V.

S'eran trovati gli uomini per fare il tiro, i danari per provvedere

alle prime spese, bisognava trovare un luogo sicuro dove poter tenere

nascosto il sequestrato. Nicola s'era lambicato il cervello

inutilmente. Bisognava aprir tanto d'occhi, in simili faccende la

riuscita dipende tutta dalla scelta del luogo. Sciaverio lo levò da

tanto imbarazzo proponendogli la terra del Chiarchiaro: sorgeva

solitaria in riva al mare, sulla punta destra d'un seno: era d'un suo

amico, un certo mastro Vanni Greco, un vecchietto magro magro, con una

barbaccia grigia, e gli occhi rossi come Caronte; non sapeva se

compare Nicola lo conoscesse. E all'accennar di no del bandito, per

provargli che si potevano fidar pienamente di colui, Sciaverio, si

fece a tesserne l'elogio. Era un furbo matricolato, vecchio

nell'arte.... amico degli amici, e che sapeva tener la bocca cucita.

Reggeva il sacco ai contrabbandieri, favoriva i _picciotti_ che

andavano per il mondo, e li trattava bene quando capitavano nella sua

torre. Oltre di ciò era riuscito a gettar la polvere negli occhi degli

sbirri, sicchè quegli imbecilli lo tenevano in gran conto. Mastro

Vanni? un galantomone!... e perciò mai un minimo sospetto su di lui,

mai una perquisizione nella sua stamberga. Questa scelta offriva loro

un altro vantaggio: nella torre c'era un nascondiglio ch'e' sfidava a

scoprirlo i più furbi del mondo: figurarsi! una caterratta sotto il

letto, mascherata di mattoni, e che, per mezzo d'una scala di legno,

metteva in un sotterraneo dove l'amico teneva in deposito ogni genere

di roba.

--Che ne dite?

A Nicola piacque l'idea, incaricò Sciaverio di trattare con mastro

Vanni.

I drammi de' campi Padre Don Giuseppe—La vendetta—Proprietari e fittaiuoli— Sequestro. · 第 55 / 69 题