Washington parimente tutto era in questo, che si spirasse nuovo coraggio

al cuore dei soldati, facendo creder loro, che per niente dimostrati si

fossero inferiori ai nemici, e che un'altra volta si sarebbe potuto

ottener ciò, che al Brandywine era stato lasciato dubbio. Lasciava

intanto riposare un dì gli suoi nel contorni di Germantown, mandando

però sulla destra riva dello Schuyl-kill sino a Chester le genti più

spedite e più intiere, acciocchè spiassero gli andamenti del nemico,

frenassero le sue gualdane, e nel medesimo tempo raccogliessero gli

Americani sbrancati, ed erranti alla sfidata. Egli intanto era ito in

Filadelfia, dove era sovente col congresso a fine dì accordar con esso

lui quello che per rimedio delle cose afflitte fosse da fare. Ma il dì

quindici partitosi dalla città, e traversato di nuovo lo Schuyl-kill

dalla sinistra sulla destra riva con tutto l'esercito, se ne andò per la

via di Lancastro sino a Warren, stabilmente risoluto a combattere

un'altra volta il nemico, ovunque il trovasse. Credendo poi, che questi

molto fosse impedito dai malati e dai feriti, ordinò a Smallwood,

ronzasse coi corridori più lesti sul fianco di lui ed alla coda, e gli

facesse tutto quel male che potesse. Scassinavasi nel medesimo tempo il

ponte di Filadelfia posto sullo Schuyl-kill, acciocchè all'uopo si

potesse rompere del tutto. Il generale Amstrong colle bande

pensilvaniche stava alla difesa del fiume, e l'ingegner francese De

Portail con molta industria lo fortificava.

Ma Howe, passata la notte degli undici sul campo di battaglia, avviò il

giorno seguente un forte squadrone sotto gli ordini del generale Grant a

Concordia, al quale venne poscia a congiungersi Cornwallis. L'uno e

l'altro procedettero a Chester sulle rive della Delawara, come se fosse

per correre improvvisamente a Filadelfia. Howe voltò il grosso

dell'esercito alla strada su per Lancastro, e già era arrivato il giorno

sedici a Goshen, quando ebbe ad un tratto l'avviso, che Washington si

avvicinava con tutte le sue genti per combattere, ed era già arrivato a

sei miglia distante. L'una parte e l'altra si apparecchiava alla

battaglia, e già i primi feritori si avvisavano; quando ecco, che

sopravvenne una sì grave scossa d'acqua, che divenuti molli e fracidi i

soldati, il continuar nel combattimento diventò ad ambi gli eserciti

cosa impossibile. Gli Americani massimamente ne ricevettero grandissimo

danno nelle armi e munizioni loro. I focili degli archibusi, grossamente

lavorati, non combaciando davano via all'acqua che trapelava, ed umidiva

le polveri sui foconi. Istessamente le fiaschette dove il soldato suol

tenere i cartocci, per la mala costruzione loro, non arrestando l'acqua,

questi ne furono guasti, e diventarono inabili all'accendersi. Tutte

queste cose imponevano a Washington necessità a dover temporeggiare.

Perciò ritirò un'altra volta le genti al di là dello Schuyl-kill,

passando a Parker's-ferry, e pose gli alloggiamenti lungi il

French-creek, o sia Rivo Francese. Ma siccome per questa mossa

Smallwood, troppo lontano, rimaneva esposto a qualche fazione improvvisa

da parte del nemico, ordinò a Wayne, andasse a scorrazzare con una forte

squadra alle spalle di lui, ed ogni ingegno ponesse per accozzarsi con

Smallwood. Procedesse però con molta cautela per non aprir niun varco al

nemico, onde potesse offenderlo.

La malignità del tempo impedì agl'Inglesi di dar dietro agli Americani.

Solo restringevano le genti troppo sparpagliate, ed andavano a campo a

Trydruffyn, donde mandarono una frotta a pigliar certe farine ed altre

munizioni, che i repubblicani avevano lasciato a Valley-forge.

Howe ebbe spia, che Wayne con quindici centinaia di soldati andava

buzzicandosi per le vicine selve sul fianco suo sinistro ed alle spalle.

