XII.

Da quella sera in poi chi si fosse trovato ne' dintorni della villa,

avrebbe veduto delle novità strane: Brasi Sala il figliuolo del zu

Vito, e il socio Lalla, si aggiravano attorno alle mura del giardino,

fingendo di cercare delle erbe; di quando in quando davano degli

sguardi in qua e in là, poi uno s'allontanava prendeva la rincorsa e

con un salto s'aggrappava alla cresta del muro, si sollevava pian

pianino sui polsi, e affacciava quel tanto della testa ch'era

necessario per potere veder dentro senz'esser visto. La sera era

l'istesso armeggio; però quello che prendeva la rincorsa faceva lo

slancio più forte, saltava a cavalcione del muro, spiava

nell'oscurità, con l'orecchie tese, e si calava dall'altro lato. Il

compagno restava ad aspettare appiattato. Quello stava nel giardino

due o tre ore, poi ne usciva dell'istessa maniera.

Ciò durò alcuni giorni.

Una mattina il zu Vito Sala andò in casa del notaro Anselmi.

--Il notaro? domandò alla serva ch'era venuta ad aprirgli.

--Non c'è.

--Dove potrei trovarlo?

--Al Casino di compagnia, o da don Perico Spada.

Il vecchio andò da don Perico, poi al Casino; e data un'occhiata

dentro la sala, e veduto il notaro che giuocava, aspettò che alzasse

gli occhi, e con l'indice aperto gli fece segno che voleva parlargli.

Il notaro lasciò la partita, s'alzò premurosamente e uscì.

--Devo parlarle, gli disse il mafioso. Vengo da casa sua; sarebbe

stato mio dovere aspettarla, o tornarci... ma ora che lo trovo qui....

la cosa è d'urgenza....

Ma il notaro, dimenando la sua piccola persona, si sbracciò in

complimenti. Non faceva bisogno di scuse, gli dispiaceva anzi che il

zu Vito si fosse incomodato.... lo sapeva, egli era tutto per gli

amici; per lui poi si sarebbe gettato in mare.

E fattosi serio a un tratto, restò con la testa un po' inchinata sulla

spalla, in atto di chi ascolti col più vivo interesse e con la massima

attenzione.

Il zu Vito si carezzò la bocca, poi gli raccontò come s'eran passate

le cose tra lui e Striati, e lo pregò che volesse andar da

quest'ultimo, a fargli intendere ragione.

--Sicuro.... principiò il notaro tutto indignato. Ma l'altro

l'interruppe.

Parlò delle cattive annate, del poco o nessun guadagno, concluse che

duecent'onze, benchè non ci fosse proprio convenienza, sul fitto ce li

voleva buttare; ci aveva affezione a que' giardini, eran dodici anni

che ci stava....

--Sicuro!...

--Del resto il padrone si levi di testa quelle pazzie di macchine e

modi nuovi di cultura, se non vuol ridursi con una canna in mano.

--Sicuro!... Ci anderò io.... glielo metterò io il cervello a posto a

quel matto! Levarsi i giardini per coltivarli a conto proprio! oh, lo

stravagante! Egli non lo sa che ci vuole per far ciò.... non ci

basterebbe una miniera. E poi, quando si trova uno tanto buono da

farvi guadagnare duecent'onze all'anno; mille e duecento in sei anni!

E via di questo tenore, incoraggito de' segni d'approvazione del

mafioso, del quale aveva sempre avuta una paura maledetta.

E l'indomani entrò nello scrittoio dell'amico come una bomba: non gli

diede tempo d'aprir bocca. Era pazzo!!.. voleva levare i giardini ai

Sala e al loro socio Lalla!!.. Lo sapeva con chi aveva da fare? I Sala

madrandini di padre in figlio, Lalla poi una tigre nata sputata; vero

degno allievo di quel brigante di suo zio che l'aveva preso con sè sin

da quando era piccino. «Ammazziamolo» questa parola aveva sempre in

bocca quel tristo, e ammazzava davvero anche per un nonnulla....

figuriamoci!... Striati faceva male ad impuntarsi. Egli aveva veduto

il Sala il giorno avanti; gli era parso brutto in faccia.... poteva

succedere qualche guaio.

