condotto, ed ogni giorno diventando più deboli le speranze del soccorso,
stimò, fosse necessaria cosa il diminuire le provvisioni giornaliere dei
soldati. La qual cosa, quantunque grave, sopportò con molta prontezza
l'esercito. Le cose continuarono in questo stato sino ai sette
d'ottobre, giorno, in cui avvicinatosi già a quattro o cinque di quello,
oltre il quale non si sarebbe potuto durare, il generale inglese si
determinò di voler far un motivo sulla sinistra del nemico, a fine di
scoprire, se possibile fosse di passare, quando si volesse andar avanti,
o di sloggiare l'inimico, quando si volesse dare indietro, o ad ogni
modo di uscire alla busca per raggranellar provvisioni. Era forzato per
necessità a tentare qualche partito notabile. Fece adunque un nodo di
quindici centinaia di buoni soldati stanziali, ai quali comandava egli
stesso accompagnato da Philipps, Reidesel e Frazer, capitani tutti di
ottima mente e di egregio valore. Aveva con sè due cannoni da dodici
libbre di palla, sei da sei, e due obici. La guardia del campo fu
commessa sulla dritta verso i poggi ai brigadieri generali Hamilton e
Specht, sulla sinistra verso il fiume al brigadiere Gall. Non potè
Burgoyne uscire dagli alloggiamenti più grosso, trovandosi così vicino,
e tanto superiore di forze l'inimico. Con questa schiera intendeva di
cominciar la battaglia. Aveva poi ordinato, che mentre ella dava dentro,
alcune compagnie di stracorridori indiani e leali, passando per
tragetti, girassero sul fianco sinistro degli Americani, ed andassero a
mostrarsi loro alle spalle. Già si era mossa la schiera, ed uscita dal
campo, ita era porsi in ordinanza a tre quarti di miglio sulla sinistra
del nemico, e faceva le viste di volersi far avanti, e di stendersi per
passare oltre il sinistro fianco di lui. Ma Gates, che stava a riguardo,
accortosi benissimo del disegno degl'Inglesi, pigliò tosto con molta
avvedutezza il partito di dare un improvviso e gagliardo assalto alla
sinistra punta della schiera suddetta, sperando in tal modo di separarla
intieramente dal rimanente esercito, e di mozzarle la via agli
alloggiamenti. Andarono gli Americani all'assalto con incredibile
impeto; ma trovarono un duro incontro, perchè il maggior Ackland alla
testa de' granatieri gli sostenne molto risolutamente. Gates, veduta la
cosa, mandò spacciatamente nuovi rinforzi a' suoi, di maniera che
potettero assaltar tutto ad un tempo anche il destro squadrone di
quest'ala sinistra della schiera inglese, nel quale si trovavano i
lanzi. Quindi è, che non fu fatto abilità al generale britannico di
smuovere dal luogo loro, siccome desiderato avrebbe, una parte di questi
lanzi per andarne a formare una seconda fila di riscossa dietro quella
punta sinistra, che si trovava in maggiore pericolo. Sulla destra della
schiera inglese non si combatteva peranco, allorquando i capitani
britannici si accorsero, che il nemico con una grossa squadra girava sul
loro fianco destro con intenzione manifesta di tagliar loro il ritorno
agli alloggiamenti. Per render vano questo pericoloso disegno del
generale americano, si ordinò ai fanti leggieri ed al vigesimo quarto,
si arringassero, come schiera di riscossa, e per protegger la ritirata,
dietro l'ala dritta. Nel mentre che questa mossa si eseguiva,
sopravveniva furiando Arnold con tre reggimenti, ed assaltava da fronte
quest'ala medesima. Nel medesimo tempo Gates mandava nuovi aiuti a
coloro fra suoi, che combattevano contro la punta sinistra inglese.
