In cotale guisa si avvicendarono le cose in America ora prospere, ora

avverse per le due parti nel corso dell'anno 1777. Nel quale, se gli

Americani fecero nella guerra canadese e dell'Hudson pruove mirabili di

non ordinario valore, e nella pensilvanica di non poca costanza contro

l'impeto dell'avversa fortuna, diedero nei quartieri di Valle-fucina

tali saggi di longanimità e di pazienza, che per me non saprei dire, se

altre nazioni di qualsivoglia tempo, o luogo si siano, nelle alte e

difficili imprese loro dato ne abbiano, non dirò maggiori, ma eguali.

Imperciocchè oltre la malvagità della stagione vi patiron essi della

carestia di tutte le cose, e di nissun bene vivente avevano per

ristorarsi. Delle quali miserie se ne deve accagionare, parte la

necessità delle cose, parte l'avarizia, o dei maestrati dell'abbondanza

o degli endicatori, parte l'indole avversa dei popoli, e parte

finalmente la poca sperienza del congresso medesimo la quelle cose, che

risguardano la pubblica amministrazione, specialmente militare. Giunti

erano appena i soldati alle stanze di Valle-fucina, che, fattosi un

motivo dal generale Howe per istrameggiare nelle isole della Delawara

poste sopra la foce del rivo di Derby, Washington, intendendo di

disturbarnelo, volle far muovere a quella volta una buona parte

dell'esercito. Ma, fattasi la veduta dei magazzini, si venne a

discoprire, cosa incredibile e spaventevole a quelle genti, che non vi

era da logorare per un dì. In tanto pericolo di vicina fame, e di totale

dissoluzione dell'esercito, non solo si dovette abbandonar il partito di

voler correre contro l'Inglese, ma si fecero di più partire colla

maggior prestezza saccomanni, acciocchè scorrazzando da ogni banda come

in paese nemico pigliassero, e rattissimamente recassero di che

sostentar l'esercito. A ciò fare era autorizzato Washington, e dalla

necessità del frangente, e dal decreto del congresso, pel quale gli era

stata l'autorità dittatoria conferita. Eseguirono gli stracorridori le

commissioni, e con incredibile fatica, e non poco disgusto degli

abitatori vettovagliarono il campo, dimodochè ebbe di che pascersi per

alquanti giorni. Ma poco poi, ricominciarono a sentire la medesima

strettezza. Si pose mano di nuovo al medesimo rimedio; ma con poco

frutto. Perciocchè, quantunque si razzolasse in ogni canto, eran povere

le ricolte, ed appena vi si poteva rispigolare, sia perchè la contrada

all'intorno già era in parte vota di vettovaglie, sia perchè gli

abitatori andavano con grande diligenza nascondendo nel fondo delle

selve, ed in mezzo alle paludi i bestiami, le biade e tutte quelle cose

che si ricercavano. Ciò facevano o per contrarietà d'opinione, o per

amor del guadagno. Amavan essi meglio condurre le grasce, quantunque con

molto pericolo, a Filadelfia, dove eran loro pagate con altrettant'oro,

che di serbarle ad uso dei proprj soldati; poichè in tal caso eran loro

date in iscambio polizze del ricevuto, da esser pagate soltanto in certo

tempo all'avvenire. In queste polizze poi poca o niuna confidenza

avevano, stantechè si diffidavano dello Stato; ed era anche accaduto, il

che non era loro nascosto, che, appresentate le polizze nel buon dì dai

portatori, non erano state rimborsate. Aveva bene il generale scritto ai

governatori della Nuova-Inghilterra, pregandogli, mandassero, senza

indugio veruno, provvisioni all'esercito, e massimamente di bestiami,

dei quali principalmente abbondano quelle province. Medesimamente gli

abbondanzieri militari avevano in queste, e principalmente nel

Connecticut, grosse incette fatte per via di contratti, sapendo

