetta e libera

facoltà di legislazione e di governo interno, inguisachè gli Stati

britannici della settentrionale America operando, sì in pace che in

guerra, con quei d'Europa, sotto il medesimo sovrano irrevocabilmente

godessero tutti quei privilegj, che stessero al di qua di una totale

separazione d'interessi, e potessero con quell'unione di forza

consistere, dalla quale dipende la sicurezza della religione e della

libertà britanniche. In ultimo annunziarono i commissarj il desiderio

loro di convenire, o con tutto il congresso, o con qualcuni mandati da

lui alla Nuova-Jork, o a Filadelfia, o a Jork-Town, od in qualunque

altro luogo che il congresso proponesse. In tale modo per terminare una

guerra già molt'oltre proceduta largheggiavano nelle condizioni coloro,

i quali prima, e sul principio di essa, volevano l'assoluto

sottoponimento dell'America.

Intanto cominciossi nel congresso a consigliare della somma delle cose.

Le discussioni che vi seguirono, furono assai lunghe; non già che

volessero porsi giù dall'independenza; perciocchè a questo partito

nissuno inclinò, ma sibbene intorno il modo della risposta da farsi ai

commissarj. Furono molte cose parlate, e ventilata la materia sino ai

diciassette del mese. In questo dì rispose brevemente, e con molta

gravità il congresso, già fatto sicuro pei prosperi successi della

guerra, e per l'accostamento della Francia, dal quale sì grandemente

erano aumentate le cose sue, che gli atti del Parlamento britannico, il

mandato stesso dei commissarj, e le lettere loro al congresso

supponevano, che i popoli degli Stati Uniti fossero sudditi alla Corona

della Gran-Brettagna, e che del tutto si fondavano sulla dependenza, la

quale a patto nissuno ammettere si poteva; che pure desideravano la

pace, nonostanti le inique cagioni, dalle quali aveva avuto origine la

guerra, e la barbarie, colla quale era stata esercitata; ch'eran pronti

a praticare di un trattato di pace e di commercio, purchè fosse ai

trattati di già esistenti consentaneo, e che il Re della Gran-Brettagna

dimostrasse un sincero desiderio in questo proposito, del quale

nissun'altra pruova avrebbero ammesso fuori di quella dell'espresso

riconoscimento dell'independenza, e del ritrarre dalle terre degli Stati

Uniti le armate e gli eserciti. Aggiunsero, che quest'erano le

condizioni, con le quali sole erano contenti di convenire. Così gli

Americani, tenaci nel proposito loro, determinarono di seguitar

piuttosto la propria, e la fortuna francese, quella provata, questa

fresca, che la inglese già stanca e sbattuta; e, lasciati i pensieri

quieti, si voltarono del tutto alla guerra.

In tal modo furono tagliate le pratiche d'accordo, e vennero meno le

speranze, che in Inghilterra si erano concette intorno il negoziato

della riconciliazione; nel quale se gl'Inglesi concedevano dopo ch'era

trascorsa la occasione, gli Americani molto opportunamente negarono.

Imperciocchè, quantunque non si possa di sicuro affermare, che questo

fosse un lacciuolo teso dai primi a fine di snodar i secondi tra di loro

e dalla Francia, la qual cosa ottenuta, ne avrebber fatto poscia il

voler loro, certo è bene, che gli Americani dopo le fatali ire e le

crudeli battaglie, dopo gli stupri, i rubamenti e le arsioni

innumerevoli, non potevano non dubitare, che i ministri britannici non

andassero a malizia, e non volessero usar fraude. La ferita era

insanabile, e l'amicizia non si poteva ristorare. La qual cosa era

evidente agli occhi di tutti, ed il parere voler credere il contrario,

doveva necessariamente dar sospetto d'insidia, e che diversi avessero a

riuscire i fatti da quello che risuonavano le parole. Chiunque considera

attentamente la lunga tela degli avvenimenti, la quale fin qui abbiamo

ordito, troverà, che gli Americani furono ogn'ora costanti nel proposito

loro; gl'Inglesi voltabili, incerti e titubanti. Quindi non dee far

maraviglia, che quelli abbiano trovato nuovi amici, e questi non solo

perduto abbiano gli antichi, ma di più sperimentatigli nemici in quel

punto stesso, in cui e meno potevano nuocere loro, e maggior danno

riceverne. I risoluti consiglj prevengono altrui; gl'incerti lascian

sopraffare.