Quivi gl'Inglesi, tenuta un pezzo la puntaglia, finalmente si
disordinarono, e voltarono in fuga. Si avviavano a corsa i fanti
leggieri, ed il vigesimo quarto per fermar il corso della vittoria al
nemico. S'incontrarono nei corridori americani, i quali già inondavano,
e ne seguì una feroce mischia con morte di molti da ambe le parti. Morì
in questo conflitto il generale Frazer, il quale per la scienza e pel
valore teneva luogo fra i primi. In questo momento tutta la schiera
inglese si trovava in grandissimo pericolo. Nè minore era quello che
correvano gli alloggiamenti; imperciocchè il nemico gagliardo e
vittorioso andava per assaltargli, dove, se giunto fosse prima della
schiera che si ritirava, poca speranza si poteva avere di difendergli.
Adunque Philipps e Reidesel, eseguendo gli ordini del capitano generale,
raccolte il meglio, ed il più tosto che potettero, tutte quelle
compagnie, che ancora combattuto non avevano, s'ingegnarono di
proteggere la ritirata delle genti sconfitte, mentre Burgoyne coll'ala
dritta perseguitato fieramente dall'Arnold si ritraeva a grande stento
anch'esso verso gli alloggiamenti. Gli uni e gli altri, sebbene a
fatica, vi arrivarono, ed entrarono dentro, lasciati però sul campo di
battaglia molti morti e feriti, massimamente artiglieri, i quali in
questa giornata fecero con non minor gloria loro, che danno dei nemici
maravigliose pruove. Vennero anche in poter degli Americani sei pezzi di
artiglieria.
Ma qui non ebbe fine il fortunoso combattimento. Appena erano gl'Inglesi
entrati negli alloggiamenti loro, gli Americani seguendo l'impeto della
vittoria gli affrontarono da diverse parti con incomparabile ardire,
malgrado la furiosa tempesta di cannonate a scaglia, e di archibusate
che loro piovevano addosso. Arnold sopra tutti, il quale pareva in
questo giorno, fosse fuori di sè per l'agonia di menar le mani, ed i
pericoli cercasse piuttosto con bestial furore, che con valore umano,
abbandonatamente assaltò le trincee in quella parte, dove stavano alla
guardia i fanti leggieri inglesi sotto i comandamenti del lord Belcaro.
Ma gl'Inglesi con audacia inestimabile si difendevano. La battaglia fu
dura, lunga e sanguinosa. Infine, quando già s'abbuiava, Arnold,
superati tutti gli ostacoli, si sospinse per maladetta forza dentro il
vallo con pochi dei più animosi. Ma in questo punto fu sconciamente
ferito in quella gamba medesima, la quale già gli era stata guasta
nell'assalto di Quebec. Fu costretto con grandissimo suo cordoglio a
ritirarsi. I suoi tuttavia seguitavano a menar le mani, difendendosi
però sempre gli Inglesi gagliardamente, e, fatto già notte, anch'essi
finalmente si ritirarono.
Ma non si combattè così felicemente pei reali da un'altra parte. Quella
squadra di repubblicani, la quale condotta dal luogotenente colonnello
Brooks iva allargandosi sull'ala dritta dei regj, dato una gran
giravolta, erasi recata ad assaltar il destro fianco degli
alloggiamenti, e combattendo ferocemente si sforzava di entrarvi. Stava
alla difesa di questa parte del campo Breyman co' suoi lanzi. Questi non
mancarono a sè stessi, e con gran valore si affaticarono di risospingere
gli assalitori. Ma morto sulle prime Breyman, si disordinarono, e
dettero luogo all'impeto degl'inimici. Furono tutti o fugati, o fatti
prigionieri, o tagliati a pezzi. Perdettero tutte le tende, le bagaglie
e le artiglierie. Entrarono gli Americani, e piantarono gli
alloggiamenti loro dentro il campo inglese. Udite Burgoyne le novelle di
sì tristo caso, ordinò, si andasse a rincacciar il nemico. Ma o sia la
notte, ch'era sopraggiunta, o lo sbigottimento delle genti, che sel
facessero, i comandamenti suoi non ebbero effetto, e gli Americani
continuarono a dimorare nel luogo, che con tanta gloria acquistato
avevano. In tal modo s'erano questi aperto il passo sul fianco destro,
ed alle spalle dell'esercito inglese. Le altre schiere americane
stettero tutta la notte in armi ad un mezzo miglio distante dal campo
inglese. La perdita dei morti e dei feriti fu molto grave da ambe le
parti; ma più da quella degl'Inglesi, de' quali ne furon anche fatti
prigioni non pochi. Il maggiore d'artiglieria Williams e l'Ackland dei
granatieri furono nel numero di costoro. Molti pezzi d'artiglieria
vennero in poter dei repubblicani, con tutte le bagaglie dei Tedeschi, e
molte munizioni da guerra, delle quali avevano grandissimo bisogno.