benissimo, che colle richieste sforzate non si può lungamente accivire

un intiero esercito. Ma questi rimedj riuscivano molto tardi; e

l'effetto che si aspettava dai contratti fu ad un punto per guastarsi

per una mala determinazione del congresso. Per le vittorie dell'Howe, e

pel sinistro aspetto delle cose nella Pensilvania, e forse più ancora

dalle esorbitanti gittate dei biglietti di credito, ch'era andato

facendo il congresso, indotto a ciò per avventura da una inevitabile

necessità, era accaduto, che essi biglietti scapitassero sul finir del

varcato anno, e sull'entrar del presente dei tre quarti del legale

valore loro; che è quanto a dire, che con cento dollari di biglietti si

potevano solamente avere venticinque dollari di conio. Quindi è ch'erano

cresciuti a un di presso proporzionevolmente i prezzi delle cose al

vivere necessarie; e gli abbondanzieri dell'esercito nei contratti loro

dovevano, se pure volevan trovare di che incettare, a cotali prezzi

uniformarsi. Spiacque al congresso la cosa, riputando ad avarizia dei

cittadini quello, ch'era l'effetto delle pubbliche strettezze. Perciò da

una parte, o i contratti non approvava, o ne indugiava la esecuzione. Nè

ciò bastandogli, fece una provvisione, la quale non poteva necessaria od

indispensabile stimarsi, poichè essa doveva, di necessità, inutile

riuscire; e questa era, che si raccomandasse ai differenti Stati di

determinare e stabilire con legge pubblica, non solo i prezzi de'

lavorii, ma altresì quelli delle cose, le quali cadono negli usi

dell'umana vita. Condiscesero i rispettivi Stati alla volontà del

congresso, e con pubbliche leggi pregiarono le cose. Ne nacque, che,

nascondendo i cittadini le robe loro, non si trovava più da comperare nè

in sui mercati pubblici, nè altrimenti. Il campo di Fucina ne affamava.

Già si temevano gli estremi danni. I soldati, nonostante l'incredibile

pazienza loro, incominciavano a levarsi in capo, e si ammottinavano.

Infine il congresso costretto da bella forza, fece rivocare le leggi in

sui prezzi. Poterono gli abbondanzieri continuar ad eseguire le incette

loro pel logorar dei soldati. Ma prima che le provvisioni arrivassero al

campo, difettandosi anche sommamente di carreggio e di bestie da

trainare, Washington, per ovviare ad un totale ed imminente sterminio,

aveva fatto uscire alla busca il generale Greene nelle vicinanze del

campo, il capitano Lee esperto, sagace ed attivissimo soldato nello

Stato della Delawara e nella Marilandia, e finalmente il colonnello

Tilghman nella Cesarea. Eseguirono questi sì diligentemente, e sì

aspramente gli ordini del capitano generale, che, frugato ne' luoghi più

riposti, trovarono e biade, e bestie da macello in sufficiente copia.

Lee sopra tutti rinvenne in certe praterìe paludose della Delawara

grossi branchi pronti ad esser fatti trapelare a Filadelfia, e gli fe'

trottare alla volta di Fucina. In tal modo si trovò, e fu portata

qualche vettovaglia da poter pascere per un tempo il campo.

Parrà forse strana cosa a taluno, che non si siano dal governo americano

a buon'ora usati quei mezzi, i quali avessero potuto allontanare un

tanto pericolo. Nel che si ha a sapere, che perfin nei primi tempi della

guerra era stato dal congresso eletto il colonnello Trumbull, uomo di

ottimo intendimento, e di molto zelo verso la repubblica, perchè

soprastasse al provvedimento delle cose necessarie al vivere dei

soldati. Ma o sia per la poca pratica degli affari, o perchè il governo

troppo tenero in su quei principj tutta quella assistenza non gli

potesse prestare ch'era del caso, la penuria era nata in mezzo all'oste;