Nino lo guardava sorridendo, senza parlare.

Anselmi s'avvicinò, posò le mani sul piano della scrivania, si curvò

appoggiandovisi, e continuò:

--Sorridi?... Quando il principe Torres s'incornò a voler coltivare i

suoi fondi a conto proprio, gli amici glielo dissero, bada a quel che

fai! Ma lui stimò bene fare il sordo. Prende il primo curatolo:

bomm.... una schioppettata tra fichidindia, e cade senza poter dire,

aiutatemi Cristo! Ne prende un secondo: non doveva essere un minchione

quello lì, eh! eppure una mattina che non era ancor giorno chiaro,

mentre andava sul posto dove l'aspettavano i giornalieri per mettersi

al lavoro, bomm.... una schioppettata di dietro a un muro, e cade

anche quello. Chi fu? Vattel'a pesca. Il principe prende un terzo

curatolo: era un Beato Paolo che non aveva paura nemmen di Dio: tant'è

il terzo giorno gliel'ammazzano! Il risultato fu che quel signore non

trovò più curatoli, egli non potè più stare a Palermo, e i fondi

restarono incolti. Dovette venderli con gran perdita, e se non li

comprava il zu Deco Zara, un osso duro quello, non so come il principe

se la sarebbe potuta cavare.

Il povero colonello Verrone, continuò l'Anselmi, dopo un breve

silenzio, un po' più animato perchè stizzito dall'eterno sorriso

dell'amico che lo guardava sempre senza parlare, levò i giardini ai

Manfrici: aveva ragione da vendere; erano affittati per mille e

quattrocent'onze, e n'avrebbero potuto dar due mila per lo meno.

Usciva poco, mai la sera, stava sempre guardingo. Chiusosi nella

camera da letto, qualunque cosa succedesse, non apriva se la serva,

una vecchia che stava con lui da trent'anni, non gli facesse il

segnale convenuto tra loro: eppure una mattina fu trovato ucciso nella

camera da letto!... Il Singardi....

--Li so questi fatti, amico mio, interruppe il giovine con perfetta

calma; e appunto per questo levo i giardini ai Sala e compagnia bella.

Il notaro non s'aspettava una risposta simile; meno poi fatta con

tanta calma: era le mille miglia lontano dal supporre un uomo di ferro

in quel mingherlino: e sì che l'aveva frequentato! Lo guardò sbarrando

tanto d'occhi, e con un, oooh! uscitogli proprio dall'anima: e Nino si

contentò d'accennar di sì col capo a due riprese.

--È pazzo! continuò l'Anselmi come se parlasse a sè stesso.

--No che non son pazzo.

--Tu vuoi dunque.... Ma via, via, bando agli scherzi; accomodo io la

cosa, e con tuo vantaggio: duecent'onze all'anno di più te le fo

dare.... per sei anni, fan mille e duecent'onze: proprio mille e

duecent'onze trovate.... quel che si dice trovate.

--Nè duecento, nè quattrocento: non è per questione d'interesse che

non voglio affittar più i miei fondi. La ringrazio sempre però....

--È forse per le tue solite ubbie d'innovazioni?... interruppe il

notaro, che cominciava a scaldarsi.

--Oibò!

--Perchè dunque?

--Perchè.... perchè non voglio.

--Questa non è una buona ragione, e non me n'appago.

--Ma non capisce dunque che quella gente vuol farmi commettere una

viltà, ed io non son uomo da commetterne? gridò il giovine animandosi

ad un tratto e dando un pugno sul tavolino.

--Una viltà!

--Mi pare.

--Ma nossignore, strillò l'altro più forte, nossignore: perchè

aumentano duecent'onze all'anno sul fitto. Tu cedi a un vantaggio, non

alla forza.

--L'han saputo abbindolar bene a quel che pare! rispose Striati

ritornato calmo, e scrollando il capo. Stia a sentirmi un po'.... Ma

sieda prima di tutto, mi fa pena vederlo all'impiedi. Col volere

imporsi, con le minacce....