Ma non istando i Capi americani senza apprensione, che le imbasciate

dolci e le larghe concessioni nuovamente avute dall'Inghilterra, e le

arti segrete, che i commissarj userebbero, non operassero efficacemente

nelle menti dei più impazienti cittadini, con tutto che il congresso

altra risposta non avesse voluto dare fuori di quella, che poco sopra è

stata raccontata, adoperarono in modo, che molti scrittori popolani la

causa americana, e la risoluzione ultimamente presa dal congresso

difendessero. Al che fare tanto più volentieri si accostarono, quanto

che i commissarj inglesi, vedutisi caduti dalle speranze di poter far

frutto appo il congresso, si eran volti a voler persuadere con dicerìe

stampate, e largamente sparse nell'universale dei popoli, che

l'ostinazione del congresso era quella che traeva al precipizio

l'America, allontanandola dagli antichi amici, e dandola in preda

all'inveterato nemico. Dal qual procedere dei commissarj un nuovo

argomento cavarono i libertini per avvertire i popoli, e convincergli

delle insidie e delle soperchierie inglesi. Fra gli scrittori loro

merita particolar menzione Drayton, uno dei deputati della Carolina

Meridionale, uomo di chiaro sapere, il quale con accomodate scritture,

che si facevano nei diarj pubblici stampare, si andò affaticando, e non

senza molto probabili ragioni, per dimostrare, che siccome già avevano

gli Stati Uniti concluso un trattato colla Francia, come Stati

independenti, ed a questo istesso fine di mantener la independenza, il

trattar ora coi commissarj sul supposto della dependenza sarebbe un

contaminare quella sincerità e generosità dalla quale le operazioni loro

dovevano essere accompagnate, un farsi stimare un fedifrago ed infame

popolo, ed un perder per sempre ogni speranza di forestieri aiuti;

mentre che da un altro lato si troverebbero intieramente nella balìa

posti di coloro, i quali finallora ogni fraude usato avevano, ogni

crudeltà esercitata contro di loro. E stante che gli accordi fatti coi

commissarj non avevano ad esser determinativi, ma abbisognavano ancora

della ratificazione, chi gli assicurava, fossero il Re, i ministri, il

Parlamento per ratificare? E quando ratificassero, come poter esser

certi, che un nuovo Parlamento non fosse per disfare tutta l'opera loro?

Si ricordassero, quest'essere quel nemico cotanto infido, cotanto

crudele, cotanto frodolento. E come poter credere non dormirci dentro lo

scorpione, quando si considera, che i commissarj ci mettevano

chiaramente di bocca, più larghe condizioni offerendo, che non

concedevano il mandato loro e gli atti stessi del Parlamento? In cotal

modo redarguivano i libertini le promesse, le profferte e gli argomenti

dei commissarj di modo, che questi non approdarono in alcuna cosa, e ne

restò il negozio della concordia imperfetto.

Ma se qualche speranza di prospero successo del presente negoziato fosse

rimasta, questa avrebbe intieramente distrutta il votare, che fecero

gl'Inglesi in questo medesimo tempo la città di Filadelfia, l'acquisto

della quale aveva costato tanto sangue, ed una guerra di due anni.

Temendo i ministri inglesi di quello che avvenne, cioè che una flotta

francese arrivasse molto per tempo nella Delawara, e ponesse in

grandissimo pericolo l'esercito britannico, che alloggiava in

Filadelfia, ed avendo anzi stabilito di portar la guerra nelle province

meridionali, e mandar una parte delle genti a difender le Antille

dagl'insulti del nuovo nemico, il che molto avrebbe scemato l'esercito

rimasto nel continente, avevano per mezzo del commissario Eden inviato

ordine a Clinton, perchè abbandonasse immediatamente quella città e si

riparasse alla Nuova-Jork. Questa risoluzione, la qual era non che

prudente, necessaria, apparì però come piena di timore agli occhi degli

Americani, e non poteva non nuocere grandemente al successo delle

pratiche di concordia. Che bisogno avevano gli Americani di venirne a

patti, quando gl'Inglesi, cedendo, inferiori all'armi loro si

dimostravano? Comunque ciò sia, Clinton si apparecchiava a mandar ad

effetto quello che il governo gli aveva comandato. E siccome prevedeva,

che a recarsi per la via di terra alla Nuova-Jork gli era mestiero

traversare la Nuova-Cesarea, paese per le ragioni nei precedenti libri

raccontate diventato molto avverso, e dalla lunga guerra consumato, e

perciò avrebbe difettato di vettovaglie, così prima di partirsene da

Filadelfia, ne aveva ammassato a dovizia, e postele sopra un

numerosissimo carreggio. Egli è vero, che essendo l'armata di lord Howe

in pronto nell'acque stesse della Delawara, si avrebbe potuto

trasportare l'esercito per la via del mare alla Nuova-Jork; della qual

cosa dubitavano gli Americani, e ne stava Washington molto sospeso. Ma

forse le difficoltà e la lunghezza dell'imbarco, ed il timore

d'incontrare per quelle piagge l'armata francese molto più gagliarda,

stornarono i Capi inglesi dal seguir questo partito. Per la qual cosa

fattisi e dal canto di Clinton, e da quello di Howe i necessarj

apparecchiamenti, la mattina dei 28 giugno per tempissimo tutto

l'esercito inglese varcò la Delawara, e navigato un tratto all'ingiù,

sen andò ad arripare alla punta di Gloucester sulle terre della

Nuova-Cesarea. Poco stante marciava con tutti gl'impedimenti verso

Haddonfield, dove arrivò lo stesso giorno.

Storia della Guerra della Independenza degli Stati Uniti di America, vol. 3 · 第 17 / 31 段