IX.

La polizia s'era messa in moto. Arrivavano bersaglieri, guardie a

cavallo, comandanti, delegati.... un mondo di gente insomma, che si

sparse per le campagne, e si diede a batterle per ogni verso.

Tuttavia la lettera fatta scrivere al povero don Bastiano, pervenne

alla famiglia.

Un uomo a cavallo, chiuso nel cappotto, l'aveva consegnata al fattore

della Rocca sull'imbrunire, mettendo ogni suo studio nel nascondersi

il viso dentro il cappuccio.

Il canonico la lesse; diventò bianco come un panno lavato e la diede

a' suoi fratelli.

--Duecento mila lire!... duecento mila lire!... si messe a balbettare

con le braccia ciondoloni. Meschino me!... meschino me!...

Don Ciccio e don Salvatore s'abbandonarono sulle sedie, l'uno con la

testa tra le palme, l'altro dondolandola.

--Duecento mila lire!... duecento mila lire!... casa rovinata.... casa

rovinata!

Gli scellerati volevano morto il fratello dacchè domandavano quella

somma ch'essi non avrebbero potuto pagar mai!

Basta, fu il fattore che riuscì a calmarli in certo modo. Egli non

aveva i capelli bianchi per nulla; sapeva come andavano quelle cose; i

ladri domandavano sempre molto e poi finivano col contentarsi di una

miseria.

Provvedessero la mula storna, del resto se n'incaricava lui.

Una mula storna?... o chi diamine n'aveva delle mule storne?... ah,

sì, Peppe Facce di vino; e si mandò da questo.

Peppe era in viaggio; ma tornava la sera; la moglie promise di

mandarlo a servire il canonico verso un'ora di notte.

--Bacio la mano a vostra eccellenza, disse togliendosi il berrettino

di cotone nero.

--Vi saluto, compare Peppe; accomodatevi e mettete in capo.

--M'ha mandato a comandare? riprese il trafficante d'oli rimettendo il

berrettino e sedendosi.

--Sì.... Volevo dirvi.... se domani potreste andare a portare un

carico d'olio a Petralia.

--Per vostra eccellenza anderei anche a buttarmi in mare.

--Grazie, compare Peppe.... Verrà con voi il fattore.... Pare che ci

sia richiesta d'olio da quelle parti e se se ne potesse fare una

vendita in grosso....

--Bene, per questo lasci fare a noi.

--Andate a prendere gli otri dunque: faremo il carico.... Stanotte il

su Mariano passerà da casa vostra e vi metterete in via.

Così partirono due ore prima che aggiornasse, senz'essere molestati e

due ore circa dopo mezzogiorno arrivarono alla _serra_ de' Gancitani:

un luogo affatto nudo ed alpestre, con una sola casaccia in costa.

Lì si fermarono; e il su Mariano dette uno sguardo intorno. Non si

vedeva un'anima: lo stradale che si stendeva lungo e bianco fra'

maggesi neri di grano marzuolo era deserto; l'istessa casa, con una

fila di piccole finestre quadrate dall'imposte rosse chiuse

ermeticamente dietro l'inferriate, pareva deserta.

--Compare Peppe, disse il fattore, non vogliamo prendere un boccone?

--Prendiamo un boccone, su Mariano.

Smontarono. Il fattore levò le bisacce di dosso alla cavalla, ne cavò

fuori un pane, il fiasco con il vino e un microscopico pezzettino di

cacio avvolto in un tovagliolo. Sedettero in terra e si misero a

mangiare, mentre le bestie pascolavano lungo il ciglio della via.

--Compare Peppe, disse il su Mariano portando in bocca un briciolino

di cacio, che aveva tagliato con la punta del coltello; è venuta l'ora

di dirvi il perchè del nostro viaggio.

--Non c'è bisogno, su Mariano; ier sera intesi tutto per aria....

Portate i danari a' briganti, eh?

--No, compare Peppe, non porto i danari ai briganti, ma vengo per

cercare d'accomodar la cosa.... Vogliono sedicimila onze nientedimeno!

O dove l'hanno i miei poveri padroni tutti questi danari! tutto quello

che posseggono non arriva manco a trentamila....

Ma in questa s'era voltato e aveva veduto muoversi delle teste, lassù,

dietro a certi pietroni.

--Oh, oh!... disse: credo che sian qui.

--Dove?... io non li vedo.

--Là; dietro a quelle liste.

--.... È vero.

--Guardate, scende uno.... E il su Mariano, per darsi certo un po' di

coraggio, preso il fiasco, ne levò il turacciolo, si passò il rovescio

della mano sulle labbra e bevve a lunghi sorsi.

Difatti, un uomo, avvolto nel suo cappotto, scendeva di buon passo.