Aspettavano gli Americani impazientemente il nuovo dì per rinnovar la
battaglia. Ma trista, ed oltre ogni dire pericolosa era la condizione
dell'esercito britannico, la quale però sopportava con maraviglioso
coraggio. Il continuar a starsene in quel sito era un esporsi l'indomani
ad una inevitabile rovina. Gli Americani più potenti e più arditi, e per
l'adito che già aperto si erano al destro fianco, e per le altre parti
ancora poco difendevoli, si sarebbero certamente fatto la via per ogni
dove nel campo, e l'esercito inglese sarebbe stato condotto ad un totale
sterminio. Pertanto si determinò Burgoyne a mutar gli alloggiamenti; il
che eseguì con mirabil ordine, e senza perdita veruna, facendo per a mò
di conversione retrograda dell'ala dritta, girando sulla sinistra che
stava ferma, ritirare indietro le sue genti presso il fiume su certi
poggi, che stavano a sopraccapo all'ospedale. In questa positura aveva
le spalle volte al fiume, la dritta all'in su, e la manca in giù della
sua sponda.
Aspettavano il giorno seguente nel nuovo campo loro gl'Inglesi la
battaglia. Ma Gates da quel capitano sperimentato ch'era, avendo buono
in mano, non volle rimescolare, abborrendo dal rimettere in arbitrio
della fortuna quella vittoria, che già era sua. Intendeva, godendosi il
benefizio del tempo, che la fame, e la necessità delle cose compissero
quell'opera che aveva con audace battaglia sì bene incominciata.
Seguirono però questo dì frequenti scaramucce di poco conto. In questo
istesso dì, la sera si fecero nel campo inglese le esequie al generale
Frazer, molto terribili e dogliose pel danno passato, pel pericolo
dell'avvenire, pel desiderio del morto, per l'abbuiar della notte, pel
balenar continuo, e pel rimbombo dell'artiglierie d'America, le quali
strisciando spruzzavano la terra ad ora ad ora sul viso del cappellano
che offiziava.
Ma Gates, il quale già prima della battaglia aveva fatto passare al di
là del fiume rimpetto Saratoga un grosso squadrone di soldati, acciò ne
custodissero il passo, ed impedissero che il nemico non facesse qualche
sdrucito da quella parte, ora ne mandò altrettanti anche ad un guado
superiore. Intanto avviava all'insù due migliaia di soldati scelti,
acciocchè girando sul fianco dritto degl'Inglesi si avvicinassero alla
riva del fiume, sicchè in tal modo sarebbero questi stati accerchiati da
ogni parte. Accortosi di ciò Burgoyne comandò, si ritraesse prestamente
l'esercito a Saratoga, che trovavasi sei miglia più in su sulla medesima
riva del fiume. Incominciavano a muoversi alle nove della sera; ma tal
era la malvagità delle strade, rese ancor più difficili da una continua
pioggia, e tale la debolezza delle bestie da trarre pel difetto degli
strami, che non arrivarono a Saratoga, che in sull'oscurarsi dell'aria
la sera del seguente giorno, stracchi tutti e malconci dalle fatiche e
dai disagi. Lasciarono in poter dei nemici da trecento malati