dal che ne furono spesso guasti i disegni del capitano generale, e

perdute molte belle opportunità di onorate fazioni. Quando poi, verso la

metà dell'anno 1777, le cose dell'uffizio del Trumbull incominciavano ad

essere bene ordinate, il congresso, credendo col far dipendere

maggiormente dall'autorità sua gli abbondanzieri dell'esercito, di

procurare a questo maggiore abbondanza, creati prima due commissarj

generali, uno sui procacci, e l'altro sulle distribuzioni, determinò,

che vi fossero quattro deputati eletti dal congresso, uno preposto alle

mosse ed agli accampamenti, un altro ai foraggi, un terzo alle bestie ed

al carreggio, ed in ultimo un quarto all'attendare, al baraccare, al

trincierare, ed agl'istromenti e materie atte a somiglianti servigj

procurare. Volle altresì, che questi quattro deputati avessero da sè

solo dependenza, e non dai due commissarj generali, in quanto riguardava

la ritenzione dell'uffizio loro. Trumbull, al quale non piaceva tanta

divisione di uffizj, e questa independenza degli impiegati dai Capi

dell'azienda, rassegnò il maestrato. Non si lasciava il congresso

spuntare, e persisteva nel suo proposito. Quindi l'antico ordine di cose

essendo guasto, ed il nuovo non ancora stabilito, ne nacquero tutti

quegl'inconvenienti, dei quali abbiamo testè fatto menzione.

Finalmente, accortosi il congresso, che ne' tempi di guerra, e

massimamente negli Stati nuovi, gli uomini e gli affari militari

prevalgono ai civili, e che niun modo vi era per poter fare, che

l'amministrazione dell'esercito da lui ordinata, fosse dai Capi di

questo abbracciata, i quali costantemente la ricusarono, si consigliò di

accomodarsi alle voglie loro, e nominò il generale Greene, uomo molto di

Washington, a quartier mastro generale, ed un Wadsworth, persona molto

idonea, a commissario generale dei procacci con facoltà all'uno ed

all'altro di far gli scambj a posta loro ai subalterni, incettatori e

canovieri. Queste cose si fecero molto tardi. Epperò prima, che gli

effetti dei nuovi ordini si potessero sperimentare, l'esercito andò

soggetto a tutti quei mali, pe' quali la repubblica venne in sì fatta

estremità; e fu ad un pelo all'ultimo termine condotta.

Non solo si penuriava di vettovaglie, che anzi in tutti gli altri

servigj della guerra si provava una estrema scarsezza, o piuttosto

carestia di tutte le cose. Mancavano soprattutto le vestimenta tanto

necessarie alla sanità, ed alla elevazion d'animo dei soldati, i quali

laceri e nudi creduti gli avresti piuttosto altrettanti paltoni, che

difenditori di una patria generosa. Pochi avevano una camicia, molti la

metà di una, la maggior parte nessuna. Molti per difetto di calzamento

portavano nudi i piedi sulla gelata terra. Coltri per la notte poche se

ne avevano, o nessuna. Quindi è, che molti ammalavano. Altri in buon

numero inabili, pel freddo e per la nudità, ad alcuna militare fazione,

per consentimento dei capitani se ne astenevano, i quali, o gli

lasciavano stare, senza che ne uscissero mai, nelle capanne, o nelle più

vicine masserie gli collocavano. Poco meno di tremila soldati si

trovavano in tal modo per l'inclemenza della stagione, e per la miseria

del vestito affatto incapaci a poter il debito loro operare. Non aveva

il congresso nissuna diligenza tralasciata per andare all'incontro di un

tanto male. Aveva, come già si è detto, dato la facoltà a Washington di

far tolte presso chiunque si fosse, o con qualsivoglia nome si

chiamasse, di tutte quelle cose, che fossero al suo esercito necessarie,

fra le quali le cose acconce al vestire tenevano uno de' primi luoghi.

