Epperò, quindici giorni dopo, il zu Vito si presentò allo Striati. Per
bocca d'un tizio aveva saputo ch'egli voleva mettere i giardini
all'asta, sperando un aumento. Lui veniva, benchè non ci fosse
convenienza, a buttar cent'onze sul fitto.... Era proprio perchè ci
aveva affezione a que' giardini, c'era stato dodici anni! che quanto a
guadagno non ce ne aveva avuto mai. Ora erano gli ulivi che non ne
facevano una maledetta, a causa delle brinate, ora le vigne, ora i
frutti, ora il santissimo diavolo, Dio glielo perdonasse! il prezzo
degli agrumi era calato di molto, i sommacchi non li volevano nemmen
regalati.
Allora il progettista non si tenne. Cominciò a parlare per sommi capi
dei nuovi modi di cultura, enumerando le diverse forme d'aratri,
accennando all'estirpatrici e alle trebbiatrici; dei letami, non
dimenticando il guano del Perù; degli allevamenti de' vaccini con pale
di fichi d'india, e l'erbe conservate fresche, nelle fosse, a strati
col sale; poi, scendendo agli agrumi, disse che voleva sbarbare tutti
gli aranci, e mettere in vece limoni; a far ciò, secondo lui, c'era un
vantaggio enorme: se ne spremeva il sugo, e s'imbottava, se ne salava
la polpa in barili, s'estraeva lo spirito dalle bucce: si mandava il
tutto in America dove ce n'era gran richiesta. Disse delle nuove
fabbriche per magazzini, che voleva far alzare; de' pozzi artesiani,
che voleva fare scavare; e dopo una buona mezz'ora, concluse che i
giardini non li dava più, li coltivava a conto proprio. Non perchè
fosse scontento de' fittajuoli.... tutt'altro.... ma perchè voleva far
gli esperimenti de' nuovi modi di cultura, mediante i quali era sicuro
che la sua rendita doveva raggiungere la rispettabile cifra di
cinquanta mila lire all'anno.
Il Sala, che l'aveva ascoltato pazientemente, capendo poco in tutti
que' garbugli messi fuori con tanto calore, si fece verde come
l'aglio; i suoi occhiacci mandarono un lampo sotto alle sopracciglia
irsute; ma li abbassò subito di traverso come suo padre, buon'anima, e
parve che si calmasse. Fece il maravigliato.
--Coltivare i fondi a conto proprio!... lasciamo andare co' nuovi
sistemi, che, col buon permesso dell'eccellenza vostra, io ritengo
invenzioni del diavolo, venutoci dalla _Talia_, col _Cacò_, col
_telegranfa_¹ ed altre porcherie simili per rovinare la povera
gente.... ma con quelli che abbiamo appresi dai nostri nonni.... è una
bagattella! ci vogliono danari a palate, e a fare assai, si può
riprendere le spese. E poi, o che son per i signori questi sopraccapi?
i signori nascono per starsene nelle camere, mangiare, bere e dormire;
vostra eccellenza può farlo meglio degli altri; che è ricco, e non
lesina sullo spendere. Passa il suo inverno a Palermo, la buona
stagione in villa, dove è sempre il padrone, e può divertirsi come
crede, senza impicci.... e con la massima sicurezza.... c'è chi veglia
sull'eccellenza vostra.... È una gran bella cosa potere stare in
campagna rispettato come Dio in persona.... senza ricevere smacchi da
nessuno.... senza metter fuori un soldo.... che per la madonna,
nessuno deve manco pensare a fargli un torto sinchè i Sala
calpesteranno le sue terre! Ma tutte queste chiacchiere non
approdarono a nulla. Striati aveva proprio messi i piedi al muro.
¹ Dell'Italia con la strada ferrata, col telegrafo....
Il zu Vito uscì calmo in apparenza, ma la rabbia se lo mangiava vivo.
--Vuoi levarmi il pane, borbottava tra' i denti, vuoi levarmi il
pane.... bada a te, carogna, ti leverò la vita!
Era quel tal figlio del curatolo Sala d'Altavilla, giustiziato per
avere ucciso barbaramente un padre di sette figli, il quale gli aveva
fatto una testimonianza contraria in una causa per un limite
divisorio. Al sessanta, profittando di que' momenti d'anarchia, con
una combriccola di bricconi pari suoi, assaltato nel cuor della notte
il monastero delle Benedettine, avevano violato le più giovani tra
quelle infelici, e fatto un grosso bottino. Quietatesi le cose, non
spirando più buon vento per lui, gli era parso giusto espatriare, ed
era venuto a' Ficarazzi, dove s'era dato al commercio degli agrumi.
Non passò molto che si fece scorgere anche lì. Ma un tratto si mise a
fare il bacchettone: comprò una lunga corona, prese un'aria di
collotorto assai strana in quella sua faccia da lupo, bazzicò in
chiesa dalla mattina alla sera.
Che il diavolo si sia fatto santo? pensavano nel paese; ma con uno
storcer di muso ognuno mostrava la sua incredulità. Via, non ci poteva
esser stoffa di santo in quella birba! E si stillavano il cervello
inutilmente. Si capì tutto però quando sposò la sora Vincenzina, un
tocco di ragazza nera come la pece, nipote e ganza del canonico Di
Lorenzo dicevano le male lingue. Fu con i quattrini che gli lasciò il
vecchio avaro che prese in affitto i giardini dello Striati, i quali
ora avrebbe potuto quasi comprare, tanto ci aveva guadagnato!
Il zu Vito scendeva le scale lentamente, con le mani dietro la
schiena, ruminando nell'anima nera pessimi disegni, quando incontrò la
cameriera che veniva dalla cucina col caffè caldo, per servirlo al
padrone che soleva prenderlo a quell'ora. Gli venne in idea di parlar
della faccenda alla signora.... Da che mondo e mondo le donne hanno
avuto molto potere sugli uomini: egli voleva evitare.... sinchè fosse
possibile....
Pensò chieder di lei alla cameriera.
--Buona sera, donna Maricchia.
--Serva sua, zu Vito.
--Devo parlare alla padrona, sapreste dirmi dove potrei trovarla?
--Oh, ci vuol poco! è nel giardino col cavaliere.
Nel tono con cui donna Maricchia disse quelle parole, in un certo atto
che fece con la bocca, c'era qualcosa d'ironico che non sfuggì a
vecchio furbo: e un pensiero ratto come un lampo balenò nella sua
testaccia.
--Il cavaliere.... riprese facendo il nesci, è forse quel zerbinotto
tutt'attillato, con i baffetti neri, che, si dice, sia un palermitano
amico del padrone?
--Già, è lui.... un bell'amico davvero!!
Poi s'avvicinò al vecchio, gli posò una mano sul braccio, e,
abbassando la voce, seguitò.
--Devo andarmene, che il caffè si raffredda.... ma certune,
m'intend'io, vorrebbero esser squartate vive!... vorrebbero esser
squartate vive!
E si fece a salire, barbottando: squartate vive!... squartate vive!...
--Santo diavolo! pensava il fittaiuolo seguitando a scendere
lentamente. Ora guarda!...
--Basta, tutti così questi galantuomini!
E fece un gesto chiudendo l'anulare ed il medio.
Il mafioso, come suol succedere, aveva dimenticato le sue.
Egli dovette certo mutar pensiero, poichè non andò più a trovar la
signora per parlarle dell'affare, come aveva ideato poco prima.