Dubitò perciò di qualche improvviso danno, e si determinò a voler far

provare a Wayne quello che questi intendeva di far provar a lui. La

notte dei venti mandò il generale Gray con due colonnelli di gente

scelta, ed alcuni fanti leggieri a sorprendere l'inimico. Governò Gray

l'impresa con molta prudenza e celerità. Passando per tragetti arrivò a

un'ora della mattina inosservato vicino al campo di Wayne, e, oppresse

le prime sentinelle morte, che stavano alle vedette, si avventò,

marciando i suoi soldati al lume dei fuochi che accesi avevano, contro i

nemici sonnacchiosi e spaventati. In mezzo a quel buio ne fu fatta

grande strage colle baionette. Perdettero gli Americani molta gente con

le bagaglie, le armi e le munizioni. Sarebbero anche stati maggiormente

consumati, e forse tutta la schiera stata sarebbe tagliata a pezzi, se

non che risentitosi finalmente il campo de' repubblicani, e Wayne non

punto smarritosi in quell'estremo frangente, furon in fretta posti in

ordinanza alcuni pochi reggimenti, i quali valorosamente difendendosi

fecero retta contro l'impeto del nemico, sicchè le altre genti ebbero

facoltà di potersi salvare. La perdita degl'Inglesi fu di poco o niun

rilievo. Mentre così si combatteva nella selva allo scuro, Smallwood,

che veniva per congiungersi con Wayne, già era pervenuto ad un miglio

vicino al campo di battaglia. E se avesse guidato soldati più valorosi

che quelli non erano, che il seguitavano, avrebbe potuto far in modo,

che i vincitori si cambiassero in vinti. Ma quelle milizie, le quali,

pei romori che correvano nel paese, già stavano coll'animo molto

sollevato, udito prima un po' di strepito, e poi vedute comparire alcune

frotte di nemici, che perseguitavano le genti di Wayne, non istettero

più ad udire o veder altro; ma incontanente si difilarono in rotta.

Assicuratosi con questa vittoria il generale inglese alle spalle, si

consigliò di volere, o sforzar l'Americano di venirne ad una battaglia

giudicata, od allontanarlo talmente da Filadelfia, che, passato

improvvisamente lo Schuyl-kill, potesse alla sicura volgersi a dritta,

ed andare ad impadronirsi di questa città. A questo fine iva aggirandosi

con varie mosse sulla destra del fiume, molto opportune per far credere

a Washington, che l'intento suo fosse di marciare all'insù, e passato il

fiume là, dov'era meno grosso, e più facilmente guadoso, spuntar l'ala

sua dritta, ed impadronirsi dei magazzini pieni di vettovaglie e di

armamento, che si erano fatti a Reading. Per opporsi ad un tanto danno

l'Americano ritrasse il suo esercito più in su, ed andò a por gli

alloggiamenti a Pottsgrove. La qual cosa intesa, Howe varcò

improvvisamente, e senza resistenza alcuna con tutto l'esercito lo

Schuyl-kill in due luoghi a Gordon-ford, e più sotto a Fat-land-ford. La

notte dei 23 tutto l'esercito inglese alloggiò sulla sinistra riva del

fiume, trovandosi tra l'esercito di Washington e la città di Filadelfia.

Questa città non aveva più difesa alcuna, e già dovevasi riputare, come

se venuta fosse in balìa degl'Inglesi, seppure il generale americano non

si determinava a cimentarsi in una battaglia giudicata. Ma egli

consigliandosi più colla prudenza, che coi desiderj e le vociferazioni

dell'universale, si astenne dal venirne a questo fatale sperimento,

giudicando, temerario e precipitoso partito fosse il pericolare lo stato

dell'America all'incerto esito di una campale giornata. Aspettavansi di

breve le restanti genti di Wayne e di Smallwood, gli stanziali da

Peek's-hill, e le bande paesane della Cesarea sotto i comandamenti del

generale Dickinson. Erano i soldati non istracchi, ma rifiniti dalle

continue mosse, dalle malvage strade, dalla fame, da ogni spezie di

patimenti. Fatta una Dieta, e considerata la condizione dell'esercito,

tutti deliberarono di rimanersene nei presenti alloggiamenti per

concedere qualche riposo alle logore genti, e dar tempo, arrivassero gli

aiuti, che di già erano vicini. Deliberò Washington di procedere in ogni

cosa con modo cauto e circospetto per prender poi quelle occasioni, che

Dio per la gloria della pia impresa, e per lo bene della repubblica gli

avesse posto innanzi. Così fu abbandonata del tutto Filadelfia, come

sicura preda del nemico.

