Mi trovo.... nelli mano.... di pericolosi.... malfattori.... li
quali..... vogliono.... la somma.... di due.... cento.... mila....
liri....
Il povero giovine trasalì; si fece bianco come un cencio, e alzò il
capo.
--Duecentomila lire.... balbettò con un fil di voce. E il bandito
accennò di sì tranquillamente.
--Duecento mila lire! ma.... dove volete che li prenda il povero mio
fratello tutti questi danari.
--Oh! che dice mai! riprese l'altro. E scegliendo i termini, seguitò:
vostra eccellenza butta giù troppo la sua casa: il canonico, se vuole,
può pagar questo ed altro ancora.
--V'ingannate: vi giuro anzi....
--Non si sfiati. Mi vorrà dire che non l'ha nel cassetto....
comprendo: ma si sa come vanno queste cose; non s'ha la somma ma si
può trovarla.
--E dove? tutto il nostro patrimonio riunito.... non ammonta a
duecento mila lire.... Siate buono signore....
Ma Nicola tagliò corto stringendosi nelle spalle. Gli dispiaceva....
voleva poterlo contentare.... ma aveva ricevuto dai suoi compagni
ordini assoluti, non poteva mancarvi.... Essi erano sicuri che la
famiglia, volendo, poteva trovare quella somma....
E finì con un risolino:
--Il nibbio quando afferra la gallina, sa se è grassa o magra.
--Volete la mia morte allora.
Nicola affettò un'aria di stupore grandissimo.
--La sua morte!... o perchè dovremmo volere la sua morte! Tutt'altro.
Che la famiglia paghi, e a vostra eccellenza non sarà torto manco un
capello, la mia parola è una: anzi faremo voti che Dio gli accordi
lunga vita e prospera salute al primo bicchiere che vuoteremo dopo che
avremo ricevuti i danari.
Che rispondere?
--Dettate, disse il povero giovine con un sospiro. E l'altro rispose:
--Dunque.... li quali vogliono la somma di duecentomila liri.... La
somma dovrà essere portata.... da due individui.... che l'uno.... deve
cavalcare.... una mula mirrima¹.... Verranno per Cerda.... Fontana
russa.... alla serra dei Gancitani.... Si avvicinerà uno.... che gli
domanderà.... se.... portano olio.... a Petralia.... La somma.... la
divono.... consignari a quillo.... Se non trovano.... a nissono....
dovranno.... ritornari.... per la stissa.... strata....
¹ Storna.
E Savarella aveva firmato questa strana lettera, quando il bandito,
accennando col dito teso verso la carta, soggiunse:
--_Omissis_.... Non facciate.... passo.... al giostizia.... se no....
la mia vita.... è.... in pericolo.... E fate presto.... che lo tempo
longo.... è peggio pel malato.
Cinque minuti dopo il bandito, dopo d'avere raccomandato di nuovo al
povero giovine di stare allegro, e non pensare a guai, usciva e
serrava l'uscio della grotta a doppia mandata.
Il ricattato restò solo, immobile sul furrizzo, a capo basso e con le
mani contratte sulle ginocchia.
Che notte orribile che aveva passata, e che giorno più orribile
ancora! quanti pensieri in quel povero cranio, alimentati
continuamente dal pericolo presente, dal timore dell'avvenire incerto,
dai ricordi della famiglia, del rammarico d'essersi avventurato così
solo, in tempi non ancora quietati del tutto!... Poi spossato per
tante commozioni, intirizzito dal freddo, rotto dalla fatica, era
caduto in una specie d'inerzia del corpo e dell'anima: il dolore gli
aveva accordato una tregua. Ora lo riassaliva con più ferocia, con più
accanimento: ridestava quel timore, que' pensieri, que' ricordi in
folla, ne suscitava altri propri della nuova piega che prendevano le
cose.
--Duecento mila lire! mormorava dimenando il capo dolorosamente,
duecento mila lire!... Poi batteva palma a palma e soggiungeva: una
morte orrenda e disperata!
E riandava i tanti ricatti, pigliando materia a nuovo terrore: vedeva
Porcari, Sgadari, Rose, tra le braccia della famiglia nel tripudio del
ritorno, ma vedeva Saeli, Sciortino, Catalfano, bruttati di sangue,
lividi, mutilati.... vedeva sè stesso con lo spavento nel volto, nelle
mani dei suoi carnefici, tra un lucicchio di coltelli; sentiva il
freddo doloroso del ferro in vari punti della persona, lo smarrimento
della morte.... Si vedeva cadavere bruttato di sangue, livido,
mutilato come quegli altri.
--Duecento mila lire! ripeteva dimenando il capo dolorosamente:
duecento mila lire!
Ma un crampo allo stomaco lo fece trasalire: non aveva mangiato da
trentasei ore; aveva fame: e macchinalmente portò gli occhi al
paniere.
Allora un ricordo venne come un lampo a dargli una più forte puntura:
due sere avanti aveva cenato allegramente in famiglia.... Parevagli di
sentire le care voci dei suoi. Annuccia lo canzonava piacevolmente per
un certo matrimonio che gli era stato proposto con una ricca
signorina; il fratello canonico, a cui spiaceva che la cosa si
mettesse in burla, cercava di interromperla con delle gravi
considerazioni.... Lui, pur rimbeccando la sorella, guardava la mamma:
lo sapeva quanto gli stesse a cuore quel matrimonio alla buona
vecchierella! e vedendo a rannuvolarsi il suo povero volto disfatto
dalla malattia, ammiccava con gli occhi per rassicurarla....
Non si potè più frenare: il suo cuore traboccò come un vaso troppo
pieno: nascose la faccia tra le mani, e pianse: pianse a lungo,
inconsolabilmente.
Nel silenzio s'udirono i singhiozzi del disgraziato, i colpi cupi e
monotoni del mare che assaltava lo scoglio con la cocciutaggine delle
potenze brute.