nell'ospedale, e molte trite cariche di munizioni e di bagaglie. Per
istrada distrussero le case, ed ogni cosa che loro si era parata
davanti. Cessata la pioggia, Gates gli seguitava sempre dietro un
alloggiamento, lentamente e colle briglie in mano, per aver gl'Inglesi
rotti i ponti, e per non dar loro occasione di appiccare con vantaggio
un qualche fatto d'armi. Temendo che Burgoyne con una subita correrìa di
soldati leggieri mandasse ad occupar il passo del fiume vicino al Forte
Edoardo, inviò certe compagnie di milizie nel medesimo Forte, perchè
l'impedissero. Non così tosto vi erano arrivate, che sopraggiungevano i
corridori inglesi; ma, trovato, ch'erano state loro furate le mosse,
tristi e dolenti se ne tornarono. In questo frattempo il grosso
dell'esercito inglese, passata la notte dei nove a Saratoga, ne partì la
mattina dei dieci, e varcò il Fish-kill-creek, che corre nell'Hudson a
tramontana di questa Terra. Speravano i capitani, che avrebbero quivi
potuto ad un solito passo traversar l'Hudson, e trovare scampo sulla sua
sinistra riva. Ma primieramente incontrarono una banda di repubblicani
sulla stanca di Fish-kill-creek, che già stavano lavorando alle trincee
su certi colli; i quali poscia, veduto il grosso numero degl'Inglesi,
attraversarono l'Hudson, ed andarono a congiungersi collo squadrone
principale, che alloggiava al di là, affine di impedire questo passo.
Perduta la speranza di varcar il fiume ne' luoghi vicini a Saratoga, i
capitani britannici voltarono il pensiero all'aprirsi la via sulla
destra riva sino di rincontro al Forte Edoardo, e là, sforzato il passo
con ributtar le genti, che poste vi erano per difenderlo, valicar sulla
sinistra. A questo fine mandarono avanti una compagnia di guastatori con
una scorta di un reggimento di regolari, alcuni feritori alla leggiera,
e leali, acciocchè racconciassero le strade ed i ponti per al Forte
Edoardo. Appena erano costoro partiti, che compariva l'inimico molto
grosso sui colli dalla parte opposta del Fish-kill-creek, il quale
faceva le sembianze di voler passare per attaccare la battaglia.
Richiamaronsi incontanente i regolari ed i feritori. Solo rimasero coi
guastatori i leali, i quali pizzicati appena da una piccola banda, che
andava ronzando intorno, diedero volta, lasciando soli i guastatori,
lavorassero a posta loro. Per la qual cosa disperossi affatto di poter
condurre in salvo le bagaglie e le artiglierie.
A tante difficoltà venne anche ad aggiungersi questa, che i
repubblicani, i quali stavano attelati lungo la riva sinistra del fiume,
ad ogni passo traevano contro i battelli carichi di munizioni e di
arnesi da guerra, che avevano, navigando a ritroso, seguitato l'esercito
dopo la sua partita da Still-water. Molti di questi battelli erano stati
presi, alcuni ripresi con perdita di gente da ambe le parti. Finalmente
e' bisognò per minor male sbarcar le munizioni, e ridurle sui poggi;
opera, che molto accrebbe di fatica al già tanto stracco esercito.