Quando si ebbero in questa città le nuove della dirotta pioggia, che

nella giornata dei sedici aveva impedito i due eserciti dal venirne alle

mani, e costretto l'Americano a ritirarsi sulla sinistra dello

Schuyl-kill, si era sciolto il congresso, aggiornandosi il giorno

venzette a Lancastro. Si votarono nel medesimo tempo con grandissima

sollecitudine i magazzini, e gli archivj pubblici, ed il navilio, che

presso la vicina spiaggia era sorto, si ritrasse alle parti superiori

della Delawara. Si sostennero venti e più gentiluomini, la maggior parte

della generazione dei Quaccheri, scopertisi nemici allo Stato, non

volendo essi, richiesti, fare il giuramento di leanza. Si mandarono a

confine a Stanton di Virginia. Il congresso concedette a Washington,

poichè egli aveva eccitalo tale concetto della sua virtù, che pareva,

che in lui sicuramente riposar potessero le speranze della repubblica,

la stessa autorità dittatoria, che gli era stata concessa dopo le rotte

della Cesarea. Poscia, crescendo ogni ora più il romore della venuta

degl'Inglesi, abbandonò del tutto la città. Lord Cornwallis il giorno

ventisei di settembre entrò in Filadelfia con una coda di granatieri

inglesi ed essiani. Il rimanente esercito si lasciò alle stanze di

Germantown. Così venne la ricca e popolosa città di Filadelfia, capo di

tutta la lega, dopo un aspro conflitto, e dopo molti non meno bene

considerati, che penosi avvolgimenti dei due eserciti, in poter dei

reali, nella quale i Quaccheri, che rimasti vi erano, e tutti gli altri

leali gli ricevettero con grandissime dimostrazioni di allegrezza.

Washington calandosi giù per la sinistra sponda dello Schuyl-kill si

avvicinò a diciotto miglia di Germantown, e pose gli alloggiamenti a

Shippach-creek, avendo nell'animo di accomodare quindi i suoi consiglj

ai progressi delle cose.

Insignoritisi gl'Inglesi della città di Filadelfia, dalla perdita della

quale gli Americani non solo non si sgomentarono tanto, quanto quelli si

erano dati a credere dover avvenire, ma ancora non si perdettero d'animo

nè punto, nè poco, applicarono tosto l'animo a piantar batterie sulla

Delawara per signoreggiare tutta la larghezza del fiume, proteggere la

città da ogni insulto per la via dell'acqua, ed interrompere a'

repubblicani la navigazione dalle parti basse alle alte, e dalle alte

alle basse. Mentre stavano in tal modo gl'Inglesi lavorando alle

batterie, gli Americani colla fregata la Delawara sorta a cinquecento

passi di distanza, e con altri legni minori incominciarono a fulminare

colle artiglierie loro i palaiuoli e maraiuoli; dal che ne ricevettero

essi nelle imperfette trincee, e la città stessa molto danno. Ei pare

però che non abbiano saputo acconciamente giovarsi di quella pratica,

che avevano dei luoghi nel fiume, dimodochè alla decrescente la fregata

rimase nelle secche, e non si potè rimettere a galla. Della qual cosa

accortisi gl'Inglesi, incominciarono a trarle contro colle artiglierie,

e ciò fecero tanto aggiustatamente, che, abbassata la tenda, si arrendè.

Poscia colle medesime artiglierie fecero allontanare e rifuggire all'in

su le altre navi minori con perdita di un giunco, che andò a traverso

sulla riva.