--Ehi! disse, come fu vicino a' due che mangiavano.

--Volete restar servito? disse il fattore: e gli porgeva il fiasco.

--No, grazie.... Di dove si viene?

--Dalla Roccella.

--Chi siete?

--Il su Mariano Grasso, fattore dei signori Savarella.

--Portate olio a Petralia?

--Già.

E così dicendo il fattore s'alzò, s'avvicinò a quell'uomo al quale non

aveva levato gli occhi d'addosso, e gli disse sottovoce:

--Siete l'amico che aspettiamo?

--Portaste i danari?

--Vorreste camminare un poco se non vi dispiace?

--Camminiamo.

--Come potevo portarli i danari, fratello mio! son somme da chiedersi

queste? Meno male se i miei poveri padroni fossero in istato di

poterle pagare.... voi altri stessi che avrete prese prima tutte le

informazioni, dovreste saperlo: tutto quel che possiedono è assai se

arriva a una trentina di mila onze: li volete ridurre all'elemosina? E

poi, i Savarelli han rispettato sempre i latitanti; e alla Rocca pane,

alla Rocca vino, alla Rocca orzo non n'è mancato mai a nissuno. Per

me, non dico!... non ho fatto mai la spia, anzi sono stato sempre

l'amico degli amici, che, per loro bontà, a dirla tale e quale, m'han

rispettato sempre. Dovevo a questo l'aver fatto i capelli bianchi

senza aver ricevuto mai uno smacco. Ora pare che i tempi siano

cambiati. Basta, sinchè uno a i denti in bocca, ei non sa cosa gli

tocca. Ah! quella buon'anima di compare Angelo e quel cristianone di

compare Vincenzo! ma l'uno, poveretto, lo fecero a pezzi sotto S.

Mauro, l'altro s'ammazzò a Polizzi per non cader vivo nelle mani della

giustizia.... Se ci fossero loro!...

E per insinuarsi nell'animo di quell'uomo, si messe a contargli il

come e il quanto lo rispettassero compare Angelo e compare Vincenzo.

Nicola (era lui) l'aveva ascoltato stringendosi di più nel suo

cappotto.

Umh, gli disse infine, compare Mariano aveva torto se credeva che gli

si avesse voluto fare uno smacco: che si sapeva che uomo era; ma.... i

tempi correvan difficili... non c'era più alcuna risorsa, non più

amici fidati. Santo diavolo, lo credeva? erano quanto gli sbirri di

Pulcinella in quella faccenda e a ciascuno sarebbe toccata una

miseria. Via, glielo dicesse schiettamente, valeva la pena di risicar

la pelle per una miseria? E dunque!...

Tuttavia, a solo riguardo suo.... era una libertà che si prendeva

senza consultare i compagni, dalla somma ci levava due mila onze e non

se ne doveva parlar più. C'era che dire?

Ma il su Mariano tentennava il capo. Due mila onze! si trattava di

tutt'altro! dovevano farlo a lui questo favore, dovevano scendere più

giù, molto più giù.... si dovevano contentare d'un caffè.

Nicola si voltò bruscamente. Che caffè e caffè.... E siccome l'altro

insisteva, tagliò corto:

--Infine, che siete venuto qua a prenderci per minchioni?

E usciva fuori con la solita storia di pelle e di sbirri di

Pulcinella. Sangue.... ammazzerebbero don Bastiano e buona notte.

Allora il fattore si fece umile umile: alla sola idea che quegli

assassini potrebbero ammazzare il povero padrone, si sentiva commosso,

gli spuntavano le lacrime. Oh, no, questo mai! diceva con voce

tremante, questo mai! Che ne guadagnerebbero? Egli l'aveva allevato

quel povero giovine e l'amava come un suo figliolo.... che colpa ci

aveva se.... Si sfogassero su di lui piuttosto: quando volessero, egli

verrebbe coi suoi piedi ad esporsi a' loro colpi, purchè non

torcessero un capello al suo povero padrone. Egli l'aveva allevato,

l'amava come un figliolo....

--Non parlate di levare un centesimo di più allora.

--Ma sentite....

Insomma dopo un ora di tira tira, di consulte e bisbigli con i

compagni che aspettavano nascosti lassù nelle liste, si stabilì che i

Savarella pagherebbero centomila lire; e questo a riguardo del su

Mariano che era un amico. Egli stesso porterebbe il danaro tra due

giorni a' Gammisini: lo riconoscerebbero a un fazzoletto rosso, che si

legherebbe attorno il capo.

Il buon vecchio si fece promettere che durante quel tempo non

farebbero un male al suo padrone, e li lasciò.

I drammi de' campi Padre Don Giuseppe—La vendetta—Proprietari e fittaiuoli— Sequestro. · 第 60 / 69 题