Ma e' ripugnava molto all'usare simile potestà, la quale dall'un canto

asperava i cittadini, dall'altro avvezzava i soldati a por mano nelle

proprietà altrui. Per la qual cosa, dolendosi il congresso

dell'inopportuna mansuetudine del suo capitano, raccomandò al governo di

ciascuno Stato, deputassero uomini a posta per tor le robe appartenenti

al vestir del soldato, intendendo però, che fossero pagate ai

posseditori in quel prezzo, che verrebbe da alcuni maestrati pubblici a

ciò preposti determinato. Elesse altresì un commissario generale sopra

il vestito dei soldati, il quale avesse in ciascuno particolare Stato un

sotto commissario, sia perchè sopravvedessero la bisogna delle tolte,

sia perchè, se possibil fosse, facessero procaccio per via de' contratti

di tutto quanto era necessario. Ma la bisogna procedeva molto

lentamente. Molti abborrivano dallo strappar dalle mani altrui le cose,

che vender di buon grado non volevano. Senza di che vi era a que' tempi

negli Stati Uniti carestia di panni, di tele, di cuoi, e di tutte le

altre cose che si ricercavano. Contuttociò il commissario sopra la

bisogna del vestire nel Massacciusset era riuscito a far contratti con

parecchj mercatanti per grosse quantità di merci al prezzo di dieci al

diciotto per centinaio. Parve ad alcuni, ed al congresso medesimo, cosa

molto enorme, ed assai cose si dissero sull'avarizia dei mercatanti. Del

che però possono venir escusati, stantechè i biglietti, che ricevevano

in pagamento, scapitavano dei tre quarti del valor loro; che grandissima

nel paese era la scarsezza di quelle merci; che la mano d'opera era

assai cresciuta di prezzo; e che le rimesse all'estero molto

difficilmente si potevano fare. Ossiachè pei nati bisbigli i mercatanti

dispettassero, ossiachè veramente più potesse in essi la cupidigia, che

le promesse del governo, parecchj fra coloro, che contrattato avevano,

ricusarono di fornire, se prima non erano pagati. La qual cosa

risaputasi dal congresso, ordinò, si levassero di forza le merci presso

coloro che contrattato avevano, e che non le volevano somministrare; e

fosser loro pagate non a termine dei contratti, ma sibbene a quella

rata, che i maestrati a ciò deputati determinato avrebbero. Queste

ordinazioni del congresso, e le lettere scritte agli Stati da

Washington, per le quali con parole gravi gli aveva esortati a venir

prontamente in soccorso del sofferente esercito, operarono infine quegli

effetti, che si desideravano; ma non sì però, che non fosse la maggior

parte del verno trascorsa, quando le prime provvisioni delle vestimenta

arrivarono al campo.

Nè solo si travagliava per le cose sovraddette, ma ancora per la

carestia degli strami. I soldati rotti dalle fatiche, infievoliti dalla

fame, aggrezzati dal freddo nelle fazioni loro diurne e notturne avevano

nelle capanne in vece di letto la nuda ed umida terra. Da questa, e

dalle altre cagioni che narrate abbiamo, si empiè l'esercito

d'infermità. Un numero senza fine di soldati ogni giorno ammalavano, ed

entravano negli ospedali, nei quali la più parte non uscivano, se non

per esserne portati alla sepoltura. Imperciocchè non eran meglio

ordinate le cose degli ospedali, che fossero quelle del campo. Per la

incongruenza degli edifizj a tal fine trascelti, per l'incredibile

penuria delle suppellettili, e per la moltitudine degl'infermi vi era

nato un fetore insopportabile. V'infuriava dentro la febbre da ospedale,

ed ogni dì i più robusti, come i più frali miserabilmente uccideva. Non

si poteva soccorrere, nè col cambiar spesso le biancherie, delle quali

non che si difettasse, si mancava totalmente, nè coi buoni alimenti, che

non si avevano alla mano, nè coi rimedj, i quali o non si avevano del

tutto, o si avevano guasti, o adulterati per la cupidigia degli

amministratori. Poichè tale è stata per lo più la natura degli

abbondanzieri degli eserciti, i quali meglio facitori di carestie si

dovrebbero appellare, che sempre preferito hanno l'intascare il

quattrino al preservar la vita del soldato. Quindi era, che quelle

corsìe somigliavano meglio stanze di moribondi, che asili d'infermi; e

non che gli ammalati vi guarissero, i sani vi ammalavano. Molti

abborrivano dall'entrare in quei luoghi pestilenti, e meglio amavano

perire di freddo all'aria libera ed aperta, che morire in quel tanfo di

morti. In cotal modo, o per una inevitabile necessità, o per l'avarizia

degli uomini una morte immatura ebbe troncato il filo della vita a molti

valorosi soldati, i quali, se meglio assistiti o curati stati fossero,

avrebbero potuto continuar a prestare l'utile opera loro alla sorgente e

pericolante patria.