Avevano gli Americani, dubitando di quello che avvenne, cioè di non

poter preservare Filadelfia, interrotto con ogni maniera d'impedimenti

il corso della navigazione per la Delawara, affinchè l'armata inglese

non potesse per la via del fiume alcuna comunicazione avere

coll'esercito, che fosse entrato in quella città. Sapevano che quello di

Washington sarebbe per l'accostamento di nuove genti fra poco tempo

ingagliardito, e che allora correndo il paese avrebbe impedito le

vettovaglie agl'Inglesi. Dal che ne sarebbe nato, che quando non

avessero la facoltà del cibarsi per la via del fiume, sarebbero fra

breve stati costretti ad abbandonarla. A questo fine avevano costrutto

un Forte, e piantato artiglierie su di una isola piana, bassa e

maremmana, o per meglio dire uno scanno di mota e di sabbia posto a

rincontro delle bocche dello Schuyl-kill nella Delawara, la quale dalla

natura sua chiamano Mud-island, che vuol dire Isola della Mota. Sulla

opposta riva della Cesarea in luogo chiamato Red-bank avevano rizzato un

altro simil Forte, e munitolo di grosse artiglierie. In mezzo poi alle

acque navigabili del fiume avevano affondato parecchie file di quei

triboli tra l'un Forte e l'altro, dei quali già altre volte abbiam

favellato. Tre miglia più sotto avevano parimente ficcato altre

somiglianti file di triboli, e sulla vicina riva della Cesarea in un

sito chiamato punta di Billing fatto larghe trincee, le quali,

quantunque ancora non fossero a fine condotte, potevan però, già

guernite di artiglierie essendo, grandemente noiare il nemico, che si

attentasse di scostare dal luogo loro i triboli. Sopra poi, e presso

all'una e l'altra fila di questi triboli, stanziavano molte galere

fornite di grossi cannoni, due batterie galleggianti, e molti altri

legni minori, tutti bene armati con alcuni brulotti.

Conoscevano gl'Inglesi di quanta importanza fosse l'aprirsi la via

libera al mare per mezzo della Delawara; poichè le cose loro non

potevano mai riputarsi quiete e sicure, mentrechè le genti del nemico

avessero qualche ricetto sulle rive del fiume; ed andavano avvisando i

mezzi da poter ottenere prestamente questo fine. Già fin dal dì, che

avevano vinto la giornata di Brandywine, Lord Howe, che comandava a

tutta l'armata, aveva dirizzato il corso alle bocche di quel fiume, e di

già vi erano giunte alcune navi più sottili, e tra le altre il Roebuck,

condottevi dal Capitano Hammond. Fece questi sentire al generale Howe,

che, ov'ei mandasse una buona presa di genti ad assaltare sulle rive

della Cesarea il Forte della punta di Billing, facil cosa era il

conquistarlo; e che in tal caso gli bastava la vista di aprire un varco

alle navi tra le file dei triboli. Approvato il consiglio, mandò il

generale a questa fazione, il colonnello Stirling con due reggimenti.

Varcato il fiume a Chester, e posto piede sulle terre cesariane si avviò

rattamente ad assalir il Forte a ritroso. Gli Americani, credendosi di

non poter sostenere il nemico, che veniva di rovescio, precipitosamente

lo abbandonarono, non senza però aver prima chiodate le artiglierie, ed

arse le baracche. Entrati dentro gl'Inglesi guastarono il tutto, e

massimamente quei bastioni, che fronteggiavano il fiume. Assicurato in

tal modo dalle offese, che poteva ricevere dalle parti di terra,

Hammond, dimostrandosi in ciò prontissime le ciurme delle sue navi,

procedette alla difficil opera di aprir la via a traverso dei triboli.

Nel che tanto fece, e tanto s'affaticò, che finalmente, cansatone

alcuni, ed altri cavatone, riuscì nel suo intento. Aprì adunque uno

stretto callone per le file inferiori dei triboli, pel quale potevano,

sebbene non senza molta difficoltà, le navi inglesi passare, e recarsi

contro le file superiori, l'Isola della Mota ed il Red-bank.

Ritornarono, compiuta la spedizione loro, i due reggimenti dello

Stirling a Chester, dove venne a trovargli un altro mandatovi apposta,

acciocchè tutti e tre fossero di sufficiente convoglio ad una grossa

quantità di vettovaglie, che si dirizzavano al campo.

In questo mezzo Washington, il quale dimorava tuttavia nel suo campo di

Shippach-creek, avuto intenzione, che Howe aveva indebolito il suo

esercito coll'aver mandato i tre reggimenti alle raccontate fazioni, e

per aver lasciato Cornwallis con quattro battaglioni di granatieri, come

presidio in Filadelfia, giudicò, che questa fosse una occasione da non

ne aspettar un'altra. Si risolvette perciò a volersi valere

dell'opportunità, assaltando improvvisamente l'esercito britannico, che

stava accampato ne' suoi alloggiamenti di Germantown. Al qual partito

tanto più confidentemente si accostò, che già aveva ricevuto i rinforzi

di Peek's-hill, e le cerne della Marilandia.

Alloggiava l'esercito britannico in Germantown, grosso borgo posto a

dodici miglia distante da Filadelfia sullo stradone, che da questa città

guida alle parti di tramontana. Esso è sì fattamente edificato, che

molto stretto essendo, si distende in lunghezza da una parte e

dall'altra dello stradone per lo spazio di due miglia. Il campo poi

delle genti regie era in tal modo ordinato, che la fila traversava ad

angoli retti il borgo, distendendosi l'ala sinistra sino allo

Schuyl-kill, e la dritta fuori del borgo medesimo un pezzo verso

levante. A fronte di quella un po' più in su verso il campo americano

alloggiavano, come quasi una prima schiera, i fanti ed i corridori

tedeschi armati alla leggiera; ed in fronte alla seconda un battaglione

di fanti leggieri inglesi coi corridori della reina. La battaglia poi,

che stanziava dentro il borgo, era guardata pure da fronte dal

quadragesimo, e da un altro battaglione di fanti leggieri, i quali

stanziavano in capo alla Terra a tre quarti di miglia innanzi.