Ora era giunta al colmo la sfortuna delle genti britanniche, ed altro
non s'appresentava alla mente sì dei capitani, che dei soldati, che un
totale sterminio, od un pregiudiziale accordo. Il voler passar il fiume
così grosso, essendo la sinistra riva con tanta gelosia e da tante genti
guardata, e vicino un sì potente nemico gonfiato dall'aura della
vittoria, era impresa non che temeraria, disperata. Il ritirarsi per la
destra con questo medesimo nemico alla coda, per istrade cotanto
difficili ed intricate, era un partito piuttosto impossibile ad
eseguirsi, che malagevole. Ogni cosa presagiva una inevitabile
catastrofe. Eppure in mezzo a tanta calamità si apriva ag'Inglesi
qualche speranza di bene, e l'occasione di poter ad un tratto ristorar
la fortuna della guerra. Erano i due eserciti separati l'uno dall'altro
solamente dal Fish-kill-creek. La fama, che magnifica tutte le cose, a
motivo di quelle poche genti, che stat'erano mandate da Burgoyne per
iscorta ai guastatori sulla via al Forte Edoardo, aveva fatto credere a
Gates, che tutto l'antiguardo e la battaglia dell'esercito britannico si
fossero già buona pezza avviati alla volta di quel Forte, e che solo
rimanesse nelle pianure di Saratoga la dietroguardia; la quale venne
tosto in isperanza di potere con tutte le forze sue assaltare ed
opprimere. A questo fine la mattina degli undici ottobre Gates ogni cosa
ordinò all'assalto. Intendeva di pigliar l'occasione di una folta
nebbia, la quale in quelle regioni, ed a quella stagione oscura
solitamente l'aria sin poco dopo la levata del sole, passare molto per
tempo il Fish-kill, assaltar una batteria, che Burgoyne aveva piantato
sull'altra riva, e, superatola, correre incontanente contro le genti
nemiche. Ebbe Burgoyne certo avviso della cosa, e guernita prima molto
bene la batteria, aveva tutte le sue genti affilate, come in agguato,
dietro alcune macchie, che ingombravano le rive del fiume. Ordinatosi in
tal modo aspettava la vicina battaglia; e stante la vana credenza del
nemico, aveva grandissima confidenza della vittoria. Già la brigata del
generale americano Nixon aveva guadato il rivo, e seguitava quella del
generale Glover. Ma come prima pose questi il piede nell'acqua per
passare, ebbe lingua da un disertore inglese, che non già il solo
retroguardo, ma tutto intiero l'esercito reale si trovava ordinato alla
battaglia sull'altra riva. Intesa la cosa Glover si ristette, e mandò
dicendo a Nixon, il quale si trovava nell'imminente pericolo di essere
tagliato a pezzi, non istesse a soprastare, ma immediatamente si
ritraesse sulla destra riva. Mandò anche informando Gates di quello, che
accadeva. Questi rivocò tosto gli ordini, e comandò ritornassero tutti,
e stessero ai luoghi loro. Nixon in buon punto ricevè l'avviso di
Glover; perciocchè un quarto d'ora dopo stato sarebbe troppo tardi.
Indietreggiò spacciatamente; ma non sì, che, dileguatasi la nebbia prima
che avesse ripassato, non fosse il suo retroguardo noiato dalle
artiglierie inglesi con perdita di alcuni soldati.
Riuscita vana questa speranza, Burgoyne andava considerando, se qualche
altra via rimanesse a salvar l'esercito. Fatta una Dieta, deliberarono,
si dovesse, marciando velocemente di notte tempo, arrivare al fiume
nelle vicinanze del Forte Edoardo, e là con un repentino assalto
sforzare il passo, o sotto o sopra il Forte medesimo. E perchè i soldati
camminar potessero più speditamente, si risolvettero ad abbandonare le
artiglierie, le bagaglie, il carreggio e tutti gl'impedimenti.
Portassero i soldati di che logorare per alcuni dì, sinchè arrivar
potessero al Forte Giorgio. Ognuno si apparecchiava a mandar ad effetto
l'intento del capitano. Ma Gates, che aveva presentita la cosa, ci aveva
già fatto contro gli opportuni provvedimenti. Aveva comandato a quelle
bande, che guernivano la sinistra riva dell'Hudson, stessero molto
vigilanti, ed aveva anche ingrossate le guardie poste ai luoghi, dove
Burgoyne disegnava di varcare. Ordinava loro, sostenessero il nemico,
fino a tanto che arrivasse egli alle spalle con tutto l'esercito. Oltre
a ciò faceva accampare una grossa schiera su certi poggi tra i Forti
Edoardo e Giorgio, ed aveva imposto ai Capi, che diligentemente vi si
affortificassero.