Queste cose, che apportavano sì grave danno alle cose della repubblica,

erano originate dalle cagioni che abbiamo descritte, ed in parte ancora

dalla condizione del traino militare, nel quale nè nissun ordine si

osservava dai Capi, nè nissuna obbedienza dai subalterni; ed i cavalli o

morivan tra le vie, o inosservati si sbrancavano per le vicine campagne.

Erano le strade gremite di carri appartenenti all'esercito, i quali

muover non si potevano. Di quinci accadde, che quando per gl'incredibili

conati sì del governo, che dei buoni cittadini, si erano le provvisioni

per l'esercito apprestate, non si potevano agli opportuni luoghi

condurre; e di bel nuovo per le lunghe dimore si disperdevano e

dissipavano. Questa mancanza riuscì anche dannosissima al trasporto

dell'armi e delle munizioni, le quali perciò, o erano abbandonate alla

discrezione di coloro che le pigliavano, o trafugate dagli avari. Una

inestimabile quantità di pubblica suppellettile fu in cotale guisa o

guasta, o perduta. Negli alloggiamenti poi di Valle-fucina erano

costretti gli uomini a fare, e facevano in vero con incredibile pazienza

l'uffizio delle bestie, o sia nel legnare, o sia nel condur le

artiglierie. E certamente nissuna cosa si potrebbe ai disagi, che

l'esercito americano ebbe a provare durante quest'inverno, equiparare,

fuori della pazienza, e della costanza pressochè sovrumane, colle quali

gli sopportarono. Non è però che molti, disertando le insegne, non si

conducessero, in questo spalleggiati dagli amici del Re, all'esercito

britannico in Filadelfia. Ma erano questi per lo più Europei, i quali si

erano posti ai soldi dell'America. I natii con egregio esempio di bontà

cittadina, e forse ancora per la venerazione grandissima ed amore, che

al capitano generale portavano, si mantennero perseveranti; ed amarono

meglio far dura contro gli estremi della fame e del freddo, che mancar

in sì pericoloso frangente della data fede alla patria loro. A ciò anche

contribuì non poco la costanza dei Capi dell'esercito, i quali

tollerarono in sè medesimi con allegro animo tutte le fatiche, e tutta

la strettezza del vivere, in cui erano ridotti. Egli è ben vero, che, se

Howe avesse voluto pigliar l'occasione, e saltando fuori dalle stanze

fosse improvvisamente corso contro gli alloggiamenti di Fucina, ogni

ragione persuade, che ottenuto ne avrebbe una rilevata vittoria. Stremi

di munizioni sì da guerra che da bocca, non avrebbero potuto gli

Americani nè rimanere, nè difendere il campo. L'osteggiar poi all'aperto

cielo, ed in mezzo a que' sì grandi stridori del verno era loro cosa del

tutto impossibile diventata. Il primo febbraio erano quattro migliaia

d'uomini inabili a qualsivoglia fazione pel difetto delle vestimenta.

Gli altri in poco miglior condizione si ritrovavano. E brevemente di

diciassette migliaia di soldati, al qual numero sommava allora

l'esercito americano, gli abili a guerreggiare, se arrivavano, certo non

passavano le cinque migliaia. Per quali ragioni il capitano britannico

non abbia dato dentro in sì favorevoli circostanze, a noi non consta.

Certo ci pare, che l'aver avuto risguardo alla salute ed alla vita de'

suoi soldati, delle quali cose era egli studiosissimo, sia stato in

questo caso serbargli a maggiori disagi; e la circospezione si dee

meglio timidità, che prudenza riputare.