Washington si risolvette a voler attaccar la giornata improvvisamente

coll'inimico, sperando, che, se lo potesse rompere, trovandosi quello

non solo lontano, ma ancora separato affatto dal suo navilio, avrebbe

potuto condurlo ad un totale sterminio. Ordinò le sue genti in modo, che

gli squadroni di Sullivan e di Wayne, fiancheggiati dalla brigata del

Conway, dovessero, assaltando il fianco dritto dell'ala sinistra e la

battaglia inglese, entrare dentro la Terra per la via principale di

Chesnut-hill; gli squadroni di Greene e di Stephens, fiancheggiati dalla

brigata di Macdougall, dato una giravolta verso levante, fossero per

attaccar il fianco sinistro dell'ala dritta, e, rottala, entrassero da

lato per la via delle fornaci da calce. L'intendimento di Washington

era, che impadronitosi con questo doppio sforzo di Germantown, venissero

separate e disgiunte l'una dall'altra le due ali dell'esercito inglese;

la qual cosa gli avrebbe dato una compiuta vittoria. Perchè poi il

fianco sinistro dell'ala sinistra inglese non potesse, ristringendosi,

correre in soccorso del destro, comandò, che il generale Armstrong colle

milizie della Pensilvania girasse verso lo Schuyl-kill, e, scendendo per

la sinistra riva di questo fiume, minacciasse e di costa ed alle spalle

quel fianco. Istessamente, acciocchè il fianco destro dell'ala destra

dell'esercito britannico non potesse andar in aiuto del sinistro, il

quale stanziava presso le mura del borgo, fece volteggiare a levante i

generali Smallwood e Foreman colle milizie marilandesi e cesariane,

acciò comparsi improvvisamente alle spalle del fianco destro, e lo

tenessero a bada, e lo disordinassero. Gli squadroni del lord Stirling,

e le brigate dei generali Nash e Maxwell stavano alle riscosse.

Schierato adunque nel modo che si è detto l'esercito repubblicano,

commise Washington, che si toccasse la levata. Perilchè, lasciati gli

alloggiamenti di Shippach-creek, marciarono contro i reali la sera dei

tre ottobre alle ore sette. I corridori battevano le strade per

intraprendere chiunque avrebbe potuto portar le nuove dell'imminente

assalto al capitano britannico. Washington istesso accompagnava di

persona lo squadrone di Sullivan e di Wayne. Procedevano fra l'oscurità

della notte tacitamente e velocemente. Alle tre della mattina dei

quattro le prime scolte inglesi diedero al grosso delle genti l'avviso

di quello ch'era. Tosto il campo si risentì, e vi si diè all'armi;

ognuno andava a pigliare il suo posto con molta fretta, e non senza

qualche disordine, essendo la cosa improvvisa. Gli Americani

sopraggiungevano a levata di sole. Cacciate da Conway le prime scolte,

si avventavano a slancio contro il battaglione dei fanti leggieri.

Contrastavano questi valorosamente un pezzo; ma finalmente sopraffatti

dal numero furono espugnati. Gli Americani, perseguitandogli, gli

rincacciarono nel villaggio. La fortuna pareva in quella prima giunta

dar favore alla impresa loro: e certamente, se si fossero fatti padroni

di tutta la Terra, avrebbero ottenuto una segnalata vittoria. Ma in

questo mentre il luogotenente colonnello Musgrave con sei compagnie si

era riparato dentro di una casa forte e grossa, situata in capo alla

Terra, e di ella facendo fioccare sugli assalitori le archibusate,

impediva loro di recarsi più avanti. Diedero gli Americani furiosamente

la battaglia a questo inaspettato nido del nemico; ma quei di dentro

continuarono a difendersi risolutamente. Accostarono i cannoni per

batterla; ma tale era l'intrepidezza dei soldati del Musgrave, e la

spessezza dei tiri loro, che non si potè far frutto alcuno.

Storia della Guerra della Independenza degli Stati Uniti di America, vol. 3 · 第 7 / 31 段