Aveva Burgoyne mandato avanti ormatori per riconoscere il paese, e
soprattutto per esplorare, se si potesse sforzare il passo del fiume al
Forte Edoardo. Ritornaron dicendo, che le strade erano oltre ogni
credere rotte e difficili; che i nemici erano sì spessi e sì vigilanti
sulla sinistra riva, che avrebbero di leggieri ogni mossa osservata,
benchè piccola, ch'essi fatto avrebbero sulla destra; e che i passi al
Forte erano sì diligentemente guardati, che lo sforzargli senza
artiglierie era cosa del tutto impossibile. Dissero ancora del forte
campo posto sui poggi tra i due Forti. Queste sinistre novelle, giuntovi
eziandio, che Gates col grosso del suo esercito era così vicino, e tanto
stava attento alle vedette, che non avrebbero le genti inglesi potuto
dare un passo, che subito non le seguitasse, troncarono a Burgoyne ogni
speranza di potersi di per sè stesso dalla presente calamità sbrigare.
Solo, appiccandosi, come si suol dire, e come si fa nell'estrema
disperazione, alle funi del cielo, sperava che sorgesse qualche cosa di
verso le parti basse del fiume, e con intensissimo desiderio aspettava
l'aiuto di Clinton.
E' non si potrebbe con parole meritevolmente descrivere l'infelice
condizione, in cui era riposto l'esercito britannico. Stracche le genti,
e quasi vinte dalle continue fatiche, e dai travagli degli aspri
combattimenti, abbandonate dagl'Indiani e dai Canadesi, perduti i più
valorosi soldati ed i migliori capitani, ridotto tutto l'esercito a
cinquemila combattenti di dieci ch'egli erano, fra i quali poco più di
tre migliaia d'Inglesi; svanita ogni speranza di ritirata; investite ed
accerchiate da tre parti da un nemico quattro volte più numeroso di
loro, gonfiato dal favore della vittoria, e che conosciuta la necessità
loro ricusava di combattere, e che non si poteva sforzare pei luoghi
difficili, ai quali si era riparato; obbligate a star in armi di
continuo, la scaglia, e le palle delle artiglierie nemiche spruzzando e
strisciando di colpo e di rimando per ogni dove le file, e molti traendo
a morte ogni momento, serbavan esse tuttavia la solita costanza; e se
cedevano ad una dura necessità, mostravansi però di miglior fortuna
meritevoli. Nissun atto, nissuna parola fecero, che degna non fosse
d'uomini forti e valorosi.
In fine nessuna novella di soccorso, non che fondata, vana, trapelando
da parte nessuna, fu fatta la mattina dei tredici la veduta dei fondachi
pubblici, e si trovò, che vi era in munizione da vivere, e ciò molto
scarsamente, solo per tre dì. In tale stato l'andare ed il rimanere
essendo egualmente fuori della potestà loro, considerato, che quanto più
si differiva una deliberazione terminativa, tanto procedeva in maggior
precipizio la condizione dell'esercito, convocarono una Dieta generale,
alla quale intervennero non solo i primarj uffiziali, ma ancora tutti i
capitani delle compagnie. Mentre deliberavano le palle nemiche frullando
orribilmente, andavano qua e là traforando la tenda, dove si teneva il
Consiglio. Tutti unitamente opinarono, doversi cedere alla fortuna, ed
introdurre una pratica d'accordo col generale americano.
Usò Gates modestamente la vittoria. Solo propose, che le genti regie
deponessero le armi dentro gli alloggiamenti; la quale condizione
parendo loro di troppa iniquità, sdegnosamente rifiutarono gl'Inglesi.
Volevano tutti piuttosto esser menati al nemico in una disuguale
battaglia, che macchiarsi di una tanta vergogna. Dopo diverse pratiche
si accordarono il giorno quindeci gli articoli della capitolazione.
Dovevano sottoscriversi da ambe le parti la mattina dei diciassette. La
notte arrivò al campo di Burgoyne il capitano Campbell, mandatovi a gran
fretta dal generale Clinton, il quale recava le novelle, che questi
venuto sopra l'Hudson si era fatto padrone del Forte Montgommery; e che
il generale Vaughan colle genti più spedite già si avvicinava ad Esopo.