--Ma figlio mio, proruppe il notaro rosso come un gallo, unendo le

palme, chi ti ha detto che que' signori vogliono imporsi, chi ti ha

detto che abbiano minacciato! ma.... ma.... ma.... Que' tuoi

scartafacci ti han fatto uscir di cervello, e sogni un mondo di

sciocchezze, santo Dio!... Poi continuò strascicando le parole: Sala

venne da me ieri, mi disse umilmente, e con il massimo rispetto, che

ti pregassi a non volergli levare i giardini.

--È che lei non li conosce que' birboni, non l'ha studiato come l'ho

studiato io.

--Parla tu dunque che li hai studiati, e li conosci, riprese il notaro

stringendosi nelle spalle.

--Sì, io che li ho studiati e li conosco! Hanno il miele in bocca ed

il coltello a cintola.... A sentirli son poveri diavoli, servi

umilissimi del proprietario a cui danno dell'eccellenza: vogliono i

giardini perchè ci hanno affezione, e non per idee di guadagno; non ce

ne hanno avuto mai. Poi con frasi smozzicate, che pare cadan nel

discorso e non ci sian messe ad arte, vi fan capire che dovete fare

quello che vogliono loro. Siete stati rispettati, e non lo sarete più,

sicchè non potrete venire con sicurezza nelle vostre proprietà; non vi

sono state imposte taglie, e vi s'imporranno; non s'è attentato alla

vostra vita, e vi s'attenterà!... Canaglia! pretta canaglia!... Ah,

son mafiosi? ma lo sarò anch'io se mi mettono con le spalle al muro!

Ah, sparano a tradimento? non li temo; mi circonderò d'uomini fidati e

coraggiosi, che pagherò bene.... gli darò quello che dovrebbero

rubarmi quei ladroni! mi guarderò e ce la vedremo. So sparare anch'io,

non credano, anch'io so sparare! E acceso di sdegno, girava intorno

uno sguardo terribile, come se già avesse di fronte i Sala e il Lalla.

Il notaro s'accorse troppo tardi d'aver preso un bel granchio nel

supporre che avrebbe ottenuto il suo intento più facilmente col metter

paura a quel diavolo: tuttavia cercò di rimediare alla meglio. Si

strinse nelle spalle. Quelli eran discorsi che non avevano nè capo nè

coda: egli voleva ostinarsi a credere che i fittaioli volessero

imporsi, avessero minacciato: ciò, glielo ripeteva, non risultava da

quello che gli aveva detto il Sala il giorno avanti. Era stato il

miglior amico del vecchio Striati, voleva bene a Nino come a un

figliolo.... lo sapeva nascere: per questo era entrato in apprensione,

e aveva parlato di que' tali fatti deplorevoli.... lo sapeva ch'egli

non era uomo d'aver paura; però lo pregava per l'amicizia che lo aveva

legato al padre suo, per il bene che gli voleva, a desistere da quel

proposito.

Nino scosse il capo risolutamente.

--No, disse poi, non posso. A lei han parlato con moderazione e

umiltà, a me han tenuto un discorso misto, nel quale non furono

risparmiate allusioni e accorte minacce.... So anche quello che fecero

con mio padre. I fondi sono miei, ne posso disporre secondo il mio

talento: nessuno ha il diritto d'impedirmelo. Se le condizioni dei

proprietari nell'agro palermitano e suoi dintorni sono deplorevoli

assai, di chi è la colpa se non degli stessi proprietari? Han

cominciato con aver paura, si sono affidati a malfattori per

difenderli da' malfattori....

--Sfido io! bisogna pure che ci vada uno ne' suoi fondi: e quando non

può diversamente....

--Ah!... per carità non dica di queste cose: il bel risultato che

hanno ottenuto! i protettori han capito con che razza di gente avevano

da fare, n'han profittato; si sono associati, e a poco a poco i veri

padroni son diventati loro.... ciò mi pare che si chiami cader dalla

padella nella brace. A costoro bisogna mostrare i denti, o guai.... Io

glieli mostrerò! soggiunse poi risolutamente.