Queste calamità molto angustiavano l'animo di Washington. Ma di una fra

le altre sentiva grandissima molestia, siccome quella, che poneva un

perniziosissimo esempio ai soldati; e questa si era, che si andava

manifestando in mezzo agli uffiziali una inclinazione al voler

rassegnare le commissioni; e molti, fatta già la rinunziazione, se

n'erano alle case loro ritornati. La quale inclinazione era l'effetto

principalmente dello scapito dei biglietti. Era questo arrivato a tale,

ed il prezzo delle robe, sia per la medesima cagione, sia ancora per la

difficoltà del commercio, era sì fattamente cresciuto, che gli uffiziali

non potevano più, non che vivere onoratamente da gentiluomini, e secondo

il grado loro, ma nemmeno le cose al vivere necessarie procacciarsi.

Alcuni già avevano le facoltà loro consumate per apparire orrevoli al

cospetto delle genti, e gli altri che non avevano di che spendere del

loro, o s'erano indebitati, od in modo vivevano, obbligati ad estremare

di tutte le spese necessarie, che poco era degno dell'uffizio che

tenevano. Quindi il desiderio di rinunziare diventava pressochè

universale. Nè non è da credersi, che rinunziassero i meno buoni od i

tristi; il che sarebbe stato minor male, non essendo a quei tempi

riempite le compagnie, e soprabbondando gli uffiziali, ma i migliori, i

più riputati, i più generosi, siccome quelli, che più degli altri

disdegnavano quella condizione cotanto indegna degli animi loro,

volevano massimamente dagli stipendj cessare. Vedendo Washington ire

questo malore avanti, usava all'incontro tutti que' rimedj, che più

credeva convenevoli, promettendo e confortando; e nel medesimo tempo

scriveva efficacissimamente al congresso, perchè, considerata

diligentemente la cosa, vi facesse su gli opportuni provvedimenti.

Esortando soprattutto a stabilire in favor degli uffiziali dopo il fine

della guerra la mezza paga a vita, o a tempo. Scriveva, che possono bene

gli uomini favellar della patria, citar i pochi esempj delle antiche

storie di grand'imprese dal solo amor di quella a buon termine condotte;

ma che coloro, i quali sopra questa sola base si fondano per esercitare

una lunga e crudele guerra, debbon trovarsi infine dell'opinione loro

molto ingannati; che debbonsi usare le passioni, degli uomini, come sono

elleno, e non come essere dovrebbero; che molto invero nella presente

guerra aveva operato l'amor della patria; ma che per continuarla e

trarla a conclusione era necessario l'usare ancora l'aspettativa

dell'interesse, e la speranza delle ricompense.

Ripugnava molto dapprima il congresso ad ammettere questo desiderio del

capitano generale, o fosse, che gli paresse cosa troppo insolita, o che

non volesse gravare lo Stato di tanto peso, ovvero che si credesse, che

le promesse delle terre da concedersi giusta una precedente legge, della

quale abbiamo a suo luogo favellato, sì agli uffiziali che ai soldati,

dovessero bastare alle voglie degli uomini temperati. Ma infine vinto

dalla necessità decretò, che una provvisione di mezza paga a vita fosse

concessa agli uffiziali dell'esercito, intendendosi però, che fosse in

facoltà del governo il riscattarla colla somma delle mezze paghe di sei

anni da quegli uffiziali, ch'esso crederebbe conveniente. Poco poi con

un'altra risoluzione ristrinse le ricompense delle mezze paghe al solo

termine di sette anni, facendo tempo dalla conclusione della guerra.

Queste risoluzioni, se furono opportune, furono anche di soverchio

tarde, nè abbastanza spontanee da parte del governo. Imperciocchè già

più di dugento de' migliori uffiziali avevano preso le licenze; e per

parlar col proverbio, quei benefizj, che sono stati appiccati un pezzo

fra le dita del donatore, non riescono grati a nissuno. Senza di che

doveva il congresso considerare, che gli stabilitori degli Stati nuovi

non comandano, ma obbediscono ai soldati, e che giacchè si ha un bisogno

tanto indispensabile dell'opera loro, e non si può loro contrastare,

miglior partito è il vezzeggiargli.

Storia della Guerra della Independenza degli Stati Uniti di America, vol. 3 · 第 9 / 31 段