Rinascevano in alcuni le speranze di salute. Furono ricerchi gli
uffiziali del parer loro, se i soldati in un caso disperato abili
fossero a combattere, e se la fede pubblica fosse impegnata pel verbale
accordo. Molti risposero, i soldati infievoliti dalle fatiche e dalla
fame non potersi reggere; tutti furono apertamente fautori, essere
impegnata la fede pubblica. Solo Burgoyne opinò del no. Ma era obbligato
a seguire la pluralità dei suffragi. Gates intanto, conosciute queste
mene, e le nuove speranze, donde procedevano, il giorno diciassette
molto per tempo ordinò tutto il suo esercito alla battaglia, e mandò
dicendo a Burgoyne, giunto essere il tempo prefisso a sottoscrivere;
perciò si il facesse immediatamente, o si combatterebbe. Questi non si
fe' più pregare. L'accordo fu sottoscritto, il quale intitolarono:
convenzione tra il luogotenente generale Burgoyne, ed il
maggior-generale Gates. Le principali condizioni, oltre quelle per le
provvisioni, ed altre cose da somministrarsi all'esercito britannico
durante il suo cammino per a Boston, e la sua dimora in questa città,
furono che le genti uscissero dagli alloggiamenti con tutti gli onori
della guerra, colle corde accese, coi tamburi battenti, le bandiere
spiegate, le artiglierie da campo; deponessero le armi, e lasciassero le
artiglierie in un luogo a posta presso un'antica Fortezza; avessero la
facoltà d'imbarcarsi liberamente, e di passar in Europa da Boston, con
patto però non potessero portar le armi contro l'America durante la
presente guerra; non fossero sparpagliate, nè i soldati smembrati dagli
uffiziali loro; le chiamate, ed altri uffizj militari fossero permessi;
ritenessero gli uffiziali le spade; tutte le robe dei privati fossero
salve, le pubbliche si consegnassero di buona fede; non si svaligiassero
le bagaglie; tutti coloro, che seguitavano il campo di qualsivoglia
condizione, o paese si fossero, godessero il benefizio della
capitolazione; e fosse fatto abilità ai Canadesi di ritornarsene alle
case loro.
Non solo le condizioni di quest'accordo, se si considera il disperato
frangente, a cui si trovava l'esercito britannico condotto, sono molto a
questo onorevoli, ma Gates per una somma cortesia, e per un benigno
riguardo verso i vinti, fe' ritrarre dentro gli alloggiamenti le sue
genti, acciocchè moleste spettatrici non fossero alle inglesi, quando
elleno deponevano le armi. La qual cosa gli si dee non solamente ad
umanità, ma a sopportazione, e ad altezza d'animo recare; imperciocchè
già sapeva egli le inudite depredazioni, che andava facendo all'uso dei
Barbari sulla destra riva dell'Hudson il generale Vaughan, e come avesse
questi tutto il villaggio d'Esopo inesorabilmente arso e distrutto. Egli
è debito nostro di non passar sotto silenzio, che siccome Gates in tutto
il corso di questa guerra sulle rive dell'Hudson compì tutte quelle
parti, che ad accorto, valoroso e sperto capitano di guerra si
appartengono, così medesimamente niuna di quelle lasciò indietro, che
adornar sogliono gli animi generosi, onesti e civili. E questa
amorevolezza usò verso i sani, ma più ancora verso i malati, che la
fortuna dell'armi aveva posto nelle sue mani, ai quali tutti quei
soccorsi fe' ministrare, che meglio per la condizione delle cose seppe,
e potè. Sommava l'esercito americano il dì dell'accordo a un di presso a
quindici migliaia di soldati, dei quali dieci migliaia a circa di
stanziali; l'inglese a 5791, cioè 2412 Tedeschi, e 3379 Inglesi tra
combattenti, e non combattenti. Acquistarono gli Americani quarantadue
pezzi di belle artiglierie tra cannoni, obici, e bombarde, da 4600
archibusi, una quantità notabile di cartocci, di bombe, di palle, di
carcasse e di altri instrumenti da guerra.