Nemmen per quest'altra via arrivava allo scopo il povero notaro; e non

sapeva proprio a che santo votarsi. Il guaio era che provava una paura

ladra, alla sola idea di dover dare una risposta negativa a quell'uomo

che aveva ritenuto sempre una tigre pronta a slanciarsi addosso a chi

nulla nulla lo contrariasse.

--Tu gli mostrerai i denti? disse.

--Glieli mostrerò.

--E che otterrai?

--Non lo so, rispose il giovine malinconicamente: forse la mia

arditezza scoterà gl'inerti....

--Idee che non stanno nè in cielo nè in terra, amico mio: invece ti

daran del pazzo.... qualcuno si restringerà a darti dell'imprudente,

ecco, e tutto morirà lì.... E a te resterà il male e il malanno e

l'uscio addosso. Ma dimmi un poco, continuò poi unendo l'indice e il

pollice a mo d'anello, o come si potrebbe qualificare altrimenti uno

che, ammesso ci sia una potente associazione la quale colpisca

nell'ombra avendo quasi sempre l'impunità, pensi di volerla combattere

solo? Vuoi far tu, quello che non han potuto fare le leggi coadiuvate

da tutto quel complesso di forze che si chiama giustizia?

--Lo so: ma se a questa giustizia gli si agevolasse la via; se, come è

debito d'ogni buon cittadino gli si desse una mano....

--Già!... un bel metodo quello per buscarsi una schioppettata dietro

la schiena!

--Oh!... ma se per fare il proprio dovere si badasse al danno che ne

potrebbe venire....

--Nino.... dimmi quel che vuoi, ma non tutti hanno questo coraggio. E

qui si voltò, guardò intorno in aria spaurita, e quasi temesse che

alle mura e a' mobili spuntassero le orecchie, abbassata la voce in

modo che Striati stentava a sentire, seguitò:

--Dai retta a me, lasciamo le chiacchiere da parte.... la nostra

condizione è terribile, pur troppo terribile: e noi non possiamo farci

nulla.... nulla! Che ne vuoi! il proverbio siciliano dice: il pesce

puzza dalla testa: e questo è il caso nostro. Come non si pensa a

riformare una polizia inetta in tutta l'asserzione del termine!...

Come s'abolisce in fatto la pena di morte che esiste in dritto, quando

si tratta di certe tigri che meriterebbero peggio! come s'abolisce!

Come si farebbe grazia a un parricida, come si fa grazia agli

assassini di Catalfamo! È generoso l'atto, ma non fa al caso.

L'indulgenza, dove ci vorrebbe il massimo de' rigori. Intanto la si

mantiene per i militari! eh via!... Meno male se ci fosse un'isola

qualunque in Affrica o in Oceania, dove si potessero deportare tutti

questi birboni: sarebbero come morti per la società non solo, ma una

tal pena sarebbe salutare per gli altri, incuterebbe un vero

terrore.... E guardatosi un'altra volta intorno, soggiunse: basta, non

è il caso di discutere di codeste cose....

E ripreso il tono naturale della voce:

--Nino, te ne prego.... te ne scongiuro....

--Senta, non insista più oltre.... mi fa proprio pena dover negare a

lei qualche cosa per la prima volta in vita mia.... ma non se n'abbia

a male. Non desisterei dal mio proposito non dico se n'andasse la mia

vita, ma quella di mia moglie, de' miei figlioli, se n'avessi.... se

anche sapessi che col desistere farei ritornare in vita mio padre e

mia madre!

Che fare? Andarsene. E questo fece il notaro, maledicendo in cor suo i

coraggiosi e gli ostinati.

Stette in agitazione tutto quel giorno e la notte, e non si risolvè di

scrivere al zu Vito che l'indomani dopo aver desinato. Via.... non si

fidava proprio di dargli quella risposta a voce.

I drammi de' campi Padre Don Giuseppe—La vendetta—Proprietari e fittaiuoli— Sequestro. · 第 42 / 69 题